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  • Dante's Inferno

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    fachiro
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    8 Novembre 2004
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    Scritto da Andrea Manetta
     

    Varese � caduta in un immensa voragine a cono rovesciato e si cominciano a stagliare ai suoi piedi assieme alla Virtus, scagliata laggi� dal paradiso, Teramo e Reggio Calabria.
    I cerchi sono sempre pi� stretti e la luce del sole non si fa pi� minimamente vedere.
    Il buon Ghiacci, come un novello Virgilio, cerca di riportarci a riveder le stelle; ha contattato un coach dagli occhi di bragia e che certo non si tirer� indietro nel momento in cui dovr� prendere a pagaiate qualcuno che vuole stare ancora morbosamente legato al mondo ovattato della nullafacenza.
    Al contrario di Caronte, per nostra fortuna, coach Magnano non sar� un traghettatore bens�, mi auguro, un capitano pluridecorato che prende la sua navettina da crociera e ci porta tutti quanti a prendere qualche punto in pi� in chiss� quale landa.

    Sperando di uscire da questa pericolosa bolgia fatta di incomprensioni, svogliatezza, mancanza di gioco e panchine roventi, ci aspetta una lunga risalita attraverso l�immenso monte del purgatorio, prima di tornare alla nostra destinazione naturale, il paradiso.
    Paradiso appunto. Paradiso che pi� volte abbiamo posseduto e ammirato ma che da diversi anni si � lasciato sfiorare solo un paio di volte. Ma facciamo un passo indietro;pensiamo come risalire le ripide valli della media-bassa classifica. Non essendo noti come sosia di Messner, c�� bisogno di un un solido e robusto portatore sherpa anche a costo di utilizzare un visto che prenda sulle spalle parte del gioco latente e periferico che ora ha Varese. Un centro insomma, uno di quelli con la �c� maiuscola. Non serve un fenomeno ma un bon mesteriante uno che per� faccia dimenticare l�aborrevole duo irlandese.

    Se poi, proseguendo nel cammino si dovessero porsi dinnanzi intricate selve ecco anche l�esigenza di un intrepido conquistador dotato di quel macete chiamato tiro da 3 che faccia strada verso l�eldorado.
    Il cammino verso la retta via sar� lungo qualche mese, forse doloroso, ma in ogni caso, auguriamoci sia stata una caduta costruttiva, in grado di dare quella scossa mentale necessaria per le grandi avventure.

    Un cordiale sperem,
    Andrea Manetta
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