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Acea Roma 91 - Cimberio Varese 87


Nicolò Cavalli
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Una partita scoppiettante, un tripudio di attacco e pochi cucchiai di difesa, parziali e capovolgimenti improvvisi. È un mezzogiorno di fuoco per i tifosi biancorossi, i quali assistono incollati allo schermo al primo stop stagionale ma possono guardare con fiducia il futuro per la splendida reazione della ripresa. I rimpianti sono tutti per un avvio di gara da shock, per la buona sorte che d'un tratto volge le spalle, per un Dunston che per la prima volta soffre le pene dell'inferno sportivo e stecca la gara.

Nel catino infuocato del PalaTiziano, i capitolini partono a pieni giri e volano sull'11-2. Un distacco che di lì alla fine del primo tempo si manterrà intorno alla doppia cifra (il picco arriva in concomitanza del 47-32, prima della reazione finale della capolista). L'asse Taylor-Lawal è letale in attacco, con il play americano magistrale nello smistare i possessi e l'atletico pivot nigeriano (23 punti per lui alla fine) ad appendersi a ripetizione al ferro. La Cimberio limita i danni sul finale di primo quarto con due buoni spunti di De Nicolao ed Ere, chiudendo la frazione sul 25-19. Al rientro dagli spogliatoi l'Acea incrementa il bottino con l'ex Goss e il capocannoniere Datome. Varese, con Dunston in panchina causa falli, tocca la doppia cifra di palloni persi (ben 12 nella prima fetta di partita, 23 in totale). Sul meno quindici la sfida sembra già archiviata, ma la cattiveria agonistica di Green prova a riaprire le sorti: 49-41 a metà contesa.

Al rientro sul [i]parquet[/i], la banda di Vitucci si scava il fosso da sola con un antisportivo di Sakota (ormai perduranti le sue prestazioni negative) e con una schiacciata errata clamorosamente da Banks in contropiede. Sul meno quindici, la Cimberio si desta con un bel break di 4-12, ancora a firma di Green (26 di valutazione e tanto carattere), ritornando in scia: 59-53. Segue un momento di annebbiamento, dove la Virtus prova a riallungare con il polacco Czyz prima di subire, a fil di sirena, una tripla di Ere.
L'ultimo periodo comincia allora sul 65-61. I lombardi dapprima sorprendono i ragazzi di Calvani e trovano il primo vantaggi del match sul 70-72 (tap-in di Talts). In un'altalena di emozioni, Roma torna sul più sei sospinta da Goss, quindi si ritrova sotto sullo 80-81 e sullo 82-83. La leadership di Datome e la precisione di D'Ercole – un cecchino da oltre il perimetro – consegnano alla Virtus una vittoria sofferta ma tutto sommato meritata.
Varese scivola e accetta con rispetto l'affermazione della brillante Acea, per la gioia del pubblico capitolino e dei telecronisti di SportItalia. Loro sì che, a furia di un tifo poco velato, ci hanno fatto di andare di traverso il pasto domenicale...

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