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ravabrkc

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  1. Vi leggo da anni, non saprei neanche quantificare da quanti, e non avevo mai sentito la necessità di intervenire nel dibattito. Lo faccio per dire che ridurre il tutto a un coro di 40 persone è, forse, provare un po' a minimizzare o a spostare il tiro da quella che è la realtà dei fatti. Non entro nel merito, perdonate il gioco di parole, dei meriti e dei demeriti della gestione Scola di questi anni: è iniziata con la scelta "sportivamente felice ed eticamente infelice" di Roijakkers, menzionata all'epoca come una delle sue prime vere incursioni (se non la primissima) nell'area sportiva, e potrebbe terminare - se questa dovesse essere la sua decisione - con una delle stagioni più sciagurate della storia della prima squadra. Perché, però, dico che ridurre la situazione a un coro di pochi individui è secondo me sbagliato? Perché la mia percezione è che l'ambiente attorno a Scola sia pesante da un po' di tempo: quando l'inizio della scorsa stagione ha riportato Varese sul pianeta Terra dopo un anno di risultati al di sopra delle aspettative e di gioco scintillante, sono sorte immediatamente perplessità diffuse su un modello che viene percepito come lontano da quello a cui siamo sempre stati abituati e che qualcuno considera addirittura deleterio. Non voglio, mi ripeto, giudicare le opinioni in un senso o nell'altro che sono (quasi) sempre legittime. Mi preme semplicemente dire che, secondo il mio modestissimo parere, il coro delle 40 persone arriva al culmine di due anni in cui quel tipo di opinione - certo non per forza o non sempre nella versione violenta e minacciosa - piano piano è sembrata diffondersi sempre di più. Ho letto con interesse le dichiarazioni di Pogacar prima del Giro delle Fiandre nel punto in cui parlava dei social: ecco, i social non sono (è bene ricordarlo!) per forza rappresentativi del parere di maggioranza dell'opinione pubblica, ma sono comunque una cassa di risonanza pazzesca per alcune opinioni. E, in tal senso, difficile non notare come - a commento di qualsivoglia notizia riguardante la Pallacanestro Varese - la contestazione anche piuttosto pesante nei confronti di Scola sia un tema ricorrente. Ci si può anche limitare ai canali della società per notarlo. Questo non vuol dire, mi ripeto e poi chiudo, che la maggioranza dei tifosi della Pallacanestro Varese sia schierata in tal senso, ma vuol dire senz'altro che quel tipo di opinione esiste e che contribuisce a creare un clima di un certo tipo nei suoi confronti. E non vuol dire neanche che considero le critiche, purché costruttive e poste nei modi e nei termini giusti, non legittime. Semplicemente penso che i fatti di domenica siano la punta di un iceberg. E nemmeno mi stupirei di scoprire, come molti di voi hanno già scritto, che tutto sommato altre persone negli altri settori - pur silenziosamente - non si sono sentite in dissenso con quanto avvenuto. Fare finta che sia tutto nato all'improvviso e che Scola lascerebbe soltanto per un coro, secondo me, non è una ricostruzione puntuale dei fatti.
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