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simon89

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  1. Giancarlo Ferrero non vede l'ora di giocarsi un posto ai playoff in un altro "tempio" del basket italiano come il PalaDozza di Bologna. Il capitano dell'Openjobmetis racconta così il momento magico vissuto dalla sua squadra e lo stato d'animo del gruppo in vista dello spareggio di domenica sul campo della Segafredo: «Dopo aver raggiunto aritmeticamente la salvezza ci siamo ulteriormente galvanizzati, sapendo di poter raggiungere un obiettivo che darebbe ulteriore valore a quello che abbiamo costruito tutti insieme, dai giocatori allo staff alla società ed ai tifosi. Sappiamo che le ultime 4 partite saranno tutte decisive a partire da quella di Bologna. Affronteremo una grande squadra che è reduce da una bella impresa a Torino, non sarà facile ma giocare al PalaDozza con in palio un piazzamento playoff è una di quelle partite che qualsiasi giocatore vorrebbe avere la fortuna di disputare». Dal sedicesimo posto di fine andata al settimo a 4 turni al termine: comunque finisca la volata playoff, un'impresa notevole... «La nostra forza, anche nei momenti più difficili del girone d'andata, è stata quella di mantenere la fiducia nel sistema e nel lavoro in palestra che portavamo avanti quotidianamente. Anche quando abbiamo perso 5 partite consecutive, molte delle quali in volata o per episodi avversi, eravamo comunque consapevoli che c'era una identità forte alla quale fare riferimento, e alla fine avrebbe pagato. Sta pagando adesso, e vogliamo continuare su questa strada perché vincere dà una grande spinta per provare ad andare fino in fondo in questa rimonta playoff». Dunque è la compattezza del gruppo a fare la differenza? «La cosa bella è che chiunque entra riesce a dare il suo contributo, proprio perché c'è un sistema ben chiaro in campo e c'è un modo di lavorare altrettanto costante in settimana. Sono le stesse certezze che ci hanno permesso di proseguire senza sbalzi di tensione in occasione dei tanti cambi del roster: la storia di quest'anno è stata travagliata dagli infortuni, però l'importante è il collettivo che portiamo avanti sempre e comunque a prescindere da chi è protagonista a rotazione e chi gioca di più in una singola partita. L'identità della squadra vale più dei singoli, è questo il nostro segreto». Domenica contro Reggio Emila è stata una vittoria più di cuore che di tecnica, quanto conta l'empatia con il PalA2A che vi segue con un calore sempre più vibrante? «Ci ha dato una grossa mano il pubblico: ad un certo punto non si sentiva più nulla in campo, per noi la spinta dei tifosi è importantissima e ci ha stimolato a mettere in campo l'energia necessaria per quelle piccole cose che hanno fatto la differenza. Poi sulla tripla della sicurezza di Larson è esploso letteralmente il PalA2A...». Ora anche il tabù dei finali in volata fatale spesso all'andata sembra superato... «Il meglio di noi riusciamo a darlo quando riusciamo ad imprimere il marchio della nostra difesa, pressando e mettendo in campo la nostra aggressività. Poi capita di avere qualche calo se gli avversari provano a mischiare le carte, ma l'importante è continuare sempre a giocare con le nostre regole: vincere nel finale dopo essere partiti a più 20 ed essere stati sorpassati era già capitato contro Avellino, ci siamo ripetuti contro Reggio Emilia e questo ci dà grande fiducia per questo rush finale». Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis abbatte anche Reggio Emilia con la forza del suo cuore pulsante sospinto da un PalAZA già da playoff e ora mette paura a tutti. Vittoria di puro carattere per la truppa di Attilio Caja, che esalta il record stagionale di presenze a Masnago (4840 spettatori, meno di un centinaio i posti disponibili per i tifosi di casa) con la "cinquina" di successi calata di fronte ad una Grissin Bon all'ultima spiaggia per riacciuffare il treno per la post season. Varese deve battere due volte la combattiva truppa di Menetti, visto che il solito avvio tambureggiante a suon di ripartenze e giocate in campo aperto (già più 20 dopo 9' e ancora più 18 al 17") non basta per piegare la resistenza degli avversari. Il tecnico reggiano trova le mosse giuste - tra una zona 3-2 adeguata e l'assetto con due play ma senza centri di molo - per mettere in difficoltà i biancorossi, orfani di un elemento importante come Wells in attesa che l'ultimo arrivato Dimsa (comparsata per neppure 2' dopo l'intervallo) si inserisca nei meccanismi di gioco, e soprattutto orfani dell'equilibratore Vene, in campo solo 4' nella ripresa per problemi di falli. Così Varese, assoluta padrona del campo nei primi 15', ha progressivamente smarrito il bandolo della matassa, subendo il controbreak di una Grissin Bon che pur senza la stella Della Valle ha trovato ossigeno dall'esperienza e dall' atipicità di White e Julyan Wright. Sul 53-59 del 28' però l'Openjobmetis ha serrato i ranghi, sostenuta da un PalA2A davvero traboccante di entusiasmo, e si è semplicemente rifiutata di perdere. Così, piegando le gambe in difesa attorno all'architrave Cain (MVP assoluto con 5/6 da 2, 5/6 ai liberi e 8 rimbalzi), i biancorossi hanno trovato canestri di cuore e volontà per ribaltare di nuovo l'inerzia del match. E dopo 17 minuti di digiuno dall'arco, la tripletta Lar-son-Okoye-Larson ha definitivamente piegato le ginocchia alla Grissin Bon. Un successo fortemente voluto frutto dell'intera gamma delle armi a disposizione della compagine di Caja: l'inizio segnato dalla difesa e dal contropiede ha esaltato l'energia e l'aggressività che rappresentano il marchio di fabbrica della formazione biancorossa. Ma l'arrembaggio finale è stato all'insegna di cuore e carattere, cavalcando la spinta emotiva di un pubblico che dopo anni di "vacche magre" risponde alla grande agli stimoli dell'atmosfera play off. E a cavalcarne gli umori so- no principalmente Avra-movic e Larson: dopo 15" "spiritati" il serbo spacca il ferro per lunghi tratti (6/7 in avvio, poi 0/10 in fila), ma non rinuncia alle giocate decisive dimostrando di avere finalmente imparato a giocare con la sfrontatezza "da slavo". Il play di Las Vegas, che per 35' non aveva visto il canestro, si conferma elemento dagli attributi "fumanti" ribadendo di possedere un innato senso del canestro nei momenti decisivi. Così Ferrero e soci salgono al settimo posto alla vigilia della trasferta di Bologna che potrebbe definitivamente spalancare le porte dei playoff: agganciare la Segafredo al sesto posto significherebbe uscire dalla bagarre con Sassari, Cantù, Torino e Cremona (mercoledì il recupero a Reggio Emilia) per gli ultimi due posti. Altrimenti servirà un tris di vittorie contro Brindisi e Cremona ed a Torino per agganciare la fatidica quota 32. Ma intanto il PalA2A impazzisce per una Varese mai così in sintonia con i suoi fans dopo gli Indimenticabili di cinque stagioni fa. Giuseppe Sciascia
  3. L’Openjobmetis e Tyler Cain sono pronti a dirsi di sì? La trattativa per il rinnovo del contratto del centro statunitense, che la società di piazza Monte Grappa sta portando avanti già da qualche settimana, sembra giunta alla fase decisiva. Domani, domenica 15 aprile, al PalA2A è infatti previsto l’arrivo degli agenti del centro biancorosso, che assisteranno alla partita contro Reggio Emilia: si attendono dunque risposte all’offerta di estensione dell’accordo in scadenza al 30 giugno 2018 che il club varesino ha già recapitato nelle mani dell’atleta. Non è ancora il momento delle firme, essendo in agenda una ulteriore discussione tra il d.g. Claudio Coldebella e i rappresentanti di Cain che dovrà definire i dettagli. Le sensazioni però sembrano indicare la possibilità concreta di una fumata bianca per il giocatore individuato come uno dei pilastri attraverso i quali garantire la continuità futura della versione 2017/’18 di una Openjobmetis entrata a suon di imprese nel cuore dei tifosi. Il centro del Minnesota è l’architrave del sistema difensivo di Attilio Caja che ne apprezza le qualità di uomo-squadra dentro e fuori dal campo al di là dei numeri nudi e crudi (9.0 punti, 9.0 rimbalzi e 1.4 assist; attualmente il lungo statunitense è il terzo rimbalzista e il terzo nella percentuale da 2 – 67,2% - in serie A). Se tutto andrà per il verso giusto si tratterà di un bel segnale in ottica futura per dare sostanza al progetto di costruire una Varese più competitiva sulla base dello zoccolo duro che ha ottenuto risultati superiori alle aspettative in questa stagione. Anche nelle scorse annate la società di piazza Monte Grappa aveva provato a “fermare” i pezzi pregiati delle precedenti rimonte salvezza; ma dal no di Chris Wright del 2016 a quelli di Anosike e soprattutto Eyenga di 12 mesi fa, il club biancorosso è stato sempre costretto a un restyling obbligato nei ruoli chiave del roster. Se come sembra Cain va verso la permanenza in biancorosso, tra un ritocco dell’ingaggio e il comfort offerto dall’ambiente di Varese all’atleta ed alla sua famiglia, sarà un segnale della credibilità - tecnica ma anche economica - dei progetti futuri del club. Più difficile - ma comunque non impossibile - trattenere anche l’altro pilastro Stan Okoye; però il desiderio delle nuove forze pronte ad entrare in società di alzare l’asticella delle ambizioni è certamente una carta in più da giocare anche nelle trattative in corso. Fra i quattro contratti già in essere (Ferrero, Tambone e Natali sul fronte italiani e Avramovic nel parco stranieri) e due offerte presentate agli attuali titolari nei ruoli di ala piccola e centro, la Varese 2018/’19 potrebbe essere già fatta per metà o più; e in ogni caso il rush finale verso il sogno playoff potrebbe dare risposte compiute anche su chi - come Larson e gli attuali ospiti del reparto infermeria Wells e Waller - ha opzioni (di vario genere) per la stagione futura. Se ne parlerà a bocce ferme e in funzione dei riscontri del campo; intanto però l’operazione Cain conferma che c’è un progetto e ci si sta lavorando. Giuseppe Sciascia
  4. Prima giornata varesina per Tomas Dimsa. Il rinforzo scelto dall'Open-jobmetis per sopperire alla perdita di Cameron Wells si è aggregato ieri pomeriggio al gruppo di Attilio Caja. E quindi filata liscia la trafila degli ultimi dettagli burocratici per la rescissione con il Vytautas Prienu e la successiva firma del contratto con la società di piazza Monte Grappa (un mese garantito più un gettone settimanale in caso di conquista dei playoff e prosecuzione del cammino nella post season). La 24enne guardia lituana, sbarcata ieri pomeriggio a Malpensa. ha svolto il primo allenamento con i nuovi compagni ritrovando peraltro Siim Sander Vene e Mario Delas, con i quali aveva militato nello Zalgiris Kaunas. Le prime impressioni sono quelle di un elemento dai buoni fondamentali e votato al gioco di squadra: sicuramente una guardia pura, ruolo occupato stabilmente ieri sera, non una "combo" capace di costruire gioco come il suo precedessore Wells (che ha assistito all'allenamento scambiando battute con coach Caja ed i compagni). Di fatto Dimsa - considerato a dicembre 2017 da Pistoia prima della firma di Kuba Diawara - ha le caratteristiche che cercava Varese, nell'intento di non rubare minuti e fiducia alla guardia serba e a Matteo Tambone sul perimetro; quanto alla qualità si perde qualcosa in termini di trattamento di palla, di sicuro comunque l'esterno lituano è un giocatore disposto ad adattarsi in fretta ad un sistema di gioco che dovrà sopperire con la coralità alla perdita della sua seconda punta. Ieri Dimsa è entrato nel gruppo in punta di piedi, trascorrendo molto tempo ad ascoltare Massimo Bulleri - in versione "tutor" per spiegare schemi e tattiche all'ultimo arrivato - e badando prima di tutto a muoversi e muovere la palla nei tempi giusti. Cosa aspettarsi dall'esterno lituano? 15-20 minuti di buona difesa sull'uomo, qualche tripla aperta sugli scarichi e tanta applicazione per dimostrare di valere un posto in Italia la prossima stagione. «Ma di certo a noi non serviva un giocatore con l'abitudine ad andare per conto proprio: Varese non è proprio una squadra disperata né in difficoltà, serviva un elemento in grado di aiutarci all'interno del sistema e per questo abbiamo scelto un europeo più facilmente adattabile al nostro sistema - spiega Attilio Caja -. E troppo presto per esprimere un giudizio compiuto, sicuramente si tratta di un giocatore che ha buona scuola tecnica, si muove negli spazi giusti e confidiamo possa fare la sua parte». L'auspicio è che l'inserimento di Dimsa possa avvenire in tempi rapidi, d'altro canto Varese, più spesso per necessità che per scelta, è ormai abituata ai cambi di organico visto che il lituano è il quarto nuovo innesto in altrettanti mesi. In precedenza erano arrivati Vene per il "giubilato" Hollis il 5 gennaio, Larson per l'infortunato Waller - che sta fra l'altro continuando il lavoro con Marco Armenise ma non sarà pronto prima dell'estate - il 24 gennaio e Delas per Pelle, finito a Torino, lo scorso 18 febbraio. Teoricamente sono rimasti a disposizione un tesseramento e un visto, ma la speranza è quella di evitare ulteriori cambio obbligati; Dimsa sarà tesserato entro le 11 di domani, e debutterà domenica contro Reggio Emilia col "suo" numero 33. Giuseppe Sciascia
  5. Wells ko, OJM sul mercato

    L’Openjobmetis apre ufficialmente la caccia al sostituto di Cameron Wells. La guardia statunitense ha purtroppo gettato la spugna: il problema al polso sinistro che l’ha tenuto ai box per la seconda volta a Capo d’Orlando - dopo aver saltato la gara dell’11 febbraio contro Brescia - ne ha sostanzialmente chiuso anzitempo la stagione a Varese. L’atleta del 1989 avrebbe optato per un intervento in artroscopia con l’obiettivo di risolvere una volta per tutte l’infortunio - frutto di un colpo subìto nel secondo tempo del derby del 5 febbraio a Desio - con cui ha convissuto negli ultimi due mesi. Dunque, la società di piazza Monte Grappa dovrà rivolgersi nuovamente al mercato in cerca di un sostituto: il team biancorosso ha ancora a disposizione due tesseramenti e un visto extracomunitario, ma si muove in spazi regolamentari assai angusti potendo ingaggiare soltanto giocatori provenienti dall’estero. Con appena cinque giornate da disputare (più eventuali playoff) serve un giocatore rodato e pronto all’uso, non solo sul piano della forma ma soprattutto per la capacità di entrare in fretta nel sistema Caja. Ciò esclude la lunga lista di talentuosi “sparatutto palla in mano” senza esperienza in Europa in uscita dalla G-League. Questione di adattamento, alla luce dei quasi due mesi impiegati da Tyler Larsonper ritagliarsi un suo spazio nel contesto del sistema, ma anche di gerarchie interne: l’evoluzione della stagione ha promosso sul campo Aleksa Avramovic come guardia titolare e allo stesso modo ha promosso Matteo Tambone come affidabile alter ego di Larson in regia. In pratica, il terzo e il quarto esterno nella rotazione a quattro per due posti sul perimetro hanno dimostrato con i fatti di poter scalare di una posizione. Quindi al posto di Wells si scandaglia il mercato per un giocatore dalla panchina che possa allungare le rotazioni dietro Avramovic e Okoye: più una guardia-ala che una guardia-play, in grado di garantire una ventina di minuti di sostanza e pericolosità balistica. La preferenza sarebbe per un giocatore europeo, meglio ancora se cittadino UE - dunque senza visto - con la possibilità di anticipare i tempi di tesseramento e inserirlo in extremis già per la sfida di domenica contro Reggio Emilia. Ma si tratta di un comparto poverissimo di piste praticabili, con la stragrande maggioranza di elementi non liberabili dai club che ne detengono i diritti contrattuali fino al termine della stagione (l’unico free agent, il tiratore anglo-australiano Chris Goulding, non brillò nel 2015/16 a Torino). Altrimenti si valuteranno statunitensi con esperienza europea, meglio ancora se italiana, tra i free agent della G-League, lega di sviluppo della NBA, e i campionati finiti o in fase conclusiva (già... saccheggiata l’Australia, qualcosa potrebbe uscire da Corea del Sud e Libano, mentre l’ex pistoiese Preston Knowles- che comunque non convinceva del tutto - ha firmato in Francia). Se non si riuscirà a compiere un’operazione lampo con un cestista europeo, le tempistiche del rilascio del visto faranno slittare l’arrivo del rinforzo per la gara del 22 aprile sul campo della Virtus Bologna. Giuseppe Sciascia
  6. L'Openjobmetis cala il poker a Capo d'Orlando e ringrazia "San" Okoye. Serve una "t" in meno per fotografare il peso specifico determinante della prodezza firmata a 5 decimi dal termine dell'ala nigeriana, che vale l'aggancio alla zona playoff regalando due punti ghiottissimi alla truppa di Attilio Caja. Rimessa dal fondo a 2 secondi e 90 dalla sirena finale: Stan riceve sulla linea di fondo a destra del canestro, fa un palleggio in arretramento, si svita su se stesso e lascia partire un tiro ad altissimo coefficiente di difficoltà che si spegne dolcemente in fondo alla retina. Chiamatelo fade-away, circus shot, giravolta spaziale o "tiro da campione", prendendo a prestito le parole di capitan Ferraro: è una magia che alimenta il momento magico di una Varese capace di nascondere l'assenza pesante di Cameron Wells, e raddrizzare con 5 minuti di difesa di granito una partita che aveva preso una brutta piega sul meno 7 del 35'. Successo ben più sofferto del previsto contro una Betaland rigenerata dal cambio di allenatore, ma soprattutto dalla metabolizzazione del nuovo assetto del roster (5 cambi negli ultimi 2 mesi e mezzo). Nel clima sahariano del Pala-Fantozzi, Varese ha espresso un ottimo volume di gioco nei primi 15' (massimo vantaggio il 24-32 di inizio secondo quarto), cavalcando un Avramovic partito a razzo (14 nei primi 8', alla fine però 4/14 dal campo) e l'unica fiammata di Okoye prima del finale da protagonista assoluto (7/21 dal campo con 10 punti nel secondo quarto e 8 nei 5' finali). Il terzo quarto da 10 punti segnati con 3/18 al tiro ha evidenziato invece le difficoltà dell'attacco biancorosso quando le due punte "autopromosse" per meriti acquisiti nel corso della stagione non hanno più trovato continuità. L'Openjobmetis ha però trovato nella tenuta in retroguardia la chiave primaria per non deragliare nel momento migliore della Betaland (64-57 al 34'); e quando, dopo 12 errori consecutivi da 3, la doppietta di Okoye ha rotto l'impasse perimetrale che aveva contribuito a "inchiodare" l'attacco, la squadra si è rimessa in carreggiata. Ancora una volta preziosi gli ultimi arrivati Larson e Delas prima del canestro-copertina di Stan: il play di Las Vegas si è preso responsabilità da protagonista segnando 5 punti pesantissimi nel rush finale (67-71 con tripla frontale e 71-73 a meno 45" prima del 2/2 del pareggio di Likhodey). Il centro ex di turno, chiamato in causa nel finale per il precoce quinto fallo di Cain, è stato il miglior rimbalzista biancorosso mettendo pezze preziose in difesa per tenere lontano dal ferro gli assalti finali della Betaland. L'impresa del PalaFantozzi, in condizioni ambientali e climatiche difficili e senza un riferimento importante come Wells, ribadisce lo spessore caratteriale del gruppo; e i risultati degli altri campi coronano l'inseguimento di Varese, che aggancia all'ottavo posto il gruppone Sassari, Torino e Cremona, ottimo viatico per alimentare l'entusiasmo alla vigilia degli scontri diretti con Reggio Emilia e Bologna. Ora servono risposte definitive sul conto di Wells: a oggi il suo recupero - e non solo per domenica - sembra improbabile. Il mercato offre svariati profili in uscita dalla G-League, quasi tutti inadatti al trapianto in un sistema corale che ha bisogno di tempi di digestione piuttosto lunghi (vedi i quasi 2 mesi di Tyler Larson). Oggi il d.g. Claudio Coldebella farà il punto: la sensazione è che per sognare i playoff serva un'aggiunta, se si troverà un rinforzo per l'oggi che potrà servire soprattutto per il domani la società è disposta a fare uno sforzo. Giuseppe Sciascia
  7. Con Cameron Wells ai box, toccherà ad Aleksa Avramovic e Tyler Larson provare a trascinare l'Openjobmetis ai playoff. Mentre la guardia statunitense è ancora alle prese col rebus dei tempi - attualmente indefiniti - di recupero del suo problema al polso sinistro e il d.g. Claudio Coldebella inizia a verificare le disponibilità del mercato - ma solo per un giocatore che abbia senso anche per la stagione 2018-19 - Varese si affida ai due migliori in campo nell'ultima sfida contro Pesaro per provare a fare poker domani a Capo d'Orlando. «Stiamo davvero pensando ai playoff, e quella sul campo della Betaland sarà una tappa importante per dare forza al nostro sogno - spiega la guardia serba Abbiamo battuto le prime 4 squadre della classifica, in questo momento siamo in forma e in fiducia e dunque è legittimo crederci. Attenzione però a non sottovalutare nessuna partita, a cominciare dalla trasferta di domani: sulla carta il nostro calendario può sembrare facile, ma per noi ogni partita è difficile se non la affrontiamo al 100 per cento dell'intensità». Di sicuro il giocatore biancorosso più migliorato tra andata e ritorno ha ancora voglia di lottare per un obiettivo importante come i playoff: «Il coach ci ha dato 3 giorni di riposo, ma molti di noi hanno lavorato individualmente anche durante la pausa. Siamo un grandissimo gruppo, a tutti noi piace dare il massimo in allenamento e metterci a disposizione di Attilio Caja. Prima della partita contro Pesaro avevo lavorato molto sul mio tiro da fuori e i risultati sono stati positivi, ora confido di riuscire a ripetermi anche in trasferta. Sicuramente la spinta del pubblico per noi è importantissima: ormai al PalA2A le presenze si sono moltiplicate e il clima è strepitoso, se dovessimo riuscire a completare la rimonta ai playoff mi aspetto gente anche sul tetto per venire ad incitarci... ». Chi invece sembra aver definitivamente trovato la sua nicchia nel sistema Caja è Tyler Larson, reduce dalla sua miglior prestazione in Italia (record personali i 13 punti e 7 assist totalizzati contro Pesaro) a conferma di un processo di ambientamento ormai completato: «A Liegi avevo un ruolo da protagonista assoluto, quando ho scelto l'Italia per misurarmi con un livello più alto ero consapevole che sarebbe servito un periodo di adattamento. A poco a poco ho preso confidenza con il sistema, e nelle ultime 3 partite sono riuscito ad incidere come desideravo. Il coach mi ha parlato tutti i giorni per spiegarmi cosa si aspettava da me e cosa aveva bisogno; i compagni sono stati super nell'aiutarmi e a poco a poco ho preso fiducia». Il play di Las Vegas è determinatissimo a inseguire fi-no in fondo il sogno dei playoff con Varese: «Nessuno di noi pensa di essere in vacanza dopo la vittoria contro Pesaro: sabato siamo andati a casa festeggiando una bella prestazione, ma poi abbiamo ripreso a lavorare forte in palestra con l'intensità e la concentrazione che ci ha contraddistinto ogni settimana. Personalmente io proverò a dare sempre una spinta importante: cerco prima di tutto di passare la palla e coinvolgere i compagni e di dare energia alla squadra». Il regista statunitense è certo che Varese affronterà con il massimo della concentrazione la trasferta di domani a Capo d'Orlando. «In questo campionato non esistono partite facili, dobbiamo sempre dare il massimo contro qualsiasi avversario, rispettando il piano partita e lottando con intensità in ogni situazione. La forza di questa squadra è quella di rispettare ogni avversario, sia essa la capolista Milano o l'ultima della classifica. Qualunque sia la squadra da battere servirà sempre un approccio aggressivo e la massima concentrazione». Giuseppe Sciascia
  8. Rosario Rasizza è pronto a raddoppiare il suo impegno a sostegno della Pallacanestro Varese. L'a.d. di Openjobmetis annuncia un ingresso diretto nella società di piazza Monte Grappa, lanciando il progetto Orgoglio Varese che vuole raccogliere un pool di sponsor per alzare l'asticella delle ambizioni. E lo stesso imprenditore varesino a confermare la doppia veste di main sponsor e catalizzatore di nuove risorse. «Quest'anno non ci sarà melina sul rinnovo della sponsorizzazione: incontrerò Claudio Coldebella per i dettagli ma siamo ragionevolmente tranquilli di proseguire a fianco della Pallacanestro Varese. E non ci saremo solo noi: c'è un gruppo di imprenditori desiderosi di condividere questa avventura. La nuova struttura, che si chiamerà Orgoglio Varese, darà un contribuito al club con un progetto almeno triennale: è giunto il momento di essere più ambiziosi, ci sono aziende della zona che hanno capito quanto sia importante per la città avere una squadra di vertice». L'iniziativa prevede dunque l'ingresso diretto nel capitale azionario del club? «Il progetto è a 360 gradi e comprende anche l'acquisto di quote della Spa affiancando il consorzio. Chi fosse interessato non esiti a contattarmi, l'idea è costruire un gruppo di imprenditori locali che ci permetta di lottare per vincere lo scudetto. Varese non dista molto da Milano sul piano geografico, l'obiettivo è riuscire a ridurre la distanza anche sul piano delle ambizioni cestistiche». Come giudica la stagione attuale? Spera ancora nei playoff? «Mi diverto ma ho ancora molta fame, non voglio essere lo sponsor di una squadra che si salva. L'ho detto anche ad Attui o Caja dopo la partita di sabato scorso: dobbiamo continuare a credere nei playoff e inseguire sino in fondo questo obiettivo. Di sicuro la squadra non aveva sulla carta le qualità tecniche delle prime 4-5 avversarie, però il carisma del coach, il carattere del gruppo e la voglia di emergere hanno fatto la differenza». Il progetto futuro ripartirà da Attilio Caja, allenatore che lei stima tantissimo. «A suo tempo non avevamo capito le decisioni del precedente CdA, che una volta raggiunta la salvezza nel 2014/15 non aveva confermato il coach. Ma come sponsor non entriamo mai nelle decisioni del consiglio. Ora, però, esprimendo la presidenza con la figura di Marco Vittorelli, e avvalendoci di un grande esperto come Toto Bulgheroni, è stata presa una decisione della quale siamo pienamente soddisfatti». Come valuta l'impatto di Claudio Coldebella nella gestione dirigenziale? «E' una persona con molta voglia di fare e tanta determinazione. Non mi esprimo sulle scelte tecniche, ma come direttore generale ha un incarico molto più ampio. Rispetto alla sua ottima carriera da giocatore, ritengo che debba ancora raggiungere la piena maturità in quel ruolo, continuando a lavorare sulla strada intrapresa. Però è una figura competente che si sta impegnando tanto; ci sentiamo spesso e chiacchieriamo molto, mi chiede consigli sugli aspetti imprenditoriali della gestione dell'azienda Pallacanestro Varese che mi sento di potergli dare». Per il progetto "Orgoglio Varese" quanto è importante poter contare sul PaIA2A reso più accogliente tra Led Cube e divanetti a bordo campo? «Per un' azienda della zona poter utilizzare il tempio della grande Ignis è una grande opportunità e una bella emozione da poter offrire ai propri clienti. La filosofia è quella dello Juventus Stadium: dobbiamo e migliorare ancora, ma ora il PaIA2A è accogliente ed elegante e ci aiuterà come richiamo per nuovi Sponsor. Faccio infine un appello al sindaco Galimberti e al neogovernatore della Lombardia, Attilio Fontana, grande tifoso biancorosso: per Varese e la provincia il basket rappresenta la storia, confido nell'attenzione delle istituzioni nei confronti della massima eccellenza sportiva affinché aiuti la città in termini di visibilità e accoglienza turistica». Giuseppe Sciascia
  9. Già prenotato il 25% delle quote al fianco di Ponti e del consorzio Un nuovo consorzio di imprenditori con Rosario Rasizza come trait d'union e punto di riferimento per affiancare "Varese nel Cuore" e convincere Gianfranco Ponti a esercitare la sua opzione d'acquisto delle quote del club. La svolta annunciata dall'a.d. di Openjobmetis con la nascita del progetto "Orgoglio Varese" aprirà ufficialmente a figure esterne l'azionariato della Pallacanestro Varese: il tanto auspicato socio forte che Alberto Castelli stava cercando ormai da un anno sarà in realtà un pool di aziende, capitanato da Rasizza, che ha già prenotato una prima franche di quote stimata attorno al 25 per cento. E potrebbe sottoscriverne un'altra se "Orgoglio Varese " troverà ulteriori adesioni rispetto a quelle già catalizzate nelle ultime settimane: del gruppo dei fondatori farebbe parte anche la Nau ottica di Monica Salvestrin, attuale vicepresidente della società di piazza Monte Grappa, che dal 2014 è membro del CdA del club. La mossa di "Orgoglio Varese" dovrebbe portare - con effetto domino - all'esercizio dell'opzione per l'acquisto del 20 per cento delle quote da parte di Gianfranco Ponti, primo socio forte in ordine cronologico che sta già operando a supporto della gestione finanziaria della società al di là del suo mandato da "ministro" del settore giovanile, del quale si è fatto carico per intero di tutti i costi. Al di là degli investimenti presenti, da aumentare in futuro, per quanto riguarda il progetto su un vivaio d'avanguardia in Italia e in Europa, l'imprenditore di Angera entrerebbe direttamente nella governance della Pallacanestro Varese. A fianco di "Orgoglio Varese " e di Ponti resterebbe comunque "Varese nel Cuore ": le proporzioni definitive delle quote azionarie future sono ancora fluttuanti, in ogni caso nessuno dei due soci forti dovrebbe arrivare al controllo assoluto del 51% per cento, ma tutte e tre le componenti della nuova multiproprietà garantiranno il loro contributo per costruire una Pallacanestro Varese più ambiziosa e competitiva. Non si tratta di un passaggio di consegne, ma di un affiancamento su due livelli diversi (la quota di ingresso in "Orgoglio Varese" sarebbe più elevata rispetto a quella per "Varese nel Cuore") del maggior numero possibile di persone che hanno a cuore il basket varesino, più un investitore a titolo personale. Di fatto, l'idea iniziale sarebbe quella di raddoppiare il capitale garantito dalla proprietà. Attualmente il consorzio garantisce circa 700mila euro (poi aumentati fino a superare il raddoppio per la copertura delle passività degli ultimi due esercizi, fino agli 1,8 milioni della stagione in corso): portare le risorse garantite dai soci fino a 1,5 milioni di euro costituirebbe una valida base di partenza per riavvicinarsi a budget sufficienti per provare a installarsi con continuità nella metà alta della classifica di serie A. Il progetto "Orgoglio Varese" dovrebbe raggiungere entro fine aprile la prima massa critica di investitori per provvedere all'acquisto delle quote e programmare il 2018/19 sulla base delle risorse fresche portate in dote dai nuovi soci a fianco dello zoccolo duro di "Varese nel Cuore". Gi.Sci.
  10. Nasce "Orgoglio Varese" e Rasizza entra in società «L'obiettivo è lo scudetto» Mister Openjobmetis a capo di un pool di imprenditori Rosario Rasizza è pronto a raddoppiare il suo impegno a sostegno della Pallacanestro Varese. L'a.d. di Openjobmetis annuncia un ingresso diretto nella società di piazza Monte Grappa, lanciando il progetto Orgoglio Varese che vuole raccogliere un pool di sponsor per alzare l'asticella delle ambizioni. E lo stesso imprenditore varesino a confermare la doppia veste di main sponsor e catalizzatore di nuove risorse. «Quest'anno non ci sarà melina sul rinnovo della sponsorizzazione: incontrerò Claudio Coldebella per i dettagli ma siamo ragionevolmente tranquilli di proseguire a fianco della Pallacanestro Varese. E non ci saremo solo noi: c'è un gruppo di imprenditori desiderosi di condividere questa avventura. La nuova struttura, che si chiamerà Orgoglio Varese, darà un contribuito al club con un progetto almeno triennale: è giunto il momento di essere più ambiziosi, ci sono aziende della zona che hanno capito quanto sia importante per la città avere una squadra di vertice». L'iniziativa prevede dunque l'ingresso diretto nel capitale azionario del club? «Il progetto è a 360 gradi e comprende anche l'acquisto di quote della Spa affiancando il consorzio. Chi fosse interessato non esiti a contattarmi, l'idea è costruire un gruppo di imprenditori locali che ci permetta di lottare per vincere lo scudetto. Varese non dista molto da Milano sul piano geografico, l'obiettivo è riuscire a ridurre la distanza anche sul piano delle ambizioni cestistiche». Come giudica la stagione attuale? Spera ancora nei playoff? «Mi diverto ma ho ancora molta fame, non voglio essere lo sponsor di una squadra che si salva. L'ho detto anche ad Attui o Caja dopo la partita di sabato scorso: dobbiamo continuare a credere nei playoff e inseguire sino in fondo questo obiettivo. Di sicuro la squadra non aveva sulla carta le qualità tecniche delle prime 4-5 avversarie, però il carisma del coach, il carattere del gruppo e la voglia di emergere hanno fatto la differenza». Il progetto futuro ripartirà da Attilio Caja, allenatore che lei stima tantissimo. «A suo tempo non avevamo capito le decisioni del precedente CdA, che una volta raggiunta la salvezza nel 2014/15 non aveva confermato il coach. Ma come sponsor non entriamo mai nelle decisioni del consiglio. Ora, però, esprimendo la presidenza con la figura di Marco Vittorelli, e avvalendoci di un grande esperto come Toto Bulgheroni, è stata presa una decisione della quale siamo pienamente soddisfatti». Come valuta l'impatto di Claudio Coldebella nella gestione dirigenziale? «E' una persona con molta voglia di fare e tanta determinazione. Non mi esprimo sulle scelte tecniche, ma come direttore generale ha un incarico molto più ampio. Rispetto alla sua ottima carriera da giocatore, ritengo che debba ancora raggiungere la piena maturità in quel ruolo, continuando a lavorare sulla strada intrapresa. Però è una figura competente che si sta impegnando tanto; ci sentiamo spesso e chiacchieriamo molto, mi chiede consigli sugli aspetti imprenditoriali della gestione dell'azienda Pallacanestro Varese che mi sento di potergli dare». Per il progetto "Orgoglio Varese" quanto è importante poter contare sul PaIA2A reso più accogliente tra Led Cube e divanetti a bordo campo? «Per un' azienda della zona poter utilizzare il tempio della grande Ignis è una grande opportunità e una bella emozione da poter offrire ai propri clienti. La filosofia è quella dello Juventus Stadium: dobbiamo e migliorare ancora, ma ora il PaIA2A è accogliente ed elegante e ci aiuterà come richiamo per nuovi Sponsor. Faccio infine un appello al sindaco Galimberti e al neogovernatore della Lombardia, Attilio Fontana, grande tifoso biancorosso: per Varese e la provincia il basket rappresenta la storia, confido nell'attenzione delle istituzioni nei confronti della massima eccellenza sportiva affinché aiuti la città in termini di visibilità e accoglienza turistica». Giuseppe Sciascia
  11. Cinque vittorie in 6 giornate, tra cui 4 scontri diretti, per coronare un sogno playoff alimentato a forza di imprese compiute nella corsa a perdifiato guardandosi le spalle per mettersi al sicuro. L’Openjobmetis ormai certa del posto in serie A per il 2018-19 può celebrare la salvezza più veloce degli ultimi 4 anni: la pratica archiviata a livello aritmetico dopo 24 turni significa aver fatto meglio del Caja I (2014-15, festa alla giornata 27), del Caja II (2016-17, analogamente giornata 26) e dell’era Moretti I (2015-16, giornata 26). Dalla ripresa odierna con la doppia seduta di allenamento per riattivarsi dopo 3 giorni di vacanza si alza l’asticella, pur con un margine di errore limitato vista la necessità di rimontare 2 punti e 3 posizioni in classifica in una bagarre che coinvolge 8 squadre per 4 posti. Sulla carta il calendario può aiutare Varese, che ha già esaurito le sfide contro le 4 grandi Milano, Venezia, Brescia e Avellino. Il percorso delle ultime 6 gare partirà domenica da Capo d’Orlando, snodo cruciale per alimentare l’attuale serie positiva a preludio di due scontri diretti decisivi. Il 15 aprile la squadra di Caja riceverà al PalA2A la Grissin Bon Reggio Emilia, che dopo l’eliminazione dall’Eurocup insegue a sua volta la rimonta playoff contando anche su due recuperi casalinghi (uno dei quali in programma stasera). Partita da vincere con un occhio rivolto anche alla differenza canestri (all’andata -10 al PalaBigi) per presentarsi col vento in poppa il 22 aprile al PalaDozza sul campo della Virtus Bologna, all’andata corsara con beffa a Masnago (+5 all’overtime). Poi il doppio impegno casalingo contro una Brindisi ormai salva (29 aprile) e lo scontro diretto del 5 maggio con Cremona (si parte dal -8 dell’andata) prima della chiusura di mercoledì 9 maggio a Torino (-3 al Pala2A). In pratica la rimonta playoff passa dalle vendette rispetto alle cinque sconfitte consecutive di fine girone d’andata, e dalla necessità di guadagnare un quadro favorevole negli scontri diretti oltre a quello attuale che prevede un 2-0 su Cantù e un 1-1 svantaggioso con Sassari (meno 17 nel doppio confronto). Anche se la quota 32 punti raggiungibile con 5 vittorie - lasciando dunque un margine di errore su uno dei due scontri diretti esterni - potrebbe bastare senza bisogno di classifiche avulse e differenze canestri. Presto per studiare tabelle di marcia parametrate agli avversari visto l’alto numero di scontri diretti ancora da disputare negli ultimi 6 turni. Però il “giochino” della stima dei calendari sommando i punti delle avversarie da incontrare indica che il cammino di Varese è sulla carta il più favorevole (120 punti contro i 122 di Cantù e i 138 di Bologna: Trento ne ha 140, Sassari 154, Cremona 158 e Torino 164). Se la squadra di Caja avrà ancora benzina fisica e psicologica da gettare in campo dopo le 7 vittorie nelle prime 9 giornate del girone di ritorno, la rimonta playoff è difficile ma non impossibile... Giuseppe Sciascia
  12. Serie A 2017/2018

    Mazzon nuovo allenatore di Cdo
  13. L'Openjobmetis cala il tris contro Pesaro e prova ad alzaie l'asticella degli obiettivi stagionali. La truppa di Caja festeggia davanti ai 4.365 tifosi del PalA2A la certezza aritmetica della permanenza in serie A, abbattendo con un avvio a tutto gas la resistenza dell'ultima della classe Vuelle. Varese ribadisce la forma smagliante ritrovata dopo gli stop contro Pistoia e Trento sulla base della solita ricetta fatta di intensità difensiva e scelte lucide in attacco. L'appeal inferiore dell'avversaria di turno rispetto alle big Avellino e Sassari non spegne la fame di gloria della formazione biancorossa, che indirizza la partita con un perentorio 26-12 nel primo quarto frutto del consueto mix di aggressività e gestione oculata dei ritmi. Di fatto Ferrerò e compagni "regalano" al fanalino di coda soltanto i primi 5' della ripresa, rientrando molli dagli spogliatoi dopo il rotondo +20 della pausa lunga; ma dopo uno 0-15 scioccante, la compagine di Caja cala nuovamente la saracinesca in difesa (8 punti subiti tra il 24' e il 34' ) e sfrutta appieno la vena balistica dello scatenato Avramovic (10/13 al tiro e 31 di valutazione in 25 ' ) per regalale un'altra serata piacevole ad un PalA2A ormai stabilmente oltre le 4.000 presenze. Anche nella giornata normale di Okoye (9 nei primi 7', poi frenato dai falli) l'Openjobmetis ha saputo trovare protagonisti alternativi in una prova comunque all'insegna della coralità (21 assist col 58% da 2 e il 43% da 3). Conferma importante per l'importanza di Vene negli equilibri tecnici sui due lati del campo (più 33 di plus/mì-nus in 20' per l'estone, limitato nel finale dai postumi del problema ad una caviglia accusata in settimana), mentre Larson e Delas hanno confermato di essersi definitivamente ritagliati la loro nicchia nel sistema di gioco biancoros-so. Il play del Nevada ha saputo alternate bene i tempi della manovra risultando anche pungente al tiro, mentre il lungo croato è stato un efficace regista occulto (5 assist) alimentando la vena offensiva di Avramovic (20 punti nella ripresa) per il break che ha chiuso il match tra terzo e quarto periodo. Vittoria nitida e mai in discussione che premia la serietà del gruppo di Caja nell'interpretare il match con la medesima concentrazione rispetto a sfide più stimolanti. Il tecnico pavese sorride a 32 denti per la salvezza aritmetica conseguita in largo anticipo e premia i giocatori concedendo tre giorni di vacanza. Ma di certo Varese non ha alcuna intenzione di staccale la spina una volta tagliato il traguardo stagionale indicato dalla società. Le 7 vittorie ottenute in 9 gare del girone di ritorno fotografano una squadra in piena salute tecnica e mentale. E i 2 soli punti di svantaggio dalla zona playoff aumentano sogni di gloria impensabili tornando con la mente all' ultimo posto al giro di boa del 14 gennaio. La trasferta sul campo dell' altro fanalino di coda Capo d'Orlando sarà un altro test importante per capire se Ferrerò e soci saranno in grado di alimentare ulteriormente il magic moment in vista dei successivi scontri-verità contro Reggio Emilia e Bologna. Messa al sicuro la serie A anche per il 2018-19, ora l'OJM ha la possibilità di divertire e divertirsi ancora senza affanni. Considerando quota 32 come minima per l'accesso ai playoff, il margine di errore nelle ultime 6 partite è quasi azzerato, ma la fame di questa Varese sembra insaziabile... Giuseppe Sciascia
  14. Varese - Pesaro

    Questo Avramovic è tanta roba
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