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Vibrazioni del cuore e Masnago diventa un gran coro


[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]Il ciclone emotivo dell’Openjobmetis manda in delirio Masnago. E’ nel segno di tre grandi ritorni che Varese trionfa nel derby d’esordio, e fa respirare a un PalaWhirlpool rovente quelle emozioni sopite dal plumbeo 2013-2014. Non solo Pozzecco, ma anche Diawara e Kangur: l’ ”I’m back” estivo è l’hashtag virale di una serata in cui i protagonisti sono i volti già noti al popolo biancorosso. "Coach Poz” debutta in serie A con la vittoria più attesa da lui e dai tifosi: aveva [/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]ragione chi si fidava delle sue sensazioni positive dopo una sola settimana di allenamenti al completo, senza badare a un precampionato balbettante perché stabilmente mascherato. Il tecnico di Varese punta su emozioni e motivazioni più che su schemi e tattica, anche se poi la sua squadra gioca un basket reattivo e fluido che strappa applausi scroscianti ai tifosi, desiderosi di riscoprire un clima da battaglia che lo scorso anno era stabilmente mancato all’appello. La Varese dell’esordio vince le scommesse fondanti del suo “progetto squadra”: reattività, atletismo e atipicità prevalgono sulla maggior stazza di Cantù.[/size][/font][/color][b] [/b][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]E proprio i due “cavalli di ritorno” discussi da chi avrebbe preferito scommesse meno prevedibili, dimostrano la bontà delle scelte del Poz. Fidandosi di veterani per i quali contano l’affetto di un ambiente che li ha già visti rendere "al top", e la chance di tornare protagonisti più che il rendimento recente e l’anagrafe, il tecnico triestino dimostra già di aver schiacciato i tasti giusti con persone – prima ancora che giocatori – di qualità come l’esplosivo francese e il glaciale estone. E alla fine “coach Poz” sfrutta appieno il mestiere dei sui cinque Over 32 nel gestire meglio l’aspetto emotivo di un derby d’esordio così carico di significati per sé e per la gente di Varese. Una vittoria figlia di una prestazione che concretizza sul campo l’intera gamma delle premesse fondanti della nuovissima Openjobmetis garantisce un enorme capitale di credibilità in grado di cancellare in un sol colpo tutti i dubbi del precampionato. Non senza sbavature e aspetti da "limare", con un gioco a metà campo che ancora va cesellato nella gestione dei possessi (ottimo Deane da sesto uomo con uno scartamento comunque non elevatissimo, da disciplinare qualche scorribanda di Robinson, poco incisivo al tiro Rautins che comunque si rende utile da "collante"). Ma il popolo di Masnago apprezza l’energia e l’intensità che la squadra è in grado di mettere in campo per 40 minuti filati, e a fianco dei veterani sugli scudi è il giovane Jacopo Balanzoni il simbolo della Varese "operaia" capace di strappare applausi convinti al PalaWhirlpool. Il mancino del 1993 mette a frutto due anni di lavoro oscuro e ripaga "coach Poz" della fiducia guadagnata in un precampionato dove gli infortuni di Daniel e Callahan (ieri sera col bis per il lungo italo- americano) lo avevano messo alla prova del campo. Il lungo "fatto in casa" (tecnicamente prodotto Campus) mette in campo quella "garra" e quell’energia difensiva che sono alla base del credo di "coach Poz": e Varese vola via anche grazie alla sua tenacia, marchio di fabbrica di una squadra che sbaglia per eccesso di foga e di generosità, ma non si risparmia mai per 40 minuti filati seguendo l’esempio del suo "tarantolatissimo" allenatore sulla linea laterale. Dunque la nuova Varese ha già fatto breccia nel cuore di Masnago, ma la stagione 2014/2015 non si chiude con la vittoria nel derby di ieri. La "sporca dozzina" del Poz fa rotta verso Pesaro con l’obiettivo di replicare anche in formato esportazione l’approccio senza sbavature dell’esordio: fare bottino al BPA Palas prima dei test verità contro Reggio Emilia e Venezia darebbe continuità al botto inaugurale. Ma intanto il canto di Masnago - per il ritorno del Poz e per il derby vinto col più tradizionale dei "Cata Sù" - dimostra che nel suo fortino l’Openjobmetis già plasmata dal suo nuovo coach darà battaglia a chiunque...[/size][/font][/color]
 


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