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  1. L’Openjobmetis ha ufficialmente esaurito le operazioni di mercato con l’annuncio del ritorno in biancorosso di John Egbunu. Di fatto il club è riuscito, un rilancino dopo l’altro, a raggiungere la richiesta iniziale del centro nigeriano, attraverso i risparmi massicci operati con le operazioni Wilson e Sorokas negli spot complementari di cecchino perimetrale e cambio dei lunghi. Sul piano strettamente numerico il mercato 2021 si è chiuso con cinque conferme – in ordine di ruolo De Nicolao, Beane, Ferrero, Jones ed Egbunu – e cinque volti nuovi – mantenendo lo stesso principio Kell, Wilson, Gentile, Sorokas e Caruso – per un puzzle nel quale in tutti gli spot ci sarà un volto vecchio ed una new entry. Sotto certi aspetti la squadra è cambiata più del previsto: nel caso di Ruzzier per volontà del giocatore, cavalcando la proposta last minute della Virtus Bologna. Nel caso di Strautins e De Vico, che avevano contratto garantito senza uscite a differenza del triestino, per volontà di Varese che ha ripercorso la via dei 6 stranieri per tutelarsi sul recupero di Jalen Jones (investimento postergato per non gravare il bilancio 2020/21 dopo l’infortunio all’esordio). Meglio o peggio della Varese 2020/21 che si è salvata col brivido pur con due giocatori di grande pédigrèe come Toney Douglas e Luis Scola? Come sempre ogni roster di una squadra del range economico dell’OJM ci sono imprevisti e probabilità in svariati aspetti. Il roster, con 10-giocatori-10 e un livello di fisicità diffusa in tutti i ruoli compreso il perimetro, con un regista massiccio come Kell e un all-around potente come Ale Gentile, soddisfa le richieste del coach Adriano Vertemati nel garantire atletismo e taglia in tutti gli spot. Il play pescato in Polonia e l’ex azzurro avranno il pallino del gioco in mano sia in termini realizzativi che di creazione per i compagni: la scommessa principale è quella sul ritorno ad alto livello di “AleGent”, che però sembra posto nel contesto tecnico ed ambientale ottimale per sfruttare le sue qualità con la palla in mano e nascondere i suoi limiti al tiro. Che non è la specialità della casa di Kell, più combo-guard moderna rispetto ad un regista più puro come Ruzzier: basterà il cecchino Wilson per evitare difese chiuse a protezione dell’area? Il campione di Polonia in carica avrà sufficiente playmaking per evitare di sovraccaricare di responsabilità l’unico regista di ruolo Giovanni De Nicolao? Sotto canestro, al di là della tenuta di Egbunu, dipenderà molto da Jones e dai tempi del suo completo recupero – trattandosi di giocatore che vive di prorompenza più che di tecnica – per non chiedere a Paulius Sorokas di avere subito impatto da protagonista in A in caso di difficoltà di messa a punto del titolare. Se le premesse troveranno tutte conferma sul campo, la squadra potrà praticare un basket aggressivo e coinvolgente; basta però un pezzo del puzzle fuori sintonia, o una scommessa non vinta secondo gli auspici, per mettere in difficoltà un sistema legato a filo doppio ad equilibri che debbono funzionare tutti insieme. Giuseppe Sciascia
  2. Quando sono iniziati i lavori per costruire la rosa della Openjobmetis, divenuta definitiva ieri mattina con la firma ufficiale di John Egbunu? E quali sono stati i (tanti) passaggi effettuati tra le varie componenti degli staff societari prima di arrivare a comporre un puzzle che ha solo dieci pezzi, ma che deve essere incastrato con grande attenzione? In tutto questo periodo, il braccio destro del gm Andrea Conti è stato Matteo Jemoli: 32 anni, di Gemonio, è stato per diverse stagioni assistente allenatore biancorosso (con un’esperienza anche a Trapani) e ora ricopre il ruolo di responsabile scouting della Pallacanestro Varese. Un lavoro dietro alle quinte rispetto a quello della triade Conti-Bulgheroni-Vertemati che però in questo periodo emerge in modo forte, specie in un mercato nel quale la Openjobmetis ha percorso strade differenti dall’usato sicuro prediletto negli anni di Attilio Caja. Matteo, prima di tutto: qual è il metodo di lavoro utilizzato per fare scouting in Pallacanestro Varese? «Si parte da lontano: a settembre io e Andrea ci siamo suddivisi i campionati da tenere sotto controllo. Grecia, Polonia, Belgio, Germania, Israele, Turchia, Lega Adriatica… poi le coppe e alcuni giocatori particolari per i quali avevamo segnalazioni, per esempio certi impegnati in G-League con aspirazioni europee. Da quel momento in poi, ogni settimana ho guardato una serie di partite e iniziato a “profilare” gli atleti più interessanti. Io li suddivido in quattro settori: fisico, gioco offensivo, difesa e una quarta parte che chiamo “extra” dove metto notizie di ogni tipo». Fino a quando prosegue questa selezione? «Fino a febbraio-marzo, perché a quel punto iniziamo a scremare gli elenchi, preparando diverse liste a seconda del ruolo. Liste a loro volta suddivise in fasce in base al gradimento e al costo che prevediamo possano avere. Questo permette di intervenire in corsa in caso di necessità: per esempio noi sino a fine giugno avevamo un playmaker, Ruzzier, che poi è andato via. Però i nomi erano già pronti e ci siamo mossi di conseguenza». Oltre a voi, chi collabora alla stesura delle liste? «Le proposte passano al vaglio anche di Bulgheroni ma anche lo staff tecnico lavora a tutto il “progetto”. Sia coach Vertemati, sia i suoi assistenti Cavazzana e Seravalli hanno un database simile al mio: tutto è utile per un confronto quando si stringe su un nome». I due acquisti più curiosi sono quelli di Kell e Wilson, entrambi dalla Polonia? A che punto vi siete spinti nello scommettere su di loro? «Io non ritengo che Kell sia una scommessa. L’abbiamo osservato a lungo, credo di avere visto 10-12 partite della sua squadra: ha fatto un buon campionato, giocato in Fiba Cup e ha dimostrato leadership e impatto difensivo, al di là dei numeri d’attacco. Spesso ha marcato l’avversario più pericoloso. La scommessa maggiore è Wilson, ma in quel ruolo abbiamo una garanzia come Beane e la possibilità di variare assetti con anche De Nicolao e Kell. Elijah infine non è una guardia che chiede di avere la palla in mano: sa tirare sugli scarichi senza fermare l’attacco». La Openjobmetis sarà squadra molto fisica: una precisa richiesta del coach? «Sì: Vertemati ha voluto dare questa impronta. Gli piace avere forza fisica tra gli esterni: Kell sa attaccare spalle a canestro, Beane è atletico, Wilson ha stazza. E poi Gentile: un’operazione che non era preventivata a inizio mercato, ma che siamo felici che sia capitata e sia andata a buon fine. La fisicità accomuna tutti: De Nicolao e Caruso stanno lavorando per potenziare la muscolatura, Ferrero è abituato a giocare da ala forte, Jones e Sorokas hanno corpo ed energia. Poi è arrivata la conferma finale di Egbunu, che tutti conosciamo dal punto di vista atletico». Al di là dell’energia, ci sono altri tratti che contraddistinguono la rosa della Openjobmetis? «Abbiamo giocatori che vogliono dimostrare di poter salire di livello. Questo vale per i “polacchi” e per Sorokas che puntano ad affermarsi in un torneo più competitivo, per i giovani italiani che stanno facendo un percorso di crescita, per Jones che torna dall’infortunio. Senza parlare di Gentile che ha alle spalle una carriera super e vuole tornare a quei livelli, o di Egbunu che dopo i travagli fisici del passato cerca di confermarsi in una stagione completa». Ultime due domande. La prima: c’è un giocatore che avete seguito a lungo e vi sarebbe piaciuto, ma che alla fine è andato altrove? «Qualcuno, come il canadese Bell-Hynes è rapidamente uscito dai radar per le sue prestazioni di altissimo livello con i tedeschi di Crailsheim (giocherà al Breogan, in Spagna ndr). Tra gli altri se devo dire un nome faccio quello di Kris Richards: lo seguiamo da tanto e se non fosse andato allo Zielona Gora lo avremmo preso per sostituire Jakovics. Lo sfiorammo prima che arrivasse Beane. Quest’anno al momento giusto non c’è stata l’occasione e lui è tornato in Romania, visto che ha il passaporto di quel Paese dove ha già vinto due titoli». Per concludere: non le manca la panchina? «Il mio attuale ruolo piace parecchio. Resto vicino alla squadra e durante le partite siedo ancora in panchina, cercando di avere sempre l’occhio da allenatore. Però ora voglio proseguire il lavoro che sto facendo: mi piacerebbe muovermi di più per osservare partite e giocatori dal vivo. Il Covid ha fermato questa possibilità, mi auguro di tornare presto “in missione”». Damiano Franzetti
  3. Pallacanestro Openjobmetis Varese è lieta di annunciare il rinnovo contrattuale con l’atleta John Egbunu. Il centro nigeriano riparte dunque da Varese dopo le 12 partite disputate nella scorsa stagione con la divisa biancorossa in cui ha messo in mostra le sue doti atletiche e fisiche, la sua presenza difensiva nel pitturato e la sua dedizione al lavoro. La prima esperienza in LBA si è chiusa a 8.4 punti, 7.6 rimbalzi e 1.5 stoppate per gara con un high di 14 punti, 13 rimbalzi e 31 di valutazione nella sfida contro Trieste. John Egbunu, giocatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono davvero felice di tornare a Varese! Non vedo l’ora di riprendere a lavorare per preparare una grande stagione finalmente davanti al pubblico dell’Enerxenia Arena».
  4. E se l’ultimo tassello per la Openjobmetis fosse quello che era “già in casa”? La possibilità che il pivot titolare biancorosso sia di nuovo John Egbunu è in rapida risalita per una serie di ragioni che si sono accavallate nelle ultime ore. L’OFFERTA – La prima: Varese ha fatto un’offerta, buona per gli standard biancorossi, e in pratica non l’ha mai ritirata, nemmeno quando all’agente del giocatore era stato dato un ultimatum, giorni fa. Sul tavolo la Openjobmetis ha messo quei soldi e li garantisce. IL CASTING – La seconda: i sondaggi esplorativi effettuati dallo staff varesino non hanno portato risultati particolarmente interessanti. Tolti dal radar quei giocatori troppo cari (tipo Elegar, andato all’asta al rialzo tra Reggio, Napoli e la Corea), gli altri pivot visionati non hanno scaldato più di tanto il cuore. Certo, non dispiaceva un giocatore come Sims per via di alcune caratteristiche tecniche, ma nulla da far scoccare amore a prima vista. LA FRANCIA – Terzo, e forse più importante. I procuratori di Egbunu – che fanno il loro lavoro – pensavano di piazzare Long John in Francia, dove pare che il Limoges più di altri fosse interessato al nigeriano. Con uno stipendio superiore a quello proposto da Varese. Ma le squadre francesi fino a oggi non hanno affondato il colpo, e anche a livello fiscale non ci sarebbero grandi vantaggi rispetto all’Italia, anzi. Non stupisce quindi che l’entourage di Egbunu abbia riconsiderato quello che Varese ha messo sul piatto (tanto che un sito specializzato, Sportando, segnala il dietro-front in direzione Masnago). Viste le premesse quindi, le possibilità che il centrone nigeriano torni a vestire la maglia biancorossa sono di nuovo molto solide. La sua presenza difensiva è sicuramente molto considerata in casa varesina, così come il fatto di non essere un “mangia palloni” e di poter sfruttare i tagli in area quando in post basso va un bravo passatore come Gentile. E poi c’è quella durezza nei blocchi che ha dato una mano a brillare a Ruzzier nella seconda parte di stagione: aiutare il play – in questo caso Kell, esordiente in Italia – ad avere spazi larghi all’inizio dell’azione è un’altra qualità importante che Egbunu può mettere in campo. Nelle prossime ore, probabilmente, ne sapremo di più. Damiano Franzetti
  5. Pallacanestro Openjobmetis Varese è felice di annunciare l’accordo per la stagione sportiva 2021-2022 con l’ala grande Paulius Sorokas. Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo contenti di aggiungere al roster Paulius. Merita il passaggio in LBA dopo stagioni importanti in A2 dove ha giocato da protagonista per lungo tempo. È un giocatore che porta in dote il giusto mix di fisicità, energia ed atletismo nel settore lunghi così come risulterà preziosa la sua doppia dimensione tecnica». Cresciuto nel settore giovanile dello Zalgiris, dopo le prime esperienze in patria con Zalgiris-Sabonio mokykla Kaunas, KK Baltai e Pieno Zvaigzdes Pasvalys si trasferisce in Italia, raggiungendo così la sorella pallavolista della nazionale Indre Sorokaite, iniziando così la sua lunga permanenza nel nostro Paese. Nella stagione 2014-2015 si mette in luce alla Pallacanestro Piacentina in A2 Silver mettendo a referto 15.4 punti e 8.7 rimbalzi di media. Nell’estate del 2015 passa Treviglio con cui disputa due stagioni intervallate da un’esperienza a Jesi, prima di approdare al Derthona. Con i piemontesi conquista la Coppa Italia LNP 2018 chiudendo l’annata con una doppia-doppia di 15.1 punti e 10.1 rimbalzi per gara. Le prestazioni in costante crescita accendono su di lui gli occhi dei club esteri. Nella stagione 2018-2019 disputa 30 partite in Belgio allo Charleroi a 7.2 punti e 5.0 rimbalzi, prima di fare rientro in Italia con il ruolo di “straniero di coppa” per la Dinamo Sassari. Nel dicembre del 2019 esordisce in LBA con proprio contro l’Openjobmetis mettendo a segno 13 punti, mentre in Basketball Champions League disputa 16 gare a 3.9 punti e 2.4 rimbalzi di media fermandosi agli ottavi di finale contro i futuri campioni di Burgos. La scorsa stagione torna in A2 confermandosi protagonista di una stagione da 15.7 punti e 8.6 rimbalzi con Chieti.
  6. Continuano gli arrivi in casa Pallacanestro Varese: dopo la sorprendente “presa” di ieri – la guardia americana Elijah Wilson pescata dal campionato polacco – ecco l’ingaggio di Paulius Sorokas, ala lituana che ha già una buona esperienza nei campionati italiani e che (soprattutto) ha già giocato agli ordini di coach Adriano Vertemati a Treviglio per due anni, tra il 2015 e il 2017. Sorokas ha quasi 29 anni, è alto 2 metri ed è originario di Kaunas; nello scacchiere biancorosso andrà a ricoprire il ruolo di ala forte, alternandosi in quella posizione con Jalen Jones. Il giocatore baltico potrebbe essere in quintetto base, almeno fino a quando l’americano non sarà al 100% dopo l’infortunio al tendine d’achille (sta comunque recuperando). Il nuovo acquisto ha giocato nell’ultima stagione in Serie A2 a Chieti e sembrava diretto a Brescia, ma l’offerta della Openjobmetis è stata convincente: in passato ha calcato soprattutto i parquet della seconda categoria nazionale tra Piacenza, Treviglio, Jesi e Tortona anche se vanta una buona stagione (2018-19) in Belgio, allo Spirou Charleroi (7,2 punti e 5 rimbalzi). Senza grossi spunti invece l’unica esperienza in Serie A: nel 2019 venne preso da Sassari, allenata da Pozzecco, ma alla Dinamo fu utilizzato praticamente come “straniero di coppa” visto che disputò 16 partite in Champions League con due sole presenze in campionato (una delle due proprio contro Varese, un match “viziato” da un contestatissimo fallo antisportivo ai danni di Siim-Sander Vene). Nella passata stagione con la Lux Chieti il lituano ha messo a referto cifre interessanti, con 15,8 punti e 8,6 rimbalzi a partita anche se la sua percentuale nel tiro pesante non è stata particolarmente brillante (27,8%) e se fosse confermata a Varese, potrebbe essere un problema visto che in quintetto a parte Wilson (che andrà rivalutato al saldo del campionato italiano) non ci sono tiratori di spicco. Anche la scelta di Sorokas va comunque in direzione di quello che segnalavamo ieri in occasione dell’ingaggio di Wilson: Vertemati avrà a disposizione una squadra con giocatori che possono ricoprire più ruoli e quindi numerose soluzioni tattiche. L’arrivo del lituano, intanto, tende ad allontanare un ritorno all’agonismo di Luis Scola dopo le Olimpiadi, visto che il ruolo è proprio quello che sarebbe eventualmente stato assegnato al campionissimo argentino. Gli ingaggi degli ultimi giorni, tra l’altro, dovrebbero garantire un discreto margine di manovra a livello finanziario (parametrando sempre il giudizio a una squadra da budget basso…) per quanto riguarda l’acquisto del pivot titolare, che nelle intenzioni dello staff biancorosso dovrà essere un giocatore di grande importanza. Damiano Franzetti
  7. Pallacanestro Openjobmetis Varese ha il piacere di annunciare l’accordo fino al termine della stagione sportiva 2021-2022 con il giocatore statunitense Elijah Wilson. Il classe ’94, ottimo tiratore da tre punti e difensore versatile grazie alle sue doti fisiche, occuperà la posizione di guardia nel roster di coach Vertemati. Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Crediamo che Elijah rappresenti il giusto incastro tra le caratteristiche degli altri componenti del reparto esterni grazie alla sua taglia fisica e alle sue ottime doti di tiratore». Originario del North Carolina, ha trascorso quattro stagioni NCAA con Coastal Carolina College chiudendo l’esperienza collegiale a 13.2 punti di media. Nel 2017 approda in Europa disputando due stagioni in Austria prima con Wels poi ai Kapfenberg Bulls con cui mette a segno il “triplete” conquistando campionato (18.6 punti di media), coppa e supercoppa nazionale risultando anche come MVP sia finali playoff, sia della supercoppa. Nella stagione 2019-2020 firma in Olanda con gli Heroes Den Bosch confermando le ottime doti realizzative e la precisione dall’arco con 16.6 punti e il 42.3% da tre. Nell’ultima stagione ha disputato 30 gare con il MKS Dąbrowa Górnicza a 14.8 punti tirando con l’ottima percentuale da tre punti di 42.1.
  8. Nel gioco dell’oca del mercato, l’Openjobmetis è costretta a tornare alla casella di partenza. Tutto da rifare per il club biancorosso nella caccia ai due lunghi mancanti da affiancare al confermato Jalen Jones e alla new-entry Guglielmo Caruso. Il tentativo di Varese con Kruize Pinkins è andato a vuoto: l’ala forte ex Casale Monferrato e Torino ha declinato la proposta del club biancorosso. Scelta puramente personale e non legata a discorsi economici: il giocatore del 1993 ha espresso il desiderio di «staccare la spina» per un paio di mesi - almeno fino a settembre - dopo aver concluso la stagione 2020/21 con la gara 5 dei playoff di A2 disputata lo scorso 29 giugno. Dunque, non volendo prendere impegni che prevedano raduni e pre-season da metà agosto, Pinkins ha passato la mano. E per Varese riprende la caccia senza profili caldissimi né per l’ala forte né per il pivot, dopo la definitiva rottura delle trattative con John Egbunu che ha detto no anche all’ultimo rilancio OJM nella serata di giovedì (e al momento sembra avere declinato anche le proposte dalla Francia). Tutto da rifare... quantomeno sotto il profilo degli incastri tecnici: l’accoppiata Pinkins-Egbunu convinceva per il suo assortimento anche in rapporto agli altri due giocatori già in organico. Ora Varese deve riaprire la caccia a 360 gradi, e senza l’ex Torino cambiare anche il profilo del centro. Il discorso è allo stesso tempo tecnico ed economico: l’OJM ha ancora in canna un «colpo» da titolare sotto canestro, e per provare a confermare Egbunu aveva individuato un profilo ad hoc come caratteristiche e costi (limitati) per alternarsi a Jones. Perché il ruolo di ala forte che possa dare qualche minuto anche da pivot offre pochi profili low-cost: se il colpo principale dovesse arrivare in quel ruolo, allora il pivot mancante sarà una scommessa, contrariamente alla precedente coppia messa nel mirino dall’area tecnica biancorossa. Ma proprio perché il «4 e mezzo» è il giocatore più difficile da reperire sul mercato, l’OJM prova a concentrare l’attenzione su quel tassello andando a scegliere di conseguenza il pivot titolare. A questo punto potrebbe tornare d’attualità l’ipotesi Henry Sims, il 31enne centro attaccante ex Cremona e Fortitudo Bologna (15,6 punti e 8,9 rimbalzi nel 2019/20), che però necessiterebbe di essere accoppiato con un altro lungo specialista nel settore difesa e rimbalzi per evitare un bis del 2020/21 con Luis Scola capocannoniere in attacco e la peggior difesa del campionato a penalizzare gli sforzi dell’OJM. Più che il valore del singolo giocatore conta la compatibilità con il progetto-squadra in fase di messa a punto; questo è il criterio con cui prosegue la ricerca dei profili ad hoc. Di sicuro non c’è l’intenzione di aspettare Luis Scola, a meno che non sia lo stesso «General» a comunicare la sua disponibilità a tornare in campo nel 2021/22: cosa che, a dispetto dei contatti tutto sommato frequenti in corso con la stella argentina, non è mai avvenuta, dunque resta il chiaro messaggio «Non fate affidamento su di me» trasmesso e più volte reiterato dal giocatore prima della partenza per Las Vegas. Mentre sulla guardia titolare, a meno di colpi di fulmine per giocatori dal rapporto costo-rendimento particolarmente appetitoso, si aspetterà fine mercato con i residui della caccia ai due lunghi mancanti. Il prezzo di Tyler Kalinoski è sceso su cifre più abbordabili rispetto alle richieste della scorsa settimana... ma è considerato ancora troppo alto per una Varese che non vuole distogliere risorse in un momento delicato della sua campagna acquisti. Giuseppe Sciascia
  9. L’Openjobmetis aspetta il sì definitivo di Kruize Pinkins e apre la caccia al nuovo centro dopo il no - virtualmente definitivo - di John Egbunu. Lo stato dell’arte del mercato biancorosso si sostanzia nel differente esito delle due trattative per riempire le caselle vacanti del reparto lunghi. PINKINS, SI STRINGE La 28enne ala forte ex Torino e Casale Monferrato dovrebbe dare risposta in tempi rapidi alla proposta messa sul piatto da Varese per dividersi i minuti con Jalen Jones nello spot di numero 4. L’OJM gradisce il mix di energia e duttilità che il giocatore della Florida potrebbe portare in dote al puzzle dei 4 lunghi da alternare sul parquet: Pinkins, giocatore dinamico con buon impatto a rimbalzo e pericolosità frontale, sarebbe un efficace alter ego di Jones con la possibilità di giocare qualche minuto anche da centro se inizialmente Guglielmo Caruso dovesse dimostrare la necessità di un periodo di apprendistato al suo primo impatto con la serie A. Il club biancorosso vuole chiudere in fretta la trattativa per concentrarsi poi sulla scelta del pivot titolare. JOHN VERSO LA FRANCIA A proteggere l’area colorata dell’OJM 2021/22 non ci sarà però John Egbunu. L’ultimatum recapitato dall’area tecnica prealpina al centro nigeriano è scaduto 24 ore fa senza risposte positive da parte del giocatore e della sua agenzia. In realtà Il centro del 1994 si accaserà con ogni probabilità in Francia, dove il suo passaporto nigeriano vale doppio (le regole della Pro A prevedono ancora divisione tra extracomuintari ed europei come in Italia fino al 2018, ed Egbunu rientra fra i “Cotonou Players” che possono giocare in quota europei). Per Egbunu una possibile destinazione transalpina sarebbe Limoges, dove l’allenatore è l’italiano Massimo Cancellieri (due anni fa head coach in A2 a Ravenna con Massimo Bulleri come assistente). Ma per il lungo ex Florida ci sarebbero sirene anche dalla Turchia su cifre superiori a quelle che Varese può permettersi di spendere per il centro titolare: in ogni caso il giocatore è dato in firma altrove in tempi relativamente rapidi, dunque il club biancorosso ha voltato pagina. LE ALTERNATIVE OJM La lista dei giocatori al vaglio è ancora molto lunga, dato che i sondaggi sono stati avviati da poco: si spazia a 360 gradi tra profili già visti in Europa e giocatori emergenti che hanno militato nella G-League americana. L’idea è quella di cercare comunque un giocatore con caratteristiche simili a quelle di Egbunu: fisicità, vigore atletico e impatto difensivo dovranno essere le peculiarità principali del nuovo pivot biancorosso. Per questo l’ipotesi Henry Sims non è stata presa in considerazione: il 31enne centro portato in Italia nel 2017 da Andrea Conti a Cremona è un grande attaccante che però non fa al caso dell’OJM, in cerca di un rimbalzista-difensore-stoppatore come Egbunu, non volendo inserire un lungo troppo invasivo nel gioco spalle a canestro che sarà terreno di caccia di Alessandro Gentile. VALUTARE CON CALMA In ogni caso Varese valuterà con calma le disponibiltà del mercato, decisa a far fruttare il suo «gruzzoletto» per il pivot titolare: se è vero che Egbunu lo ha considerato insufficiente, sarebbe comnque superiore al primo contratto OJM con Tyler Cain nell’estate 2017, e all’ingaggio di due anni fa di Jeremy Simmons. Oggi intanto incontro decisivo per chiudere il discorso con Nicolò De Vico (servirà una transazione dell’anno residuo di contratto per consentirgli di accasarsi a Torino) mentre Anthony Morse è tornato in A2 accasandosi alla Bakery Piacenza dopo aver scartato l’ipotesi di un contratto nella massima lega ungherese all’Alba Fehervar. Giuseppe Sciascia
  10. Pallacanestro Varese è lieta di annunciare di aver trovato un accordo con Trey Kell, playmaker statunitense classe ’96 che vestirà la maglia biancorossa fino al termine dell’attuale stagione sportiva. Kell è un giocatore dotato di buona stazza fisica (193 cm per 95 kg) che ama attaccare il canestro per sé o per mettere in ritmo i compagni; può inoltre contare su un buon tiro dalla media e dalla lunga distanza. Lo scorso anno ha vinto il campionato polacco e raggiunto la finale di FIBA Europe Cup con lo Stal Ostrow. Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo estremamente contenti della firma di Kell, playmaker di grande fisicità. Crediamo molto nelle sue capacità di innescare i compagni e riteniamo che sia un pezzo importante del nostro puzzle». Carriera Trey Kell è originario di San Diego, dove ha anche disputato l’NCAA con la maglia degli Aztecs con la quale è esploso nel suo anno da junior dove è stato il migliore dei suoi per punti (13.3), assist (2.9), rubate (1.4) e percentuale ai liberi. Terminata l’esperienza collegiale, nel 2018-2019, dopo una breve parentesi con i bosniaci dell’Igokea, si trasferisce ai Moncton Magic, formazione della NBL canadese, dove disputa 25 partite fatturando 22.4 punti, 7.8 rimbalzi, 4.8 assist e 1.8 rubate ad allacciata di scarpe contribuendo alla vittoria del titolo nazionale grazie ad una prestazione clamorosa (41 punti con 11/17 al tiro, 9 rimbalzi, 6 assist e 3 rubate) nella decisiva gara-4 che gli vale il titolo di MVP delle Finals. Lo scorso anno ha vestito la maglia dello Stal Ostrow squadra con la quale ha vinto il campionato e disputato anche la FIBA Europe Cup arrivando in finale. Kell possiede il passaporto della Siria, nazionale con la quale ha esordito lo scorso novembre per due sfide della FIBA Asia Cup. Contro Qatar ed Iran ha messo a segno rispettivamente 35 e 34 punti.
  11. Varese affida le chiavi della squadra a Trey Kell. Nuovo playmaker... a metà con la NBA per l’Openjobmetis: l’accordo in chiusura, annunciato nella notte dall’agenzia americana dell’atleta, contiene una escape in favore del giocatore, che disputerà la Summer League di Las Vegas con i Phoenix Suns. Kell è un regista di taglia importante (193 centimetri per 95 chili), assecondando le richieste di Adriano Vertemati di puntare su giocatori con fisicità da Eurolega. Il giocatore del 1995 ha all’attivo tre stagioni di esperienza in Europa, l’ultima delle quali in Polonia dove ha vinto il titolo nazionale con lo Stal Ostrow (16,1 punti più 4,8 rimbalzi e 5,1 assist) dove è sbarcato a gennaio 2021 insieme all’ex meteora biancorossa Denzel Andersson. Le esperienze precedenti da professionista sono state all’Igokea in Bosnia, in Canada ai Moncton Magic (dove ha vinto il titolo nazionale nel 2019) e ad Hong Kong nella ASEAN League del Sudest asiatico. Attraverso questa esperienza ha ottenuto anche il passaporto siriano per giocare con la Nazionale mediorientale le qualificazioni ai campionati asiatici della FIBA. Si tratta di un regista realizzatore, non un playmaker puro, che ha punti nelle mani e capacità di produrre gioco per sé e per gli altri. L’accordo con Varese è subordinato all’esito della sua avventura a Las Vegas, dove sarà impegnato dal 7 al 18 agosto con la franchigia dell’Arizona: l’uscita in favore del giocatore è valida qualora Kell strapperà un invito al Veteran Camp di Phoenix con un contratto garantito. Se invece l’atleta uscito nel 2018 dalla San Diego State University non strapperà un accrdo NBA potrà aggregarsi in corsa alla squadra, che dovrebbe radunarsi attorno a metà agosto, alla conclusione della sua esperienza alla Summer League. Giuseppe Sciascia
  12. Pallacanestro Varese è felice di annunciare l’ingaggio di Guglielmo Caruso che vestirà la maglia della Openjobmetis fino al termine della stagione 2022-2023 con opzione per quella successiva. Centro classe ’99, Caruso è uno dei migliori prospetti italiani in circolazione dotato di fisicità sotto canestro e di un buon tiro da 3. Nonostante la giovane età, ha già esordito con la Nazionale italiana nella VTG Supercup disputata dagli Azzurri lo scorso giugno in preparazione del preolimpico di Belgrado. Guglielmo Caruso, nuovo giocatore della Pallacanestro Varese: «Sono onorato di avere la possibilità di giocare per una piazza così prestigiosa del basket italiano come Varese, sono sicuro che non mancherà il calore dei tifosi. Non vedo l’ora di iniziare e migliorarmi sotto ogni aspetto sperando di poter dare il mio più grande contributo possibile alla squadra». Carriera Nato a Napoli il 3 luglio 1999, Guglielmo è cresciuto nel settore giovanile della PMS Moncalieri, società con la quale, nel 2017, vince il titolo italiano Under 20. La stagione successiva si trasferisce alla Cuore Napoli Basket, in A2, dove fattura 8.3 punti e 5.5 rimbalzi di media in 15 partite. Nel 2018-2019 decide di intraprendere la carriera collegiale negli Stati Uniti in California con Santa Clara University; con la maglia dei Broncos, in tre anni (dal 2018 fino allo scorso anno), Caruso migliora nettamente le sue statistiche personali, mettendo in mostra un repertorio offensivo completo sia vicino che lontano da canestro. Caruso ha già esordito con la maglia della Nazionale maggiore lo scorso 18 giugno in occasione della vittoria contro la Tunisia nella VTG Supercup; per lui 4 punti, 2 rimbalzi, 1 stoppata e 2 assist in poco più di 6 minuti. Con le selezioni giovanili, invece, ha vinto una medaglia d’argento ai Mondiali Under 19 in Egitto nel 2017 ed una medaglia di bronzo agli Europei Under 18 in Turchia nel 2016.
  13. L’Openjobmetis inizia a calibrare le strategie per la scelta dei quattro stranieri mancanti all’appello. Ancora non c’è la certezza ufficiale del cambio di format da 5+5 a 6+6, ma l’area tecnica ragiona ormai dando per acquisita la necessità di cercare uno straniero in più rispetto alla precedente versione con Michele Ruzzier. Play e guardia titolare e due lunghi: sul taccuino dell’asse Bulgheroni, Conti, Vertemati c’è questo poker di X da riempire con incastri tecnici ed economici. Per ora le certezze sono Anthony Beane e Jalen Jones ma, proprio per non dipendere troppo dall’ala texana, Varese vuole cercare due giocatori da quintetto per far scalare in panchina - almeno inizialmente, fin quando non recupererà il 100 per cento della brillantezza atletica - il 28enne giocatore ex Vitoria. L’Openjobmetis aveva messo nel mirino un paio di lunghi stranieri interconnessi al profilo dell’ala forte da quintetto, ma il meno costoso dei due - il 24enne James Dickey, nella scorsa annata in Ungheria - si è accasato in Germania. Sul piatto invece c’è ancora Dererk Pardon, il 25enne centro visto nel 2019/20 a Reggio Emilia che Varese aveva seguito con interesse già 12 mesi fa, salvo vederlo accasare molto presto in Bundesliga al Bayreuth. Il giocatore classe 1996 ha disputato una stagione positiva nelle file del Medi (11,2 punti più 6,2 rimbalzi e 1,2 stoppate): lungo esplosivo e potente (203 centimetri per 107 chili), è il classico giocatore interno che vive di giocate di energia sulla modalità dell’ex biancorosso di due anni fa Cedric Simmons. Pardon piaceva lo scorso anno e piace quest’anno per dinamicità e atletismo, ma è un’ipotesi che Varese porterà avanti se i costi saranno compatibili alle risorse per gli altri incastri. L’interesse c’è, ma va calibrato con il prezzo: investire tanto sul centro titolare potrebbe erodere le disponibilità per l’ala forte, che dovrà comunque essere un giocatore importante vista la necessità di proteggere Jones. Nel frattempo c’è massima attenzione sul ruolo di playmaker, dove l’Openjobmetis ha bisogno di un giocatore sicuro e affidabile dopo l’addio di Michele Ruzzier. In quello spot la caccia è ancora aperta e i profili al vaglio sono ancora molteplici, ma è evidente la necessità di pescare un elemento dal rendimento garantito e che conosca già il basket europeo. In ordine cronologico, comunque, l’ultimo giocatore da scegliere sarà con ogni probabilità la guardia straniera da incastrare tra il nuovo play e Alessandro Gentile. Ad oggi le priorità sono il pivot e il regista titolare, ma solamente cogliendo le occasioni giuste per non doversi accontentare almeno sull’altro lungo da inserire nel puzzle. E poi c’è il calcolo sulla strategia delle tempistiche: con la Summer League Nba posticipata dal 7 al 18 agosto, c’è la chance che nell’ultima decade del prossimo mese si liberino per l’Europa tanti buoni giocatori a prezzi di realizzo. Vale la pena aspettare i saldi di fine estate, almeno per uno o due dei quattro tasselli mancanti, a costo di aspettare i primi di settembre per avere il roster al gran completo? Giuseppe Sciascia
  14. Michele Ruzzier lascerà l'Openjobmetis Varese per accasarsi nelle file della Virtus Bologna. Il playmaker triestino ha esercitato l'escape a suo favore per uscire dal contratto 1+1 stipulato lo scorso anno con la società del presidente Vittorelli. Blitz a sorpresa ma non troppo, come ventilato già questa mattina sulle colonne della Prealpina: Ruzzier giocherà con la maglia dei campioni d'Italia, che hanno voluto allungare la rotazione dei playmaker insieme all'azzurro Alessandro Pajola per preservare Milos Teodosic in campionato. Il giocatore del 1993 ha deciso nelle ultime ore di accettare la proposta della Virtus Bologna, che verserà nelle casse di Varese un buyout da 20mila euro previsto per il passaggio del giocatore in un club di Eurocup: era una facoltà prevista dal contratto entro le 24 odierne, e la decisione del giocatore costringe ovviamente l'OJM a rivedere parzialmente i propri piani sul mercato per quanto riguarda gli incastri tra italiani e stranieri. Il sostituto di Ruzzier sarà straniero, in ogni caso Varese non uscirà dal contratto di Anthony Beane scartando l'opzione Giordano Bortolani come alternativa al regista triestino. Nei piani del club prealpino potrebbe rientrare invece Nicolò De Vico, optando per un cambio italiano nello spot di ala forte che potrebbe portare l'area tecnica biancorossa a rivedere la posizione di Jalen Jones puntando su un giocatore più sicuro rispetto all'ala texana. Oppure l'alternativa potrebbe essere quella di virare verso il format con 6 italiani e 6 stranieri per mantenere la formula con 3 stranieri sotto canestro. Di sicuro la decisione di Ruzzier modifica comunque le strategie di mercato biancorosso. Giuseppe Sciascia
  15. Varese pesca in Campania anche il secondo acquisto del mercato 2021. Accordo raggiunto fra l’Openjobmetis e Guglielmo Caruso: il 22enne centro napoletano ha accettato la proposta 2+1 della società del presidente Vittorelli, con la cui maglia debutterà in serie A al termine del suo ciclo triennale negli Stati Uniti con l’università di Santa Clara. L’agenzia del giocatore ha dato l’ok all’operazione, illustrata nei dettagli dai suoi rappresentanti al giocatore in un incontro svoltosi ieri a Napoli: oggi dovrebbe arrivare la firma che ratificherà un corteggiamento durato qualche settimana. Dopo il casertano Gentile, ecco il partenopeo classe 1999: il profilo è totalmente diverso rispetto a quello dell’esterno ex Olimpia Milano, se “AleGent” rappresenta una certezza sia pur con la necessità di rilanciarsi ad alto livello, Caruso rientra invece nel comparto scommesse visto che nella sua carriera non ha all’attivo alcun minuto in serie A, ed ha assaggiato il basket senior solo nell’A2 versione 2017/18 (8,7 punti più 5,3 rimbalzi e 1,5 stoppate in 22,7 minuti di media). Però il centro del 1999 ha stazza (208 centimetri), tocco frontale, senso del gioco e mani morbidissime: tutte doti che hanno intrigato Adriano Vertemati, pronto a mettersi di buzzo buono per lavorare su un progetto tecnico di trasformare Caruso da prospetto a certezza. Insomma l’opera di player development per il quale l’Ojm ha voluto il tecnico di Cornaredo: il lungo napoletano dovrà inizialmente lavorare tanto con la prospettiva di giocare poco in una rotazione con 3 compagni stranieri. Ma l’obiettivo di Varese, condiviso ovviamente con il giocatore, è quello che al termine dei tre anni di lavoro - coincidenti con l’orizzonte temporale del contratto di Vertemati -, Caruso sarà progredito sviluppando al meglio le sue qualità e limando alcuni limiti. Dunque un’operazione più futuribile che immediata: solo il tempo dirà se il nuovo giocatore sarà in grado di diventare un Galanda anziché un Morena (per paragonarlo a due giocatori del passato biancorosso con centimetri e tiro frontale). Di sicuro però è il secondo segnale che l’effetto Vertemati ha un fascino importante sugli italiani, siano essi suoi ex allievi come Gentile o giovani di prospettiva desiderosi di lavorare con un tecnico conosciuto per le sue capacità di sviluppatore di talenti. Ora però il mercato degli italiani è concluso, o meglio lo sarà allo scoccare della mezzanotte di oggi se Michele Ruzzier non eserciterà l’escape per le coppe prevista dal suo contratto: le voci incontrollate di un possibile interesse della Virtus Bologna per il play triestino non hanno trovato riscontri, a meno di sorpresissime l’ex Cremona avrà ancora il bastone del comando nelle mani nel 2021/22. E da domani l’Openjobmetis potrà concentrarsi sulla caccia ai tre stranieri mancanti. Giuseppe Sciascia
  16. Michele Ruzzier e Anthony Beane da confermare, Guglielmo Caruso da contrattualizzare. Dopo il colpo a sorpresa Alessandro Gentile, che ha inaugurato col botto il mercato OJM ponendo la pietra angolare sulla quale sarà costruita l’impalcatura tecnica della Varese griffata Vertemati, la settimana iniziata ieri, lunedì 28 giugno potrebbe aumentare l’elenco delle certezze del roster. Le opzioni di uscita in favore del play triestino e della guardia ex Virtus Roma scadranno mercoledì: se non verranno esercitate, dall’1 luglio automaticamente scatterà la loro conferma in maglia biancorossa. Entrambi sono pedine fortemente volute dall’area tecnica negli incastri post Gentile. Il rischio «Fuga per l’Eurolega» del regista che si sta giocando le ultime chance azzurre a Belgrado sembra ormai scongiurato, anche nel caso peggiore di una chiamata a sorpresa entro le prossime 72 ore; l’arrivo dell’esterno campano dà comunque garanzie a Varese di non trovarsi scoperta nel parco italiani, ma sembra comunque probabile che il bastone del comando in regia resti nelle mani di Ruzzier. Allo stesso modo l’OJM gradisce le doti di difensore e incursore di Beane, che dovrebbe uscire dalla panchina nel ruolo di primo cambio di Gentile e del tiratore da individuare in una dimensione analoga a quella nella quale ha prodotto 11,8 punti e 2,4 assist in 24,3 minuti del 2020/21. Due conferme e un volto nuovo con la trattativa per assicurarsi le prestazioni di Guglielmo Caruso che dovrebbe chiudersi positivamente nei prossimi giorni. Tutelata la rotazione degli interni con la strategia dei 3 lunghi stranieri senza chiedere al centro napoletano di rivestire un ruolo da protagonista all’esordio in serie A, Varese vuole finalizzare l’accordo con il 22enne centro di 208 centimetri per 100 chili. Ossia il prototipo del giocatore futuribile e da sviluppare, sul quale investire a lungo termine (2 anni+1?) puntando sull’effetto Vertemati per trasformarlo da progetto a certezza nel percorso di crescita. Una volta scaduti i termini delle opzioni di uscita e portata a termine la trattativa per Caruso, l’OJM potrebbe arrivare a fine settimana con 7 giocatori già in organico. Se non ci saranno intoppi, da giovedì l’evoluzione del roster sarà improntata in questo modo: Ruzzier e De Nicolao in regia, il tiratore americano da individuare e Beane in guardia, Gentile e Ferrero in ala piccola ed infine Jalen Jones, un centrone e un cambio straniero sotto canestro insieme a Caruso. Insomma lo stato dei lavori nel cantiere biancorosso sarebbe decisamente avanzato, consentendo alla troika Bulgheroni, Conti e Vertemati di riflettere con calma sugli incastri giusti per la scelta - tecnica ed economica - dei tre stranieri mancanti all’appello. Concedendo tutto il tempo necessario a individuare i pezzi giusti per completare il puzzle. Giuseppe Sciascia
  17. Un viaggio in treno di oltre nove ore, per un faccia a faccia che si è rivelato decisivo. Tra i motivi che hanno convinto Alessandro Gentile a diventare un giocatore della Openjobmetis per la prossima stagione, c’è anche l’impegno messo in campo dalla società biancorossa per incontrare di persona il giocatore campano per illustrare le volontà di Varese nei suoi confronti. Il giorno del blitz è stato mercoledì: a prendere il treno sono stati il general manager Andrea Conti, coach Adriano Vertemati e Virginio Bernardi, procuratore dell’ex capitano di Milano. Proprio una chiacchierata di qualche tempo fa con Bernardi aveva aperto uno spiraglio per arrivare a Gentile, feritoia che si era allargata con l’arrivo a Varese di Vertemati il quale aveva svezzato il 28enne nato a Maddaloni nel vivaio della Benetton Treviso. E lo aveva ospitato a Treviglio per allenarsi quando non andò in porto il suo approdo a Houston. «Alessandro ha apprezzato il fatto che siamo andati di persona a incontrarlo, che abbiamo trascorso del tempo con lui e che ora ci sia Vertemati in panchina – spiega Conti a firma avvenuta – Ho trovato una persona molto generosa e in piena forma fisica: ieri mi ha richiamato per ringraziarci e per dirci che sarebbe venuto a Varese. Io sono convinto delle sue qualità e penso che possa anche tornare in nazionale: stiamo parlando di un giocatore importante, con un grande palmares che tra l’altro ha accettato un ingaggio dai costi bassi in relazione alle sue qualità sportive». Una delle mosse giuste è probabilmente stata quella di scegliere Gentile per primo (o quasi, visti i contratti già in essere) e non di inserirlo su una squadra già fatta. Un modo per fargli sentire fiducia ma anche per dargli la possibilità di iniziare la stagione fin dalla preparazione estiva. Chiaramente ora si apre il dibattito di quale sarà il suo ruolo principale: tecnicamente Gentile è un’ala piccola ma a Masnago non si escludono altri impieghi, perché al netto di un tiro da fuori ondivago, il secondogenito di Nando ha potenza fisica, capacità di giocare il pick’n’roll ma anche buone qualità di passatore. Vertemati lo sa: sul suo tavolo le decisioni a riguardo. Damiano Franzetti
  18. Pallacanestro Varese è felice di annunciare di aver raggiunto un accordo con Alessandro Gentile che vestirà la canotta della Openjobmetis per la stagione 2021-2022. Il club biancorosso è orgoglioso di aver riportato un campione del calibro di Gentile in Italia dove, con la maglia dell’Olimpia Milano, ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia ed una Supercoppa. Lo scorso anno Gentile ha disputato il campionato spagnolo tra le fila dell’Estudiantes, dove ha prodotto 11.7 punti, 4.8 rimbalzi e 3.1 assist di media a partita. Alessandro Gentile, nuovo giocatore della Pallacanestro Varese: «Sono molto felice per l’opportunità che mi sta dando Pallacanestro Varese e sono contento di poter ritrovare coach Vertemati. Dopo quello che abbiamo passato tutti noi per la situazione legata al Covid non vedo l’ora di ripartire con entusiasmo in una piazza storica del nostro basket come quella varesina». Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo felici di riportare in Italia un grande talento come Alessandro. Siamo convinti che qui a Varese tornerà a livelli altissimi e che darà tanto alla nostra società». Nato il 12 novembre 1992 a Maddaloni, Alessandro Gentile inizia a giocare a basket fin da bambino, seguendo le orme del padre Ferdinando e del fratello maggiore Stefano. Trascorre le giovanili a Treviso, squadra con cui conquista lo scudetto Under 19 e che lo fa esordire in Serie A nella stagione 2009-2010. Il suo talento esplode rapidamente: l’anno successivo migliora nettamente le sue cifre e viene eletto miglior Under 22 del campionato (si ripeterà nel 2013-2014), mentre nel 2011-2012 trova quella continuità che, nel dicembre 2011, lo porta alla corte dell’Olimpia Milano. Con la formazione milanese, Gentile si consacra definitivamente, esordendo in Eurolega e vincendo, da capitano, due Scudetti (MVP delle Finali nel 2014), una Coppa Italia ed una Supercoppa. Nel 2013 fa il suo esordio anche con la Nazionale maggiore con la quale, ad oggi, ha collezionato 81 presenze mettendo a referto più di 950 punti. Dopo le parentesi con Panathinaikos (con cui conquista la Coppa di Grecia) ed Hapoel Gerusalemme (vincendo il campionato), nel 2017-2018 Gentile torna in Italia nelle fila della Virtus Bologna (16.8 punti di media con season high di 32 punti proprio contro Varese) salvo poi trasferirsi, la stagione successiva, nuovamente all’estero, in Spagna, dove veste la canotta dell’Estudiantes, squadra con la quale ha giocato anche lo scorso anno dopo la stagione passata a Trento (15 punti, 4.4 rimbalzi e 2.7 assist di media a partita).
  19. Istruzioni per l’uso del mercato OJM, firmato Andrea Conti. Il g.m. biancorosso racconta le strategie iniziali della campagna acquisti 2021: «Il 5+5 è figlio della continuità rispetto ad un gruppo di italiani sotto contratto che possono garantire solidità. Il motivo economico è secondario, la volontà è costruire un gruppo nel quale senso di appartenenza, fame e voglia di trasmettere entusiasmo ai tifosi siano la base. Stiamo lavorando sull’ossatura degli italiani per poi scegliere senza fretta gli stranieri». Si parte dalle conferme dei due play italiani, come prosegue invece il discorso ali? «Vogliamo costruire una squadra a trazione posteriore con tre stranieri tra guardia, ala piccola e cambio degli esterni, proseguendo con la coppia Ruzzier-De Nicolao in regia. Ora dobbiamo decidere cosa fare con Ferrero, De Vico e Strautins. I fattori chiave sono l’accettazione del ruolo e l’aspetto economico, che ad un certo punto debbono incrociarsi. Tutti e tre non possono restare, bisognerà fare delle scelte condivise: resterà chi sarà contento del ruolo e del salario». Conterà anche l’aspetto economico? «Sono ruoli importanti che però non fanno parte del quintetto, dunque il fattore costi avrà il suo peso. Per Giancarlo è doveroso il rispetto per uno dei capitani più longevi nella storia del club, ma ci sono anche altri fattori. Dell’investimento Strautins siamo contenti e prima di privarcene ci penseremo parecchio; resta però la necessità dell’accettazione del ruolo». Un’ala italiana in uscita, un lungo italiano in entrata, piace l’azzurro Caruso: in questa opzione è ancora considerabile Egbunu? «Ora la ricerca sul mercato italiano è quella del cambio del pivot: cerchiamo un giovane futuribile da sviluppare che possa darci almeno 10 minuti oggi e crescere con noi domani. Con Egbunu il discorso è aperto: il ragazzo qui si è trovato bene, però con un cambio italiano forse servirà un giocatore diverso». Capitolo stranieri: c’è un contratto con Jones e un’opzione su Beane... «Di queste situazioni parleremo a quattr’occhi quando arriverà il coach: su Anthony ci penseremo bene prima di lasciarlo ma dipenderà dalla disponibilità ad uscire dalla panchina, su Jones il discorso non è tecnico ma atletico. I cardini della squadra saranno la guardia titolare e il pivot, che dovrà garantire solidità». Come prosegue il rapporto con Scola che si era messo a disposizione come «consulente» in caso di necessità? «Ci siamo sentiti un paio di volte in 15 giorni; Luis non vuole imporre nulla ma come filosofia di costruzione del roster tiene molto a puntare su giocatori da sviluppare, senza vincoli anagrafici ma legati alle prospettive di crescita». Giuseppe Sciascia
  20. Varese e Giancarlo Ferrero sono pronti a dirsi nuovamente di sì? Tira sempre più forte il vento di conferma per il capitano dell’OJM, con la possibilità di allungare il rapporto in versione quasi “vitalizia” per il giocatore che veste il biancorosso dal 2015. Dopo qualche settimana in pensatoio, la società del presidente Marco Vittorelli sembra aver imboccato la corsia dei 5 senior italiani per il roster 2021/22. E in questa strategia l’ala mancina farà ancora parte dei piani tecnici della squadra, partendo come nella stagione appena conclusa dietro l’ala forte titolare straniera (sarà Jalen Jones, scommessa decisamente meno azzardata rispetto a Denzel Andersson?) e a fianco di un’altra ala capace di dare minuti anche da “4 tattico” come Nicolò De Vico. Ma, come già spiegato nei giorni scorsi, Ferrero non è un giocatore qualunque per l’ambiente di Varese: il cestista di Bra è un simbolo per i tifosi ed è una bandiera per il club, che ne riconosce la leadership e il carisma del veterano in spogliatoio. Per questo l’OJM pare intenzionata a prolungare il rapporto col giocatore, disponibile a sua volta a un sacrificio economico pur di restare nella città che l’ha adottato. La modalità allo studio è quella di esercitare l’escape dall’anno conclusivo del contratto 2+1 stipulato nel 2019, ridiscutere l’aspetto salariale dell’accordo e prolungare il rapporto con una sorta di vitalizio (nell’ipotesi di un nuovo 2+1 il giocatore ex Casale Monferrato potrebbe vestire il biancorosso fino a 36 anni). Al momento non c’è ancora una negoziazione definita tra le parti, al di là della volontà congiunta di proseguire: servirà un accordo economico (il discorso approfondito doveva essere intavolato ieri, lunedì 7 giugno, invece è slittato a oggi). Ovviamente c’è anche l’aspetto della disponibilità ad accettare il ruolo da parte del giocatore: sulla carta nelle gerarchie della Varese che verrà il cestista mancino partirà come nono o decimo uomo. Nel 2020/21 appena archiviato l’apporto di Ferrero è stato statisticamente il più basso nelle 6 stagioni a Varese (3,1 punti e 1,3 rimbalzi in 12,0 minuti col 26% da 2 e il 33% da 3). Ma non per questo Giancarlo rivestirà il ruolo di “capitano non giocatore”, ricordando come il lungo stop per l’infortunio al piede sinistro e poi le 4 settimane di Covid abbiano frenato la condizione atletica di un giocatore sempre costretto a duellare contro avversari più stazzati nel ruolo di secondo lungo in cui l’aveva “reinventato” Attilio Caja. E l’apporto del cestista del 1988 va spesso al di fuori delle statistiche: nella stagione in cui l’OJM non potrà più contare sulla leadership in campo dei veterani Luis Scola e Toney Douglas, la capacità di Ferrero di dare l’esempio quotidiano tramite l’impegno e il lavoro sarà un valore aggiunto prezioso per lo spogliatoio. Lo stesso discorso aperto col capitano sarà portato avanti con Nicolò De Vico, ipotizzando di cambiare i termini del contratto attuale (un anno garantito fino al 30 giugno 2022) con in un biennale in modalità “allunga e spalma”: se le due operazioni andranno in porto, sarà Arturs Strautins l’indiziato al sacrificio puntando su uno straniero nello spot di ala piccola e cercando un lungo italiano di riserva con l’idea di spaziare nel novero dei giovani, allenabili e futuribili, particolarmente adatti ad Adriano Vertemati. Giuseppe Sciascia
  21. Il gioco delle coppie per l’Openjobmetis che verrà. In vista della nuova stagione che partirà il 26 settembre, ecco lo stato dell’arte dei 10 spot da occupare per il team biancorosso, ferma restando la volontà di mantenere la formula regolamentare con 5 italiani e 5 stranieri. Play: le certezze Ad oggi è il ruolo più coperto, se Michele Ruzzier - come ribadito dal giocatore triestino a Prealpina - avrà ancora in mano le chiavi della squadra, e alle sue spalle Giovanni De Nicolao proverà a mettere a frutto la cura Vertemati dopo la crescita costante nel corso della stagione d’esordio in serie A. Al momento non c’è sentore di alcun intervento nel reparto play, possibile il coinvolgimento in pianta stabile del 19enne Matteo Librizzi per un trio di registi tutto italiano. Guardie: le chiavi Toney Douglas è stato l’uomo decisivo - nel bene e nel male - della “Bullo’s Band”: quando ha trovato il giusto equilibrio con Ruzzier l’Ojm ha iniziato a girare. Servirà un’alternativa più costante e possibilmente più fresca (al momento non percorribile la suggestione Adrian Banks, che viaggia oltre quota 200mila dollari) per un giocatore che possa fungere da riferimento offensivo e secondo costruttore di gioco. Alle spalle o al fianco Varese potrebbe rivolere Anthony Beane, che da sesto uomo ha dato equilibrio difensivo ed imprevedibilità offensiva: se accetterà il ruolo la conferma è possibile, altrimenti si dovrà trovare un’alternativa, non escludendo l’opzione Giordano Bortolani che però vorrebbe avere minuti e responsabilità da protagonista. Ali piccole: lo snodo Il titolare dell’Ojm 2020/21 è stato Arturs Strautins, anche se spesso nell’ultimo terzo di stagione Varese ha chiuso le partite con i tre piccoli Ruzzier, Douglas e Beane. Per alzare l’asticella l’ipotesi al vaglio sarebbe quella di puntare su uno straniero in grado di garantire vigore ed atletismo: significherebbe chiedere all’ala lettone di accettare un “declassamento” uscendo alla panchina per sfruttare la sua duttilità da cambio sia dell’ala piccola che dell’ala forte. Ruolo per il quale sarebbe già in corsa Nicolò De Vico, sacrificato nella seconda metà del 2020/21 ma non per questo escluso dai programmi del club biancorosso, avendo già dato dimostrazione di accettare il ruolo - qualunque esso sia - all’interno delle gerarchie. Ali forti: le coppie Jalen Jones ha sostanzialmente superato i test fisici e medici di questi giorni, ora la decisione diventa tecnico-tattica: l’ala texana può dare energia e vigore sullo stile dell’ex trentino Dominique Sutton, il dubbio è quando sarà al 100 per cento dell’atletismo dopo la sua lunga inattività, ma il giocatore avrebbe le caratteristiche adatte al basket dinamico di Vertemati e potrebbe far parte del gruppo. Per il ruolo di cambio in corsa capitan Ferrero (quotazioni della permanenza in ascesa?), Strautins e De Vico: tutti “4/3” - Jones compreso – con la necessità di avere uomini d’area a protezione del pitturato. Centri: i pilastri John Egbunu non è ancora fuori dal radar biancorosso, ma la questione degli incastri potrebbe penalizzare il nigeriano: esaurire i 5 slot stranieri per tre esterni e due ali presupporrebbe la necessità di puntare su un centro di riserva italiano, magari giovane e “lavorabile” dal nuovo coach. Il centro del 1994 ha prodotto 24,3 minuti di media nelle 12 gare del 2020/21, verosimile che l’Ojm cerchi un elemento più pronto (modello Jeremy Simmons e i suoi 34,2 minuti del 2019/20) se questo sarà l’incastro. Se invece Beane non resterà e Bortolani sarà prendibile, si valuterà un simil-Morse ed Egbunu potrà tornare in corsa. Con la trazione posteriore straniera ed eventualmente Jones, il pivot sarà comunque il pilastro della difesa percorrendo il filone dei vari Cain e Simmons prima del nigeriano volante. Giuseppe Sciascia
  22. Salgono le quotazioni della conferma di Jalen Jones come primo straniero dell’Openjobmetis che verrà. Gli esiti dei test effettuati dal preparatore biancorosso Silvio Barnaba e delle visite dal dottor Rodolfo Rocchi (il luminare di Reggio Emilia che lo ha operato a dicembre 2020 al tendine d’Achille) hanno riscontrato un completo recupero dall’infortunio e una condizione atletica comunque soddisfacente sette mesi dopo l’intervento. L’ala texana ha svolto anche qualche esercizio col pallone all’Enerxenia Arena assieme agli italiani sotto contratto tornati a lavorare martedì con gli assistenti Cavazzana e Seravalli. L’entusiasmo e la voglia di tornare in campo sono al 101 per cento, come già evidenziato dalle Stories pubblicate dal giocatore sul suo account Instagram da qualche settimana a questa parte. Se da una parte il recupero fisico è completo, serviranno però altri due mesi di intenso lavoro per ritrovare il 100 per cento della reattività e dell’esplosività che Jones aveva mostrato a novembre 2020 al suo sbarco a Varese. Il gap nei parametri dinamici è fisiologico dopo un infortunio come quello riportato dall’ex Vitoria che, proseguendo sui ritmi attuali, dovrebbe comunque essere pronto per l’eventuale raduno attorno a Ferragosto e completamente recuperato in vista del via al campionato a fine settembre. Sul piano fisico, comunque, Jones è abile. Che poi sia anche arruolabile lo si stabilirà entro metà luglio, quando scadrà l’escape dal contratto per il 2021/22 stipulato dall’Openjobmetis lo scorso autunno. Nel processo decisionale sarà ovviamente coinvolto anche Adriano Vertemati, quando il coach di Cornaredo potrà finalmente insediarsi al timone dopo la conclusione dei playoff della Bundesliga con il Bayern Monaco. Oggi Jones non è pronto per un 5 contro 5 a tutto campo, ma c’è tutto il tempo per tirarlo a lucido; chiaro che bisognerà correre il rischio di utilizzare uno dei cinque slot stranieri per un giocatore agonisticamente inattivo dal 7 marzo 2020. Dunque, almeno in avvio, non si dovrà sovraccaricarlo di responsabilità cercando incastri con altri lunghi che possano dare minuti anche nello spot di ala forte (eventualmente cercando caratteristiche complementari nella scelta del centro titolare, o del suo cambio se sarà straniero come nel 2020/21). Se comunque, come pare assai probabile, l’Ojm deciderà di scommettere sulla voglia di rivalsa di Jones, darà un indirizzo chiaro alle altre scelte di mercato stranieri, mentre sul fronte delle ali italiane sarà un weekend di riflessione su molti aspetti. Giuseppe Sciascia
  23. L’Openjobmetis inizia a ragionare sul parco giocatori con vincoli contrattuali in attesa dell’insediamento di Adriano Vertemati. Dialogo concreto da aprire in settimana sul primo snodo in vista della costruzione della Varese che verrà: il club biancorosso ha 5 italiani senior sotto contratto e nella logica della squadra versione 2021/22 vuole “asciugare” le rotazioni a 4 promuovendo in prima squadra un giovane dell’Academy (quotazioni elevate per l’azzurrino Nicolò Virginio). Ma il discorso è più ampio rispetto alla semplice dicotomia fra Giancarlo Ferrero, vera bandiera dei tempi moderni con 6 anni di militanza e un peso sostanzioso in spogliatoio ma con 33 primavere sulle spalle e una escape leggerissima dal contratto per il 2021/22, e Nicolò De Vico, nella seconda metà della stagione passata “congelato” da Massimo Bulleri ma più fresco (classe 1994) e titolare di un contratto garantito eventualmente da transare in caso di addio. Ma il ragionamento è più ampio, legato anche a Strautins e Beane che nella seconda metà del 2020/21 fungeva da cambio anche del numero 3. Per una OJM performante che navighi verso la zona tranquillità e possa gettare lo sguardo verso i playoff l’assetto perimetrale Ruzzier, Beane, Strautins non è considerato sufficientemente competitivo: l’idea sarebbe proporre alla guardia Usa la conferma come sesto uomo dietro il sostituto di Douglas e un’ala piccola titolare. Che potrebbe non essere il lettone, considerando la sua duttilità nell’interpretare anche il ruolo di ala forte, con la possibilità di partire dalla panchina cambiando entrambi gli spot di ala. Ovviamente il tutto va pesato in funzione delle aspettative dei giocatori che dovranno eventualmente accettare di uscire dalla panchina (Varese e Beane hanno entrambi uscita al 30 giugno, Strautins ha escape per le coppe analoga a quella dell’accordo con Ruzzier). Altrettanto vero, però, che se Strautins occuperà la casella del cambio delle ali, lo spazio per Ferrero e De Vico - che hanno caratteristiche molto simili a quelle del lettone - sarà sostanzialmente ridotto all’osso. Insomma di tre giocatori con peculiarità da 4-3 o 3-4 ne resteranno due se Strautins sarà confermato titolare nello spot di ala piccola, o addirittura uno solo se prevarrà la logica dell’aggiunta di un altro straniero perimetrale da titolare. Insomma, gli snodi sono ancora parecchi e come sempre si deve ragionare ad incastri tra ruoli e passaporti: dando per scontata la conferma della formula con 5 stranieri e 5 italiani, e che tre slotdel quintetto - guardia, ala forte che potrebbe essere Jalen Jones e pivot - saranno a stelle e strisce, l’eventuale scelta dell’ala piccola straniera potrebbe spingere fuori Beane e aprire a un italiano da cambio degli esterni. Oppure, con Beane confermato, potrebbe generare la necessità di un lungo italiano di riserva. Così come l’eventuale planata di Milano su Ruzzier aprirebbe la necessità di cercare un altro italiano da quintetto. Giuseppe Sciascia
  24. L’Openjobmetis è pronta ad affidare ad Adriano Vertemati le chiavi del progetto pluriennale di crescita indicato da Rosario Rasizza come conditio sine qua non per rilanciare le ambizioni del club. Varese ha rotto gli indugi e preso la sua decisione sull’erede di Massimo Bulleri: l’uomo nelle cui mani la società biancorossa vuole affidare il timone è il 40enne coach di Cornaredo, attualmente vice di Andrea Trinchieri al Bayern Monaco. Il profilo di Vertemati, inizialmente indicato dal g.m. Andrea Conti come elemento ad hoc per sviluppare il capitale tecnico della Varese che verrà, sarebbe stato condiviso dalle altre figure dell’area tecnica Ojm. Sia il consigliere delegato Toto Bulgheroni che il futuro “socio d’opera” Luis Scola avrebbero dato l’ok per affondare il colpo ed affidare il mandato ad un tecnico emergente ed affamato come l’ex Treviglio. L’Openjobmetis ha scelto Vertemati, che però dovrà contraccambiare le attenzioni del club biancorosso: il coach due volte campione d’Italia con le giovanili di Treviso è in scadenza di contratto in Baviera, ma avrebbe la possibilità di rinnovare il rapporto insieme all’head coach che lo ha voluto con sé 12 mesi fa. Toccherà al 40enne allenatore decidere se accettare la sfida di iniziare un percorso pluriennale per provare a riportare Varese verso le zone nobili della classifica italiana, oppure restare al Bayern respirando nuovamente l’aria dell’Europa che conta dopo aver conteso fino all’ultimo secondo le Final Four di Eurolega a Milano? In soldoni, parafrasando Giulio Cesare: meglio il primo a Varese o il secondo a Monaco di Baviera? Di certo l’OJM non ha più dubbi, e vorrebbe avviare la fase delle negoziazioni con l’agente dell’oggetto dei suoi desideri, mettendo sul piatto un accordo con orizzonte temporale adeguato ai tre anni indicati dal main sponsor biancorosso per rifare grande Varese. Proprio la volontà di mettere a punto un ciclo a lungo termine ha rafforzato ulteriormente l’intendimento iniziale della dirigenza biancorossa nel volersi affidare ad un coach dal profilo considerato come perfettamente calzante alle caratteristiche ricercate dopo la decisione di non confermare Massimo Bulleri. Non significa che nelle idee dell’area tecnica dell’OJM Vertemati sia migliore di Meo Sacchetti, ma semplicemente è considerato più adatto del c.t. dell’Italbasket alle attuali strategie del club del presidente Vittorelli. Una scelta razionale senza farsi condizionare dal richiamo “di pancia” di una figura iconica per i tifosi come quella dell’ex bandiera della DiVarese degli anni ’80. Sviluppi attesi nei prossimi giorni, tenendo comunque conto degli impegni del coach milanese con il Bayern Monaco: i playoff della Bundesliga tedesca sono soltanto al secondo atto dei quarti di finale. Qualora filasse tutto per il verso giusto, l’eventuale operatività da nuovo head coach dell’OJM dovrà slittare fino a quando non avrà esaurito i suoi impegni della stagione 2020/21 con la società bavarese. Giuseppe Sciascia
  25. La Pallacanestro Varese non si è fidata a ripartire con Massimo Bulleri. La decisione di puntare su di lui dopo il traumatico e repentino divorzio da Attilio Caja, la fiducia sempre confermatagli anche nei momenti sportivamente più neri della stagione appena trascorsa, gli apprezzamenti pubblici una volta conquistata la salvezza: tutto questo non ha avuto più peso quando le bocce si sono fermate e il gioco ha lasciato il posto a una riflessione profonda. Sfociata, nel pomeriggio di oggi, nella decisione di dire addio al coach di Cecina dopo solo nove mesi di rapporto, sfruttando la clausola d’uscita del contratto firmato a settembre 2020. Una risoluzione a sorpresa, tenendo conto di quanto sopra scritto e di un borsino che nelle ultime ore era parso addirittura in ascesa per il Bullo. Non era così. Perché i dirigenti biancorossi - in primis Andrea Conti - di dubbi sul conto di quello che ora è diventato l’ex condottiero ne avevano invece parecchi. E hanno infine optato per il divorzio, dopo aver ottenuto il bene placito del consiglio d’amministrazione e non senza una certa inquietudine interiore, immaginiamo soprattutto di Toto Bulgheroni, anima della scommessa Bulleri l’anno scorso. E proprio da quel momento bisogna partire per cercare di comprendere i motivi della scelta odierna. Varese affidò la panchina a un ex giocatore (e a una persona) molto stimato ma senza alcuna esperienza da capo allenatore, consapevole di correre gli ovvi rischi del caso. Fu tuttavia una decisione da prendere in fretta e furia, nell’imminenza dell’addio ad Artiglio e con una stagione già iniziata da portare avanti: si chiusero gli occhi e ci si buttò, spinti dall’istinto e dalla considerazione. Oggi è tutto diverso: c’è il tempo sia per programmare, sia per porre le basi necessarie a non rischiare più come invece accaduto nell’ultimo campionato. Qui sta il punto. Varese ha riconosciuto a Bulleri l’oggettivo traguardo della salvezza, raggiunta in modo non scontato, ma ne ha valutato anche l’intero cammino, fatto pure di errori e incertezze nella gestione complessiva e in quella individuale dei giocatori, a pagare un’inevitabile inesperienza. Che è la parola chiave: ora Varese non vuole più essere a repentaglio, vuole un professionista più formato, vuole evitare di vivere un’altra annata tribolata, consapevole che il prossimo anno le retrocessioni saranno come minimo due e che il budget a disposizione ancora una volta non permetterà voli pindarici. E in virtù di queste volontà è allora disposta anche a sconfessare ciò in cui per mesi ha creduto. Eccole le ragioni principali del mancato Bulleri bis. Non le uniche: dietro c’è anche la strada che porta al futuro extra parquet della società. E quindi a Luis Scola. Come anticipato da VareseNoi, il quattro volte olimpionico tratterà nei prossimi mesi con l’attuale proprietà le condizioni per il suo ingresso nel capitale varesino e, con ogni probabilità, anche nel consiglio d’amministrazione. Fonti interne al club hanno in più occasioni fatto intendere che il gradimento de El General verso il Bullo non fosse ai massimi: pare allora così inverosimile che possa aver dato un parare negativo, qualora interpellato, su una sua riconferma? La risposta è no. Anzi: la deliberazione comunicata oggi non va che a dimostrare che il futuro della Pallacanestro Varese parlerà argentino. Mancherebbe solo un tassello: quello che domani farà sapere al mondo l’attuale main sponsor… Chi al posto del Bullo, però, ora? Prima dei nomi, le pregiudiziali. Varese vuole un allenatore con cui costruire, che punti a migliorare i giocatori attualmente sotto contratto (Ruzzier, Strautins, De Vico, De Nicolao e Ferrero) e quelli che verranno cercati su un mercato che consentirà di puntare su atleti non troppo costosi ma migliorabili con il tempo e con il lavoro. Quest’anno è accaduto solo in parte: i casi Strautins (progressivamente sempre meno considerato in corso d’opera) e De Vico (a un certo punto escluso dalle rotazioni) sono lì a testimoniarlo. Il prescelto dovrà sposare in pieno il progetto tecnico societario, che prevede tra l’altro la rinnovata adesione alla formula regolamentare del “5+5” (cinque giocatori di formazione italiana più cinque stranieri). Due o tre le opzioni ora valutate, con in comune l’esperienza sul campo. La prima conduce a un coach maturo, nella fattispecie a Meo Sacchetti, suggestione che a tempi alterni si è spesso incrociata con i destini biancorossi. La seconda, invece, recherebbe a un professionista più giovane ma in ascesa: potrebbe trattarsi di Adriano Vertemati, per nove anni a Treviglio e nell’ultima stagione vice di Andrea Trinchieri al Bayern Monaco. Un’ultima condizione: il nuovo allenatore non dovrà costare troppo… Fabio Gandini
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