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  1. L’Openjobmetis saluta positivamente l’ufficialità dello sbarco a Torino di Larry Brown. La nomina del nuovo coach dell’Auxilium dovrebbe sbloccare l’impasse sulla posizione di Antonio Iannuzzi: l’elemento più desiderato da Attilio Caja per aggiungere un italiano di qualità alle rotazioni, legato al club piemontese per la prossima stagione con opzione per il 2019/’20, non fa comunque più parte dei piani futuri della società del presidente Antonio Forni. Ma prima di poter intavolare concretamente una trattativa con il ventisettenne pivot avellinese, servirà che Torino e il giocatore trovino una intesa per la separazione consensuale alla luce del contratto a sei cifre abbondanti con scatti salariali a salire nell’estate 2017 dopo l’esplosione a Capo d’Orlando (8,7 punti e 4.2 rimbalzi all’esordio in serie A dopo tre stagioni consecutive a Omegna) che lo rende attualmente fuori portata per qualsiasi acquirente. Ossia a oggi Varese e Brindisi, al momento le uniche due “contendenti” per il centro entrato lo scorso anno nel giro azzurro di Meo Sacchetti (debutto in Nazionale nel novembre 2017 a Torino): all’Happy Casa il lungo cresciuto alla Mens Sana Siena ha disputato gli ultimi tre mesi del 2017/’18 (6,8 punti e 4.5 rimbalzi in 18 minuti medi) e Frank Vitucci vorrebbe affidargli il ruolo di cambio di due stranieri. L’Openjobmetis confida invece nell’appeal di Attilio Caja nei confronti del lungo del 1991, già allenato ai tempi della Nazionale Sperimentale, e nell’intesa tecnica già sperimentata due anni fa a Capo d’Orlando tra Dominique Archie e il centro irpino. Di certo Varese farà il possibile per assicurarsi le prestazioni di Iannuzzi, che ha l’età e il potenziale per rappresentare l’acquisto italiano di maggior spicco dai tempi di Achille Polonarae Andrea De Nicolao nel 2012. Anche perché le alternative scarseggiano: se si vuole puntare su un terzo lungo italiano in grado di dare 12-15 minuti di riposo a Cain e giocare anche qualche minuto con il centro del Minnesota (già a Capo d’Orlando infatti Iannuzzi aveva spazio anche in ala forte), il mercato non offre praticamente più nulla. Troppo interno Daniele Magro, comunque già promesso ad Avellino; esclusa l’idea Jakub Wojchiekowski che resterà in Polonia dopo aver vinto il titolo all’Anwil, improponile il ritorno di Luca Campani (che comunque ha svolto una pulizia di routine del ginocchio destro, quello non operato nel 2017), troppo perimetrale - e troppo caro - Raphael Gaspardo che è conteso tra Reggio Emilia e Torino. Dunque non esiste un piano B sui lunghi italiani, in caso di fumata nera, bisognerà rivolgersi al mercato straniero puntando su un esterno italiano dalla panchina. Giuseppe Sciascia
  2. Dieci giorni di attesa per capire se Aleksa Avramovic sarà ancora la guardia titolare dell'Openjobmetis versione 2018/19. La clausola rescissoria a favore dell'atleta serbo contenuta nel contratto triennale stipulato dal d.g. Claudio Coldebella - il primo in assoluto siglato nell'era del dirigente veneto nel giugno 2016 - andrà eventualmente esercitata entro il 25 giugno; dopo quella scadenza il contratto diventerà garantito e qualsiasi acquirente dovrà eventualmente intavolare una trattativa con il club di piazza Monte Grappa. Possibilità che qualche "amatore" internazionale investa i 50mila euro del buyout prefissato per liberare "Avra" avendo pronta per lui una proposta pluriennale? Al momento non molte, quantomeno dall'Italia: le nuove regole di eleggibilità che hanno tolto i vincoli di passaporti per gli stranieri (da 3 extra e 4 europei a 6 stranieri liberi) hanno ridotto il valore del suo status da Bosman B. Che invece ha ancora appeal in Spagna, dove sono ammessi 2 soli extracomunitari e 6 europei; ma le big di Eurolega ed Eurocup al momento sembrano pensare più in grande. A oggi il dialogo con l'esterno del 1994 è costante, e il messaggio che Attilio Caja ha lanciato su queste colonne al giocatore balcanico sembra avere buone possibilità di trovare condivisione da parte dell'atleta. Esclusa la chance di un ulteriore rinnovo contrattuale rispetto all'accordo in essere, "Avra" pare sensibile alla possibilità di essere il punto di riferimento offensivo dell'Openjobmetis 2018/19: il ruolo da guardia titolare con responsabilità da primo terminale sembrano calzare a pennello ai desideri del mancino di Cacak. Che a meno di proposte "indecenti" nei prossimi 10 giorni potrebbe sposare nuovamente la causa biancorossa con l'obiettivo di completare il suo percorso triennale a Varese: un anno da protagonista sotto le Prealpi, stabilizzando il suo rendimento su livelli elevati come richiestogli da "Artiglio" dopo i 12,6 punti e 2,2 assist del 2017/18 (ma 16,3 punti tra ritorno e playoff, chiusi a quota 20,0), potrebbe lanciarlo tra i pezzi pregiati del mercato internazionale nell'estate 2019, quando sarà libero di scegliere eventualmente la sua destinazione futura senza più vincoli con il club di piazza Monte Grappa. La discriminante della partecipazione ad una manifestazione internazionale non sembra così vincolante sulla scelta di "Avra", anche se ovviamente l'esterno del 1994 preferirebbe una vetrina europea per consolidare il suo status anche in ottica Nazionale (inserito dal et. Sasha Djordjevic nella lista dei 24 da consegnare alla FIBA per gli impegni di fine giugno e inizio luglio). La conferma di Avramovic darebbe una svolta importante al mercato mettendo un primo punto fermo nel reparto esterni, e spingendo Varese alla ricerca di un playmaker che garantisca leadership e personalità prima ancora che punti (specialità della casa del serbo). Di sicuro il club di piazza Monte Grappa eserciterà le opzioni di uscita dagli 1+1 con Cameron Wells, Taj Waller e Tyler Larson aprendo la caccia ad un giocatore che dia l'impronta tecnica e caratteriale alla versione 2018/19 della compagine di Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  3. L’Openjobmetis inaugura con Dominique Archie la casella delle entrate del mercato 2018/19. Accordo raggiunto tra il club di piazza Monte Grappa e la trentenne ala statunitense, che tornerà in Italia con la maglia biancorossa dopo l’esperienza poco felice in Israele al Bnei Herziliya. Trattativa perfezionata velocemente dalla società di piazza Monte Grappa, che subito dopo la fine della stagione 2017/18 aveva riaperto il canale già percorso dodici mesi fa; Varese aveva provato Siim Sander Vene a restare in coppia con Tyler Cain, ma l’ala estone ha detto no alla proposta economica del club del presidente Vittorelli, mentre Archie – sondato immediatamente come alternativa all’ex Reggio Emilia – ha accettato l’offerta della società “prealpina” con l’entusiasmo di chi conosce il nostro campionato e la realtà tecnica ed organizzativa della società che ha scelto per il 2018/19. Nelle due stagioni disputate a Capo d’Orlando, il nuovo straniero biancorosso – sul quale si era informata anche Cremona - ha fatturato 13.5 punti e 5.9 rimbalzi col 52% da 2 e il 40% da 3; non solo intelligenza cestistica e capacità di stare in un sistema, che ne fanno l’uomo perfetto per il basket di Attilio Caja, ma anche buone doti realizzative nello spot di ala forte a fianco di un giocatore sostanzioso come Cain. Nelle idee dell’area tecnica varesina, Archie dovrà garantire alla causa biancorossa sostanza ed anche punti, dando la possibilità di sopperire alla partenza di Stan Okoye in termini di impatto offensivo e sotto i tabelloni. Messi al sicuro i due punti fermi nei ruoli interni, ora l’Openjobmetis ragiona sugli altri quattro pezzi vacanti nel puzzle del roster 2018/19: da individuare playmaker ed ala piccola stranieri che completeranno il quintetto base insieme ad Archie, Cain ed auspicabilmente Aleksa Avramovic, che nelle idee di dirigenza e staff dovrà essere la prima punta della Varese futura. Sugli altri due elementi della panchina bisognerà far combaciare gli incastri sui passaporti, visto che uno dovrà forzatamente essere italiano. Si attendono sempre le evoluzioni relative alla panchina di Torino – che ha scelto Matteo Soragna come team manager ma non ha affondato il colpo su Gianmarco Pozzecco, e oggi in pole position è balzato Pino Sacripanti – per capire a quali condizioni sarà disponibile Antonio Iannuzzi, mentre restano aperte le altre ipotesi italiane nel ruolo di cambio degli esterni – da Stefano Gentile, sul quale però c’è Sassari, a Fabio Mian che è conteso da Trento e Torino – per avere alternative da vagliare in caso di nulla di fatto con il centro del 1991 nell’ultima parte del 2017/18 a Brindisi. Vista l’importanza di allungare le rotazioni con un giocatore rodato e affidabile, Varese vuole comunque investire buone risorse per il necessario upgrade della panchina emerso come priorità evidente nel corso della serie playoff contro Brescia. A meno di clamorosi colpi di scena, il secondo acquisto del mercato 2018/19 avrà la bandiera tricolore sul passaporto; difficile però che gli incastri tra le tempistiche del mercato e del budget da definire possano generare novità imminenti. Giuseppe Sciascia
  4. Un italiano di valore per aggiungere qualità alle rotazioni e dare corpo ai sogni playoff. Il mercato "tricolore" è già terreno di caccia per tutte le big, e anche l'Openjobmetis sta muovendo le sue pedine per delineare le sue strategie in cerca di un rinforzo importante da aggiungere all'attuale trio Tambone, Ferrero e Natali. Per ora si tratta di idee e sondaggi, perchè comunque il budget ancora da mettere a fuoco impedisce mosse decise e definitive in un quadro generale comunque ancora molto ricco di incastri. Il piano A, non necessariamente il più fattibile, indirizza verso Antonio lannuzzi, preferito di Attilio Caja sin dalla primavera 2015 e già nel mirino di Varese ai tempi della partenza di Norvel Pelle verso Torino. Di mezzo c'è però un contrattone a sei cifre abbondanti che lega ancora il centro avellinese all'Auxilium: per questo, prima della scelta del nuovo coach torinese - difficilissimo Buscaglia, possibile Sacripanti o qualche sorpresa straniera - è escluso che la situazione possa sbloccarsi in un senso o nell'altro, escludendo comunque un rientro nei ranghi della Fiat del giocatore del 1991 alla luce degli interessamenti per Cusin o Crosariol del club piemontese. Le tempistiche non imminenti di Torino potrebbero aiutare una Varese che a sua volta ha bisogno di qualche settimana per calibrare in maniera precisa il budget; nel frattempo però lannuzzi piace anche ad altri (su tutte Brindisi che gli preferirebbe Zerini, troppo simile ad Archie e Ferrero per fare al caso di Varese, ma anche Brescia se salteranno i le prime scelte Cusin e Zerini). Per questo l'Openjobmetis considera con attenzione anche il piano B, che porta a cercare un esterno italiano utilizzan-do lo slot di sesto straniero per il cambio del pivot. In quest'ottica la pista più praticabile sembra quella che porta verso Stefano Gentile: la guardia-play del 1989, in scadenza con la Virtus Bologna, porterebbe in dote duttilità ed esperienza in un reparto guardie nel quale Varese confida di trattenere Avramovic (magari attraverso la vetrina internazionale in FIBA Cup, per la quale si cerca uno sponsor per l'Europa) e cerca un playmaker importante le cui caratteristiche saranno adeguabili a quelle di Tambone e dell'eventuale altro italiano. Al momento sull'atleta campano non ci sono piste calde (potrebbe essere un nome per Sassari che però è attiva su play e pivot straniero), restano però da capire i costi dell'operazione al cambio delle risorse disponibili per il club di piazza Monte Grappa. La variante sul tema esterni potrebbe essere quella di puntare su un giocatore meno perimetrale come Fabio Mian: la guardia-ala ex Pistoia, passata da Varese dal 2009 al 2011, avrebbe costi inferiori rispetto al maggiore dei figli di Nando, anche se per l'atleta del 1992 c'è una lunga lista di pretendenti (Torino, Sassari, Trento e la stessa Reggio Emilia) pur senza una proposta concreta. In questo contesto potrebbe aprirsi spazio salariale per una ulteriore scommessa dalla A2: il legnanese Matteo Martini, comunque concupito da Cremona e Brindisi, potrebbe essere una opzione, in caso contrario si provvederà con gli ultimi due contratti locali con Matteo Piccoli in cima alla lista delle preferenze se accetterà le condizioni economiche proposte da Varese rinunciando a qualcosa in più da Jesi per giocarsi la carta della serie A nella sua città. Giuseppe Sciascia
  5. L’Openjobmetis saluta Siim Sander Vene ed è pronta ad abbracciare Dominique Archie. La 31enne ala statunitense sarà con ogni probabilità il sostituto dell’atleta estone nello scacchiere tattico della Varese che verrà. Il giocatore ex Capo d’Orlando è vicinissimo all’accordo con la società di piazza Monte Grappa, che lo aveva avvicinato dopo il primo impasse nelle trattative per il rinnovo del contratto con l’uomo della svolta della seconda metà del 2017/18. Ma mentre le richieste di Vene non collimavano con le proposte del club prealpino, Archie ha preso in seria considerazione l’offerta economica biancorossa e l’operazione è ai dettagli in vista di una fumata bianca attesa a metà della settimana entrante. Il giocatore del 1987 era già stato sondato 12 mesi fa dall’Openjobmetis per occupare lo spot di ala forte titolare, ma la richiesta economica dopo l’ottima stagione disputata a Capo d’Orlando (13,7 punti più 5,5 rimbalzi, 1,0 assist, 1,0 stoppate e il 42% da 3) era stata considerata fuori portata da Varese che aveva ripiegato poi sulla scommessa Stan Okoye (ingaggiato al 50% della richiesta dell’atleta della Georgia). Archie aveva firmato in Israele al Bnei Herziliya per una cifra ancor più alta; ma la sua stagione 2017/18 non è stata felicissima (8,6 punti e 4,5 rimbalzi), complice un gruppo ricco di solisti nel quale il prodotto di South Carolina University ha faticato ad adattare le sue doti di elemento di sistema. Che al contrario lo rendono elemento molto adatto al basket di Attilio Caja, sia pur con qualche differenza rispetto a Vene: le capacità di facilitatore offensivo (una sorta di playmaker occulto) e leader della difesa dell’estone saranno una perdita importante, ma di fianco al confermato Cain nel ruolo di centro un’ala con atletismo e qualità balistiche come Archie può comunque dare garanzie importanti. Rispetto a Vene garantisce sulla carta più punti ma soprattutto un maggior impatto a rimbalzo (7.9 e 3.2 rispettivamente le cifre stagionali dell’estone, il cui impatto però andava al di là delle pure statistiche); e questo è un aspetto importante per una Varese che oggi non ha alcuna certezza di poter nuovamente contare su Stan Okoye, che nel 2017/18 ha contribuito alla causa non solo con 15,1 punti ma anche con 7,5 rimbalzi di media (secondo solo agli 8,9 di Cain). Inoltre l’atleta del 1987 è ormai un americano “europeizzato” che conosce molto bene l’Italia: lo scelse Gianmarco Pozzecco nell’estate 2013 per l’A2 di vertice a Capo d’Orlando, lo confermo la Betaland per il 2014-15 dopo il ripescaggio estivo in serie A (13.2 punti e 6.3 rimbalzi nel suo primo assaggio del massimo campionato) salvo poi cederlo a salvezza acquisita in Belgio al Telenet Ostenda, nelle cui file Archie ha vinto due scudetti e una coppa nazionale (fu avversario dell’Openjobmetis nella prima fase della FIBA Europe Cup 2015-16). Nel 2016-17 il ritorno in Sicilia conquistando i playoff con la formazione di Gennaro Di Carlo, dopo la sofferta stagione in Israele Archie ha scelto di tornare nuovamente in Italia in un club e con un coach in grado di garantirgli la giusta collocazione e la giusta vetrina. Ed anche se per le certezze definitive sul fronte budget serviranno ancora 7-10 giorni, con l’operazione Archie ai dettagli l’Openjobmetis è pronta a dare un segnale forte di credibilità dei suoi programmi anche per la stagione che verrà. Se non ci saranno intoppi dell’ultima ora, la firma dell’ala statunitense con Varese inaugurerà ufficialmente il mercato 2018/19 per tutta la serie A italiana. La conferma di Cain e l’arrivo di Archie sono due bei regali per chi si è abbonato “al buio” a maggio... Giuseppe Sciascia
  6. Tyler Cain non lascia ma raddoppia. Il centro del Minnesota firmerà nelle prossime ore il rinnovo per le prossime due stagioni con l'Openjobmetis, chiudendo felicemente una trattativa avviata da un paio di mesi. Notizia decisamente positiva per tutti gli appassionati di Varese che hanno imparato ad apprezzare nel corso della stagione 2017/18 il mix di qualità tecniche ed umane del lungo del 1988. Giocatore poco appariscente ma molto sostanzioso, Cain ha saputo guadagnarsi con il passare dei mesi il gradimento dei tifosi del PalA2A, diventando uno dei beniamini dei fans biancorossi. Oltre ad essere la vera architrave del sistema di gioco di Attilio Caja, che attorno al pivot statunitense ha costruito difesa ed attacco: le cifre finali (9,4 punti più 8,9 rimbalzi e 1,5 assist) non danno il giusto rilievo alle capacità del centro ex Forlì di chiudere i varchi sugli aiuti difensivi e di fungere da regista occulto in attacco dove i suoi blocchi granitici sono stati spesso decisivi per i tiratori. Un annuncio che arriverà appena dopo la chiusura della prima tranche della campagna abbonamenti premiando con i fatti la fedeltà dei tifosi che hanno sottoscritto la tessera auspicando il rinnovo di Cain. E che rappresenta un primo ma importante segnale di continuità, chiave di volta per provare a puntare nuovamente in alto nel 2018/19 secondo le richieste del coach pavese. Negli anni scorsi Varese ha provato più volte a rinnovare gli elementi più apprezzati dalla stagione precedente - Eric Maynor nell'estate 2015, Chris Wright nel maggio 2016 e Christian Eyenga lo scorso anno- non riuscendo però a coronare i suoi sogni di inizio mercato. Stavolta il d.g. Claudio Coldebella si è mosso in largo anticipo e ha "cesellato" raccordo che accontenta entrambe le parti sfruttando la voglia di Cain di dare stabilità anche alla famiglia (accompagnato da moglie e figlioletto di quasi due anni che hanno gradito molto la permanenza a Varese). Dunque sul piano dei contratti mezza Openjobmetis versione 2018/19 è già in cassaforte; l'area tecnica biancorossa sta lavorando ad altri rinnovi a partire da quello di Siim Sander Vene, al momento però l'ala estone ha preso tempo per questioni legate alla vetrina internazionale al di là del discorso economico e si attende una decisione in tempi rapidi del giocatore del 1990. Oggi invece le porte del PalA2A si riapriranno per un allenamento che servirà a valutare altre due potenziali caselle da riempire per la stagione 2018/19. Un gruppo di 10 giocatori locali - il più noto è Matteo Piccoli quest'anno in A2 a Jesi, poi i prodotti del vivaio Calzavara, Lo Biondo e De Vita più altri elementi militanti in B come Pagani, Rosignoli, Marusic e Hidalgo più Bertoglio e Turano - svolgeranno un allenamento di prova con la prospettiva di occupare i ruoli di undicesimo e dodicesimo senior nel roster della prossima annata sportiva. Ancora incerta però la presenza di Attilio Caja, colpito da un grave lutto familiare (ieri ai funerali del suocero) con la possibilità di una seconda convocazione la prossima settimana se il tecnico pavese dovesse dare forfait. Giuseppe Sciascia
  7. Il mercato dell’Openjobmetis versione 2018/19 inizierà dagli italiani. O comunque dall’italiano – almeno uno, in attesa di capire l’entità definitiva delle risorse disponibili – in fase di individuazione per allungare le rotazioni della panchina nell’ottica del nuovo regolamento che imporrà dal prossimo campionato il passaggio da 7 a 6 stranieri. Tenendo conto della conferma del trio Tambone-Natali-Ferrero, le aree tecniche di ricerca sembrano circoscritte nei ruoli di guardia o guardia-ala e di centro, laddove nelle gerarchie finali del 2017/18 c’erano Tomas Dimsa e Mario Delas. In attesa di certezze sul fronte budget, il giro di orizzonti del d.g. Claudio Coldebella è servito per valutare disponibilità e costi con l’obiettivo di farsi trovare pronto quando dalla stanza dei bottoni della società arriveranno indicazioni definitive sulle risorse da investire per costruire il roster. Non è questione di ruolo, ma di disponibilità: se Varese sceglierà un esterno il cambio del pivot sarà straniero o viceversa. Posto che Varese non potrà comunque arrivare ai superbig Michele Vitali (piace ad Avellino ma resterà a Brescia), Pascolo (verso Trento) o Flaccadori (verso la Virtus Bologna), c’è bisogno di certezze economiche in tempi relativamente rapidi perché il mercato italiano offre un numero limitato di giocatori: un giocatore rodato come Valerio Mazzola – in uscita da Torino con un contratto a sei cifre - è già conteso tra Avellino e Brescia. E se si escludono giocatori che potrebbero parzialmente “coprire” gli spazi di quelli già in organico, come le ali forti Gaspardo e Zerini oppure i play Cournooh e Giuri, l’elenco dei papabili è relativamente corto. Si va dal veterano Stefano Gentile (ex Cantù e Virtus Bologna) all’ex biancorosso Mian (visto dal 2009 al 2011 a Varese, in uscita da Pistoia nel reparto perimetrale, mentre tra i centri italiani – considerando poco compatibile Andrea Crosariol con “Artiglio” - Antonio Iannuzzi sarebbe il candidato più gettonato (ma dovrà prima sbrogliare la matassa del contratto con Torino di cui comunque non fa più parte dei piani) e l’unica alternativa potrebbe essere l’ex tricolore Magroin uscita da Pistoia. A oggi non ci sono trattative in corso, perché senza definire con esattezza il budget è impossibile indirizzarsi su questo o quel profilo. Dopodiché, se le future “contenders” per i playoff 2018/19 che hanno bucato l’obiettivo nel 2017/18 schiereranno italiani come Polonara (vedi Sassari), Aradori, Baldi Rossi e forse Flaccadori (vedi Virtus Bologna), Poeta e qualche big sognando Fontecchio se non tornasse a Milano (vedi Torino), per ripetersi tra le prime otto servirà un’altra impresa se la panchina non sarà in grado di supportare lo starting five. Se il budget sarà analogo a quello di 12 mesi fa e Coldebella e Caja dovranno pescare ancora tra le scommesse della A2, l’obiettivo sarà analogo a quello dell’inizio del 2017/18. Se invece le risorse per la squadra saranno simili a quelle del 2016/17, un italiano di qualità – e magari un investimento su un giovane futuribile – sarebbero indispensabili per provare a riconquistare i playoff. Giuseppe Sciascia
  8. simon89

    OJM, chi resta e chi va

    La Varese che verrà tra quattro certezze, tre dubbi legati alle ambizioni ed alla vetrina europea e cinque addii stranieri. Ecco il borsino relativo alle prospettive dell'Openjobmetis versione 2018/19. CHI RESTA - Il trio italiano formato da Ferrero, Tambone e Natali è la base di ripartenza garantita sia a livello contrattuale (tutti e tre hanno un accordo valido per il 2018/19) che sul piano dell'opportunità: le nuove regole con uno straniero in meno (Varese passerà dal 3+4+5 al 6+6) inducono a tenersi stretti gli italiani dell'organico, che andrà piuttosto implementato con un elemento di valore (ipoteticamente un cambio del pivot o degli esterni, gli slot meno coperti nei playoff da Dimsa e Delas). Sul rinnovo di Tyler Cain c'è grande fiducia: nel puzzle corale del sistema Caja il centro del Minnesota è l'elemento più insostituibile per il suo elevatissimo quoziente intellettivo cestistico sui due lati del campo. Giocatore e famiglia apprezzano Varese a livello organizzativo e logistico, a meno di clamorosi colpi di scena sarà la prima certezza futura. I DUBBI - Stan Okoye non prenderà decisioni fino a luglio inoltrato: l'ala nigeriana aveva scommesso su se stesso a maggio 2017 accettando un contratto inferiore a quello di Udine per giocarsi la sua chance in serie A. Puntata vinta a mani basse potendo ora moltiplicare il suo valore rispetto a quello del 2017/18 (era lo straniero meno pagato dei 7 d'inizio stagione): il terzo miglior giocatore del campionato giocherà la Summer League di Las Vegas con una squadra NBA che vuole visionarlo e ha anticipato che non prenderà decisioni fino al termine dell'evento fissato al 17 luglio. Se poi non dovesse sfondare tra i pro, per tenerlo servirà comunque adeguare notevolmente il suo salario e lottare con altre realtà - italiane e straniere - per assicurarsi un giocatore che ora fa gola a molti. Certo, se Varese alzerà l'asticella delle ambizioni in Italia e si affaccerà in Europa sfruttando il diritto di giocarsi la Champions League conquistata sul campo, il solido rapporto con Attilio Caja potrebbe dare una chance ai biancorossi. Il tema Europa è considerato imprescindibile da Siim Sander Vene per considerare la permanenza in biancorosso: l'accoppiata tra l'ala estone e Cain è molto ben assortita e darebbe garanzie importanti di continuità, ma l'ex Kaunas e Nizhny Novgorod dà priorità alle squadre che giocano le coppe. E lo stesso discorso vale per Aleksa Avramovic: gli ultimi due mesi da star hanno acceso i fari sulla guardia mancina che potrebbe avere molto mercato in Spagna, una Varese dal respiro internazionale che gli garantisse nuovamente il posto da titolare potrebbe essere la vetrina giusta per esplodere definitivamente. Ma il buyout a 50mila euro non è eccessivo per chi ne ha apprezzato il mix di talento e personalità. CHI VA - Saluti in vista per i titolari del girone di andata Wells e Waller: Cameron non ha convinto in regia ma, in generale, ha mostrato un'indole da gregario rispetto alle aspettative da leader; il tiratore della Georgia è parso troppo alterno e monodimensionale legato alle medie dall'arco. Sicuro l'addio a Delas e Dimsa: il centro croato ha avuto qualche sprazzo ma ha fatto rimpiangere il suo predecessore Pelle; l'esterno lituano è stato utile soltanto in allenamento e mai in partita. Su Larson c'è ancora un punto interrogativo legato al budget: il play pescato in Belgio ha mostrato personalità e qualche numero, se però bisognerà alzare l'asticella ci sarà bisogno di un giocatore di maggior spessore. Giuseppe Sciascia
  9. Più risorse per garantire una continuità indispensabile per evitare la necessità di un altro miracolo. L'Openjobmetis ha chiuso col sorriso sulle labbra un 2017/18 al di là di ogni aspettativa, ma ripetersi in zona playoff col tredicesimo monte stipendi della serie A della stagione attuale richiederebbe il bis di una serie di congiunzioni astrali favorevoli tra il lavoro encomiabile dell'asse portante Caja-Coldebella-Bulgheroni e le cattive scelte di chi ha speso (molto) di più per ottenere (molto) di meno. Se il modello da seguire è quello della Germani Brescia 2017/18 con la conferma di coach e 4 titolari più volte indicato da Artiglio come quello da seguire, i rinnovi dei fratelli Vitali più Landry e Moss sono arrivati anche in funzione di un poderoso incremento (nell'ordine dei 650mila euro) della raccolta da sponsor da parte della squadra che ha appena eliminato Varese. Oggi società e ambiente sognano di rivedere in maglia OJM il maggior numero possibile di cardini dell'annata conclusa mercoledì tra gli applausi scroscianti del PalA2A. Ma ambizioni e danari - le une strettamente legate agli altri - faranno la differenza tra una Varese capace di blindare i pezzi pregiati e una costretta a battere nuovamente il sottobosco del mercato italiano ed europeo in cerca di altri giocatori affamati e disposti a sposare la cultura del lavoro cara a Caja. Al di là del trio italiano Tambone-Natali-Ferrero, oggi l'unico titolare che ha prospettive di permanenza vicine al 100 per cento è Tyler Cain. Probabilmente l'elemento meno sostituibile per dare continuità al sistema Artiglio - in particolare quello difensivo - ma anche quello meno visibile sul piano statistico, a differenza di Aleksa Avramovic e Stan Okoye. Il mancino serbo si è guadagnato ampiamente i galloni da titolare con l'ultimo mese e mezzo a quasi 20 punti di media; ma il suo mix di talento offensivo e voglia di emergere potrebbe far gola a qualche grosso club (in Italia o all'estero) interessata a scommettere sul suo potenziale dietro un buyout prefissato a 50mila euro. L'ala nigeriana, calato nei playoff dopo una regalar season da MVP biancorosso (e terzo in serie A...), vuole esplorare il mercato spagnolo (dove il passaporto gli vale ancora uno status vantaggioso) al di là del sogno NBA espresso su queste colonne attraverso una Summer League. Poi c'è il discorso Vene, chiave tecnica del ritorno da prima della classe: l'estone e Cain sono coppia affidabile e ben affiatata, ma per confermarlo non si può prescindere dalla vetrina intemazionale che l'ex Zalgiris (e lo stesso Avramovic) considerano pregiudizievole per affrontare discorsi futuri in salsa biancorossa. Per questo budget e relative ambizioni - con Europa o senza - sono la priorità da definire per verificare se la continuità del roster sarà effettivamente praticabile in funzione delle risorse. Poi toccherà alla troika formata da Caja, Coldebella e Bulgheroni operare di conseguenza sul mercato partendo dalla scelta del miglior italiano disponibile in qualsiasi ruolo da aggiungere per necessità nell'ottica del roster con uno straniero in meno per le nuove regole di eleggibilità della serie A 2018/19. Giuseppe Sciascia
  10. L’Openjobmetis e Tyler Cain sono pronti a dirsi di sì? La trattativa per il rinnovo del contratto del centro statunitense, che la società di piazza Monte Grappa sta portando avanti già da qualche settimana, sembra giunta alla fase decisiva. Domani, domenica 15 aprile, al PalA2A è infatti previsto l’arrivo degli agenti del centro biancorosso, che assisteranno alla partita contro Reggio Emilia: si attendono dunque risposte all’offerta di estensione dell’accordo in scadenza al 30 giugno 2018 che il club varesino ha già recapitato nelle mani dell’atleta. Non è ancora il momento delle firme, essendo in agenda una ulteriore discussione tra il d.g. Claudio Coldebella e i rappresentanti di Cain che dovrà definire i dettagli. Le sensazioni però sembrano indicare la possibilità concreta di una fumata bianca per il giocatore individuato come uno dei pilastri attraverso i quali garantire la continuità futura della versione 2017/’18 di una Openjobmetis entrata a suon di imprese nel cuore dei tifosi. Il centro del Minnesota è l’architrave del sistema difensivo di Attilio Caja che ne apprezza le qualità di uomo-squadra dentro e fuori dal campo al di là dei numeri nudi e crudi (9.0 punti, 9.0 rimbalzi e 1.4 assist; attualmente il lungo statunitense è il terzo rimbalzista e il terzo nella percentuale da 2 – 67,2% - in serie A). Se tutto andrà per il verso giusto si tratterà di un bel segnale in ottica futura per dare sostanza al progetto di costruire una Varese più competitiva sulla base dello zoccolo duro che ha ottenuto risultati superiori alle aspettative in questa stagione. Anche nelle scorse annate la società di piazza Monte Grappa aveva provato a “fermare” i pezzi pregiati delle precedenti rimonte salvezza; ma dal no di Chris Wright del 2016 a quelli di Anosike e soprattutto Eyenga di 12 mesi fa, il club biancorosso è stato sempre costretto a un restyling obbligato nei ruoli chiave del roster. Se come sembra Cain va verso la permanenza in biancorosso, tra un ritocco dell’ingaggio e il comfort offerto dall’ambiente di Varese all’atleta ed alla sua famiglia, sarà un segnale della credibilità - tecnica ma anche economica - dei progetti futuri del club. Più difficile - ma comunque non impossibile - trattenere anche l’altro pilastro Stan Okoye; però il desiderio delle nuove forze pronte ad entrare in società di alzare l’asticella delle ambizioni è certamente una carta in più da giocare anche nelle trattative in corso. Fra i quattro contratti già in essere (Ferrero, Tambone e Natali sul fronte italiani e Avramovic nel parco stranieri) e due offerte presentate agli attuali titolari nei ruoli di ala piccola e centro, la Varese 2018/’19 potrebbe essere già fatta per metà o più; e in ogni caso il rush finale verso il sogno playoff potrebbe dare risposte compiute anche su chi - come Larson e gli attuali ospiti del reparto infermeria Wells e Waller - ha opzioni (di vario genere) per la stagione futura. Se ne parlerà a bocce ferme e in funzione dei riscontri del campo; intanto però l’operazione Cain conferma che c’è un progetto e ci si sta lavorando. Giuseppe Sciascia
  11. È Tomas Dimsa il rinforzo individuato dall’Openjobmetis per supportare le ambizioni playoff nel rush finale del campionato 2017-18. La 24enne guardia-ala lituana è l’elemento che dovrà allungare le rotazioni della formazione di Attilio Caja, agendo da cambio di guardia ed ala piccola alle spalle di Aleksa Avramovic e Stan Okoye. La fumata bianca ancora non c’è, perchè serve il placet definitivo del Vytautas Prienu, la formazione lituana nelle cui file sta giocando (11,7 punti e 3.8 assist in 29,8 minuti di media), ma se non ci saranno intoppi dell’ultima ora nelle formalità burocratiche della mattinata, l’atleta baltico arriverà nel pomeriggio all’aeroporto di Malpensa, e dopo la visita medica di rito si allenerà con il gruppo già nel pomeriggio al PalA2A. Dunque la possibilità concreta, a meno di colpi di scena in extremis, è che Varese possa giocare con 7 stranieri domenica contro Reggio Emilia: Dimsa è cittadino UE e come tale non ha bisogno di visto per il tesseramento da depositare entro venerdì alle 11. Un giocatore pronto, rodato, allenato e disponibile ad accettare la proposta di Varese per dare una mano alla truppa di Attilio Caja nella sua rincorsa playoff: Dimsa è l’unico ad aver sposato la causa biancorossa con tutte le caratteristiche di cui sopra, dopo due giorni di febbrili sondaggi da parte del d.g. Claudio Coldebella (no dell’ex imolese Karvel Anderson, non liberato dai francesi del Bouzalac, mentre l’ex veneziano Dulkys – che ha un contrattone ad Istanbul – era fermo da 4 mesi). Rispetto al suo predecessore Cameron Wells, Dimsa ha caratteristiche più da finalizzatore che da costruttore del gioco; ma proprio questo andava cercando Attilio Caja, desideroso di aggiungere un esterno con capacità realizzative dall’arco in grado di dare minuti anche da ala piccola anziché un altro elemento perimetrale che potesse togliere minuti al trio Larson, Tambone e Avramovic. Mentre l’esterno statuntense sta concordando con la società il percorso per risolvere il problema al polso sinistro (prevista un’artroscopia per valutare l’entità del danno al di là della microfrattura emersa dagli ultimi esami): Wells resta infatti un capitale della società visto il contratto in essere anche per il 2018-19 sia pur con uscita per il club. Nel frattempo però Dimsa darà una mano a Varese per provare a coronare il sogno playoff, mettendosi subito a disposizione di Attilio Caja se il blitz in 48 ore di Claudio Coldebella andrà a segno in mattinata. Vista la necessità di ambientarsi in fretta in 5 partite dal margine di errore ristrettissimo (ai biancorossi serviranno 4 vittorie per centrare il posto tra le 8 protagoniste della corsa Scudetto), un europeo “affamato” con tanta voglia di mettersi in vetrina è stato preferito – e con tutte le ragioni del caso – alla scommessa su un “americanino” mai visto in Europa e bisognoso di ambientarsi nel sistema-Caja. Chiaro che Wells era un titolare dal rendimento garantito – quantomeno in difesa, non sempre in attacco – e Dimsa è un’aggiunta alle rotazioni dall’impatto tecnico diverso, responsabilizzando ulteriormente Avramovic che in queste ultime 5 gare dovrà dimostrare in maniera definitiva di valere il ruolo da guardia titolare per il 2018-19. In ogni caso Varese ha compiuto un extra sforzo economico (non certo imponente, ma comunque significativo aggiungendo i 6250 euro del tesseramento) a conferma del fatto che la dirigenza crede nei playoff e non vuole lasciare nulla di intentato per garantire ad Attilio Caja un roster almeno numericamente sostanzioso nella rincorsa finale all’ottavo posto. Giuseppe Sciascia
  12. simon89

    Wells ko, OJM sul mercato

    L’Openjobmetis apre ufficialmente la caccia al sostituto di Cameron Wells. La guardia statunitense ha purtroppo gettato la spugna: il problema al polso sinistro che l’ha tenuto ai box per la seconda volta a Capo d’Orlando - dopo aver saltato la gara dell’11 febbraio contro Brescia - ne ha sostanzialmente chiuso anzitempo la stagione a Varese. L’atleta del 1989 avrebbe optato per un intervento in artroscopia con l’obiettivo di risolvere una volta per tutte l’infortunio - frutto di un colpo subìto nel secondo tempo del derby del 5 febbraio a Desio - con cui ha convissuto negli ultimi due mesi. Dunque, la società di piazza Monte Grappa dovrà rivolgersi nuovamente al mercato in cerca di un sostituto: il team biancorosso ha ancora a disposizione due tesseramenti e un visto extracomunitario, ma si muove in spazi regolamentari assai angusti potendo ingaggiare soltanto giocatori provenienti dall’estero. Con appena cinque giornate da disputare (più eventuali playoff) serve un giocatore rodato e pronto all’uso, non solo sul piano della forma ma soprattutto per la capacità di entrare in fretta nel sistema Caja. Ciò esclude la lunga lista di talentuosi “sparatutto palla in mano” senza esperienza in Europa in uscita dalla G-League. Questione di adattamento, alla luce dei quasi due mesi impiegati da Tyler Larsonper ritagliarsi un suo spazio nel contesto del sistema, ma anche di gerarchie interne: l’evoluzione della stagione ha promosso sul campo Aleksa Avramovic come guardia titolare e allo stesso modo ha promosso Matteo Tambone come affidabile alter ego di Larson in regia. In pratica, il terzo e il quarto esterno nella rotazione a quattro per due posti sul perimetro hanno dimostrato con i fatti di poter scalare di una posizione. Quindi al posto di Wells si scandaglia il mercato per un giocatore dalla panchina che possa allungare le rotazioni dietro Avramovic e Okoye: più una guardia-ala che una guardia-play, in grado di garantire una ventina di minuti di sostanza e pericolosità balistica. La preferenza sarebbe per un giocatore europeo, meglio ancora se cittadino UE - dunque senza visto - con la possibilità di anticipare i tempi di tesseramento e inserirlo in extremis già per la sfida di domenica contro Reggio Emilia. Ma si tratta di un comparto poverissimo di piste praticabili, con la stragrande maggioranza di elementi non liberabili dai club che ne detengono i diritti contrattuali fino al termine della stagione (l’unico free agent, il tiratore anglo-australiano Chris Goulding, non brillò nel 2015/16 a Torino). Altrimenti si valuteranno statunitensi con esperienza europea, meglio ancora se italiana, tra i free agent della G-League, lega di sviluppo della NBA, e i campionati finiti o in fase conclusiva (già... saccheggiata l’Australia, qualcosa potrebbe uscire da Corea del Sud e Libano, mentre l’ex pistoiese Preston Knowles- che comunque non convinceva del tutto - ha firmato in Francia). Se non si riuscirà a compiere un’operazione lampo con un cestista europeo, le tempistiche del rilascio del visto faranno slittare l’arrivo del rinforzo per la gara del 22 aprile sul campo della Virtus Bologna. Giuseppe Sciascia
  13. Sarà Tyler Cain la prima conferma della Openjobmetis che verrà? Non siamo al momento delle firme, ma solo delle reciproche dichiarazioni di intenti che lasciano intendere disponibilità ed interesse a proseguire insieme il cammino. Ma se per rinnovare l'ormai conclamata superstar Stan Okoye servirà uno sforzo importante prima della fine del campionato, e non è detto che basti alla luce delle sue ultime prodezze contro Avellino e Sassari, il rinnovo del centro del Minnesota è una operazione che sembra offrire un percorso in discesa per la volontà di entrambe le parti. Evidente il desiderio della società di piazza Monte Grappa di dare continuità al rapporto con un giocatore apprezzatissimo sul piano tecnico ma soprattutto umano, uomo-squadra dentro e fuori dal campo il cui contributo va al di là di statistiche comunque sostanziose (8,6 punti più 9,1 rimbalzi, 1,4 assist e il 67% da 2; rispettivamente terzo nelle"carambole" e nella media di realizzazione). Cain è il perno del sistema difensivo costruito da Attilio Caja per la capacità di presidiare i cristalli e il pitturato e allo stesso tempo di comandare i compagni, mentre in attacco i suoi blocchi non vanno nello scout ma sono fondamentali per i tiratori ed i giochi a due con gli esterni. Il centro del 1988 possiede l'innata capacità di spremere il massimo da mezzi atletici non certo illimitati; classico giocatore che si vede (relativamente) poco ma si sente tantissimo, prova ne sia il fatturato da doppia doppia nelle 10 vittorie (10.7 punti e 10.4 rimbalzi) a fronte di quello nelle 13 sconfitte (7.0 punti e 8.1 rimbalzi). Che Cain sia il prototipo del giocatore allenabile e cestisticamente intelligente perfetto per il basket di sistema di Attilio Caja è acclarato. E che Varese sia una destinazione gradita al giocatore del Minnesota ed alla sua famiglia (moglie e figlioletto di poco più di un anno) è un fattore che gioca ovviamente a favore delle chances di intesa tra le parti. L'attuale disponibilità a parlarsi sulla base del reciproco feeling andrà approfondito concretamente nelle prossime settimane; ma dopo 7 anni di traslochi estivi alla fine di ogni stagione da professionista, Cain parrebbe sensibile alla possibilità di trovare stabilità lavorativa. Certo servirà un piccolo sforzo per premiare la scommessa su sé stesso effettuata dall'atleta statunitense nell'estate 2017, quando pur di tornare in Italia dopo l'esperienza in A2 nel 2013-14 a Forlì accettò un contratto a 5 cifre, inferiore del 25% rispetto all'ultimo salario francese allo Chalons-Reims. Ma in attesa che le parti si siedano al tavolo per ragionare sui numeri, sembrano esserci le condizioni giuste per mettere a segno il primo colpo del mercato 2018-19. Giuseppe Sciascia
  14. L'Openjobmetis si gode la stella nascente Stan Okoye, auspicando che le prodezze del suo leader conclamato non attirino attenzioni eccessive sul primo giocatore da cui ripartire dopo la conferma di Attilio Caja. La stellare prestazione contro Avellino (26 punti con 9/12 al tiro di cui 6/8 da 3 e 36 di valutazione) è valsa all'atleta del 1991 la palma di MVP assoluto della giornata numero 22; ma che l'atleta cresciuto a Virginia Military Institute sia l'elemento di maggior spicco del collettivo biancorosso balza all'occhio attraverso le classifiche di rendimento della serie A. Oggi la 26enne ala di passaporto nigeriano è presente tra i primi 10 in tre voci statistiche fondamentali: è il decimo marcatore della serie A (15.3 punti di media) e il quinto rimbalzista (8.0), ma soprattutto il quarto nella percentuale da 3 punti (42,1% su 5,5 tentativi a partita). Altrettanto evidente che sia proprio Okoye il giocatore sul quale la società di piazza Monte Grappa vuole provare a basare la continuità del roster, da aggiungere a quella dell' area tecnica Attilio Caja-Claudio Coldebella (il contratto del g.m. prevede escape a favore di entrambi al termine del 2017-18, ma la società non sembra avere alcuna intenzione di esercitare la sua facoltà). E proprio sull'ottimo rapporto tra il tecnico pavese e l'atleta statunitense si punterà per convincerlo a far parte della Varese 2018-19. È stato proprio "Artiglio" a voler fortemente puntare su Okoye, primo giocatore ingaggiato nella campagna acquisti della scorsa estate scommettendo sui due anni di maturazione in A2 e sulla voglia di emergere attraverso il lavoro del giocatore del 1991. Bravo dunque Okoye a cavalcare l'opportunità offerta da Varese, rinunciando al più lucroso rinnovo contrattuale proposto da Udine in A2 ed accettando un salario inferiore del 30% pur di giocarsi nuovamente la carta della serie A. Ma le ultime prodezze non rischiano di attirare attenzioni di club più munifici rispetto a Varese su un giocatore che con le attuali statistiche potrebbe far gola a realtà di livello più elevato? Intanto il passaporto nigeriano di Stan - che gli permette di giocare in quota europei con lo status di Cotonou player sarà meno pregiato nella prossima estate, viste le nuove regole di eleggibilità senza più vincoli di passaporto nella scelta dei 5 o 6 stranieri. Di sicuro l'OJM farà la sua mossa nelle prossime settimane, facendo una proposta che adegui il valore salariale di Okoye al suo rendimento sul campo. L'ala nigeriana era il meno pagato dei 7 stranieri di inizio stagione (ora ha "scalato" davanti a Vene, Larson e Delas), per trattenerlo servirà un adeguato ritocco dell' ingaggio mettendo sul piatto compiti da primattore che altrove potrebbe non avere. E ricordando il primo Stan del 2014-15, al netto dei progressi nel tiro e nella personalità, l'atleta nigeriano sembra più adatto ad un ruolo di quantità con responsabilità elevate piuttosto che ad un ruolo da cambio di lusso "sparando" tutto in pochi minuti. Ossia quelle mansioni da stella che la Varese del futuro sarebbe ben lieta di riaffidargli anche per il 2018-19. Giuseppe Sciascia
  15. Tre certezze italiane, due (auspicabili) certezze straniere, e 10 partite per riflettere sulle altre posizioni della Varese che verrà. Ultimo terzo di stagione 2017-18 utile anche per calibrare le scelte future nell'ottica della continuità fortemente voluta dalla "troika" Tota Bulgheroni, Claudio Coldebella e Attilio Caja. Regole e contratti alla mano, le posizioni più solide sono quelle dei tre italiani Giancarlo Ferrero, Matteo Tambone e Nicola Natali. Il capitano ha ulteriormente ribadito il suo valore da "mezzo titolare" (8,5 punti col 37% da 3 in 22,7 minuti) e la sua etica del lavoro ne fa un perfetto "leader by example". Il play romano, in forte ascesa per personalità e rendimento negli ultimi due mesi, è sin d'ora una scommessa vinta (5,1 punti e 1,6 assist in 16,2 minuti), mentre l'ala toscana dà garanzie in termini di affidabilità nel lavoro quotidiano. Sul fronte estero invece sono Stan Okoye e Tyler Cain i due elementi in cima alla lista dei rinnovi da discutere: l'ala nigeriana è stato finora l'MVP stagionale non solo nel rapporto aspettative-rendimento (14,6 punti e 8,2 rimbalzi col 38% da 3), la nuova regola senza più vincoli di passaporto sugli stranieri rende meno appetibile il suo status da Cotonou anche se per trattenerlo sarà necessario un adeguamento salariale (quest' anno era il meno pagato dei 7 stranieri). L'apporto del pivot del Minnesota va oltre statistiche comunque sostanziose (8,6 punti più 9,1 rimbalzi, 1,2 assist e 0.7 stoppate col 66% da 2) trattandosi del leader del sistema difensivo biancorosso e spesso e volentieri il regista occulto dell'attacco. E gli altri elementi del roster attuale? Qualsiasi scelta ulteriore passa dalle strategie di costruzione del roster tra 5+5 e 6+6: per adottare la prima formula che permette l'accesso al premio italiani non si potrà prescindere dall'aggiunta di un lungo "nostrano", nel secondo basterebbe un'altra scommessa italiana dalla panchina ma con l'aggravio di 40mila euro di luxury tax per il sesto straniero. Sulla base dello zoccolo duro di cui sopra e al netto della necessità di esplorare con attenzione lo spessore degli ultimi arrivati Vene e Delas, l'ideale sarebbe aggiungere qualità e soprattutto continuità sul perimetro. Cosa che finora nessuno tra Wells, Avramovic e Larson - tutti e tre con escape a fine stagione - ha saputo garantire. Eccessivo lo spread tra i 4-5 picchi di valore e le (troppe) prove in- colori per l'ex Giessen, mentre per guadagnarsi i galloni da titolale nello spot di guardia il mancino serbo dovrà stabilizzare il rendimento tra casa e trasferta (12,1 punti col 33% da 3 al PalA2A; 6.9 col 16% dall'arco in trasferta). E l'esterno prelevato da Liegi dovrà dimostrale il suo valore anche al cambio di un campionato più fisico come quello italiano (3.6 assist ma 6.4 punti col 28% da 2 contro i 18.1 col 55% del Belgio). Molto dipenderà però dalle risorse a disposizione: la Varese 2018-19 potrà permettersi uno o due investimenti da 150mila dollari in su per andare all'assalto del Tyrus McGee di turno, tanto per citare il nome di una guardia dal fatturato offensivo garantito? Giuseppe Sciascia
  16. La Pallacanestro Varese è pronta a ripartire da Attilio Caja per disegnare il futuro. Prove tecniche di rinnovo del contratto tra la società di piazza Monte Grappa e il tecnico pavese, architrave del progetto squadra della stagione 2017-18 che sta tenendo fede alle aspettative iniziali votate alla salvezza tranquilla. Dialogo in corso tra le parti per estendere l'accordo in scadenza al 30 giugno: l'obiettivo sembra quello di una estensione per le prossime due stagioni, dando continuità all'ottimo feeling sviluppatosi tra "Artiglio" e l'intero ambiente biancorosso negli ultimi 14 mesi. Sarebbe un segnale forte di continuità per un club che nel passato recente ha cambiato spesso in panchina: l'ultimo coach rimasto più di 2 anni sulla panchina di Varese è stato Ruben Magnano (nel riquadro) (dal novembre 2004 al giugno 2007...), mentre nel quinquennio post-Indimenticabili solo Paolo Moretti nel 2015-16 (ed eventualmente Caja nella stagione in corso) ha iniziato e finito la stagione sulla panchina biancorossa. Dopo l'operazione salvezza del 2016-17, Caja era stato il frontman di tutte le attività estive del club, dalla campagna abbonamenti alla promessa solenne di una squadra da battaglia compiuta davanti ai tifosi in occasione del raduno del 18 agosto. E non c'è dubbio che sono state le scelte del coach, di concerto con Claudio Coldebella e Toto Bulgheroni, a costruire l'Openjob-metis operaia capace di conquistare il cuore di Varese con le sue roboanti prestazioni casalinghe. Evidente che il roster 2017-18 sia figlio della cultura del lavoro tanto cara ad "Artiglio", ed altrettanto evidente il feeling tra il tecnico ed i giocatori, scelti proprio per la loro disponibilità a stare in palestra in un certo modo. Per questo il luogo comune del "Caja bravo solo in subentro" è stato cancellato dalla fortissima identità di un gruppo plasmato dal suo coach per esaltare le qualità dei singoli all'interno del sistema, nel quale però è proprio "Artiglio" il perno centrale del progetto tecnico. Il rinnovo di Caja sarebbe il primo passo in ottica futura per una Varese ancora non aritmeticamente certa della salvezza («Sarebbe un grave errore pensare di essere già salvi», parole e musica del coach proprio ieri su queste colonne) ma indirizzata comunque sulla strada giusta grazie al poker di vittorie precedenti alla pausa per Coppa Italia e Nazionali. Le prospettive future in termini economici sono tutte da verificare, ma l'aziendalismo di Caja nel far rendere al meglio le risorse tecniche ed umane disponibili è una garanzia in qualsiasi congiuntura. Significa altri due anni di vacche magre? Intanto le roboanti imprese deh'ultimo mese, accompagnate da presenze al PalA2A oltre i 4.000 spettatori, dimostrano che si può esprimere un basket divertente e vincente anche con un gruppo di "terzini". Inoltre la programmazione sulla base della continuità - della guida tecnica in primis, di conseguenza anche del gruppo con tanti giocatori già legati per il prossimo anno - è una chiave importante per provare a scalare la classifica costruendo qualcosa di duraturo anche senza investimenti roboanti... Giuseppe Sciascia
  17. simon89

    Delas domani a Varese

    C'è anche il crisma dell'ufficialità per l'arrivo di Mario Delas a Varese. L'annuncio è arrivato a metà della giornata di ieri per ratificare formalmente l'approdo in maglia biancorossa del 28enne centro croato di 207 centimetri per 100 chili. L'atleta del 1990, grandissima promessa a livello giovanile (fu addirittura MVP dei Mondiali Under 19 del 2009 nei quali portò la Croazia alla medaglia di bronzo) con trascorsi in Eurolega allo Zalgiris Kaunas e al Cedevita Zagabria (per qualche mese nel 2015-16 anche con Gianmarco Pozzecco e Veljko Mrsic prima di trovare squadra al Kalev Cramo in Estonia), arriverà domani in città e sarà a disposizione di Attilio Caja da lunedì pomeriggio. Claudio Coldebella racconta così il motivo che ha portato alla scelta dell'ex capitano di Capo d'Orlando (8.3 punti e 5.0 rimbalzi in 51 partite disputate con la maglia della Betaland: «È un giocatore che avevamo già seguito nell'estate 2017, apprezzandone l'elevata conoscenza del gioco e la capacità di stare all'interno di un sistema. Mario conosce già il nostro campionato, avendo necessità di un elemento per 3 mesi e almeno 11 partite abbiamo puntato su un giocatore pronto, allenato e rodato che per tutte queste ragioni riteniamo possa fare al caso nostro. Sicuramente ha caratteristiche del tutto differenti rispetto a Pelle, ma crediamo che possa rendersi utile alla nostra causa con le sue capacità di stare in campo». Delas ha firmato un accordo fino al 30 giugno, stesso periodo del rapporto che legherà Antonio Iannuzzi a Brindisi: il centro in uscita da Torino, che Varese aveva provato ad ingaggiare al posto di Pelle salvo dover poi ripiegare per motivi burocratici ed economici, andrà in prestito all'Happy Casa (soluzione scartata da Varese, che lo voleva solo nel caso della possibilità di rilevare il contratto per il 2018-19) dove sostituirà Cady Lalanne. Infine l'assemblea della Pallacanestro Varese svolta giovedì ha ratificato formalmente la copertura delle passività per la stagione 2016-17 archiviando definitivamente il bilancio della stagione passata. Giuseppe Sciascia
  18. Manca solo l'annuncio per la firma del lungo croato Manca solo l'annuncio per la firma di Mario Delas con la Pallacanestro Varese. Superati nella serata di ieri gli ultimi ostacoli burocratici per liberare l'atleta croato da Capo d'Orlando: il giocatore del 1990 rescinderà formalmente oggi l'accordo con la Betaland e saia libero di firmare un nuovo contratto (scadenza 30 giugno 2018 ma con opzione per il 2018/19) con il club biancorosso, che potrà ingaggiarlo da free agent senza versare buyout al precedente club. Alla luce dell' impasse per 24 ore nel corso della trattativa, la società di piazza Monte Grappa ha provato a sondare nuovamente la pista Antonio Iannuzzi dopo che il centro avellinese (proprio ieri convocato nuovamente in azzurro dal et. Meo Sacchetti a causa dei problemi fisici di Crosariol) era stato messo fuori rosa dall' Auxilium Torino. La disponibilità a cedere il lungo del 1991 a titolo definitivo, e non solo in prestito, avrebbe potuto cambiare i termini della questione anche dopo la definizione del passaggio di Pelle a Torino dietro versamento di un buyout. Ma i costi dell' operazione, limitatamente all'ingaggio dell'azzurro, erano oggettivamente fuori portata per la società biancorossa. Non tanto per l'importo residuo dello stipendio della stagione 2017/18, che avrebbe comunque portato Iannuzzi ad essere il giocatore più pagato del roster biancorosso; inoltre ci sarebbe stato da considerare anche il costo supplementare per la necessità di tesserare pure uno straniero per rispettare il vincolo dei 7 contratti depositati imposti da un regolamento incredibilmente bizantino. Ma il problema vero era relativo all'entità del contratto per il 2018/19, che tra netto e lordo avrebbe comportato un costo-azienda da un quarto di milione di euro. Troppo per un club come Varese, dopo una lunga serie di risanamenti dei conti alla vigilia di mesi importanti per un riassestamento della governance della società, che al momento impedisce di assumere impegni gravosi oltre l'orizzonte temporale del 30 giugno. Il conto finale del mercato di riparazione, tra il risparmio nel cambio Hollis per Vene, il buyout ottenuto per Pelle (che supera l'entità della cifra versata per liberare Larson da Liegi) rispetto al costo zero del tesseramento di Delas e il risparmio contributivo della transazione per Waller, dovrebbe generare un risultato economico finale in sostanziale parità anche a fronte dell'addizione Larson. Evidente, dunque, che la cessione di Norvel Pelle non è avvenuta per far cassa (la contropartita economica versata dalla Fiat pesa appena più del 6 per mille del budget totale del 2017/18...); ma a fronte della richiesta del giocatore di approdare in una vetrina considerata migliore come Torino, spinto principalmente dalla sua agenzia americana che già nell'estate 2017 lo aveva offerto ai quattro angoli d'Europa, Varese non ha potuto opporsi alla volontà dell'atleta. Di conseguenza Delas, giocatore che non eccita la fantasia dei tifosi ma certamente tagliato dal sarto per entrare senza scossoni nel sistema-Caja, ha rappresentato un'occasione colta al volo in un mercato comunque poverissimo di alternative con passaporto europeo. Giuseppe Sciascia
  19. simon89

    Via Pelle, c’è Delas

    Prima il derby contro la Leonessa, poi l’ultimo atto del mercato di riparazione della stagione 2017-18. La Pallacanestro Varese è pronta ad operare il terzo cambio in corsa dopo il match di domani sera: mancano ancora le firme e i dettagli burocratici che verranno formalizzati lunedì, ma a meno di clamorosi colpi di scena Norvel Pelle si trasferirà a Torino dietro versamento di un buyout, e a sostituirlo arriverà Mario Delas da Capo d’Orlando. Dopo il primo cambio tra Damian Hollis e Siim Sander Vene effettuato per necessità tecniche e il secondo tra Antabia Waller e Tyler Larson a causa di un infortunio, stavolta è stata una situazione non dipendente dalla volontà della società di piazza Monte Grappa a creare i presupposti per modificare il roster. L’offerta della Fiat – tra contratto per il prossimo anno e migliori prospettive di classifica – ha evidentemente allettato Pelle, che debutterebbe in Coppa Italia con il club piemontese ancora lanciato all’inseguimento dei playoff. A questo punto Varese ha cercato di trasformare un potenziale problema in opportunità: a livello economico c’è la contropartita del buyout, che ripagherà virtualmente il costo del suo sostituto. A livello tecnico il cambio Delas per Pelle è quanto di più antitetico possa esistere nell’attuale panorama della serie A; il 27enne lungo croato (8,3 punti e 5,0 rimbalzi in 50 partite disputate in Sicilia) è un giocatore con tecnica e visione di gioco (1,2 assist di media a Capo d’Orlando), dotato di un buon tiro frontale e di intelligenza cestistica che lo rende un “facilitatore” della manovra, ma di certo il coefficiente atletico è opposto a quello del caraibico. Varese perderà il suo miglior intimidatore a centroarea (1,1 stoppate in poco più di 16 minuti) in favore di un giocatore molto meno esplosivo ma anche meno alterno, con molti meno picchi di adrenalina pura ma anche meno sbalzi di rendimento. In un anno e mezzo a Varese Pelle ha mostrato grande potenziale espresso solo in parte, col legittimo dubbio sulla possibilità di evolversi rispetto all’attuale dimensione da specialista di lusso. Per questo potrebbe essere un affare cederlo in cambio di un buyout a 4 mesi dalla scadenza di un contratto che non sarebbe mai stato rinnovato: il giocatore ha aspettative economiche e di vetrina molto superiori già inseguite senza successo nell’estate 2017, d’altro canto però non ha dato sufficienti garanzie a Varese per poterci scommettere come centro titolare. E la soluzione Delas – giocatore di scuola europea con tecnica e conoscenza del gioco – sembra la più funzionale al gruppo attuale, sfruttando le 3 settimane di pausa per Coppa Italia e Nazionali per entrare senza traumi nel sistema Caja. Giuseppe Sciascia
  20. Norvel Pelle resta un giocatore della Pallacanestro Varese. Almeno fino a lunedì prossimo. Respinto l'assalto di Torino, che voleva prelevare immediatamente il giocatore caraibico, tesserarlo già questa mattina e schierarlo domenica a Pesaro per sopperire ai problemi fisici del centro titolare Mbakwe. Questione di necessità tecnica per Attilio Caja in vista del derby contro la capolista Leonessa Brescia, ma anche di esigenze regolamentari: avendo scelto la formula con 7 stranieri, Varese deve sempre avere depositato altrettanti contratti di giocatori non di formazione italiana, e cedendo Pelle senza tesserare un sostituto entro le 11 di oggi (operazione impossibile in meno di 24 ore) sarebbe incorsa in una sanzione di 50mila euro. Dunque tutto rinviato alla pausa per la Coppa Italia, sempre che la Fiat sia ancora interessata e non trovi alternative al lungo di Antigua e Barbuda. Se ne riparlerà eventualmente lunedì, e solo alle condizioni di Varese: ossia un buyout, al momento né discusso né quantificato, perché i rapporti tra le parti li sta tenendo soltanto l'agenzia che rappresenta Pelle. E l'ipotesi di uno scambio tra il caraibico ed Antonio Iannuzzi? Soluzione tanto allettante quanto improponibile, per diversi motivi. Il primo riguarda il sì dell' atleta: Torino ha ventilato l'ipotesi di una contropartita tecnica senza consultare giocatore ed agente, che gradirebbero invece una diversa soluzione con possibilità di un ruolo da titolare (Cremona?). Il secondo è relativo alle differenza dei passaporti, dell'importo e della durata dei due contratti: Iannuzzi ha un salario a sei cifre (rateo mensile superiore circa del 30 per cento rispetto a Pelle) e soprattutto un accordo con stipendio a salire per il prossimo anno con opzione per il 2019-20. Inoltre, le regole FIP vietano il passaggio in corsa dallo schema 3+4+5 al 5+5: per rispettare l'obbligo dei 7 stranieri Varese dovrebbe comunque ingaggiare un altro giocatore non formato in Italia (con relative spese per tesseramento e stipendio). Anche riuscendo a convincere il giocatore attraverso i buoni uffici di Attilio Caja, che lo ebbe con la Nazionale Sperimentale nel 2014-15, l'operazione avrebbe un senso in chiave futura solo nell'ipotesi in cui il club di piazza Monte Grappa fosse in grado di rilevare interamente il suo (oneroso) contratto pluriennale. L'ipotesi di un prestito fino al 30 giugno - se come sembra Torino non è intenzionata a rinunciare a Iannuzzi in chiave futura -non porterebbe alcun vantaggio oltre all'aggravio di costi legato alla necessità "burocratica" del settimo straniero. Pertanto Varese, che non ha fretta né desiderio di cedere Pelle, resta alla finestra in attesa di sviluppi. Il lungo caraibico si è regolarmente allenato con la truppa di Attilio Caja nella doppia seduta di ieri in preparazione della sfida di domenica contro Brescia. Se poi il derby contro la Leonessa sarà la sua ultima partita in maglia biancorossa, dipenderà dalla capacità dell'Auxilium di convincere Varese che la partenza di Pelle (e la relativa sostituzione con Mario Delas, nel riquadro) può essere un affare anziché un problema. Giuseppe Sciascia
  21. simon89

    Larson per il derby

    Arriva Tyler Larson, Damian Hollis se ne va. Chiuso definitivamente il mercato di riparazione della Pallacanestro Varese con la conclusione dell'operazione per prelevare da Liegi il nuovo play-guardia statunitense, e l'accordo per la risoluzione del contratto con F ala di passaporto ungherese che oggi dovrebbe firmare la rescissione e ratificare il suo trasferimento in A2 a Bergamo. L'operazione Larson è stata formalmente chiusa ieri con il versamento del buyout richiesto per chiudere il rapporto dalla società belga che ne deteneva i diritti contrattuali; il nuovo acquisto della società di piazza Monte Grappa ha versato di tasca propria una parte della somma richiesta dalla VOO Basket, un segnale concreto fornito a Varese del suo desiderio di giocarsi le sue chances in una vetrina di livello superiore a quella dell'Euromillions League. Il contratto stipulato con l'esterno laureato in scienze della comunicazione alla South Dakota University avrà durata biennale (pur con opzione d'uscita a favore del club entro il termine del 2017-18) ; la logica è quella di scommettere sulle potenzialità di un giocatore che ha colpito l'area tecnica biancorossa per le sue qualità offensive, e nello stesso tempo ammortizzare il buyout versato a Liegi da società ed atleta. Già sbrigate le pratiche del visto presso l'ambasciata di Bruxelles, l'annuncio ufficiale della fuma dell' atleta nativo di Las Vegas sarà effettuato dopo il superamento delle visite mediche di rito in programma in mattinata. Il nuovo esterno biancorosso si aggregherà alla truppa di Attilio Caja nella seduta di allenamento pomeridiano al PalA2A, e sarà tesserato in tempo per il debutto nel derby numero 176 con Milano. A meno di evoluzioni impreviste, il mercato è definitivamente chiuso senza salassi per le casse del club, in ogni caso in equilibrio - secondo gli ultimi conteggi - tra entrate e uscite tra gennaio e giugno 2018. In attesa della formalizzazione della chiusura del rapporto con l'atleta ex Brescia, l'operazione Vene per Hollis farà registrare un attivo per il team biancorosso: grazie alla buonuscita di Reggio Emilia che ne aveva già pagato il tesseramento, l'ala estone costerà circa il 35% in meno del suo predecessore. Un "mini-tesoretto" utile a coprire in parte i costi sostenuti per Larson, aggiuntivi di buyout e tesseramento (dimezzato a 6.250 euro dopo l'11 gennaio), con l'obiettivo di recuperare altre risorse quando Antabia Waller avrà terminato la riabilitazione dall'intervento sostenuto la settimana scorsa a Reggio Emilia. Sarà il campo a dover dare ragione alle scelte tecniche del club; per il doveroso equilibrio dei conti non ci saranno però aggravi rilevanti. D'altra parte, che i bilanci in rosso fossero soltanto figli dei correttivi di mercato, è leggenda metropolitana già ampiamente smentita dai fatti degli ultimi mesi... Giuseppe Sciascia
  22. C'è l'accordo tra Liegi e Pallacanestro Varese: Tyler Larson può partire per l'Italia con la benedizione del club belga nelle cui file ha totalizzato 18,4 punti più 4,6 rimbalzi, 5,4 assist e 1,6 recuperi. L'accordo complessivo tra le due società e l'atleta del 1991, al quale si lavorava da qualche giorno, è stato ratificato nei dettagli: lo ha confermato nella serata di ieri la società belga attraverso il proprio account Twitter, con un comunicato ufficiale nel quale ha annunciato che "Pallacanestro Varese e VOO Liege Basket hanno trovato un accordo, Tyler Larson si unirà al club italiano" con i ringraziamenti di rito per l'esterno statunitense. Sono dunque stati avviati i passaggi formali - rescissione con il VOO, versamento del buyout necessario per ottenere il nulla osta per il trasferimento internazionale, firma del nuovo contratto con Varese - che preludono al rilascio del visto da parte del CONI. Superati questi passaggi, l'atleta statunitense dovrà presentarsi all'ambasciata italiana di Bruxelles per ritirare il visto indispensabile per depositarne il tesseramento, e poi potrà finalmente partire alla volta dell'Italia. Formalità auspicabilmente sbrigabili nel giro di 48 ore, comunque entro le 11 di venerdì, termine ultimo per poter schierare Larson in occasione del derby di lunedì prossimo contro Milano. Dunque c'è ancora da aspettare qualche giorno prima di poter vedere al PalA2A il rinforzo scelto per rimpiazzare Antabia Waller: «Un giocatore verticale, bravo ad attaccare il ferro: potrà darci una mano aggiungendo qualcosa di diverso rispetto ai compagni» - anticipa qualche considerazione tecnica prima dell'ufficialità Attilio Caja. «Si tratta di un elemento che sa costruire anche per i compagni oltre a finalizzare la manovra, esattamente la tipologia di giocatore che stavamo cercando» - conclude il tecnico. Non un playmaker puro ma neppure un terminale come il suo predecessore Waller; di fatto un attaccante che si dividerà con Wells il bastone del comando in regia, come accade abitualmente per più della metà delle squadre di serie A 2017-18 che sta abitualmente in campo con due giocatori di pick&roll negli spot perimetrali. E nell'emergenza perdurante dell'infortunio di Waller, coach Caja ha comunque "scoperto" un Tambone in crescita sul piano della personalità (7,8 punti col 47% da 3 nelle 5 gare disputate senza la guardia titolare rispetto ai 3,6 col 10% da 3 delle prime 11 partite). Cosa potrà aggiungere Larson nella volata salvezza dei biancorossi? L'obiettivo è garantire quel pizzico di talento e imprevedibilità che permetta a Varese di aumentare il potenziale offensivo con un giocatore che unisce doti fisiche, qualità balistiche ed estro. Ovviamente servirà un minimo di ambientamento, non soltanto per inserire l'atleta laureato alla South Dakota University nell'oliato sistema biancorossa, ma anche per consentirgli di superare il salto in termini di fisicità ed organizzazione tattica dal campionato belga alla serie A italiana. Chiaro che il battesimo del fuoco contro Milano sarà in assoluto il più impegnativo tra quelli proposti dal calendario; ma in attesa di scoprire il valore di Larson, una rotaizone in più sarà comunque utilissima a Varese. Che sul fronte del mercato in uscita attende il si definitivo per l'approdo di Damian Hollis a Bergamo per chiudere il rapporto con l'ala di passaporto ungherese. Giuseppe Sciascia
  23. Sarà con ogni probabilità Tyler Larson il sostituto di An-tabia Waller. Il 26enne play-guardia che si è messo in luce in Belgio con la maglia del VOV Liegi (secondo marcatore del torneo a 18,2 punti, primo nelle classifiche di assist e recuperi rispettivamente a quota 5,4 e 1,6) è il rinforzo sul quale punta la Pali. Varese per ottenere la spinta decisiva in chiave salvezza. Si tratta di un elemento capace sia di costruire che finalizzare il gioco (nel 2016-17 capocannoniere in Lettonia con i Barons Riga a 16,4 punti e 4.6 assist), ossia quella "combo-guard" che Varese stava cercando per affiancare a Cameron Wells un altro elemento capace di trattare il pallone anziché un terminale puro come Antabia Waller. L'ufficialità ancora non c'è perchè l'atleta del 1991 sta definendo i dettagli della conclusione del suo rapporto con Liegi, dove aveva conquistato il titolo di MVP della Euromillions League a ottobre e novembre; il giocatore statunitense non è comunque sceso in campo sabato ad Anversa («Avendo già la testa da un' altra parte, è stato meglio per noi e per noi non averlo utilizzato» - ha affermato il coach Laurent Costantiello per spiegare la sua assenza) e dunque sembra davvero questione di particolari tra società ed atleta prima che Varese possa chiudere l'operazione e procedere alle pratiche per visto e tesseramento in tempo per il debutto nel derby del 29 gennaio contro Milano. Il 26enne giocatore di Las Vegas era stato sondato un mese fa da Oldenburg -squadra tedesca di Champions League -ma Liegi aveva detto no; stavolta Varese ha fatto valere argomenti convincenti, offrendo un accordo con opzione per il 2018-19. Un nome sicuramente meno altisonante rispetto alle altre strade battute senza esito nelle ultime 4 settimane; alla società di piazza Monte Grappa sono piaciuti il mix di taglia fisica, capacità di costruire il gioco e talento perimetrale del play-guardia che a Liegi viaggiava col 48% da 3 e l'83% in lunetta, e la sua voglia di mettersi alla prova di un campionato più competitivo. Da capire ovviamente quanto del fatturato prodotto da Larson in Lettonia e Belgio sarà riproducibile al cambio del livello fisico più elevato della serie A italiana. Giuseppe Sciascia
  24. Una Varese più giovane e italiana tra necessità e scelta nel mix tra risorse, regole e congiuntura del mercato in vista per il futuro del basket locale, nazionale e mondiale. MENO STRANIERI Scelte per certi versi obbligate dal quadro generale in fase di composizione che coincidono anche con gli investimenti giovanili in divenire di Gianfranco Ponti (in corso da ieri la nuova "missione Belgrado" per la collaborazione con il Partizan Belgrado, la scelta del nuovo responsabile tecnico per le fasce dall'Under 13 all'Under 16 e quella dei due o tre stranieri del 2003 e 2004 da aggiungere dal 2018-19 ai gruppi attuali del vivaio). Investimenti che sono nuova linfa per una società chiamata a fare i conti dalla prossima estate con le nuove formule di eleggibilità che saranno senza più i 7 stranieri utilizzati ininterrottamente dal 2012-13 a oggi. Il quadro normativo in fase di elaborazione spinge Varese verso il 5 stranieri + 5 italiani (rispetto all' alternativa del 6+6): lo impongono i costi inferiori di due contratti in meno, ma anche gli incentivi cresciuti per chi sceglierà questa formula, soprattutto in funzione dei nuovi criteri di assegnazione del premio favorevoli a chi investe sul vivaio. PIÙ ITALIANI Alla luce di una ulteriore spendìng review concentrata principalmente su aspetti non legati alla squadra dopo il taglio del 25% dell'estate 2017 del monte stipendi della serie A - è lecito pensare che lo zoccolo duro degli italiani sotto contratto (garantito per Ferrerò e Tambone, per Natali c'è un 1+1) sia la base di un 5+5, implementato in tempi non troppo distanti dagli investimenti sugli italiani futuribili per la serie A in età Under 20 che il "ministro" delle giovanili biancorosse programma già per l'estate 2018. Tra l'altro la FIP ragiona anche su una premialità incrementata e diversamente distribuita che riconosca ri- torni economici a chi investe su foresterie ed allenatori per i vivai. APPEAL RIDOTTO Ma di quale futuro si va discorrendo, se la quotidianità fotografa una Pali.Varese impelagata in piena bagarre salvezza con l'obbligo di mantenere lo status professionistico per realizzare i progetti di cui sopra? Nella congiuntura di un mercato globale che nei prossimi due anni vedrà ridursi ulteriormente la disponibilità di americani per la crescita ulteriore della G-League (la lega di sviluppo della NBA che arriverà a 30 squadre rispetto alle 18 dell'estate 2016), l'appeal di un club come Va- rese sarà ancor più ridotto di quanto non sia già ora. LA SCELTA Tra gli elementi cercati per sostituire Antabia Waller, la lista dei "no, grazie" da parte dei big affermati con salari elevati - da Boatright non disponibile a Ledo rientrato in G-League, passando per Boynton, Brazelton, Wolters, Nevels, Jenkins e Vasiliauskas - è abbastanza nutrita. Più o meno quanto quella dei giocatori disponibili negli ultimi 20 giorni, sui quali è stata Varese a passare la mano (Wyatt, Lyons, Vaughn, Bynum, Murry, Brown, Dillard). Sarebbe stato meglio turarsi il naso scegliendo il "meno inadatto" per tappare una falla evidente, piuttosto che giocare 5 partite senza uno straniero (a Venezia almeno ci sarà Avramovic, fermo precauzionalmente ieri per un problema ad una caviglia mercoledì, ma oggi annunciato di nuovo in palestra)? La società ha deciso altrimenti, e ora conta di chiudere entro l'inizio della prossima settimana tra le 3-4 soluzioni al vaglio sul fronte degli "emergenti" dal sottobosco europeo. Le scelte sul rinforzo, tra elementi vagliati ed elementi scartati, sono state effettuate in base a una logica tecnica; sarà l'impatto sul campo del sostituto di Waller a stabilire se Varese ha adottato una strategia giusta o sbagliata. Giuseppe Sciascia
  25. Mercato ancora in stallo per una Pallacanestro Varese decisa ad aprire l'orizzonte della ricerca anche in territori "inesplorati" vista la difficoltà oggettiva a smuoverei big. La necessità è di un rinforzo è ben chiara e altrettanto ben identificata, puntando su un playmaker-guardia che possa garantire punti ma anche costruzione del gioco a supporto di Cameron Wells. Scartate dunque tutte le guardie tendenti all'ala piccola che non giocano pick&roll - da Levi Randolph in uscita da Sassari a Kevin Murphy in uscita dal Cedevita Zagabria, fino al solito Josh Bostic - il problema resta sempre la non disponibilità dei giocatori sotto contratto, anche se attualmente non utilizzati: oltre allo straniero di coppa di Reggio Emilia Garrett Nevels, è il caso di Ryan Boatright, considerato al momento incedibile dal Besiktas Istanbul nonostante sia rimasto in tribuna nelle ultime due gare perché in esubero rispetto ai 7 stranieri consentiti dal regolamento. Fermo restando il fatto che l'ultimo posto in classifica senza la vetrina delle coppe rende difficilmente attrattiva la soluzione Varese per giocatori che ad aspettative economiche importanti (l'ex Capo d'Orlando viaggia a oltre 40mila dollari mensili in Turchia) abbinano anche la richiesta di vetrine internazionali. La stessa combinazione di motivi che ha fatto cadere altri tentativi con giocatori militanti in club meno importanti della massima lega turca, e che ora sta inducendo la società di piazza Monte Grappa a valutare elementi di spicco in leghe dal minor "censo", e di conseguenza con pedigree meno nobile, ma in grado di considerare il campionato italiano come un upgrade irrinunciabile per sbloccare gli attuali vincoli contrattuali. In ogni caso la certezza è che anche domenica a Venezia la formazione di Attilio Caja giocherà con uno straniero in meno, l'auspicio è che la settimana trascorsa da Claudio Coldebella a "pasturare" situazioni ai 4 angoli d'Europa possa portare sbocchi positivi in vista del derby del 29 gennaio contro Milano. In attesa che Damian Hollis riesca a finalizzare l'accordo con Bergamo, soluzione preferita rispetto a Israele e Russia, l'unica novità riguarda Antabia Waller, che martedì è stato operato a Reggio Emilia dal dottor Rodolfo Rocch. Varese seguirà la fase di recupero per consentire allo statunitense di rimettersi e poter poi transare il contratto quando si sarà ristabilito. Giuseppe Sciascia
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