Un punticino, un secondo e 2 decimi di troppo. Una differenza minuscola che, però, rischia di essere pesantissima nel tentativo della Openjobmetis di acciuffare i playoff. Varese perde a Trieste 90-89 in un finale da infarto multiplo, dopo aver sprecato un bel vantaggio, dopo avere quasi perso in anticipo ma anche dopo aver capovolto il punteggio con una tripla pazzesca di Alviti per il +1 a meno di 5” dalla sirena. Poi, però, la furbizia di Ramsey e la foga, malgestita di Stewart hanno fatto il resto: finta malandrina della guardia triestina, salto a vuoto e fallo di Carlos, tiri liberi a segno. E quasi miracolo di Moore che però non si è compiuto, consegnando così a Varese un uovo di Pasqua tutto fatto di cioccolato amaro, e senza sorpresa all’interno.
Un peccato, anche perché come detto questa sconfitta potrebbe avere riflessi decisivi sulla qualificazione tra le prime otto, ma al di là del finale infuocato la Openjobmetis ha le sue colpe per il KO (che, intendiamoci: a Trieste ci può anche stare…). I biancorossi si sono fatti rimontare in poche mosse il +11 ottenuto nel terzo periodo (mangiandosi il canestro del +13…) quando le triple di Ramsey e Ross hanno immediatamente chiuso il buco con Kastritis ostinato a non chiedere timeout. Certo, lo ha poi avuto nel finale per disegnare la tripla di Alviti, ma far sfumare quel vantaggio è stato – a nostro avviso – determinante sul prosieguo della gara.
Poi però va detto che il coach greco è stato costretto a giocare quasi tutta la gara senza Renfro: due falli subito, il terzo a seguire, gli ultimi due senza quasi il tempo di sudare. Film già visto e decisivo, perché Varese ha dovuto spostare ancora di più il baricentro sul perimetro perdendo progressivamente a rimbalzo e mancando quelle alternative (tagli e alzate sopra al ferro) che erano state determinanti con Tortona. Il tutto nonostante uno Nkamhoua a tratti gigante e un Ladurner che ha fatto il suo.
Ma anche tra gli esterni ci sono almeno due insufficienti gravi: Librizzi (0 punti e 5 falli in 22′) e Freeman che si è mangiato tiri a ripetizione. Senza alternative dalla panchina – salvo Stewart, ottimo a parte il fallo finale – e con qualche titolare non così ficcante, Varese si è affidata al finlandese e ad Alviti ma i passaggi a vuoto nell’ultimo periodo – errori anche di stanchezza – sono stati fatali. Sperando non lo siano per il raggiungimento del bersaglio grosso di fine stagione, oggi però più lontano.
PALLA A DUE
Squadra al completo per Ioannis Kastritis nel giorno del suo 44° compleanno: Taze Moore è ristabilito e viene inserito nel solito quintetto con Iroegbu-Renfro a formare l’asse play-pivot. Il coach di casa, Francesco Taccetti, deve fare a meno di ben tre uomini: gli ex Moretti e Brown oltre a Brooks. In quintetto va Deangeli accanto a Sissoko.
LA PARTITA
Q1 – Primo periodo di batti e ribatti con Trieste che sta in vantaggio più a lungo: Varese perde subito un buon Renfro che spende 2 falli in un amen e deve ridisegnare il quintetto. Sissoko però ha troppo vantaggio, così Kastritis nel finale di quarto va con Ladurner da 5 e ha un buon impatto da Max. Moore, 10 nel periodo, regala un vantaggio ai suoi ma negli ultimi 2′ Trieste allunga sino al +5 con troppe palle perse biancorosse, 25-20.
Q2 – Varese replica subito con una zona fastidiosa e con le triple di Freeman e Stewart che valgono il controsorpasso e costringono Taccetti al timeout. Carlos è in un buon momento e Kastritis lascia a lungo il secondo quintetto che risponde presente. Ancora Sissoko ricuce ma la coppia Nkamhoua-Alviti dà un’altra spinta a Varese che allunga fino al +6; nuovo stop di Taccetti ma ancora le due ali biancorosse si mettono in mostra. Stewart chiude un ottimo periodo con un gran sottomano, poi però Bannan segna i liberi mentre Freeman sfiora soltanto la tripla al 20′ tondo tondo (48-53).
Q3 – Una fiammata di Renfro (breve) aiuta Varese a partire meglio e a tenere il vantaggio anche se poi, con Trieste un po’ in difficoltà a parte il solito Ramsey, sono Nkamhoua e Alviti a dare un’altra spallata. Le triple delle ali valgono addirittura il +11 (54-65 al 24′) ma i padroni di casa trovano tre caenestri dall’arco (Ramsey due, Ross) e si rifanno sotto. Kastritis sceglie di lasciar correre ma se il sorpasso non si concretizza è solo per alcuni errori dei giuliani perché Freeman e soci non ne azzeccano più mezza (70-71).
IL FINALE
Le prodezze di Nkamhoua e tre liberi di Stewart (quarto fallo di Sissoko) ridanno un po’ di margine a Varese che però non riesce a scappare di nuovo e, quando smette di fare canestro, si ritrova addosso gli avversari. Altro giro assortito di errori fino a che Uthoff dall’arco imbuca il tiro del sorpasso al 34′ (82-81). Sembra la mazzata finale perché la OJM fatica davvero a muovere il punteggio; Trieste ne approfitta (Toscano-Anderson) ma fino a un certo punto e lascia lì qualche tiro buono. Dopo tanti canestri è tempo di errori, per Varese sembra finita ma Ross fallisce le due triple della staffa. Ecco quindi 4 punti rapidi (Alviti e Iroegbu dopo un paio di errori gravi) e una partita ancora aperta a una manciata di secondi. Dopo il secondo errore di Ross Kastritis ha l’ultimo timeout e Alviti non perdona dall’angolo: 88-89 ma con 4” da giocare. Minuto di sospensione, finta di Ramsey e fallo di Stewart a 1”4: la guardia non sbaglia i liberi, Varese inventa un’azione da football ma la preghiera di Moore esce di un amen, 90-89.
Damiano Franzetti

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