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bah, tanto tra berlusconi e prodi, dubito cambi molto...sto governo fa cagare. Punto.

Però il deficit sul debito pubblico stava calando e far cadere un governo tra dicembre e gennaio è un atto criminale verso il popolo; adesso tutti i rifinanziamenti sono bloccati, la finanziaria (la prima che ridava fiato ai cittadini) salta, ci ritroviamo un'Alitalia smembrata sul groppone e una marea di scioperi all'orizzonte visto che i rinnovi dei contratti resteranno bloccati.

In tutto questo aggiungiamo che il resto del pianeta ci vede come dei bambini scemi a cui non dare neanche uno straccio di fiducia.

Siamo nella merda.

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(...).

Siamo nella merda.

... elemento in cui sguazziamo felici e con maestria :frantics:

e se si ripresenta il mafionano come ammiraglio manteniamo la stessa identica rotta...

ma l'importante è che ci facciano giocare ai cittadini modelli.

farci votare per essere parte del grande giuoco democratico...

guelfi e ghibellini senza spargimenti di sangue e senza intralci sostanziali nella loro costante&immutabile attività di FAMOSE LI CAZZI DE NOARTRI CHE LI BIMBI LI FAMO GIOCA' AR GRANDE DERBY DE LA POLLITICA!

a volte mi ritrovo a fantasticare e invoco un parlamento di sole donne, peggio di sta manica di ca##imosci&Ladri non potrebbero fare... anzi...

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Però il deficit sul debito pubblico stava calando e far cadere un governo tra dicembre e gennaio è un atto criminale verso il popolo; adesso tutti i rifinanziamenti sono bloccati, la finanziaria (la prima che ridava fiato ai cittadini) salta, ci ritroviamo un'Alitalia smembrata sul groppone e una marea di scioperi all'orizzonte visto che i rinnovi dei contratti resteranno bloccati.

In tutto questo aggiungiamo che il resto del pianeta ci vede come dei bambini scemi a cui non dare neanche uno straccio di fiducia.

Siamo nella merda.

no siamo nella spazzatura...1 mese e la UE s'incazza

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"Il Buongiorno" di Massimo Gramellini

da "La Stampa" del 25/1/2008

"Famolo Strano"

Ho visto Christian De Sica, su un set che assomigliava al Senato, gridare «faccia di m…» a un mastelliano pallido. Ho pensato che il Tg3 fosse chiuso per lutto e lo avessero sostituito con un film dei Vanzina. Allora ho girato sul Tg4, dove Fede saltellava giulivo con le tasche già piene di bandierine di Forza Italia da infilzare nei plastici elettorali. Il senatore De Sica dominava la scena anche lì: si ergeva in mezzo all’aula come su un lungomare della Versilia, con gli occhiali da sole e il maglione rosso appeso al collo sopra la giacca e la cravatta: una «mise» che avrebbe fatto inorridire pure Oronzo Canà. Poi hanno inquadrato un signore che gli scampanellava addosso e non si trattava di Pippo Franco, ma di Marini. Quindi non era un film. Era il Senato della Repubblica. E il tipo da bar non era De Sica, ma Nino Strano di An. Uno che ha festeggiato la vittoria in aula riempiendosi la bocca di mortadella. Quindi un senatore vero.

Fino a vent’anni fa, la classe politica restava lievemente migliore della media dei suoi elettori. Ora l’identificazione è totale. Anzi, la Casta è talmente democratica che ha deciso di scendere anche più in basso. I diniani, per esempio. Erano tre: uno ha votato a favore, uno contro e il terzo si è astenuto. Rinserrato nel suo tinello, l’Italiano osserva questi guitti con la stessa smorfia di degnazione che riserva ai concorrenti del telequiz che, alla domanda se la Sacher sia il dolce tipico dell’Austria o del Rwanda, non sanno quale delle due accendere. Li osserva e all’improvviso si sente serissimo e intelligentissimo. Solo che si chiede perché mai dovrebbe di nuovo andarli a votare.

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