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simon89

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  1. L'Openjobmetis spiana l'ostacolo Cremona e riparte di slancio verso il traguardo playoff. La compagine di Attilio Caja allunga la serie positiva all'Enerxenia Arena contro la Vanoli (vittoria numero 10 su altrettanti confronti) e si prende una sonora rivincita della sconfitta del mese scorso alle Final Eight di Coppa Italia. La Varese più bella dell'anno per il mix di lucidità offensiva e intensità in retroguardia con il quale ferma a quota 6 la striscia vincente della terza forza di Meo Sacchetti e intasca un prezioso 2-0 negli scontri diretti con i biancazzurri (dal canto proprio penalizzati dall'infortunio alla caviglia che ha messo k.o. il leader Travis Diener). Bella reazione a livello tecnico e caratteriale dopo la beffa di domenica scorsa ad Avellino: i biancorossi hanno aggredito la partita con tanta voglia di rivalsa, partendo dalla certezza di una difesa determinante attorno al totem Cain (14 rimbalzi) per concedere soli 64 punti all'attacco della Vanoli (39% dal campo e 12 perse). Tante situazioni forzate e tanti recuperi, con un esplosivo Salumu (super lavoro nella ripresa sulle stelle ospiti Crawford e Sanders) a garantire sostanza a fianco dei titolari e contropiede folgoranti cavalcando un paio di momenti di ispirazione di Avramovic per nascondere una serata non felicissima nel tiro dall'arco (8/27 totale di cui 3/17 nel primo tempo). Ma stavolta l'OJM non è stata condizionata dall'esito delle conclusioni dall'arco, trovando spesso iniziative vincenti dentro l'area con il miglior Archie della stagione - solo gli arbitri lo hanno fermato con un quarto fallo discutibile e un tecnico per proteste che ha chiuso la sua gara con oltre 14' sul cronometro - e con le iniziative dal palleggio di Scrubb e Salumu. La scelta difensiva di Sacchetti aveva pagato tantissimo a Firenze; ieri ha tolto di gara Cain (comunque determinante in retroguardia) ma la Caja's band ha trovato soluzioni alternative per garantirsi punti sicuri nell'attacco a difesa schierata. Una gara complessivamente eccellente per volume di gioco espresso e quantità di energia profusa da una Varese che conferma la ritrovata condizione fisica e mentale evidenziata dopo la pausa per la Coppa Italia. Nel mese di marzo l'OJM ha steccato un quarto a Prishtina e due ad Avellino, evidenziando per il resto una ritrovata vitalità atletica su entrambi i lati del campo anche grazie alla certezza ormai acquisita rappresentata dal sesto uomo di impatto Salumu. Ora non c'è tempo per festeggiare una vittoria pur ghiottissima, che rida 4 punti di margine in chiave playoff a Ferrero e compagni: il doppio impegno contro Ostenda, il nuovo spareggio di domenica contro Brindisi e il big-match fra due settimane contro Venezia sono quattro sfide spartiacque per i destini della stagione biancorossa. La prova di forza contro la Vanoli è il miglior viatico possibile per un rush finale nel quale l'OJM di ieri può ancora recitare da protagonista in Italia e in Europa. Giuseppe Sciascia
  2. Da rete 55 Gianfranco Ponti ha deciso di lasciare la Pallacanestro Varese, in polemica con alcuni membri del club. Lo ha annunciato l’ormai ex responsabile del settore giovanile biancorosso nella tarda mattinata di oggi, venerdì, prima di partire per un viaggio di lavoro che lo terrà negli Stati Uniti almeno un mese. Ponti rivela anche di aver rifiutato,mercoledì, la carica di amministratore delegato, non trovandosi in sintonia con la maggioranza della dirigenza. Il finanziere di Angera garantiva un contributo di circa 250 mila euro al vivaio e, entro l’estate, avrebbe potuto esercitare l’opzione per l’acquisto del 20 per cento della società, che perde adesso risorse preziose per far crescere le promesse del basket.
  3. L'Openjobmetis crolla nel finale ad Avellino. Incredibile sconfitta per la formazione di Attilio Caja, che dilapida 24 punti di vantaggio accumulati grazie ad un primo tempo da spellarsi le mani e si fa infilzare in volata da un Sidigas orfana di Nichols, Filloy e D'Ercole. Grande occasione sciupata da una Varese bifronte, tanto lucida e pungente nel primo tempo da 53 punti con 10/17 da 3, quanto inconsistente e senza nerbo in una ripresa nella quale ha prodotto soli 18 punti con un glaciale 6/34 dal campo. Così Avellino, trascinata da un indomabile Caleb Green e dai gregari Harper e Campogrande, punisce una OJM totalmente fuori controllo nella gestione dei possessi dell'ultimo minuto (in serie: persa di Moore su passaggio indietro modello rugby sul più 1, rigore sbagliato da sotto da Avramovic sul meno 1 e persa sull'asse Moore-Scrubb su rimessa laterale sul meno 3). Una sconfitta che fa malissimo in una partita che poteva girare la stagione di Varese: dopo il primo tempo si pregustava una vittoria dal valore doppio ribaltando anche il meno 4 casalingo dell'andata, invece lo 0-2 negli scontri diretti con Avellino e il fiato sul collo delle inseguitrici playoff a soli 2 punti acuiscono il rammarico per uno stop davvero difficile da digerire. L'OJM dei primi 20' era stata assoluta padrona del campo tra qualità di esecuzioni corali ed efficacia del suo impianto difensivo. Quella del secondo tempo ha smesso di attaccare con aggressività, con la regia di Moore totalmente sfasata; e senza più ritmo nella circolazione di palla, Varese è andata a sbattere contro i muscoli di una Sidigas che ha girato il duello chiave a rimbalzo (14-22 nei primi 20' ma un oceanico 32-16 per gli irpini nella ripresa), e che a suon di secondi tiri ha costruito la parte iniziale della rimonta nel terzo quarto. Poi quando la palla scottava è emersa la maggior qualità di Avellino, che pur senza tre elementi di spessore ha puntato sul talento delle sue individualità. Mentre a Varese è rimasto più volte il colpo in canna con Avramovic, al quale però non è corretto gettare la croce addosso perché tutto il reparto esterni biancorosso (con l'eccezione di un Tambone gravato presto di falli) si è afflosciato nella ripresa. La sconfitta del PalaDelMauro pone nuovamente l'accento sulla eccessiva prevedibilità di Ronnie Moore in regia; al netto delle questioni economiche voler cambiare ora avrebbe senso per un giocatore interessante anche per l'anno prossimo, in ogni caso i tesseramenti in FIBA Europe Cup sono chiusi e dunque si naviga a vista fino a quando durerà l'avventura europea. Nella quale l'OJM si ritufferà mercoledì col ritorno casalingo contro Prishtina per preparare il derby contro Cremona: nella rivincita dei quarti di Coppa Italia la truppa di Caja non potrà sbagliare per sognare ancora i primi 8 posti; la rabbia per la sconfitta di Avellino andrà incanalata subito nei binari giusti nei prossimi due delicati impegni casalinghi. Giuseppe Sciascia.
  4. Sconfitta oggettivamente imbarazzante
  5. L'Openjobmetis passa in rimonta a Pristina nell'andata degli ottavi di FIBA Europe Cup. Vittoria tutta grinta ed intensità per Varese, che dopo un primo quarto sontuoso (anche più 15 al 9' ) perde smalto dall'arco (5/25 dopo 27') e scivola anche a -10 contro le folate delle guardie di casa. Nel finale sono Tambone e Salumu i protagonisti della rimonta con un sostanzioso Archie - in campo da pivot nel finale con Cain e Iannuzzi già fuori per falli - determinante nel garantire una dimensione interna alla manovra offensiva (8/16 al tiro e 7 rimbalzi). Gara a fasi alterne nella quale però la formazione di Caja ha mostrato lucidità e determinazione nelle fasi decisive per spianarsi la strada verso il passaggio del turno evitando affanni in vista del ritorno casalingo di mercoledì prossimo all'Enerxenia Arena. Non un Picasso, ma nei play off europei contano soprattutto resilienza e spessore caratteriale, armi che Varese ha dimostrato di possedere quando la palla scottava. In avvio l'OJM chiude ogni varco in difesa ed esegue con lucidità in attacco. L'avvio ingessato (4-5 al 5') è figlio dell'1/7 iniziale dall'arco, poi dalla panchina entrano Salumu ed Archie e Varese macina 4 triple in 3' dilatando rapidamente il gap (6-16 al 7', 9-23 al 9') grazie ad efficaci ripartenze finalizzate da Scrubb. Ma è l'unica fiammata di un primo tempo da 5/23 totale e senza soluzioni interne per Cain; Prishtina sfratta qualche giro a vuoto altari e alza il ritmo con i dardi di Berisha e Ahmed (23-27 al 14'). Il freno azionato da Caja rida inerzia a Varese, che con Avra ed Archie sembra riprendere il controllo (25-35 al 17') faticando però a limitare le accelerazioni di Myles per il 32-37 della pausa lunga. Il play di casa taglia a fette prima Tambone e poi Moore e scatena il controbreak della Z Mobile, che punisce l'asfittico attacco biancorosso con le incursioni del suo folletto (43 -41 al 25 '). Il primo vantaggio scalda a dismisura l'ambiente e il veterano Berisha va a nozze contro un OJM che commette l'errore di farsi prendere dalla foga. Prishtina vola via fino al 58-48 del 28', ma la compagine di Caja riannoda i fili del gioco trovando ossigeno puro da Tambone, che piazza una micidiale tripletta dall'arco e pareggia a quota 72 al 36'. Finale palpitante con Iannuzzi utile al posto di un Cain out per falli già a metà quarto periodo, Varese ricuce di nuovo dal 76-72 del 37' al sorpasso firmato Archie (77-78 a meno 44 secondi). La difesa ospite morde Miles e Berisha sugli ultimi assalti e il 2/2 di Salumu a meno 3" fissa il punteggio. Giuseppe Sciascia
  6. L'Openjobmetis abbatte Reggio Emilia e imbocca la corsia preferenziale verso i playoff. La compagine di Attilio Caja onora il ritorno all'Enerxenia Arena dopo 5 settimane, regalando una prova ricca di contenuti ai quasi 4.300 presenti in tribuna. Nonostante le condizioni imperfette di Archie (comunque importante nel decisivo 13-0 a cavallo tra terzo e quarto periodo) e la mira ancora sfasata di Moore (1/8 dal campo), Varese supera con sicurezza una Grissin Bon rimessa a nuovo dal terzo restyling stagionale. La ricetta vincente è sempre la stessa: applicazione graffiante in retroguardia col "ministro della difesa" Tyler Cain come baluardo, e tante ripartenze ficcanti (18-2 il totale delle azioni in contropiede) per esaltare le qualità acrobatiche di Aleksa Avramovic. L'OJM soffre per 25 minuti prima di sbrogliare la matassa, non coronando il vibrante break iniziale quando Reggio macina triple e rimbalzi d'attacco per mettere anche il naso avanti nel secondo quarto. Poi, complice il precoce quarto fallo di Dixon, la difesa varesina taglia spazi e linee di passaggio, e le rubate convertite in velocità tagliano le gambe alla formazione di Pillastrini con i biancorossi che dilagano in campo aperto tra terzo e quarto periodo. Lo schiacciante predominio dentro l'area prodotto da un superlativo Cain (record stagionale di punti grazie ai 10 rimbalzi offensivi) rompe l'equilibrio dei primi 20', poi ci pensano l'adrenalinico Avramovic e mister utilità Scrubb a mettere il sigillo ad una vittoria che rispolvera una OJM capace di coniugare intensità e produzione offensiva (54% da 2 e 39% da 3). E se anche i due americani assenti all'appello in Coppa Italia non brillano ancora, dalla panchina arrivano conferme importanti per Attilio Caja: spiccano i 13 punti in 19' di Jean Salumu, che colpisce da fuori ma anche in penetrazione ritagliandosi spazi da protagonista dietro i due big sul perimetro. Molto positivi anche i minuti in regia di Matteo Tambone, che sui due lati del campo rende più di Moore al quale però Artiglio affida la gestione del vantaggio finale. E arriva invece una nuova conferma della ritrovata forma psicofisica di Giancarlo Ferrero, tornato a pieno regime proprio nel momento della massima utilità visto il momento no dell'acciaccato Archie. Una vittoria corroborante per gli indicatori positivi sotto ogni aspetto - 5 uomini in doppia cifra e 110-81 di valutazione - che evidenziano come la pausa sia comunque stata utile per recuperare brillantezza ed energia da parte del clan biancorosso. Ora Varese entra nel vivo della stagione tra i playoff di FIBA Europe Cup (mercoledì l'andata a Prishtina) e i due scontri diretti con Avellino e Cremona: l'OJM di ieri è stata più vicina a quella ammirata a Trieste che a quella mancata all'appello a Firenze, per alimentare sogni di alto livello però c'è bisogno che Moore ritrovi la mira ed Archie recuperi la forma migliore. Giuseppe Sciascia
  7. Ferrero rinnova e Varese vuole farlo diventare una bandiera ALTRI DUE ANNI E OPZIONE FINO AL 2022. FIRMA VICINA Giancarlo Ferrero si prepara a sposare a lungo termine la causa della Pallacanestro Varese. Trattativa in fase di chiusura tra il club di piazza Monte Grappa e il suo capitano per estendere il contratto in scadenza al 30 giugno. Le parti discutono sugli ultimi dettagli di un nuovo accordo pluriennale di due stagioni garantite con opzione per il 2021/22: non un vitalizio... ma poco ci manca per il trentenne atleta di Bra che potrebbe restare nella sua città adottiva più a lungo di ogni altro giocatore biancorosso del terzo millennio. Ferrero, alla sua quarta stagione a Varese dove era arrivato nell'estate 2015, sta disputando la miglior annata della carriera a livello statistico (6,8 punti col 45% da 3 in 12,4 minuti; lo scorso anno viaggiava a 6,4 punti col 35% in 18,4). Ad oggi ha all'attivo 113 presenze in campionato nelle 4 stagioni disputate in maglia OJM; più di lui nel millennio in corso soltanto i precedenti capitani Sandro De Poi (185 gare in 6 stagioni dal 2002 al 2008) e Gek Galanda (158 presenze in 5 stagioni dal 2006 al 2011). Ora Varese vuol fare di Ferrero il suo nuovo giocatore franchigia, mettendo in cassaforte una seconda certezza italiana per il futuro dopo l'estensione contrattuale di Matteo Tambone fino al 2021 della scorsa estate.
  8. Chi resta e chi può andare nella futura Openjobmetis Tre quinti abbondanti di regular season già in archivio e prime ipotesi sull'Openjobmetis che verrà in attesa di indicazioni certe dalla proprietà - oggi c'è in agenda un CdA importante per impostare alcune strategie future - relativamente a budget ed ambizioni. La Varese 2019/20 potrebbe ipoteticamente ripartire da almeno 5 conferme, al netto di offerte altrui o novità inattese sulle prospettive della stagione ventura. CHI RESTA - L'unica certezza è il contratto fino al 2021 di Matteo Tambone, al di là delle valuazioni sul molo futuro dell'esterno romano (più spazio da guardia?). A breve arriverà anche il rinnovo di Giancarlo Ferrero, ormai una bandiera per il popolo biancorosso, che dà garanzie umane e tecniche (non solo per il recente record in carriera dei 28 punti a Trieste) nel sistema di Attilio Caja. Discorso analogo per Nicola Natali, che in 18 mesi ha dimostrato di potersi ritagliare minuti in serie A e non essere solo un elemento utile per gli allenamenti. GLI OBIETTIVI - Data per scontata la partenza di Aleksa Avramovic al termine del ciclo triennale impostato nel 2016 da Claudio Coldebella, i primi due obiettivi sul fronte stranieri sono le conferme di Tommy Scrubb e Tyler Cain. L'ala canadese è il perfetto interprete del sistema del coach grazie alla sua duttilità, e col tempo ha aumentato la sua intraprendenza offensiva. Un giocatore da 13,7 punti più 7,3 rimbalzi, 2,7 assist e 1,6 recuperi però può far gola anche ad altri, e l'OJM deve provare a muoversi in anticipo al netto del rebus Mondiali (se il Canada lo convocherà, il mancino del 1991 tornerà solo il 20 settembre, problema meno grave per una eventuale conferma). Il lungo del 1988 ha opzione per il 2019/20 ma anche uscita a suo favore dal contratto 1+1 rinnovato la scorsa primavera: per abnegazione e doti difensive è la vera architrave del sistema, l'apprezzamento della famiglia per Varese col secondogenito in arrivo potrebbe giocare a favore dell'OJM. PUNTI DI DOMANDA - Ronnie Moore e Dominique Archie si giocano il posto nei prossimi tre mesi: giocatori conosciuti sul piano tecnico e umano che danno garanzie di tenere la squadra fuori dalla zona pericolo, ma ai quali difetta continuità (al play nel tiro da 3, all'ala forte nella fisicità dentro l'area) per l'alto livello. Dipenderà da budget, incastri e alternative, oltre che dalle sensazioni delle ultime 11 gare della regular season più eventuali playoff e dell'avventura in FIBA Europe Cup: si può trovare di meglio, ma l'anno prossimo le retrocessioni saranno due e non una, dunque occhio agli azzardi se le risorse non lo consentiranno. Antonio Iannuzzi era arrivato con grandi aspettative da parte di Attilio Caja, ma complice anche la super stagione di Cain fatica a trovare spazi, e pare difficile che le parti abbiano voglia di riprovarci, specie se resterà Tyler. Jean Salumu ha opzione per la stagione ventura, i numeri dicono che è più efficace di Bertone (5.2 punti col 36% da 3 rispetto a 1,8 col 20%), ma se l'ipotesi era quella di farne il futuro Avramovic, a oggi è la risposta è un no. Giuseppe Sciascia
  9. Tre quinti abbondanti di regular season già in archivio e prime ipotesi sull'Openjobmetis che verrà in attesa di indicazioni certe dalla proprietà - oggi c'è in agenda un CdA importante per impostare alcune strategie future - relativamente a budget ed ambizioni. La Varese 2019/20 potrebbe ipoteticamente ripartire da almeno 5 conferme, al netto di offerte altrui o novità inattese sulle prospettive della stagione ventura. CHI RESTA - L'unica certezza è il contratto fino al 2021 di Matteo Tambone, al di là delle valuazioni sul molo futuro dell'esterno romano (più spazio da guardia?). A breve arriverà anche il rinnovo di Giancarlo Ferrero, ormai una bandiera per il popolo biancorosso, che dà garanzie umane e tecniche (non solo per il recente record in carriera dei 28 punti a Trieste) nel sistema di Attilio Caja. Discorso analogo per Nicola Natali, che in 18 mesi ha dimostrato di potersi ritagliare minuti in serie A e non essere solo un elemento utile per gli allenamenti. GLI OBIETTIVI - Data per scontata la partenza di Aleksa Avramovic al termine del ciclo triennale impostato nel 2016 da Claudio Coldebella, i primi due obiettivi sul fronte stranieri sono le conferme di Tommy Scrubb e Tyler Cain. L'ala canadese è il perfetto interprete del sistema del coach grazie alla sua duttilità, e col tempo ha aumentato la sua intraprendenza offensiva. Un giocatore da 13,7 punti più 7,3 rimbalzi, 2,7 assist e 1,6 recuperi però può far gola anche ad altri, e l'OJM deve provare a muoversi in anticipo al netto del rebus Mondiali (se il Canada lo convocherà, il mancino del 1991 tornerà solo il 20 settembre, problema meno grave per una eventuale conferma). Il lungo del 1988 ha opzione per il 2019/20 ma anche uscita a suo favore dal contratto 1+1 rinnovato la scorsa primavera: per abnegazione e doti difensive è la vera architrave del sistema, l'apprezzamento della famiglia per Varese col secondogenito in arrivo potrebbe giocare a favore dell'OJM. PUNTI DI DOMANDA - Ronnie Moore e Dominique Archie si giocano il posto nei prossimi tre mesi: giocatori conosciuti sul piano tecnico e umano che danno garanzie di tenere la squadra fuori dalla zona pericolo, ma ai quali difetta continuità (al play nel tiro da 3, all'ala forte nella fisicità dentro l'area) per l'alto livello. Dipenderà da budget, incastri e alternative, oltre che dalle sensazioni delle ultime 11 gare della regular season più eventuali playoff e dell'avventura in FIBA Europe Cup: si può trovare di meglio, ma l'anno prossimo le retrocessioni saranno due e non una, dunque occhio agli azzardi se le risorse non lo consentiranno. Antonio Iannuzzi era arrivato con grandi aspettative da parte di Attilio Caja, ma complice anche la super stagione di Cain fatica a trovare spazi, e pare difficile che le parti abbiano voglia di riprovarci, specie se resterà Tyler. Jean Salumu ha opzione per la stagione ventura, i numeri dicono che è più efficace di Bertone (5.2 punti col 36% da 3 rispetto a 1,8 col 20%), ma se l'ipotesi era quella di farne il futuro Avramovic, a oggi è la risposta è un no. Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis non porta l'abito di gala nella grande festa della Coppa Italia. Per la quarta volta su cinque partecipazioni dalla versione Final Eight in vigore dal 2000/01 l'avventura di Varese dura soltanto 40 minuti. Cede il passo ad una Vanoli più concentrata e reattiva nell'arco di 40 minuti contrassegnati da due fattori decisivi nel frustrare le velleità dei biancorossi. Il primo è il gelido 6/26 da 3, seconda peggior prestazione stagionale dall'arco appena 4 giorni dopo il record stagionale di Trieste a quota 18/34: brava Cremona a togliere fluidità alla circolazione di palla di Ferrero e soci, ma la maggior parte degli errori dell'attacco OJM sono arrivati su tiri aperti con metri di spazio. Fatale in tal senso la partenza ad handicap in attacco, con un polare 2/15 dal campo nei primi 6' che, oltre ad aver favorito il primo allungo in doppia cifra della truppa di coach Meo, ha tolto ritmo e fiducia agli attaccanti biancorossi. Il secondo fattore decisivo riguarda la prova totalmente negativa di Ronnie Moore e Dominique Archie, ossia i due veterani del gruppo nonché gli unici ad aver già vissuto il clima Final Eight a Pistoia e Capo d'Orlando. Se da un lato lo zoccolo duro degli italiani - trascinati da capitan Ferrero - aveva permesso all'OJM di cancellare la partenza ad handicap e mettere anche il naso avanti nel secondo quarto, l'assenza all'appello di due titolari di garanzia nel sistema di coach Caja è stata letale per una OJM che, come accaduto spesso nelle ultime settimane, ha sbagliato i tiri e non le scelte. E che pur con picchi elevati di qualità difensiva nei momenti del recupero, non è riuscita ad oscurare il genio della lampada Travis Diener (9 assist), subendo la fiammata da superstar di Crawford nel primo tempo e la fisicità da Eurolega di Saunders nella ripresa. Ma come è possibile passare dagli scintillanti 104 punti di Trieste ai 73 striminziti del Mandela Forum? Il candido "Siamo questi" post partita di Attilio Caja è un'analisi spietata ma onesta dei valori che è in grado di esprimere l'Openjobmetis operaia: illogico discutere il sistema, a partire dalle scelte strategiche sull'usato sicuro degli stranieri (dopo ieri sera un po' meno) visto che è proprio quel che ha permesso a Varese di guadagnarsi con merito l'approdo alla grande vetrina di Firenze. Per il basket di Artiglio coesione e organizzazione sono certezze assolute; la variabile impazzita e non dipendente dalla volontà dei giocatori sono le percentuali nel tiro dall'arco. Che non sono la cartina di tornasole della qualità del gioco espresso da Varese, ma della capacità di monetizzare il lavoro d'insieme. E per la stagione biancorossa, se si doveva scegliere una partita in cui giocare il jackpot dall'arco, quella di domenica a Trieste pesava più del match di ieri con Cremona. Resta però tanto rammarico, perché sarebbe bastato solo un pizzico di precisione dall'arco in più per non fare subito le valigie e restare a Firenze per il secondo atto. Giuseppe Sciascia
  11. La virtus prova a suicidarsi, ma Milano è fuori anche quest'anno
  12. Attilio Caja carica la sua Openjobmetis alla vigilia del debutto nelle Final Eight di Coppa Italia. Conquistato con merito il ritorno nel salotto buono del basket italiano dal quale Varese mancava dal 2013, il tecnico chiede alla squadra - che scenderà in campo con maglie ad hoc in occasione dell' evento del Mandela Forum - di dare il massimo nel quarto di finale di domani contro la Vanoli: «Per noi la vera finale sarà la gara contro Cremona. Ci troveremo di fronte un'avversaria che non potremo sorprendere: come ha affermato lo stesso Meo Sacchetti, i suoi giocatori si ricordano della sconfitta interna dell'andata. Dovremo essere pronti a dare il massimo e non rischiare di fare brutta figura; nella sfida contro la Vanoli non c'è domani, non siamo quella squadra che può pensare sin d'ora a restare a Firenze per 4 giorni fino all'eventuale finale di domenica». Il ritorno in Coppa Italia dopo un lungo digiuno rappresenta un risultato di per sé positivo, ma Caja sprona i suoi ad onorare al meglio la vetrina delle Final Eight: «Arrivarci non era né atteso né scontato: ce la siamo guadagnati con tanto sudore nel corso di 4 mesi di lavoro, ci siamo arrivati con merito e ora teniamo ad onorare questa bellissima manifestazione che Varese non disputava da 6 anni. Scendere in campo domani a Firenze sarà di per sé motivo di orgoglio; dobbiamo essere pronti a disputale la miglior partita possibile». A dare la carica all'OJM in vista dell'appuntamento del Mandela Forum è l'impresa di domenica sul campo dell' Alma, frutto del record stagionale di segnature a quota 104 punti: «A Trieste abbiamo segnato più del solito, forse anche molto più del solito, ma il gioco espresso è stato lo stesso dei mesi precedenti. Ferrero e Salumu hanno fatto saltare il banco ma ad esempio Archie ed Avramovic hanno fatto meno del solito. La differenza l'ha fatta la panchina, contando anche Iannuzzi, che è cresciuta molto ed è il nostro valore aggiunto a supporto della continuità dei titolari. Di sicuro è una prestazione che ci dà tantissima fiducia; le nostre certezze tecniche non sono mai venute meno, altre volte avevamo tirato peggio, abbiamo scelto il momento migliore per disputare una grande partita prima della grande vetrina di Firenze». Ora il coach pavese guarda al match con la Vanoli senza pensare troppo all'82-79 di quasi 3 mesi fa al PalaRadi e senza badare troppo alle etichette - OJM grande difesa, Cremona grande attacco - appiccicate sulle due contendenti del match inaugurale della Coppa Italia 2019: «Così come noi siamo in grado di produrre tanti punti in attacco - osserva - anche la squadra di Sacchetti non è solo offensiva: hanno lunghi aggressivi e dotati di buona fisicità e in difesa hanno buone qualità. Più che altro sarà questione di ritmo e di scelte di gioco nel numero dei possessi; importante sarà il controllo dei rimbalzi contro una squadra che rispetto allo scontro diretto del campionato ha aggiunto la stazza di Stojanovic per Demps, che però in quella occasione ci aveva fatto male». L'orizzonte di Caja non va comunque oltre la gara contro Cremona, a partire dall'eventuale semifinale con la vincente di Milano-Bologna fino ai prossimi impegni del mese di marzo (campionato fermo fino al 3 con il match casalingo contro Reggio Emilia): «Vogliamo giocarci al meglio la finale che ci aspetta domani; se vinciamo siamo primi e qualsiasi cosa arriverà non ci toglierà quel che avremo ottenuto, altrimenti siamo secondi e torneremo a casa. A tutto il resto, dai playoff di FIBA Cup alle 11 partite di campionato che restano, penseremo dopo: siamo molto contenti della capacità di stare sul pezzo della squadra che ci dà fiducia ogni volta che scendiamo in campo, ma l'attenzione è concentrata interamente su Cremona». Giuseppe Sciascia
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