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Brutti, sporchi e vincenti. Col talento del regista


simon89
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[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Un Ukic da spellarsi le mani per una Openjobmetis che tra mille affanni dimostra le prime stimmate della squadra con l'identità marcata fortemente voluta da Paolo Moretti. Il play croato fa letteralmente reparto da solo in una partita che ribadisce come Varese non possa prescindere dal suo unico giocatore di classe; ma a supporto del regista del 1984 c'è comunque un collettivo che suda, lotta, sbuffa e si batte in difesa. Brutti e sporchi, sicuramente non cattivi viste le leggerezze del finale, ma comunque vincenti: e dopo un mese di critiche anche feroci nei confronti di una squadra con mille limiti, ma comunque costretta a cambiare completamente volto dopo una partita, arrivano due punti che confermano come la "ricetta Moretti" basata sul lavoro in palestra abbia dato frutti concreti per eliminare gli squilibri più evidenti. [/font][/color][/size]
 
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Una vittoria che restituisce il sorriso ad un ambiente che ha bisogno di serenità dopo tante settimane nell'occhio del ciclone; servirà a proseguire sulla rotta giusta per dare un'identità compiuta e "quadrata"ad una squadra riveduta e corretta dopo gli infortuni di Wayns e Galloway. Chiaro che il rischio sarà quello di dover "resettare " tutto se Roko Ukic farà le valigie a fine dicembre: il croato è l'unico faro di una squadra bisognosa della sua leadership e della sua classe come dell'aria per respirare. Ma è anche vero che la partita di Capo d'Orlando è stata affrontata nuovamente in emergenza da una Varese dalle risorse limitatissime sul perimetro (out anche Varanauskas): lo stesso Moretti sottolinea l'importanza delle aggiunte dall'infermeria (Galloway) e dal mercato (Kuksiks) per allungare di una quindicina di minuti le rotazioni di guardia ed ala piccola. [/font][/color][/size]
 
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ora l'obiettivo è aumentare l'autonomia del croato con dei cambi di ruolo, e mettere una bocca da fuoco come il tiratore lettone in grado di convertire con maggior puntualità gli scarichi prodotti dal regista del 1984 quando le difesa scelgono di raddoppiarlo o triplicarlo come avvenuto stabilmente nei finali delle gare contro Ostenda e Capo d'Orlando. Poi col ritorno della guardia ex Tortona e successivamente di Wayns bisognerà capire chi dei due sarà eventualmente compatibile con Ukic: per provare a trattenere il croato servono "economie di scala" nell'ambito di un bilancio da far quadrare. Accadrà per Kuksiks (via Shepherd e Ferrero?), ed a maggior ragione dovrà accadere anche nel tentativo - difficile ma non impossibile - di trattenere il play del 1984. Se Varese vuole sognare i play off, non può fare a meno di Ukic; stavolta però non si può sognare a scapito della proprietà, dunque bisognerà coniugare i desideri con le possibilità concesse dal portafogli.[/font][/color][/size]

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