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simon89

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Everything posted by simon89

  1. figurarsi Scola pensa a NBA Europe rilasciando interviste al Sole24ore, il campionato italiano è poca cosa
  2. L’Openjobmetis non impara dai propri errori. Prima sconfitta casalinga nella versione 2.0 con Iroegbu e Stewart per una Varese prima bellissima e poi mollissima, che sfida a “chi-segna-di-più” il miglior attacco della serie A, e chiude inevitabilmente concedendo il massimo bottino del 2025/26. Davanti agli occhi del commissario tecnico dell’Italbasket Luca Banchi, la squadra di Kastritis ricalca per molti aspetti l’andamento “sinusoidale” della partita di Treviso: esalta e incanta nei 7-8 minuti in cui la difesa graffia e il ritmo si alza, con un break clamoroso di 33-10 a cavallo fra secondo e terzo quarto. Si passa dal 37-41 del 16’ al 70-51 del 23’ quando il ritmo generato dall’aggressività offre palloni d’oro ad Alviti (20 con 6/7 da 3 a metà gara). Ma dallo showtime allo sprofondo bastano due aggiustamenti tattici di Neven Spahija, che adegua l’assetto giocando con due ali e un lungo frontale: Varese smette di attaccare pagando la serata infelice di Iroegbu, ed è Venezia a piazzare un controbreak micidiale di 7-33 nella parte finale del terzo quarto. Poi non aiuta un metro arbitrale che tutela pochissimo i biancorossi (8-22 in lunetta, primo fallo della Reyer dopo 11’15” del secondo tempo) acuendo gli errori per cattive scelte offensive contro una difesa orogranata senza più il “buco” Wiltjer. Ma è solo uno dei fattori che pesano nell’economia di una partita nella quale Varese paga dazio alla sua insostenibile leggerezza. Fisica prima di tutto, con Venezia che banchetta a rimbalzo e dentro l’area con medi e lunghi, complice l’uscita di scena di Moore (a riposo per tutto l’ultimo quarto) e i soli 9’ di Assui, sacrificato per cercare attacco. Ma anche mentale, perché passare dal più 19 del 23’ al meno 17 del 36’ è un segnale di preoccupante inconsistenza. Giocare solo a ritmo altissimo si può se si difende per 40 minuti; non basta riuscirci per soli 8’, per quanto abbaglianti, se non si possiede la durezza mentale necessaria per non disperdere in pochi minuti il pingue tesoretto costruito. Il primo impatto contro una big boccia le ambizioni di una OJM che non sembra avere sufficiente consistenza nella sua attuale impalcatura. C’è modo di ripensare qualche strategia vista l’inconsistenza ormai acclarata di Freeman? Il derby di lunedì 26 gennaio al PalaLido contro un’Olimpia in serie positiva da sette turni – presente l’ex di turno Alberto Seravalli per “scoutizzare” gli avversari – dovrà dare qualche segnale diverso rispetto a una Varese che al netto di un arbitraggio poco “amico” si è specchiata troppo presto in se stessa, smettendo di fare quel che chiede Kastritis contro la peggior avversaria possibile. Che infatti ha segnato 53 punti in 12’ (dai 51 del 23’ ai 104 del 35’) quando l’OJM ha smesso di essere se stessa. Giuseppe Sciascia
  3. che mediocre mamma mia
  4. questa società è capacissima di farlo
  5. Proprio un bel triennale a questo personaggio
  6. A posto così, figurarsi
  7. Noi siamo a posto così con il 6+6 che è un 5+5
  8. La giovane tifosa che guarda verso il parquet del PalaVerde con la sciarpa biancorossa al collo, le mani a sorreggere il viso e lo sguardo tra il perso e il deluso descrive bene la sensazione di chi – dal vivo o da casa – si è visto sfuggire dalle mani una vittoria davvero alla portata. Quella che la Openjobmetis lascia a Treviso (86-83) nell’ultimo turno di andata, perdendo il treno per le Final Eight di Torino – causa anche vittoria di Trieste – e vedendo riavvicinare le zone meno nobili della classifica. Un urlo di gioia strozzato, un viaggio di ritorno rovinato negli ultimissimi minuti di gioco, dopo che Varese era stata capace di risalire dal -14 e scattare avanti fino al 69-61 con meno di 7′ da giocare. Lì la luce si è spenta, non solo a livello di scelte – tiri forzati, sbagliati, pasticci – ma anche di tecnica con una serie di tiri liberi rimasti sul ferro, uno dopo l’altro, sino a scendere al pessimo dato del 52% con ben 11 errori in lunetta. Uno stillicidio cui, dalla parte opposta, Treviso ha risposto rialzandosi all’ultimo con le triple della rianimazione di Abdur Rahkman e i personali di Weber, tornato preciso al momento giusto. Un epilogo che assomiglia a un gesto di autolesionismo da parte dei biancorossi che prima di accendersi, nel terzo periodo, avevano letteralmente regalato metà partita ai padroni di casa che, probabilmente, sarebbero finiti sotto visto il clima di parziale contestazione (al club, più che ai giocatori) respirato al PalaVerde. Ma invece di dare subito una spallata, Varese ci ha messo 22′ a svegliarsi, stiracchiarsi e capire la situazione. Troppi, e l’alibi – bello grosso – dell’assenza di Tazé Moore non basta a spiegare la dormita. La guardia si è fermata nel pre-riscaldamento per un fastidio al polpaccio che andrà valutato e di certo la sua mancanza è stata decisiva in termini di intensità, di guizzi a rimbalzo, di blitz offensivi e via discorrendo. Kastritis si è trovato così con le rotazioni accorciate, ha riesumato Freeman (5 punti ma praticamente inutilizzato nella ripresa) ma ha pagato a caro prezzo l’assenza virtuale di due uomini chiave come Alviti e Renfro. Il primo ha disputato una gara imbarazzante (0 su 7 da 3), il secondo neppure quella visto che è rimasto in campo 17′, senza mai segnare, compromessi dai falli. E così La rimonta biancorossa è stata in gran parte opera di Carlos Stewart, imprendibile per diversi minuti e autore di 34 punti anche se, come i compagni, è arrivato alla fine con la lingua sotto le suole. Iroegbu e Nkamhoua (che ha dovuto fare anche la parte di Renfro) hanno provato a seguirlo nel bene (doppia cifra) e nel male (forzature ed errori) mentre la Nutribullet ha banchettato sotto i tabelloni (47 rimbalzi) e brindato alla sirena per un successo che la rimette in corsa per la salvezza. Una corsa da cui Varese è fuori, ora, ma con l’obbligo di dover comunque e sempre tenere alta la concentrazione perché Trapani sparirà e con essa i due punti guadagnati in Sicilia. E il fondo della graduatoria torna un po’ più vicino. PALLA A DUE La notizia peggiore per Varese arriva dopo il pre riscaldamento: Taze Moore esce con una smorfia, segnala un fastidio al polpaccio e Kastritis è costretto a toglierlo dal quintetto inserendo al suo posto Stewart. La guardia americana resterà seduto, a lungo con un asciugamano sulla testa. A pochi metri da lui però sono oltre 100 i tifosi biancorossi arrivati in anticipo e pronti a sostenere Librizzi e compagni mentre quelli di casa sono in aperta polemica con la società locale. Nicola (applaudito: prima in casa per lui) asciuga le rotazioni e dà spazio in ala al pericolante Olisevicius. LA PARTITA Q1 – I primi possessi sono da cattivi presagi: Treviso, appena più tonica, scatta sul 9-4 mentre Alviti inizia a colpire i ferri del canestro anche con tiri piedi per terra. Poi Varese ha un guizzo con Librizzi (passo e tiro) e Iroegbu che si butta in un varco, segna e sorpassa con il libero aggiuntivo (9-10). La fiammella si spegne subito, la Nutribullet torna avanti pur senza brillare, spinta da Weber e dai rimbalzi: al 10′ è 18-13. Q2 – L’accesione non funziona neppure nel secondo periodo quando Varese scivola ancora più in basso (-9 al 13′) prima di trovare un guizzo di Stewart – ne arriveranno altri – che per poco non ricuce il divario. Ma la continuità non esiste, come non esistono i canestri di Alviti mentre Freeman almeno dà segni di vita. Troppo poco perché a un certo punto la Nutribullet trova i canestri del +12 e un triplone da lontano di Olisevicius. Il solito Stewart fa in tempo a fissare il 40-31 della pausa lunga. Q3 – Il ritorno sul parquet è ancora peggiore: la OJM commette infrazione di campo sulla rimessa inziale, Pinkins segna da 3 e poco dopo per Treviso è massimo vantaggio, 45-31. A quel punto Varese si scuote davvero e a puntare la sveglia è Carlos Stewart che segna 6 punti in un amen cui si aggiunge un cesto di Iroegbu: torna a Nicola fermare il gioco ma intanto la gara è riaperta con i biancorossi che infine pareggiano con Ike e sorpassano con una tripla di Assui sul finire di un quarto terminato 57-60. IL FINALE E nei primi 3′ dell’ultimo quarto tutto lascia pensare che il colpo d’ala sia quello buono con le triple di Nkamhoua e Stewart, le palle gettate dalla Nutribullet e il quinto fallo (tecnico di Olisevicius). Sul 61-69 però i due protagonisti – Olli e Carlos – sprecano tre azioni mentre Abdur Rahkman infila due triple che rianimano i veneti e danno loro una grande iniezione di fiducia. E’ di nuovo lui a replicare a una nuova “bomba” varesina, poi gli uomini di Kastritis vanno in debito di ossigeno. Nei minuti finali contano anche i dettagli e il 2 su 8 biancorosso dalla lunetta è una condanna a morte mentre Weber non smette di realizzare i liberi. Gli ultimi sussulti arrivano da Iroegbu (-2) e Nkamhoua (-1 a 6” dalla fine) ma il play di casa è glaciale e il tiro disperato di Stewart – Varese non ha più timeout – non ha parabole miracolose. Varese si inchina 86-83 e spreca una grande occasione. Damiano Franzetti
  9. L’Openjobmetis sbatte contro il ferro del PalaVerde. Chiusa a quota 3 la striscia vincente della truppa di Kastritis, che cede in volata sul campo del fanalino di coda Nutribullet e dà l’addio al sogno Coppa Italia con la vittoria di Trieste contro Cantù a togliere aritmeticamente ogni velleità. Occasione sprecata per l’oggi ma anche per il domani in casa biancorossa, pagando una settimana complicata tra piccoli acciacchi ed influenze ma soprattutto una defezione esiziale. Pesa l’assenza di “Mr. Versatilità” Tazè Moore, indisponibile in extremis per un problema muscolare ad un polpaccio. Ma pesano anche gli 11 liberi lasciati sul ferro – 5 dei quali negli ultimi 4’- in una partita decisa da un possesso. Il 52% in lunetta contribuisce a ribaltare per l’ultima volta l’inerzia di una partita “sinusoidale”. Per i primi 20 minuti l’OJM è troppo brutta per essere vera, collezionando solo ferri dall’arco per lunghi tratti (2/14 da 3 a metà gara) contro la peggior difesa della serie A. Poi quando sale il ritmo si vede la vera Varese: una fiammata abbagliante di Carlos Stewart sveglia i biancorossi, che sorpassano nel finale del terzo quarto e allungano sul più 8 del 33’. Fallito però il contropiede del possibile più 10, le tre triple consecutive di Abdur-Rahman cancellano rapidamente il vantaggio OJM: parziale di 19-5 in 5’ con Treviso che allunga sull’80-74 del 37’ complici i liberi falliti dai biancorossi. Nel finale una tripla di Iroegbu vale il meno 1 a 14” dal termine, ma il 4/4 in lunetta di Weber condanna definitivamente una OJM troppo imprecisa al tiro. Una decina di minuti a tutto gas non bastano di fronte alla trentina con le ruote sgonfie. E la Coppa Italia resta una chimera... Giuseppe Sciascia
  10. Pensato bene di legarci mani e piedi a lui per il grande step del prossimo piano quinquennale
  11. Cambieremo mai Freeman?
  12. sto tizio pensa veramente di essere al centro del mondo (ma secondo voi li scrive lui?) una volta estromessi e senza più avere impatti sulle altre squadre di basket, questi spariscono dal dibattito pubblico in 5 minuti La società Trapani Shark Srl è profondamente addolorata e indignata per aver assistito, insieme a quella parte civile, sana e appassionata della tifoseria trapanese, a questa indecente, scandalosa e umiliante esibizione sportiva, che rappresenta un vero e proprio scempio che ha ferito l’essenza stessa del basket. Uno spettacolo forzato da ragioni talmente evidenti e incontrovertibili che solo ignoranti dei regolamenti federali o pseudo-tifosi accecati dall’odio verso il nostro Presidente potrebbero non comprendere: un blocco del mercato ingiustificato, penalizzazioni arbitrarie e una serie di sentenze del TFN, rafforzate da documenti “chiariti” in modo a dir poco sospetto dall’Agenzia delle Entrate di Trapani in sole 24 ore, ribaltando da IVA a IRPEF/INPS per giustificare sanzioni inesistenti, nonostante un regolare DURC emesso il 19 Giugno 2025 ed in possesso delle autorità sportive giudicanti. Per la nostra società esiste un solo responsabile, e non è la Trapani Shark: è un sistema organizzato in modo tale da gestire i regolamenti e le procedure a proprio piacimento, con FIP, direttivo Lega e TFN, che hanno studiato a tavolino la distruzione della nostra squadra nei minimi dettagli , dal blocco del mercato alla fuga dei giocatori, lasciandoci senza organico e senza allenatore, in una condizione disumana e antisportiva. Porteremo questo scempio nelle sedi legali sportive, come impone il regolamento (altrimenti sappiamo già cosa ci aspetta: ulteriori persecuzioni), ma soprattutto nelle aule giudiziarie civili e penali, dove questa vicenda diventerà uno dei casi legali più complessi e clamorosi degli ultimi decenni nello sport italiano. Abbiamo in possesso elementi determinanti , ivi inclusi precedenti, documenti manipolati e violazioni procedurali gravi , che troveranno giustizia nelle sedi opportune, portando a risarcimenti multimilionari per i danni irreparabili subiti: patrimoniali, morali e sportivi. Se qualcuno pensa che la società si dia per vinta, non ha capito la nostra strategia e dove vogliamo arrivare. Le prossime settimane renderanno tutto più chiaro: questa battaglia è appena cominciata, e non ci fermeremo fino a quando non sarà ripristinata la dignità calpestata di una squadra, di una città e di un’intera regione. La Trapani Shark non si arrende: combatterà con ogni mezzo per esporre e punire questa persecuzione sistematica. UFF.STAMPA TRAPANI SHARK
  13. Ho capito GS, vorrei però veramente vedere Antonini (gravato di ormai milioni tra debiti e multe) che porta sti 3 davanti a un tribunale del lavoro... Capisco in ogni caso che di dignità (adesso) e intelligenza (prima) in questa brutta storia non ce n'è davvero neanche un briciolo
  14. Ad Antonini sicuramente
  15. Intanto Varesenoi....bo Trapani ha giocato (si fa per dire) contro Trento: ciò significa che la squadra siciliana ha concluso il girone d’andata e che la vittoria della Openjobmetis Varese contro gli Sharks ottenuta il 28 dicembre è per il momento salva, almeno in ottica qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia di Torino. Per determinare le partecipanti alla kermesse fa fede infatti la classifica alla quindicesima giornata e questa classifica comprenderà ancora Trapani: ciò che accadrà da qui in poi non avrà importanza ai fini della manifestazione.
  16. Ah quindi si può fare
  17. Sì ma alla prossima trasferta questo strazio finirà voglio pensare
  18. Fare una azione e poi andarsene via (Pugliatti, Sanogo e Rossato) è scendere in campo a norma di contratto del lavoratore dipendente?
  19. che comporta una multa di?
  20. Speriamo che i giocatori non scendano in campo Glielo chiedono anche i loro stessi tifosi Basta questa buffonata, basta
  21. gli si sta sgretolando la terra sotto i piedi...il tempo è agli sgoccioli
  22. Valerio Antonini · La corte Federale dichiara proprio ora inammissibile la nostra ricusazione della Giuria di ieri… a leggerla così uno pensa ah, leggiamo le motivazioni. 1- Riccardo Demontis prima della decisione odierna in mattinata si alza e come un Samaritano sulla Via di Damasco preferisci tirarsi indietro e non far più parte spontaneamente della Giuria; Che bravo. Veramente commovente. 2- Marco Lucente, inizialmente previsto come Presidente della Giuria dei tre Giudici, lo stesso che mi ha prima giudicato innocente il 17 dicembre e poi di nuovo colpevole il 30 dicembre, improvvisamente colpito qualche minuto prima dell’inizio della Sessione di ieri da una tremenda faringite che gli impedisce di parlare, ora si scopre che non fa più parte della Giuria in maniera definitiva. E quindi non essendoci più spontaneamente e volontariamente ne Lucente ne Demontis, la richiesta è dichiarata inammissibile. Io rimango esterrefatto come la Giustizia Sportiva sia ridotta a questo. incredibile e’ l’unica parola che mi viene in mente. Detto ciò, chissà che le sorprese non siano finite, intanto aspettiamo che venga nominata la nuova composizione della Giuria dopo le improvvise defezioni dei poveri Demontis e Lucente. Stay Tuned
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