Jump to content

simon89

Vfb news
  • Content Count

    9,055
  • Joined

  • Last visited

Everything posted by simon89

  1. L'Openjobmetis prepara il cambio in corsa tra L.J. Peak e Justin Carter. Fermata fino al 27 febbraio la giostra della stagione in corso con un pit stop di 32 giorni che non ha eguali nella storia della serie A moderna, il club biancorosso lavora per chiudere il rapporto con l'ala ex Pistoia e contestualmente firmare il suo sostituto tenuto "a bagnomaria" da quando il giocatore del 1996 aveva comunicato la sua volontà di lasciare Varese. Scelta personale con collocazione ancora da definire per Peak, che avrebbe sul piatto una proposta estera (in Italia sondaggio mai approfondito da parte di Reggio Emilia) dovendo però trovare la quadra per chiudere l'attuale rapporto con l'OJM. Questione più amministrativa che formale, considerando comunque che la mossa per uscire dall'accordo attuale è arrivata dal giocatore e dunque il club biancorosso punta ad una chiusura senza esborsi economici. Prima si archivia la pratica Peak e poi si affonda il colpo con Justin Carter, la 33enne guardia-ala scelta come sostituto del connazionale: l'obiettivo dell'OJM è quello di far sbarcare il nuovo arrivo in città entro la fine della settimana e iniziare a svolgere i test atletici con il preparatore Silvio Barnaba prima di inserirlo nel gruppo che resterà a riposo fino a lunedì prossimo con una settimana di riposo assoluto. L'unico punto interrogativo riguarda infatti le condizioni atletiche del giocatore del 1987, agonisticamente inattivo da fine novembre dopo la conclusione anticipata del suo rapporto con i francesi del Roanne (nel corso di una rissa in campo ruppe la mandibola all'ex sassarese Mbodj con sospensione per 10 partite dalla lega transalpina e licenziamento da parte del club). Di fatto il contratto si attiverà se Carter sarà abile, arruolabile e in forma, pronto per inserirsi dalla ripresa degli allenamenti nei meccanismi dell'OJM. Il giocatore del 1987 arriverà accompagnato da referenze tecniche e umane positive provenienti da Sassari, dove ha giocato negli ultimi 6 mesi del 2018/19: scelto da Enzo Esposito a metà gennaio, dopo il subentro di Pozzecco ha perso spazio quando l'ex coach di Varese ha asciugato le rotazioni (5,4 punti e 2,4 rimbalzi in 15,5 minuti di media). Carter è però elemento esperto e rodato, che sa stare in gruppo e nel sistema, ma rispetto a Peak può mettere al servizio dell'OJM una caratteristica in grado di aggiungere una dimensione al momento mancante all'attacco biancorosso. L'esterno del 1987 che in Francia viaggiava a 12,1 punti e 4,5 rimbalzi di media, ma all'attivo ha anche esperienze in Eurolega tra Galatasaray, Pinar Karsiyaka e Khimki Mosca, possiede infatti atletismo e fisicità per attaccare il ferro e dare alla manovra di Varese quella dimensione in penetrazione indispensabile per non dipendere eccessivamente dal tiro dall'arco. A 33 anni Carter potrebbe aver perso un pizzico di esplosività rispetto alle stagioni migliori; ma solo due anni fa chiuse come quinto marcatore della VTB League (17,0 punti di media ad Astana) totalizzando oltre 7,5 viaggi in lunetta di media a partita. Un giocatore verticale che vada dritto per dritto in penetrazione potrebbe aggiungere all'OJM quel pizzico di pepe in più, inserendo nella pietanza l'ingrediente finora mancante per competere fino in fondo nella corsa all'ottavo posto. Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis si spegne sul più bello nello spareggio per l'ottavo posto sul campo della Fortitudo Bologna. La truppa di Attilio Caja cede in volata contro una Pompea trascinata dai suoi veterani Aradori, Mancinelli e Stipcevic per piegare una Varese bifronte sul piano balistico. I biancorossi giocano un primo tempo offensivamente scintillante (48 punti con 7/9 da 2 e 10/21 da 3) fino a quando Mayo ispira tutti con le sue giocate da regista puro; poi l'ex di turno croato gli fa sentire il fiato sul collo tra raddoppi e malizie, e Josh -nella prestazione tecnicamente migliore dell'ultimo mese - incappa in un'altra serata disastrosa al tiro come a Sassari (3/15 dal campo con 2/12 dall'arco, pur dovendo spesso prendere tiri "impiccati" allo scadere dei 24 secondi). Complice anche il totale fuorigiri di Jakovics, che in una serata da 5 perse getta alle ortiche 4 palloni in 7', l'oliatissimo meccanismo che aveva esaltato la mano calda di Vene (inedito top scorer con 6/10 dal campo) si inceppa clamorosamente tra terzo e quarto periodo. I dati totali dicono 28 punti dopo l'intervallo con un complessivo 8/28 dal campo; il bug fatale all'OJM scatta però tra il minuto 24 e il minuto 33, quando gli ospiti segnano solo 5 miseri punti senza più costruire nulla dalla circolazione di palla. Varese ha la forza e il carattere di non crollare dopo il 5-21 che la porta da più 8 a meno 8, e con un finale arrembante di Ferrero riapre i giochi tornando a meno 1 nell'ultimo giro di lancetta con la possibilità di strappare comunque i due punti al PalaDozza. Ma il jumper corto di Clark - seguito da una tripla ancora più corta sulla sirena dell'ex Francoforte - spegne il sogno di una OJM combattiva e grintosa a dispetto dei suoi atavici limiti. Stavolta non è un problema di personalità, ma di qualità: spenta la luce di Mayo con le maniere forti, nella serata no dell'alternativa Jakovics il sistema offensivo biancorosso non ha trovato più soluzioni corali per armare i suoi fucilieri. Il calo vertiginoso delle percentuali è anche figlio della peggiore qualità della loro preparazione dopo lo show balistico dei primi 20'. Peccato perché l'energia e l'applicazione profusa da Varese avrebbero meritato un finale diverso, anche in una serata nella quale il suo fuciliere principe Mayo ha girato a vuoto ma vivere di percentuali dal perimetro è sempre un azzardo. Ora l'OJM stacca la spina per 32 giorni filati, nei quali Attilio Caja dovrà fare il tagliando alla squadra metabolizzando l'ormai certo addio di L.J. Peak, che per volontà propria uscirà dal gruppo: al suo posto arriverà Justin Carter - oggi la trattativa dovrebbe chiudersi - ossia un veterano di 33 anni con tanto mestiere e un buon vigore atletico che nelle idee dell' area tecnica biancorossa potrebbe aggiungere quel quid in più ad una squadra diligente, grintosa e caparbia. Ma specie in trasferta troppo monocorde e piatta nel suo basket orizzontale senza assalti al ferro. Giuseppe Sciascia
  3. Legabasket ha reso noto la programmazione televisiva della quinta giornata del girone di ritorno del campionato di Serie A che la Pallacanestro Openjobmetis Varese disputerà alla Enerxenia Arena contro la Segafredo Virtus Bologna. Il match si disputerà giovedì 27 febbraio alle ore 20:30. Pallacanestro Varese prende atto della decisione di Legabasket e la accetta nonostante le persistenti richieste da parte del club biancorosso di non disputare la suddetta partita in un giorno infrasettimanale e di salvaguardare la possibilità per tutti i tifosi ed abbonati di assistere senza problemi ad una gara dal forte richiamo. La società dieci volte campione d’Italia si augura che in futuro Legabasket riuscirà a pianificare al meglio la programmazione del campionato, tenendo conto di tutti i possibili impegni ed esigenze delle squadre associate.
  4. L’Openjobmetis plaude alla prova consistente e matura di L.J. Peak, ma rimanda all’indomani della trasferta sul campo della Fortitudo Bologna le scelte sulle strategie di mercato da adottare per la seconda metà del campionato dopo i 35 giorni di pausa che intercorreranno tra la gara di domenica e la riattivazione dell’1 marzo. Il pallino non è nelle mani di Varese, ma del giocatore statunitense, che sembra nutrire una certa qual saudade per Pistoia, pronta eventualmente a riaccoglierlo come rinforzo salvezza se ribadirà il suo desiderio di non proseguire l’avventura in biancorosso. Di certo però nulla è apparso in campo nella gara contro Trieste, affrontata dallo statunitense con grande professionalità e concentrazione: il Peak di domenica - micidiale sugli scarichi e attento nelle consegne - può essere un fattore per il rush finale dell’OJM. Però vanno rispettate anche le scelte personali, qualora l’atleta confermasse la preferenza per una comfort zone anziché continuare la cura Caja per provare a fare il salto di qualità. Quantomeno superficiale però la lettura di chi lega il desiderio di Peak di cambiare aria con i metodi di lavoro di Artiglio: chiaro che il livello di impegno fisico e mentale richiesto dal coach pavese è sempre al top, ma chi si è sforzato di reggere certi ritmi e certe sollecitazioni ci ha sempre guadagnato in termini economici e di carriera (vedi Avramovic e Okoye, ma anche Scrubb e per certi versi Norvel Pelle, arrivato quest’anno a coronare il sogno Nba). Fino a domenica sera Peak sarà un giocatore di Varese, confidando che nello scontro diretto sul campo della Pompea riesca a dare continuità anche in trasferta alla bella prova di domenica. Poi la giostra si fermerà - con tanto di rompete le righe per una settimana - e a bocce ferme l’OJM farà le sue valutazioni, attendendo prima di tutto le scelte dell’atleta e approfondendo in seconda istanza l’operazione col veterano Justin Carter qualora non ci fosse un ripensamento di Peak. Che però contro Trieste ha dimostrato con i fatti la capacità di attaccare la spina quando si gioca per i due punti, e ripeterà il copione anche questa settimana. Intanto la caccia al rinforzo prosegue per le avversarie di Varese: la Fortitudo Bologna, che domenica ospiterà la truppa di Caja, aveva provato il colpaccio con Ike Udanoh di Venezia, blindato però dalla Reyer almeno fino all’eventuale conclusione dell’avventura in Eurocup. Reggio Emilia è invece ai dettagli con Will Cherry, 29enne playmaker fresco di taglio in Eurolega dove aveva giocato fino alla scorsa settimana con l’Olympiacos Atene. Oggi infine Treviso accoglierà Ivan Almeida, 31enne ala di Capo Verde con passaporto portoghese che nel 2018/19 è stato mvp delle finali in Polonia vincendo il secondo titolo consecutivo con l’Anvil Wloclavec. Giuseppe Sciascia
  5. L'Openjobmetis pianta nuovamente il vessillo biancorosso all'Enerxenia Arena. Regola con autorità Trieste inaugurando con un franco successo il cammino casalingo del 2020 e ritrova l'applauso della sua gente al termine di una prestazione mediamente consistente, con il collettivo determinante nel garantire una produzione balistica sostanziosa (64% da 2 e 40% da 3 con un ultimo quarto da 0/6). Varese riempie la gerla con un attacco frizzante a dispetto del fuorigiri degli ultimi 8', ma la spinta decisiva per abbattere un'Allianz ben più competitiva rispetto all'andata arriva quando l'OJM alza il volume in difesa ed esalta i suoi arcieri in transizione. In una gara più scintillante che ruvida la differenza la fa l'energia difensiva prodotta da Jakovics (ancora sopra Mayo per impatto in regia e in retroguardia) e Tambone, micidiale con le sue raffiche dal perimetro ed efficace anche in fase di costruzione del gioco. Ma nel sinfonico collettivo biancorosso spicca la concretezza di L J. Peak, più a suo agio del solito anche nel gioco a difesa schierata cavalcando una serata di grazia dal perimetro. Taglio scongiurato per l'ala del 1997, che ieri ha disputato la prova più solida della stagione nel modo di stare in campo? In realtà si naviga ancora a vista, dato che era stato il giocatore a manifestare propositi di cambiare aria in settimana, inducendo il club biancorosso a prenotare il veterano Justin Carter. Il Peak di ieri è un giocatore sul quale continuare a lavorare per cercare di limarne l'inesperienza; se però l'atleta ex Georgetown - sul quale ci sarebbe l'interesse di Pistoia e Reggio Emilia - non volesse proseguire la cura Caja, bisognerà prenderne atto. Così come si è preso atto della volontà di Riccardo Cervi di cambiare aria: il freschissimo ex di turno ha fatto correre qualche brivido lungo la schiena dei tifosi con gli 8 punti in 7' del primo tempo (uno in più di quelli totalizzati nei suoi 47 giorni a Varese). Poi però l'OJM lo ha costantemente puntato sui cambi del pick& roll e proprio nel momento migliore di Tambone e Jakovics è nata la fuga mixando triple e layup di un terzo quarto da spellarsi le mani (33 punti con 8/12 da 3). Certo il finale è stato rivedibile, con Trieste rientrata da meno 20 a meno 4, fallendo il possibile meno 2 a meno 44" con una giocata di sostanza di Simmons. Tutto sommato, però, i 4.176 presenti all'Enerxenia Arena hanno apprezzato un'OJM sostanziosa e frizzante quanto basta per archiviare definitivamente la pratica salvezza visti gli 8 punti più il 2-0 negli scontri diretti con l'attuale penultima della classe. Ora lo scontro diretto di domenica sul campo della Fortitudo Bologna, dopo il quale la truppa di Caja resterà ai box fino all'1 marzo tra il turno di riposo da calendario e il rinvio della sfida contro la Virtus Bologna (con ogni probabilità non si giocherà né il 2 né il 27 febbraio: il recupero sarà calendarizzato a marzo). Al PalaDozza il roster sarà lo stesso di ieri, poi cinque settimane di stop serviranno a tirare le somme. Giuseppe Sciascia
  6. Gestione di tutta la vicenda Cervi imbarazzante
  7. L'Openjobmetis sfiora soltanto l'impresa sul campo della seconda forza Sassari. Resa in volata per una bella Varese sul parquet del PalaSerradimigni: la truppa di Attilio Caja non corona una rimonta tutta grinta e triple dal-14 del 23'al+2 del 37' subendo un decisivo 2-10 negli ultimi 150 secondi. Ma a fine gara si alza forte la rabbia del clan biancorosso nei confronti della direzione arbitrale: sotto accusa vanno i 18 tiri liberi (a zero ! ) dell'ultimo quarto tirati dal Banco Sardegna, che dal canestro del 79-74 segnato da Bilan a 6'14" dal termine del quarto periodo ha messo punti a tabellone soltanto dalla lunetta. Metro quantomeno squilibrato nella valutazione degli episodi finali (glissata l'ancata di Bilan sulla tripla di Jakovics e fallo ininfluente di Mayo su Spissu, oltre all'antisportivo a Vene sul -2 a 16" dal termine) che ha indotto Andrea Conti a prendere una posizione forte a nome della società nel post-partita. Sassari nasconde l'assenza pesante di Evans (problemi al retto femorale) e McLean spremendo energia dall'esordiente Sorokas e cavalcando la duttilità di Pierre; nel secondo tempo però la difesa biancorossa ferma Bilan dopo i 15 di metà gara, e la circolazione di palla esalta le qualità balistiche dei tiratori ospiti fino al rush finale deciso dai ripetuti viaggi in lunetta convertiti da Gentile. A margine dei grandi meriti di una OJM caratterialmente forte nel non crollare sul -14 ci sono però alcuni piccoli demeriti, dall'occasione del k.o. da Vene (tripla apertissima sul +2 e fallo ingenuo per regalare il pari in lunetta) a due prestazioni negative di elementi chiave come L.J. Peak e Josh Mayo. L'ala brucia 4 falli in 8' finendo travolto troppo spesso da Pierre, e resta in panchina per tutta la ripresa con Attilio Caja che spreme qualità balistica da vendere (14/36 da 3) con la formula dei 3 piccoli nella quale si esalta il miglior Tambone di sempre (record in carriera in serie A per il romano). Con Jason Clark che conferma gli spunti positivi di Treviso - più- col rammarico del quinto fallo precoce nella bagarre finale - ora il livello di attenzione più elevato è nei confronti dell'ex Pistoia. Mayo invece buca completamente la partita, al tiro (polare 2/13 totale) e non solo; e il fatto che Varese sia andata a un niente - o forse a qualche fischio diverso - dal celebrare la seconda vittoria esterna consecutiva è comunque un segnale di solidità complessiva dell'impianto di gioco. L'OJM torna dunque rinfrancata dal doppio viaggio a Treviso e Sassari, e in attesa che si compia l'ormai annunciato divorzio da Riccardo Cervi (ieri 3 falli in 2') prepara il ritorno all'Enerxenia Arena contro l'Allianz che farà debuttare l'ex campione dell'Eurolega Ricky Hickman. Lo sforzo del PalaSerradimigni avrebbe meritato maggior fortuna, ma le prime due gare esterne del 2020 danno la sensazione che il mal di trasferta è ormai debellato. Battere Trieste chiuderebbe la pratica salvezza, poi le sfide con le due bolognesi serviranno a fissare l'asticella delle ambizioni del ritorno. Giuseppe Sciascia
  8. Prima del consueto intervento del coach interviene in conferenza stampa il General Manager Andrea Conti: «Innanzitutto faccio i complimenti a Sassari per la stagione che sta giocando sia in Italia che in Europa. Sono una squadra forte e fisica e ci sono grandi meriti di società ed allenatore. Trovo però inaccettabile ed inammissibile per Pallacanestro Varese venire a giocare una partita non ad armi pari e subire 38 tiri liberi con 33 falli fatti. Non è accettabile subìre una cosa del genere da parte della terna arbitrale. Sono pronto alle conseguenze del caso, ma è la prima volta che Pallacanestro Varese si lamenta di una cosa del genere». Queste invece le parole di Attilio Caja: «Penso che i 30 punti su tiri liberi parlino da soli. Ovviamente Sassari è un esempio per come gioca a pallacanestro, sta facendo grandi cose e si sta confermando rispetto a quanto di buono hanno fatto lo scorso anno. Condivido il pensiero del mio General Manager, Sassari non c’entra niente con quanto successo questa sera, ma sono mortificato per quello che si è visto».
  9. L'Openjobmetis è pronta a muoversi in uscita sul mercato dei lunghi italiani. Ma sarà Luca Gandini o Riccardo Cervi a lasciare il gruppo biancorosso? Con l'arrivo del centro di Reggio Emilia il predestinato pareva l'atleta del 1985, per il quale si sarebbe fatta viva Ravenna, dove aveva già militato nel 2018/19. Ma sulle piste di Cervi c'è interesse forte da parte di Napoli: la formazione partenopea di Pino Sacripanti - che aveva già allenato l'atleta del 1991 nel 2015/16 ad Avellino - sta provando a convincere l'ex azzurro a scendere in A2 con una lucrosa proposta pluriennale. E Varese sarebbe disposta a lasciarlo partire? La realtà dei fatti è che l'operazione Cervi finora non ha avuto i riscontri auspicati: il lungo reggiano fatica ad inserirsi nel sistema difensivo di Attilio Caja e non è riuscito ad alleviare il carico di minuti sulle spalle di Jeremy Simmons. In 5 gare a referto, Cervi ha totalizzato 25 minuti complessivi con 10 punti e 7 rimbalzi, e domenica a Treviso - dopo una comparsata poco efficace - il coach pavese non lo ha più reinserito nella ripresa utilizzando Vene per dar fiato al centro statunitense. Logico dunque che il lungo del 1991 si guardi intorno in cerca di alternative in grado di offrirgli un minutaggio maggiore: Cervi ha bisogno di giocare per riprendere fiducia dopo la lunga inattività, ma oggi come oggi l'OJM non riesce a ritagliargli quegli spazi che sarebbero necessari per fargli aumentare condizione ed autostima. L'impatto di Cervi non è stato quello auspicato, e chiudere il rapporto dopo 6 settimane sarebbe chiaramente una scommessa persa; dopo i 2" scarsi del PalaVerde i suoi rappresentanti hanno iniziato ad esplorare il mercato della serie A (possibile interesse da Trieste?) per capire se esistano alternative in grado di garantirgli più spazio. Nel frattempo però si è fatta avanti Napoli sfruttando il canale diretto tra Sacripanti ed il giocatore. La certezza assoluta è che per esigenze di bilancio, Varese non può tenere sotto contratto due lunghi italiani nel ruolo di cambio di un pivot che gioca quasi 35 minuti di media. Se alla prova del campo l'impatto di Cervi sta risultando di poco superiore a quello di Gandini, allora se Napoli dovesse convincere effettivamente il giocatore del 1991 a scendere in A2 formulando una proposta tecnica ed economica convincente, pare probabile che ad uscire sia proprio l'ultimo arrivato. Al momento però siamo ancora nel campo delle ipotesi, in attesa che giungano proposte ufficiali. Poi a decidere sarà il mercato, se solo uno dei due riceverà offerte concrete; oppure la società e lo staff tecnico, se ci sarà interesse per entrambi. Di sicuro ne resterà soltanto uno, creando comunque la possibilità di ritagliarsi un piccolo "tesoretto": la vittoria esterna di Treviso ha allontanato qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato degli stranieri. Ma durante la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali si farà il tagliando: l'auspicio è quello di restare con il roster attuale, però è meglio farsi trovare pronti in caso di necessità. Giuseppe Sciascia
  10. La capacità di cambiare o variare qualsiasi cosa è nulla....
  11. La scintilla non è scoccata Cervi e OJM già ai saluti? BASKET Scarso feeling col metodo Caja. Il centro si guarda attorno L'Openjobmetis è pronta a muoversi in uscita sul mercato dei lunghi italiani. Ma sarà Luca Gandini o Riccardo Cervi a lasciare il gruppo biancorosso? Con l'arrivo del centro di Reggio Emilia il predestinato pareva l'atleta del 1985, per il quale si sarebbe fatta viva Ravenna, dove aveva già militato nel 2018/19. Ma sulle piste di Cervi c'è interesse forte da parte di Napoli: la formazione partenopea di Pino Sacripanti - che aveva già allenato l'atleta del 1991 nel 2015/16 ad Avellino - sta provando a convincere l'ex azzurro a scendere in A2 con una lucrosa proposta pluriennale. E Varese sarebbe disposta a lasciarlo partire? La realtà dei fatti è che l'operazione Cervi finora non ha avuto i riscontri auspicati: il lungo reggiano fatica ad inserirsi nel sistema difensivo di Attilio Caja e non è riuscito ad alleviare il carico di minuti sulle spalle di Jeremy Simmons. In 5 gare a referto, Cervi ha totalizzato 25 minuti complessivi con 10 punti e 7 rimbalzi, e domenica a Treviso - dopo una comparsata poco efficace - il coach pavese non lo ha più reinserito nella ripresa utilizzando Vene per dar fiato al centro statunitense. Logico dunque che il lungo del 1991 si guardi intorno in cerca di alternative in grado di offrirgli un minutaggio maggiore: Cervi ha bisogno di giocare per riprendere fiducia dopo la lunga inattività, ma oggi come oggi l'OJM non riesce a ritagliargli quegli spazi che sarebbero necessari per fargli aumentare condizione ed autostima. L'impatto di Cervi non è stato quello auspicato, e chiudere il rapporto dopo 6 settimane sarebbe chiaramente una scommessa persa; dopo i 2" scarsi del PalaVerde i suoi rappresentanti hanno iniziato ad esplorare il mercato della serie A (possibile interesse da Trieste?) per capire se esistano alternative in grado di garantirgli più spazio. Nel frattempo però si è fatta avanti Napoli sfruttando il canale diretto tra Sacripanti ed il giocatore. La certezza assoluta è che per esigenze di bilancio, Varese non può tenere sotto contratto due lunghi italiani nel ruolo di cambio di un pivot che gioca quasi 35 minuti di media. Se alla prova del campo l'impatto di Cervi sta risultando di poco superiore a quello di Gandini, allora se Napoli dovesse convincere effettivamente il giocatore del 1991 a scendere in A2 formulando una proposta tecnica ed economica convincente, pare probabile che ad uscire sia proprio l'ultimo arrivato. Al momento però siamo ancora nel campo delle ipotesi, in attesa che giungano proposte ufficiali. Poi a decidere sarà il mercato, se solo uno dei due riceverà offerte concrete; oppure la società e lo staff tecnico, se ci sarà interesse per entrambi. Di sicuro ne resterà soltanto uno, creando comunque la possibilità di ritagliarsi un piccolo "tesoretto": la vittoria esterna di Treviso ha allontanato qualsiasi ipotesi interventistica sul mercato degli stranieri. Ma durante la lunga pausa per Coppa Italia e Nazionali si farà il tagliando: l'auspicio è quello di restare con il roster attuale, però è meglio farsi trovare pronti in caso di necessità. Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis inizia il 2020 con un brillante raid davanti ai 5.000 del Pala Verde. Colpo esterno a Treviso per la formazione di Caja che torna a festeggiare in trasferta celebrando sotto i 60 tifosi al seguito de Il Basket Siamo Noi il secondo acuto esterno del girone d'andata oltre 3 mesi dopo quello inaugurale a Trieste. Il mal di trasferta delle ultime 6 sconfitte in fila lo guarisce un Jason Clark strepitoso, che guida Varese col piglio del bomber di razza al termine di una partita in grado di consacrarne le qualità dopo mesi da oggetto misterioso, tanto da non chiudere del tutto la porta a Tortona che qualche giorno fa ne aveva chiesto la disponibilità al club prealpino. La guardia statunitense scaccia invece tutti gli spettri segnando in ogni modo (7/13 da 2, 2/4 da 3, 10/13 ai liberi) e aggiungendo 9 rimbalzi e 4 recuperi ad una prova super sui due lati del campo; così l'attacco OJM trova finalmente un riferimento in grado di creare dal palleggio e punire i cambi difensivi in una serata nella quale l'asse Simmons-Vene riesce pure a graffiare da sotto. Il team di Caja gioca una partita sostanziosa sul piano tecnico ma soprattutto caratteriale, sfoggiando quella personalità più volte invocata per riuscire a graffiare lontano da Masnago. Solo così avrebbe potuto nascondere il primo tempo fuori giri della coppia Mayo-Jakovics (zero punti e 0/6 dal campo in due) senza deragliare quando Treviso ha sparato a raffica nel secondo quarto volando a suon di triple a più 11. Invece i biancorossi non perdono la calma e si affidano alla difesa, tornata "coperta di Linus" per la Caja's Band: con Peak sentinella su Logan e un sistema di raddoppi per lasciare gli altri a prendersi responsabilità, Varese protegge l'area con efficacia e concede solo 4/14 da 3 alla De' Longhi dopo l'8/20 di metà gara. Nel momento del riaggancio e sorpasso torna protagonista Mayo, ma il finale è tutto di Clark che si prende il proscenio concessogli volentieri dai compagni andandosi a conquistare nel traffico i punti della staffa. E dal raid del PalaVerde arrivano appunti preziosi in chiave futura: se Josh può godere di libertà perché le difese si concentrano altrove, e con altri protagonisti offensivi Vene può dedicarsi a quello che sa fare meglio - ossia agevolare il gioco di squadra - l'OJM può sbancare anche un campo difficile come quello di Treviso senza show balistici ("solo" 9/26 da 3 a fronte del 67% da 2). Peccato che il colpaccio di Villorba non basti a spalancare ai biancorossi le porte della Coppa Italia, con il raid di Cantù a Milano che fa saltare il banco della combinata di risultati necessari facendo chiudere l'andata al nono posto per peggior quoziente canestri dell'Umana nell'arrivo a tre che coinvolge pure i brianzoli. Ma il dato che guarda Attilio Caja è quello del più 6 mantenuto nei confronti della zona retrocessione grazie a un'andata da 8 vittorie e 8 sconfitte: aver cancellato subito il passo falso di Trento è un segnale fondamentale di solidità mentale per una OJM che si affaccia al 2020 col miglior approccio possibile. Giuseppe Sciascia
  13. Che dire del primo tempo di Mayo...0/4 e 3 perse...
  14. II fortino dell'Enerxenia Arena salta sotto la pioggia di missili della Dolomiti Energia. Chiusa a quota 6 la serie positiva casalinga dell'Openjobmetis: il record stagionale di triple realizzato da Trento (17/34 totale di cui 12/24 nei primi 20') permette al team di Brienza di sbancare con merito Masnago. Varese chiude il 2019 senza l'ultimo acuto interno in una partita che fotografa nitidamente i suoi limiti attuali contro una squadra d'alto rango come l'Aquila, sia pure alla sua prima partita stagionale ai livelli del suo potenziale. Il gruppo di Caja sbatte più volte contro il muro di una difesa assai aggressiva sui portatori di palla: con Mayo e Jakovics pressati dalla velenosa energia di Craft e Filloy ed oscurati più volte dai raddoppi sul perimetro, la circolazione non è fluida e per tre quarti le medie dall'arco sono modeste. La palla dentro non arriva mai, complice la serata opaca di Simmons, ma anche la capacità della Dolomiti Energia di chiudere ogni linea di passaggio interna sui giochi a due. Solo negli ultimi 8', quando la difesa graffia sulla spinta della grinta profusa da capitan Ferrero riuscendo ad alzare il ritmo, Varese ritrova il feeling con la retina dall'arco (8/14 da 3 dopo il 5/18 dei primi 20' ) quando migliora la qualità dei passaggi per arrivare ai tiri aperti. In precedenza però Trento l'aveva scardinata ripetutamente con un Gentile super nei panni del play occulto (6 assist a metà gara) punendo i raddoppi in post basso con scarichi al bacio sul lato debole per i fucilieri Blackmon e Mian (prova monstre con 21 punti in 14' per l'ex di turno che prima viaggiava a 2,5 punti col 17% dall'arco). Nello sviluppo tecnico della gara pesa probabilmente anche un metro arbitrale iperpermissivo che, al di là del macroscopico abbaglio costato il tecnico a Caja (Pascolo aveva già alzato il braccio dopo il fallo commesso su Ferrero: quel non-fischio è costato 5 punti a Varese) non ha mai tutelato Mayo nelle sue (rare) avventure in area o sopratuttto sui ripetuti bumping dei lunghi trentini sui cambi difensivi. Ma il totale generale non cambia: la Dolomiti Energia ha punito ciclicamente le scelte difensive dell'OJM e messo a nudo la prevedibilità del suo attacco a metà campo vista la mancanza di un esterno capace di attaccare il ferro creando vantaggi per sé e gli altri. Lo stop deve aprire gli occhi sull'attuale valore di Varese: al di là della classifica cortissima (ci sarebbe ancora uno spiraglio aritmetico perle Final Eight) la truppa di Caja deve guardarsi le spalle e non alzare lo sguardo verso traguardi che non le appartengono per personalità, assortimento, qualità. Serve compattarsi in vista del primo mese del 2020, con una sola gara casalinga contro Trieste e tre trasferte a Treviso, Sassari e Bologna sponda Fortitudo. Ma con tutto l'impegno e la dedizione del mondo, chi nasce tondo non diventa quadrato: fattore campo o no, l'attuale versione dell'OJM non può competere contro squadre ben organizzate, aggressive e in serata dall'arco come la Trento di ieri. Giuseppe Sciascia
  15. II fortino dell'Enerxenia Arena salta sotto la pioggia di missili della Dolomiti Energia. Chiusa a quota 6 la serie positiva casalinga dell'Openjobmetis: il record stagionale di triple realizzato da Trento (17/34 totale di cui 12/24 nei primi 20') permette al team di Brienza di sbancare con merito Masnago. Varese chiude il 2019 senza l'ultimo acuto interno in una partita che fotografa nitidamente i suoi limiti attuali contro una squadra d'alto rango come l'Aquila, sia pure alla sua prima partita stagionale ai livelli del suo potenziale. Il gruppo di Caja sbatte più volte contro il muro di una difesa assai aggressiva sui portatori di palla: con Mayo e Jakovics pressati dalla velenosa energia di Craft e Filloy ed oscurati più volte dai raddoppi sul perimetro, la circolazione non è fluida e per tre quarti le medie dall'arco sono modeste. La palla dentro non arriva mai, complice la serata opaca di Simmons, ma anche la capacità della Dolomiti Energia di chiudere ogni linea di passaggio interna sui giochi a due. Solo negli ultimi 8', quando la difesa graffia sulla spinta della grinta profusa da capitan Ferrero riuscendo ad alzare il ritmo, Varese ritrova il feeling con la retina dall'arco (8/14 da 3 dopo il 5/18 dei primi 20' ) quando migliora la qualità dei passaggi per arrivare ai tiri aperti. In precedenza però Trento l'aveva scardinata ripetutamente con un Gentile super nei panni del play occulto (6 assist a metà gara) punendo i raddoppi in post basso con scarichi al bacio sul lato debole per i fucilieri Blackmon e Mian (prova monstre con 21 punti in 14' per l'ex di turno che prima viaggiava a 2,5 punti col 17% dall'arco). Nello sviluppo tecnico della gara pesa probabilmente anche un metro arbitrale iperpermissivo che, al di là del macroscopico abbaglio costato il tecnico a Caja (Pascolo aveva già alzato il braccio dopo il fallo commesso su Ferrero: quel non-fischio è costato 5 punti a Varese) non ha mai tutelato Mayo nelle sue (rare) avventure in area o sopratuttto sui ripetuti bumping dei lunghi trentini sui cambi difensivi. Ma il totale generale non cambia: la Dolomiti Energia ha punito ciclicamente le scelte difensive dell'OJM e messo a nudo la prevedibilità del suo attacco a metà campo vista la mancanza di un esterno capace di attaccare il ferro creando vantaggi per sé e gli altri. Lo stop deve aprire gli occhi sull'attuale valore di Varese: al di là della classifica cortissima (ci sarebbe ancora uno spiraglio aritmetico perle Final Eight) la truppa di Caja deve guardarsi le spalle e non alzare lo sguardo verso traguardi che non le appartengono per personalità, assortimento, qualità. Serve compattarsi in vista del primo mese del 2020, con una sola gara casalinga contro Trieste e tre trasferte a Treviso, Sassari e Bologna sponda Fortitudo. Ma con tutto l'impegno e la dedizione del mondo, chi nasce tondo non diventa quadrato: fattore campo o no, l'attuale versione dell'OJM non può competere contro squadre ben organizzate, aggressive e in serata dall'arco come la Trento di ieri. Giuseppe Sciascia
  16. Con Trento in bonus avrei attaccato il canestro comunque Peraltro due pick and roll fatti nel secondo tempo cinque punti, ma vuoi mettere con mezza ruota e tirassegno
  17. Arbitraggio inverecondo A Trento è entrato tutto, ma il nostro attacco è ormai oltre l'imbarazzante e il prevedibile
  18. L'Openjobmetis impone il marchio di fabbrica della sua versione Enerxenia Arena anche contro Pistoia. Sesta vittoria casalinga consecutiva per la truppa di Attilio Caja, che schianta l'OriOra rifilando il maggior scarto stagionale ai toscani, a digiuno per l'ottava volta in versione viaggiante, e ribadendo l'elevato spessore del suo rendimento casalingo. Questione di aggressività, energia e grinta, con la difesa che concede il 30% dal campo ai toscani grazie a una efficace staffetta in grado di tenere a stecchetto il temuto Petteway. Ma anche questione di qualità nelle esecuzioni, col 59% da 2 e il 52% da 3, figlio della solita coralità ma anche di una efficace distribuzione tra soluzioni interne e perimetrali. L'efficacia sull'asse interno Vene-Simmons con i giochi a due tra i lunghi che danno volume all'attacco all'inizio di primo e terzo quarti confermano che l'OJM in versione Masnago sa anche incidere dentro l'area (30 punti contro i 22 dei toscani); poi la marcia in più la dà un torrido Ingus Jakovics, la cui fiammata da 10 punti nei 3' finali del primo quarto cambia volto alla partita sui due lati del campo. L'esterno lettone non fa bene solo in fase di finalizzazione (6/8 dal campo e 8/9 ai liberi), ma contribuisce a liberare Mayo dai compiti di impostare il gioco in regia: la coppia sul perimetro funziona efficacemente con lo statunitense che trasmette netti segnali di controtendenza (anche 10 rimbalzi oltre ai 5 assist e al 7/14 dal campo) rispetto alla prova opaca di Cremona. Insomma Varese ritrova i suoi protagonisti, compreso un Vene da 6/8 dal campo più 7 rimbalzi e 4 assist, e replica il copione in modalità assolo già visto contro Fortitudo Bologna (più 23), Brindisi (più 24) e Roma (più 30). E i 4.358 paganti per il Boxing Day - come sempre affluenza imponente per le festività natalizie in una partita sulla carta poco stimolante - gradiscono l'atteggiamento con cui l'OJM cancella l'immagine poco brillante di Cremona. Serviva vincere e convincere, e la squadra di Caja ha eseguito nel modo migliore, ribadendo la sua capacità di schiantare gli avversari con il suo mix di energia e qualità corali. La gente di Masnago applaude e festeggia, col coach pavese che riceve il tributo personale dalla Curva Nord al termine di una prova dal volume di gioco davvero sostanzioso in ogni voce statistica (43-28 a rimbalzo, 19-9 negli assist e 105-63 nella valutazione statistica). Domenica si torna nel fortino biancorosso per la chiusura del percorso dell'anno solare 2019 contro Trento: l'obiettivo dell'OJM è replicare il copione decisivo nel match di ieri pur contro un'avversaria dal talento offensivo superiore come la Dolomiti Energia, e regalare un'altra giornata di festa ai suoi tifosi. Per obiettivi di classifica, Final Eight e tabù trasferta da sfatare ci sarà tempo nel 2020 a partire dalla tappa del 5 gennaio a Treviso, per ora godiamoci questa Varese vincente, convincente e divertente (solo) in casa. Giuseppe Sciascia
  19. Openjobmetis fuori asse con la spina dorsale Mayo-Vene sfaldatasi nel derby di Cremona. Preoccupano il calo di rendimento del play e quello di forma dell'ala forte, che hanno toccato il picco più basso al PalaRadi confermando il trend negativo delle ultime settimane. Lo statunitense, nuovamente rivedibile in avvio di gara nell'atteggiamento difensivo e nel dare poca aggressività all'attacco, ha giocato solo 20' finendo subito in panchina come ormai gli capita da diverse partite, soprattutto in trasferta. Che Mayo digerisca male i cambi punitivi - certo però quella difesa... - e necessiti di una gestione più votata alla carota che al bastone, con la necessità insomma di concedere qualche licenza come Caja faceva con Maynor? La versione spersonalizzata di sabato sul campo della Vanoli è mutile se non dannosa alla causa biancorossa, ma Andrea Conti amplia il discorso a tutto campo: «Se guardiamo i numeri, Josh sta facendo meglio delle sue ultime cinque stagioni, in cui viaggiava a 14 punti e 4 assist di media - è l'analisi del g.m. biancorosso -. Di fatto il rendimento si sta assestando dopo che ci aveva abituato troppo bene. Il problema è che non si capisce per quale motivo diventi remissivo quando giochiamo in trasferta; in realtà non è l'unico, perché tutta la squadra condivide questo atteggiamento». Il problema diffuso è legato alla personalità, sebbene almeno all'inizio Mayo sembrasse averne da vendere (vedi i 32 punti della trasferta di Trieste, unico hurrà esterno della stagione): alla prova dei fatti, colui che doveva essere leader sta dando un'impronta decisamente poco marcata alla squadra nella versione esportazione. «I giocatori non vanno mai fuori dallo spartito e - aggiunge Conti - fuori casa ci spegniamo alla prima difficoltà senza riuscire a trovare quella scintilla che in casa viene generata dalla spinta del pubblico. In realtà, sono più preoccupato da Vene, che mi pare in un momento di difficoltà legato a un calo fisico e mentale. Ma in generale mi preoccupa anche come abbiamo subito a Cremona, concedendo troppo dentro l'area e sulle penetrazioni: fatico a comprendere come una squadra che si alleni tanto e bene come la nostra possa mettere in campo una faccia così diversa come accaduto a Cremona». Oggi si torna in palestra per un Natale di lavoro preparando l'impegno casalingo di giovedì contro Pistoia: partita delicatissima nella quale ci si aspetta una risposta caratteriale importante e mettere le basi per una doppietta casalinga (domenica all'Enerxenia Arena arriverà Trento) per chiudere serenamente il 2019. L'OJM di Cremona è stata troppo brutta per esser vera, soprattutto nel modo di interpretare lo spartito dettato da Artiglio quasi per routine più che per convinzione. Aggrapparsi al fattore campo pensando con leggerezza di vincere solo perché si gioca a Masnago è la scorciatoia per farsi risucchiare nella bagarre salvezza. Giuseppe Sciascia
×
×
  • Create New...