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simon89

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  1. Nel gioco delle coppie dell'Openjobmetis cambiano i profili degli elementi al centro dell'attenzione dell'area tecnica biancorossa. Escono di scena sia Phil Goss che Darius Thompson nella lista degli obiettivi primari di Varese: il veterano visto in maglia Cimberio nel 2010/11 e nella fase finale del 2011/12 ha deciso di ritirarsi per intraprendere la carriera da allenatore (sarà assistente nella squadra di G-League dei Washington Wizards, nel cui staff tecnico sta disputando la Summer League di Las Vegas), mentre il capocannoniere della FIBA Europe Cup con Leiden, dopo una settimana di traccheggiamenti in attesa della decisione dei Toronto Raptors (giovedì notte partito in quintetto, chance per una chiamata al camp?), è stato scartato dalla troika biancorossa dopo un supplemento di scouting su partite dell'ultima stagione che avrebbero fatto emergere dubbi su una tenuta difensiva considerata non del tutto affidabile. Oggi, dunque, in cima alla lista dei desideri è balzato Rayvonte Rice: la potente guardiona (193 centimetri per 100 chili) che ha totalizzato 27,6 punti e 6,3 rimbalzi di media nelle ultime 6 gare della stagione passata a Jesi - senza però evitare la retrocessione in B dell' Aurora - darà risposta a Varese all'inizio della prossima settimana quando terminerà la Summer League di Las Vegas che sta disputando con la maglia dei Phoenix Suns. Il giocatore del 1992, che Attilio Caja aveva seguito già 12 mesi fa dopo il 2017/18 a Ravenna, ha doti fisiche importanti e capacità di attaccare il ferro oltre a garantire un volume solido a rimbalzo; nell'economia del quintetto biancorosso potrebbe giostrare anche da ala piccola sfruttando la duttilità di LJ. Peak, che con le sue capacità nel trattamento di palla potrebbe slittare nello spot di guardia. L'alternativa resta sempre Allerik Freeman, che però - al di là del problema legato ai costi - pone come pregiudiziale il desiderio di giocare principalmente da playmaker: un ruolo che nello scacchiere tattico dell'OJM è saldamente nelle mani di Josh Mayo. Lasciata cadere l'opzione del passaggio al 5+5 - con Marco Giuri cambio degli esterni - visto che il sogno proibito Jason Rich è destinato a rimanere tale con richieste superiori a 250mila dollari totalmente fuori portata per le casse di Varese, oggi Rice è l'opzione più calda tra quelle al vaglio per lo spot da titolare. E senza più Goss come sesto uomo, le alternative per completare il parco stranieri sono due. Il veterano multiruolo Milenko Tepic, 32enne ex nazionale serbo già visto a Capo d'Orlando e Brindisi che giostra principalmente da ala piccola ma sa giocare anche con la palla in mano. E la 26enne guardia Tre Demps, che l'anno scorso a Cremona ha prodotto 10,4 punti in 19,5 minuti chiudendo la stagione in Grecia al Kolossos Rodi. Un esterno con buone qualità offensive (21 punti contro l'OJM nella gara d'andata) che nel gioco delle coppie con Rice sarebbe probabilmente meno duttile di Tepic, ma più funzionale a far quadrare il cerchio del roster biancorosso. Giuseppe Sciascia
  2. Varese sfoglia la margherita su tutte e tre le piste aperte per completare il parco esterni straniero. A Darius Thompson e Phil Goss si aggiunge anche Rayvonte Rice, 27enne guardia-ala veterano dell'A2 - Verona, Ravenna e Jesi le tappe italiane in carriera dell' esterno di 195 centimetri per 98 chili - che l'OJM aveva già considerato con attenzione lo scorso anno nel ruolo di cambio degli esterni. Ma andiamo con ordine: la vicenda Thompson è ancora nel pensatoio, la scorsa notte il g.m. Andrea Conti ha avuto una conversazione telefonica con l'atleta del 1995 impegnato a Las Vegas con i Toronto Raptors (4 punti con 2/5 dal campo in 20' nella terza partita della Summer League di martedì notte). Occasione utile per illustrare al giocatore il progetto tecnico di Varese e l'utilizzo che Attilio Caja vorrebbe farne sul parquet, affidandogli il ruolo di incursore e terminale offensivo di una squadra che ha bisogno di un realizzatore creativo e in grado di incidere in penetrazione. La situazione è monitorata costantemente dal club di piazza Monte Grappa, ma l'auspicata risposta non sta arrivando, anche se l'agenzia che lo rappresenta parla di tempi brevissimi per la decisione di Thompson. Sul quale però ci sarebbe movimento da altre nazioni (Germania su tutte) e dunque non è detto che la proposta dell'OJM possa andare a buon fine, anche se il sogno NBA del'ex capocannoniere della FIBA Europe Cup non dovesse avere esito positivo. Invece, per Goss bisognerà attendere la fine della Summer League di Las Vegas per capire se i Washington Wizards - nel cui staff tecnico ha lavorato per preparare l'appuntamento estivo - gli offriranno un ruolo da allenatore eventualmente anche nella squadra satellite di G-League. L'altro ostacolo da smussare sarebbe legato agli impegni personali del cestista del 1983 che gli impedirebbero di rispondere alla chiamata di Varese per il raduno dell'8 agosto, aspetto sul quale Attilio Caja non transige. E allora la pista Rice potrebbe prendere quota, visto che l'esterno del 1982 ha taglia fisica e qualità realizzative: nel 2017/18 a Ravenna aveva totalizzato 18,8 punti e 4,3 rimbalzi, nell'ultima stagione ha vissuto un percorso travagliato - prima in Iran, poi in Messico - prima di arrivare a Jesi, dove ha fatturato 27,6 punti e 6,7 rimbalzi nelle ultime 6 gare senza però evitare la retrocessione in B con l'Aurora. L'esterno del 1992, alternativo a Goss ma per certi versi considerabile anche alternativo allo stesso Thompson, aumenterebbe la fisicità della squadra a rimbalzo pur con caratteristiche relativamente simili a quelle di L.J. Peak. L'OJM ha formulato una proposta ufficiale, più bassa di quelle di altri club di A2 - Ferrara su tutte - ma comunque gradita all'atleta che vorrebbe provare a cimentarsi con la serie A. Intanto, però, Rice sta mostrando buoni spunti alla Summer League di Las Vegas con Phoenix (19 punti nella gara d'esordio) e potrebbe strappare una chiamata con i Suns al termine della kermesse del Nevada. Insomma per l'OJM c'è tanta carne al fuoco - non dimenticando l'opzione Allerik Freeman, che dopo il 18 luglio potrebbe essere esplorata di nuovo in mancanza di firme - ma nessuna trattativa in chiusura. Giuseppe Sciascia
  3. Varese mette gli occhi su Darius Thompson in attesa di riscontri dalla Summer League di Las Vegas. Il 24enne esterno statunitense, capocannoniere della FIBA Europe Cup 2018/19 a 22,1 punti di media, è un giocatore considerato con grande interesse dal club di piazza Monte Grappa. La guardia del 1995 ha giocato la sua stagione d’esordio in Europa nelle file degli olandesi dello ZZ Leiden, chiudendo la stagione come capocannoniere e MVP della lega dei Paesi Bassi. Potrebbe essere Thompson il sostituto di Aleksa Avramovic nello scacchiere tattico biancorosso: un esterno potente ed aggressivo, che ama attaccare il canestro con energia, ossia proprio l’attaccante utile a completare il puzzle di una Varese ricca di giocatori di squadra o dalla grande intelligenza cestistica come Mayo e Vene. Il giocatore laureato a Western Kentucky University gode del gradimento dell’area tecnica biancorossa, ma ci sono due condizioni da realizzare per concretizzare l’interesse di Varese. La prima è l’effettiva disponibilità dell’atleta, impegnato da questa notte alla Summer League di Las Vegas con la maglia dei Toronto Raptors. La società di piazza Monte Grappa ha formulato una proposta ufficiale, ma al momento Thompson è concentrato sulle prospettive NBA: se nelle prime gare della franchigia canadese appena laureatasi campione del Mondo il giocatore del 1995 non dovesse trovare spazio, allora la soluzione OJM avrebbe buone chances di diventare percorribile. Se invece l’esterno statunitense dovesse convincere Toronto nel corso della kérmesse del Nevada e strappare anche solo l’invito al camp prestagionale, allora Varese dovrà guardare altrove. L’altra condizione è quella di cercare un giocatore con trattamento di palla che parta dalla panchina: Thompson è un attaccante creativo che sa costruirsi il tiro dal palleggio, ma a differenza di Avramovic non è molto efficace nel pick&roll. Ed allora l’opzione di un veterano che possa dare una mano in regia e alla costruzione del gioco – in tal caso il 36enne Phil Goss, ancora competitivo lo scorso anno a Salonicco, sarebbe l’ipotesi più gradita per un ruolo da una ventina di minuti – sarebbe l’incastro ad hoc nel famoso gioco delle coppie dei due stranieri ancora da inserire nel puzzle. Intanto però l’ipotesi Allerik Freeman non pare del tutto tramontata, visto che a farsi risentire sono stati giocatore ed agente (chiedendo però tempo oltre la metà di luglio). Oggi come oggi l’idea Thompson, se affiancato da un espertone dietro le spalle, sembra però quella maggiormente gettonata alla luce del potenziale di crescita del 24enne bomber statunitense. Ma solo a metà della prossima settimana si capirà se la pista è percorribile o se la NBA lo strapperà a Varese. Giuseppe Sciascia
  4. Varese, ecco Gandini Intesa col centro, sarà il vice Simmons Luca Gandini completa il parco lunghi dell’Openjobmetis. Il 34enne centro triestino sarà il cambio di Jeremy Simmons nello scacchiere tattico della formazione di Attilio Caja. Accordo 1+1 ai dettagli con il lungo del 1985, che debutterà in serie A dopo 14 stagioni tra B d’Eccellenza, DNA, LegAdue e A2 vera e propria. Il pivot di 206 centimetri per 112 chili sarà l’unico acquisto italiano del mercato estivo di Varese: una scelta al risparmio che soddisfa comunque l’area tecnica biancorossa, alla luce delle referenze positive ricevute da tutti i suoi ultimi allenatori, da Matteo Boniciolli alla Fortitudo Bologna ad Alessandro Ramagli a Verona. Un ottimo ragazzo con doti difensive importanti – Cantarello e Michelori i paragoni con specialisti dello sfondamento subito – ed elevata conoscenza del gioco; chiaro che da un lungo da 3,8 punti e 4,1 rimbalzi di media lo scorso anno in A2 a Ravenna non ci si può aspettare un impatto clamoroso. Ma da Gandini l’OJM può ragionevolmente aspettarsi una decina di minuti di sostanza difensiva, buoni blocchi e presenza fisica a centroarea. E gli uomini mercato di Varese ribadiscono il valore della scelta nelle economie di scala per la costruzione del roster: l’atleta del 1985 avrà un ingaggio limitato, soprattutto rispetto a Iannuzzi, ed adeguato al ruolo da quarto lungo che dovrà ricoprire nelle rotazioni di Caja. Le economie di scala che hanno permesso di arrivare ai pezzi forti Mayo e Vene – lo scorso anno inarrivabili sul piano economico, ora accontentati anche a livello salariale al di là del progetto tecnico sposato – proseguiranno col rispario sul pivot di riserva e sugli ultimi due contratti (Seck e Garbarini giovani dell’Academy anziché i senior Gatto e Verri). L’arrivo di Gandini lascia dunque a disposizione di Bulgheroni, Conti e Caja circa 60mila dollari in più da investire sulle ultime due pedine del roster. Ora l'OJM deve trovare l'incastro giusto nel gioco delle coppie sul perimetro: il coach pavese cerca una guardia pura che possa dare minuti anche da ala piccola e una guardia con trattamento di palla che possa giocare anche da playmaker, uno dei quali con potenziale di crescita futura e un altro con esperienza di lungo corso. L'idea è di cercare prima il veterano e poi l'emergente : il no di Hasbrouck e Freeman ha aperto altri fronti, in linea ai principio se prima arriverà una guardia-ala come sesto uomo si sonderà poi il mercato dei play-guardia, oppure il contrario. Tra le ipotesi al vaglio sul fronte usato sicuro c'è Milenko Tepic, 32enne esterno serbo di stazza (198 centimetri per 97 chili) già visto a Capo d'Orlando e Brindisi che lo scorso anno ha giocato in Grecia al Paok Salonicco (7,3 punti e 4,2 rimbalzi). L'alternativa più perimetrale è la vecchia conoscenza bianco-rossa Phil Goss: il 36enne visto con la maglia della Cimberio nel 2010/11 e nel finale del 2011/12 ha giocato proprio con Tepic al Paok (12,2 punti e 2,5 assist) ma scioglierà la riserva solo dopo la Summer League di Las Vegas dove fa parte dello staff tecnico che allena gli Washington Wizards. Giuseppe Sciascia
  5. Attilio Caja promuove a pieni voti l’accoppiata Mayo-Vene come doppio obiettivo primario raggiunto nel mercato dell’Openjobmetis. Il tecnico pavese racconta così il suo stato d’animo dopo l’ufficialità della firma dell’ala estone: «Sono molto contento di come siamo state condotte queste operazioni - racconta il coach di Varese -: Toto Bulgheroni per il suo input finale ed Andrea Conti per come le ha portate avanti meritano grandi complimenti. Vene volevamo confermarlo anche l’anno scorso, poi abbiamo fatto esperienze diverse ma ci siamo ritrovati con estremo piacere. L’ossatura della squadra è già ben consolidata: un mese fa ci mancavano 7 giocatori da inserire, ora ce ne mancano solo 3...». Il nuovo play e l’ala forte di ritorno all’OJM saranno i pezzi forti della nuova squadra? «Si tratta di due giocatori con le caratteristiche perfette per interpretare un certo tipo di pallacanestro. Con Vene ci conosciamo già, mentre Mayo è l’elemento adatto per essere il leader del gruppo. Entrambi hanno capacità individuali importanti che garantiranno anche qualità offensiva, inoltre il loro quoziente intellettivo cestistico è in grado di mettere i compagni nelle condizioni ottimali per rendere al meglio e dare un equilibrio alla squadra». Il ritorno di Vene sconfessa la vox populi che considera Caja come allenatore bravo ma duro in palestra col rischio fuga dei giocatori? «Non bado a queste cose, mi importa la crescita dei giocatori e il loro massimo impegno: Siim è tornato perché sa cosa troverà in termini di mentalità ed etica del lavoro, adesso speriamo di trovare altri Okoye ed Avramovic, ossia ragazzi che qui hanno dato il massimo e poi hanno strappato bei contratti a livello più alto. Con Mayo e Vene abbiamo l’ossatura di giocatori di talento ed esperienza per assistere la crescita di altri elementi». Il prossimo arrivo sarà il cambio del pivot italiano per completare il reparto lunghi? «L’idea è di non investire eccessive risorse in un ruolo importante ma comunque limitato nel minutaggio. Inutile sovradimensionare l’impegno in uno spot da cambio: la scelta di Iannuzzi è stato un mio errore, del quale mi assumo ogni responsabilità. Ma dagli errori bisogna imparare, dunque sceglieremo un elemento dal valore rapportato al minutaggio che dovrà avere ed in linea agli altri elementi della panchina sia sul piano dell’utilizzo che economico». Quali caratteristiche dovranno avere gli ultimi due stranieri sul perimetro? «Su guardia titolare e sesto uomo dietro guardia e play abbiamo idee chiare, in linea di principio vorremmo un elemento emergente e uno più rodato dietro Peak che è un semiesordiente. In ogni caso vogliamo gente entusiasta e motivata: per quelli che ci hanno pensato troppo il tempo è scaduto... All’interno del nostro budget ci siamo mossi molto bene; il mio compito sarà valorizzare quelli che ci sono e di dare chiarezza ai ruoli. Siamo già a buon punto, ora cercheremo di piazzare un altro colpetto per arrivare a quota 8 in un campionato che se davvero va verso le 16 squadre con 2 retrocessioni sarà ancora più impegnativo». Giuseppe Sciascia
  6. Varese batte Fuenlabrada e riporta a casa Siim Sander Vene. Stavolta il duello di mercato con il club spagnolo che due anni fa aveva strappato Chris Evenga all'Openjobmetis si conclude con un esito favorevole alla società di piazza Monte Grappa. Per l'ufficialità serviranno ancora 48 ore, perché solo oggi il Gran Canaria - il sodalizio iberico nel quale si era accasato a dicembre disputando anche l'Eurolega - eserciterà Vescape dal contratto 1+1 con l'ala estone. Ma stavolta Varese ha giocato le carte giuste per convincere il giocatore del 1990, attraverso un lungo corteggiamento durato un mese ed una proposta economica tale da far digerire a Vene anche il sofferto no alle coppe. Come nel caso di Mayo, si tratta di un altro colpo di mercato a scoppio ritardato rispetto a 12 mesi fa: la conferma del cestista che galanti la svolta dall'ultimo posto di fine andata al sesto conclusivo era il primo obiettivo del mercato 2018. Ma la proposta economica dell'OJM non convinse l'ala estone, che però trovò squadra soltanto a settembre in Spagna vivendo una stagione da precario - 6 gare al Manre-sa, una a Fuenlabrada e 18 al Gran Canaria - senza grandi acuti (nel complesso 5,7 punti e 1,5 rimbalzi in 14,5 minuti nelle 44 gare disputate tra Liga ABC edEurolega). Varese si è mossa in largo anticipo già all'inizio di giugno, con un lavoro ai fianchi che aveva già avuto praticamente esito positivo quando era apparsa la notizia dell'ammissione in Champions League del club prealpino. Il passo indietro in Europa dell'OJM non ha comunque interrotto i rapporti: l'offerta sottoposta dal g.m. biancorosso Andrea Conti - con ritocco al rialzo rispetto a quello che Vene aveva chiesto 12 mesi fa - era sul piatto da quasi due settimane. Nella giornata di ieri il via libera dell'estone, con Varese preferita al ritorno in Spagna a Fuenlabrada: sbrigate le formalità legate alla conclusione odierna del rapporto con Gran Canaria, Vene siglerà un accordo annuale con l'OJM, consentendo ad Attilio Caja di centrare un altro obiettivo primario della sua lista dopo la firma di Josh Mayo. Il valore aggiunto del 29enne estone è la conoscenza già approfondita del sistema Artiglio e l'elevato quoziente intellettivo cestistico che ne faranno un perfetto raccordo di un roster che avrà il suo asse portante incentrato su di lui e sul nuovo playmaker. Vene sarà l'ala forte titolare della nuova Varese e, se il cambio dei lunghi italiano sarà scelto al risparmio per aumentare le risorse da allocare per guardia titolare e cambio degli esterni, potrà giocare anche qualche minuto da pivot come già accaduto nei playoff 2017/2018, quando Mario Delas non convinceva il coach pavese. Ora con 7 giocatori su 10 in organico si lavora sul lungo italiano di riserva, poi senza fretta sugli ultimi 2 stranieri tra guardia titolare e primo cambio degli esterni. Giuseppe Sciascia
  7. Spunta Allerik Freeman Una scelta intrigante per il mercato di Varese II mercato dell'Openjobmetis è pronto ad entrare nel vivo. In attesa della formalità della firma di Josh Mayo, il club di piazza Monte Grappa lavora ad ampio raggio per riempire i due spot mancanti del quintetto base. Completamente raffreddata la pista Josh Bostic di fronte alla proposta di rinnovo oltre i 200mila dollari recapitatagli dai polacchi di Gdynia: cifra totalmente fuori portata per Varese, che sta concentrando le sue attenzioni su Allerik Freeman nello spot di guardia da affiancare al play del 1987. Il 25enne esterno statunitense, laureatosi nel 2018 a North Carolina State, è stato avversario del team biancorosso nell'ultima edizione della FIBA Europe Cup con la maglia degli ungheresi dell'Alba Fehervar. Si tratta di un giocatore di buona taglia fisica (191 centimetri per 91 chili) che ama agire con la palla in mano per attaccare il ferro e costruire anche per i compagni (17,1 punti e 4,0 assist di media nella competizione europea in cui i magiari hanno fatto strada fino agli ottavi di finale). Le referenze umane sono positive e di Freeman piace il mix di aggressività ed energia con cui tiene il campo; al momento la richiesta economica è fuori mercato (più del doppio dell'ingaggio da rookie in Ungheria), ma Varese ha fatto una proposta ufficiale all'atleta alle cifre che ritiene adeguate ed attende i feedback di ritorno per capire se ci sarà margine di trattativa. Per l'OJM potrebbe essere una scelta intrigante per giostrare da guardia e anche un poco da cambio del playmaker, l'idea iniziale era quella di utilizzarlo come sesto uomo di impatto Sullo sfondo resta la pista Vene Daniele Magro è il nome caldo per l'ultimo tassello italiano ma potrebbe anche diventare titolare (puntando su un veterano da mettere alle sue spalle) in certe evoluzioni del roster per quanto riguarda l'allocazione delle risorse. S ullo sfondo c'è sempre l'ipotesi Siim Sander Vene in alternativa ad altre opzioni importanti nello spot di ala forte con una maggior propensione a rimbalzo dell'ala estone. Nel frattempo Andrea Conti lavora anche all'ultimo tassello italiano del roster nel ruolo di cambio del pivot. Davide Bruttini non ha ancora comunicato il suo no definitivo a Varese, ma radio mercato lo spinge verso il ruolo da centro titolare in A2 a Forlì (o in alternativa a Ravenna). Per questo il g.m. biancorosso ha esplorato la fattibilità della pista Daniele Magro: il 32enne centro padovano che fu campione d'Italia con Milano nel 2015/16, reduce dalla finale Scudetto disputata con Sassari (1,6 punti e 1,3 rimbalzi di media al Banco Sardegna), potrebbe essere il giusto complemento ad un giocatore agile come Jeremy Simmons. L'atleta del 1987 veterano della serie A (215 presenze in 8 stagioni tra Venezia, Pistoia, Olimpia e Dinamo), ha una taglia fisica importante (210 centimetri per 112 chili) con caratteristiche diverse rispetto a quelle del centro titolare che lo renderebbero adatto alle necessità di marcare avversari più stazzati. Lo scoglio è di natura economica, l'OJM ha fatto la sua proposta e l'atleta scioglierà entro fine settimana la sua riserva tra Varese e l'alternativa Brindisi. Giuseppe Sciascia
  8. Josh Mayo sarà con ogni probabilità il play titolare dell'Openjobmetis. Fumata bianca ormai imminente al termine di un lungo corteggiamento durato una ventina di giorni: la prima scelta di Attilio Caja nel ruolo chiave di playmaker avrebbe accettato la proposta di Varese, ed è pronto a siglare l'accordo biennale concordato a parole, che le parti stanno mettendo a punto nella notte italiana. A meno di sorprese dell'ultimissima ora, il 32enne giocatore nativo dell'Indiana sarà il leader della squadra biancorossa per le prossime due stagioni. Dopo tre playoff consecutivi raggiunti con la maglia del Telekom Bonn (due settimi ed un quinto posto in Germania tra il 2016 e il 2019), Mayo è pronto a sposare la causa di Varese dove arriverà con moglie e due figli. Un investimento importante su un giocatore che nelle idee di Artiglio avrà le chiavi del gioco in mano: Mayo è elemento che può segnare (14,5 punti nell'ultima stagione a Bonn) ma anche creare per i compagni (3,4 assist di media), ed ha una gittata molto profonda dall'arco dove è stato il migliore della Bundesliga tedesca nelle percentuali da 3 punti (49,3% su 6,6 tentativi a partita). Un upgrade notevole in regia rispetto a Ronnie Moore - tanto diligente quanto offensivamente improduttivo - per un giocatore già inseguito 12 mesi fa ma subito fuori mercato per l'offerta di rinnovo da parte di Bonn non raggiungibile per l'OJM. Ora le economie di scala messe a punto dal club di piazza Monte Grappa con gli arrivi di Peak e Simmons hanno consentito di poter accantonare un mini tesoretto da allocare sugli altri tre ruoli mancanti del quintetto. Mayo è una scelta da usato sicuro che garantisce qualità offensive ma soprattutto capacità di dirigere la squadra col piglio e l'autorità di un generale del parquet: «Ottimo giocatore di pick and roll molto pericoloso nel tiro da 3 punti ma soprattutto un leader che potrà garantirci esperienza e personalità- spiega il g.m. Andrea Conti - Josh dovrà essere la nostra guida, ci aspettiamo possa essere l'elemento cardine della squadra per dare l'impronta in termini di leadership». La scelta di un giocatore come Mayo, che ha una taglia fisica non propriamente erculea ed ama principalmente far leva sul tiro dall'arco (quasi il triplo delle conclusioni da 3 punti rispetto a quelle da 2 nell'ultima annata a Bonn), spingerà l'OJM sulla scelta di una guardia con spiccate doti da penetratore in grado di attaccale il ferro. Al momento non pare decollare l'ipotesi Josh Bostic che ha preso tempo per guardarsi attorno, con un veterano come Mayo a dare sicurezza in regia c'è più margine per investire su un emergente. Nel radar bian-corosso era entrato Allerik Freeman, scoperto da avversario in FIBA Cup con la maglia dell' Alba Fehervar (17,7 punti e 4,0 assist di media nella competizione europea), ma per ora i costi sono proibitivi per un giocatore messo nell'elenco più come cambio degli esterni che come guardia titolare. Al momento però l'attenzione dell'OJM si concentra principalmente sulla scelta del cambio del pivot italiano - con Bruttini che sfoglia la margherita il club valuta alternative - e dell' ala forte titolare. Giuseppe Sciascia
  9. ...e risposta di Ponti... LA LETTERA La replica di Ponti «Solo astio e invidia» Gianfranco Ponti replica con una lettera all'intervento pubblicato ieri su queste colonne. Non stimato anonimo, ho deciso di risponderle perchè ritengo corretto mettere a conoscenza i lettori de La Prealpina di una serie di fatti utili a fare la differenza tra chi lavora per la nostra amata società e chi invece vive in un mondo d'invidia. Lei rappresenta il peggio di una città e di un territorio che invece ama il basket, talvolta in silenzio ma sempre incondizionatamente, come dimostra l'efficacia operativa del Trust. Trovo oltremodo scorretto nascondersi dietro il nome Lupo Alberto per scagliare accuse infondate; se invece lei è solo un avatar utilizzato da qualcuno che, per gelosia o altri perfidi fini, vuole danneggiare la Pallacanestro Varese, poco cambia. Si metta l'anima in pace: il progetto Varese Academy va avanti, anzi aumenta le proprie ambizioni e di conseguenza gli investimenti per portare a Varese il meglio dei giovani prospetti italiani e stranieri. La situazione finanziaria della Pallacanestro Varese è oggi complessa, ma in ogni caso migliore di due anni fa quando la società era tecnicamente prossima al disastro ed i soldi per poter continuare, oltre al Consorzio (mobilitato dalla formidabile energia del suo Presidente) ed a Openjobmetis, li abbiamo messi SOLO Toto Bulgheroni ed io. In una città con migliaia di tifosi, centinaia di aziende, etc. etc, solo in due abbiamo donato gli oltre 100.000 euro necessari per sopravvivere. L'anno scorso è accaduto lo stesso, stesse cifre stessi nomi, con la sola differenza che siamo stati in tre (al fianco del Consorzio e di Orgoglio Varese) a regalare alla città un altro anno di basket in serie A. Con riferimento all'azionariato, lei coinvolge anche Rosario Rasizza (del quale ho la massima stima e che ritengo fondamentale per il futuro della Pallacanestro Varese) il quale potrà esprimersi direttamente sull'argomento. Io confermo quanto detto e ripetuto sino alla noia. Il mio acquisto di una quota è finanziariamente irrilevante poiché in questi anni, oltre alle "donazioni" di cui sopra, ho sempre assicurato il sostegno del settore giovanile, per un ammontare di oltre 200.000 euro annui. Tale sarebbe stato il mio contributo anche come azionista. Dunque, nulla sarebbe cambiato o cambierebbe con la mia entrata nel capitale sociale. In merito al settore giovanile, il suo astio le fa davvero perdere la ragione, o si tratta solo di una irrefrenabile invidia? Le squadre di A hanno l'obbligo di mantenere almeno 3 squadre nei campionati di Eccellenza, e la Pallacanestro Varese negli scorsi anni ha sempre speso circa 200.000 euro all'anno, purtroppo con scarsi risultati. Con l'accordo stipulato due anni fa il gruppo di entusiasti varesini di cui faccio parte ha semplicemente preso in carico la gestione ed anche i crescenti costi del settore giovanile, permettendo alla società di destinare questi denari alla prima squadra, Dopo due anni di duro lavoro e tante umiliazioni da parte di taluni soloni locali, le nostre squadre sono state tutte ammesse alle Finali Nazionali - UNICO CASO IN ITALIA - combattendo alla pari e talvolta vincendo con le "corazzate" del mondo giovanile come Milano, Bologna, Venezia, Roma. Tutte sono oggi tra le migliori 8 squadre italiane di categoria ed alcuni dei nostri ragazzi - grazie al lavoro di tutti gli allenatori, vice-allenatori, preparatori atletici e tutti gli altri collaboratori forniti dall'Academy - sono stati selezionati per le squadre nazionali in Italia (Virginio) ed all'estero (Raskovic in Serbia, Seck in Senegal e Jokic in Montenegro). Ahimè ne abbiamo perso uno, ma qui chi non studia viene inflessibilmente spedito a casa. Altri talenti (nazionali e non) sono in procinto di arrivare poiché i loro genitori hanno deciso che Varese Academy è il posto giusto per far crescere i loro talentuosi virgulti. La invito inoltre a parlare con i nostri oltre 80 ragazzi che si sono confrontati, in generale per la prima volta, con le migliori squadre italiane ed a capire con quanto entusiasmo, grazie all'Academy, stiano crescendo come uomini e come atleti. Spieghi loro che investire sul loro futuro, sui loro sogni di NBA, di Nazionale, è sbagliato, che è meglio spendere i soldi per un paio di giocatori americani senza alcuna assicurazione di migliori e comunque effimeri risultati. Gente che presto ripartirà senza nemmeno aver capito cosa è Varese per il basket, senza capire il senso degli stendardi appesi al soffitto. Io invece, ogni volta che entro al palazzetto obbligo i miei ragazzi a guardare quegli stendardi, a sentire l'orgoglio di appartenenza. Non sembra difficile capire che sin d'ora la crescita dei nostri ragazzi porta altri immediati vantaggi alla società ed alla prima squadra: grazie alla collaborazione con Attilio Caj a (molto più disponibile di quanto raccontino le dicerie locali) ed Andrea Conti, fin da agosto 3-4 ragazzi potranno aggregarsi alla prima squadra ed almeno uno di essi entrerà stabilmente nella rosa. Così facendo, la Pallacanestro Varese risparmierà decine di migliaia di euro che potremo spendere per rinforzare la prima squadra. In sostanza, nel budget della prima squadra di quest'anno, circa 250.000 euro - vale a dire oltre un quarto del totale del monte stipendi netto - saranno la diretta conseguenza del lavoro dell'Academy con i nostri giovani virgulti! Gianfranco Ponti
  10. Lettera alla Prealpina... LA LETTERA «Guerra tra Rasizza e Ponti Sono deluso da entrambi» Egregio direttore, sono un vecchio lupo (di qui il nickname che uso nella lettera) del basket italiano. E sono una persona che in un passato non remoto è stata vicina alla Pallacanestro Varese. Chiedo ospitalità proprio per parlare di questa realtà a me sempre molto cara. Intervengo ora che il campionato è terminato, con la vittoria di Venezia, e a poche ore dalla decisione di Varese di rinunciare alla Champions League. Parto da qui. Penso che la scelta dei dirigenti sia sensata, alla luce delle risorse disponibili e della prospettiva di una squadra che sarà parecchio rinnovata e che dovrà trovare un'identità e una chimica. Ma questa decisione, che violenta la tradizione europea del club (se non erro, è ancora al terzo posto nella classifica dei vincitori del titolo continentale, nonostante l'ultimo risalga a ben 43 anni fa), fotografa uno stallo pericoloso, nelle more di un mercato che ancora una volta sarà francescano. Non solo. Varese è ormai un punto di passaggio, non la meta ambita di una carriera. Varese non sa più trattenere ì giocatori: appena sì mettono in luce, sene vanno, attirati da ingaggi migliori. Ma così viene meno la continuità. Varese non riesce ad aggiungere risorse a un budget che, in proiezione, corre anzi il rischio addirittura di implodere. La prima ragione nasce dal territorio: meno ricco rispetto al passato, certo, ma anche molto più accidioso e forse poco stimolato da iniziative adeguate. Perché una Venezia riesce a coinvolgere molte aziende e così pure Treviso, che ha mutuato e sviluppato alla grande (mi dicono che gli aderenti siano 200) l'idea del consorzio che era stata illustrata proprio dalla Pallacanestro Varese? Peraltro, penso che tanto dipenda anche dalle incomprensioni e dai silenzi tra Rosario Rasizza e Gianfranco Ponti. Sono molto deluso da entrambi e dalla loro incapacità di andare oltre antipatie dì pelle, forse più evidenti nella direzione Ponti-Rasizza. Loro e solo loro, comunque, possono e devono essere il nucleo cardinale di qualcosa di più solido: un gruppo "top"e allargato di finanziatori. Invece, senza un patto chiaro e comune, anziché attirare respingono. Rasizza ha il merito di aver "cacciato " tanti soldi negli ultimi anni; ma, oltre a dare l'impressione di pensare prima di tutto alla sua immagine, non capisce che serve qualcosa di differente per attirare nuove risorse. Sempre che sia questo il desiderio... Ponti, invece, ha fatto l'investimento sull'Academy e sui giovani: è un fatto meritorio (anche se ci sarebbe da discutere su certe scelte compiute: speriamo che con l'assunzione di Bizzozi ci sia un salto di qualità), però ha il difetto di essere orientato a un futuro lontano perché un giovane, ammesso di averne di qualità, non lo si rende pronto in pochi mesi. L'aiuto, invece, serve ora. Serve al club. Ricordo anche che a suo tempo Ponti si era proposto per rilevare addirittura la maggioranza della Pallacanestro Varese e poi di acquistare una quota del 20 per cento. Nella prima occasione fu stoltamente respìnto, nella seconda si è messo sull'Aventino - dove rimane - per una querelle che mi pare risibile. Ha senso tutto questo? No. Molli allora anche i giovani e si goda I soldi, perché senza un presente convincente, alimentato da un suo ruolo centrale, Varese rischia di non avere un futuro (per inciso: qualcuno si è posto la domanda di che cosa sarà del club il giorno in cui Tota Bulgheroni, architrave discreto dì vari scenari, si stuferà e se ne andrà? C'è una figura adeguata a rimpiazzarlo, quel giorno che mi auguro sia lontano?). All'inizio di giugno, se non erro, c'è stata la celebrazione per i 20 anni dallo scudetto della Stella, occasione per parlare pure degli altri nove. Ecco, di questo passo Varese vivrà solo di ricordi. E dopo un po', nemmeno di quelli. Lupo Alberto
  11. Josh Mayo, ora o mai più. Attesa entro le prossime ore la decisione definitiva del playmaker statunitense rispetto alla proposta dell’Openjobmetis: il contatto diretto tra il club biancorosso e l’atleta del 1987 ha generato un cauto ottimismo nell’ambiente di Varese. Dopo qualche giorno d’impasse, l’OJM ha rotto gli indugi e ha esplorato la volontà dell’atleta per provare a capire i tempi della scelta. E la telefonata tra l’Italia e il Texas, dove il giocatore ex Roma e Scafati risiede con moglie e due figli, ha permesso di focalizzare i dettagli della situazione. Il regista statunitense ha voluto conoscere tutti i dettagli della proposta del club di piazza Monte Grappa anche in funzione della situazione relativa alla sua famiglia, riservandosi una scelta in tempi rapidissimi tra il ritorno in Italia - destinazione gradita al clan Mayo - e la permanenza in Germania (non a Bonn che lo ha congedato, ma evidentemente il playmaker del 1987 che ha disputato gli ultimi tre playoff consecutivi in Bundesliga ha altri estimatori in quel campionato). Stavolta non è un problema di visibilità internazionale ma eventualmente di durata dell’accordo - Mayo preferirebbe due anni garantiti, scelta comprensibile per un atleta di 32 anni - anche se l’offerta di Varese è tenuta in assoluta considerazione dal giocatore al quale Attilio Caja affiderebbe volentieri le chiavi del gioco. A spingere in favore della destinazione OJM ci ha provato anche Jeremy Simmons: il nuovo pivot biancorosso è stato compagno di Mayo nel 2015/’16 a Scafati, e il solido rapporto di amicizia tra i due giocatori statunitensi potrebbe essere un asset in più da spendere nel testa a testa finale. Ormai però il dado è tratto: entro domani, mercoledì 26 giugno, Varese avrà il suo nuovo playmaker titolare, oppure dovrà iniziare a vagliare la lista delle alternative predisposte negli ultimi giorni in caso di fumata nera. Ovvio che la preferenza dell’area tecnica biancorossa sarebbe orientata verso l’arrivo di Mayo, giocatore già voluto da Artiglio 12 mesi fa ma confermato ad inizio mercato da Bonn dove anche nel 2018/’19 è stato il top scorer (14,5 punti col 49% da 3 più 3,4 assist in Bundesliga nelle file della Telekom Baskets piazzatasi al settimo posto in regular season, due posizioni sopra quel Wurzburg che ha eliminato Varese in FIBA Europe Cup). Intanto il capitolo Champions League è stato definitivamente archiviato con la rinuncia dell’Openjobmetis ufficializzata dall’organizzazione, che ha sostituito i biancorossi con il Benfica Lisbona (dove si accaserà l’ex varesino Damian Hollis con un accordo biennale). Nel frattempo ieri, lunedì 24 giugno, si è riaperta anche la pista Davide Bruttini: il club biancorosso è nella lista allargata delle pretendenti per il 32enne centro in uscita da Capo d’Orlando (pretententi anche la Virtus Roma in A più Ravenna, Forlì e Biella in A2) e anche il lungo senese dovrebbe decidere a breve la sua destinazione futura. Anche in questo caso sono pronti piani alternativi da approfondire qualora la scelta fosse diversa da quella auspicata da Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
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