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  1. L’Openjobmetis anticipa di un paio di settimane il Natale e si regala il rinforzo Jean Salumu. Ratificata nella mattinata di ieri, lunedì 9 dicembre, la trattativa con il ventottenne esterno belga, che ha firmato l’accordo “1+1” propostogli dal club prealpino alla fine della scorsa settimana. L’atleta del 1990 ha raggiunto Varese nel tardo pomeriggio. Oggi, martedì 10 dicembre, alle ore 9 avverrà il primo contatto con Attilio Caja, che attraverso i video inizierà a introdurlo nel collaudatissimo sistema di gioco decisivo per il raid di domenica scorsa a Venezia. Poi le visite mediche di rito, tappa obbligata per dare valore formale al contratto, e nel pomeriggio il primo allenamento (si lavorerà al Campus con l’Enerxenia Arena non disponibile), pur con le cautele del caso, trattandosi dell’immediato prepartita della sfida di domani, mercoledì 12 dicembre, contro i ciprioti di Larnaca. I tempi tecnici della competizione FIBA - tesseramento necessario 48 ore prima della partita - impediranno a Salumu di esordire nel primo atto delle Top 16; la società di piazza Monte Grappa però è già al lavoro per ottenere tutte le carte - oltre al nulla osta della federazione turca con il placet del Sakarya, dove Salumu ha militato fino a 2 settimane fa - per poterlo schierare domenica 16 dicembre contro Torino. «Si tratta di un giocatore che ha qualità offensive e una taglia importante per il suo ruolo - così lo descrive il d.g. Andrea Conti -. Jean è un giocatore che ha esperienza internazionale con le coppe disputate con Ostenda e Sakarya, oltre a essere portato a stare all’interno di un sistema di gioco collaudato come il nostro». Salumu prenderà il posto di Pablo Bertone, al quale il dirigente cremonese ha comunicato la notizia dell’arrivo dell’esterno belga dopo l’allenamento di ieri mattina al Campus. Dunque la guardia italo-argentina giocherà la sua ultima partita con la casacca biancorossa proprio domani contro Larnaca e poi resterà in tribuna in attesa di trovare collocazione altrove. L’IDENTIKIT DI SALUMU 193 centimetri per 90 chili di potenza atletica e qualità balistiche. Jean Salumu aggiunge profondità e pericolosità dall’arco all’OJM come testimoniano i 14,0 punti col 36% da 3 in 15 gare disputate con il Sakarya. Nato nel 1990 in terra fiamminga, Salumu ha vinto 6 scudetti e 6 coppe con Ostenda (compagno di Dominique Archie nel 2015/16) dove nel 2017/18 è stato MVP del campionato belga chiuso a 12,9 punti col 40% da 3. Dal 2014 veste la maglia della sua Nazionale (12,5 punti e 3,0 assist nelle attuali qualificazioni agli Europei del 2021). Salumu rappresenta sulla carta un upgrade in termini di qualità offensive e duttilità rispetto all’atleta del 1990, che in 9 gare di campionato ha prodotto 1,0 punti in 5,3 minuti col 18% da 2 e il 20% da 3 (mentre in FIBA Cup viaggiava a 10,6 punti in 20,3 minuti). «L’idea è che Salumu parta dalla panchina dando minuti di riposo sia ad Avramovic sia a Scrubb, in questa prima parte di stagione utilizzato tantissimo dal coach - spiega Conti -. Riteniamo che Jean possa essere il giocatore giusto per aggiungere qualità alle nostre rotazioni senza dover modificare equilibri già consolidatissimi, come dimostrano le attuali 5 vittorie consecutive». E il d.g. biancorosso sottolinea un risvolto interessante, considerando che l’atleta del 1990 potrebbe essere un investimento anche per il futuro. «L’opzione per il prossimo anno ci permetterà di valutare con attenzione un giocatore interessante, anche nell’ottica della costruzione del roster futuro; dal 2019/20 ci saranno meno visti a disposizione, un giocatore col suo status garantito dal passaporto potrebbe tornare doppiamente utile». Giuseppe Sciascia
  2. L'Openjobmetis prova a stringere su Jean Salumu. Il 28enne nazionale belga diventa l'obiettivo primario del club di piazza Monte Grappa visto il reiterato impasse su tempistiche e modalità per liberare Tyrus McGee dal contratto con FAfyon Beledye. L'esterno fiammingo ha invece trovato l'accordo per la separazione consensuale con il Sakarya, il club turco nelle cui file ha totalizzato 14,7 punti e 3,1 rimbalzi nelle 13 partite disputate tra campionato e coppe. Varese ha fatto la sua mossa, sottoponendo all'atleta del 1990 una proposta "1+1" di durata fino al 30 giugno 2020 ma con opzioni di uscita a favore di entrambe le parti al termine della stagione corrente. L'interesse dell'area tecnica biancorossa è concreto: Salumu è una guardia che ha stazza ( 193 centimetri per 90 chilogrammi), qualità atletiche e punti nelle mani, una combinazione gradita nei sondaggi che l'OJM stava portando avanti ormai da qualche settimana in cerca di un upgrade dalla panchina rispetto a Pablo Bertone. Un attaccante creativo e con buone doti balistiche (in Turchia viaggiava col 36% da 3, nella scorsa annata in Belgio ha chiuso col 40%) che potrebbe partire alle spalle di Avramovic e dare minuti anche da ala piccola dietro Scrubb. Salumu ha disputato nello scorso weekend le qualificazioni a E-robasket 2021 con la maglia della sua Nazionale, della quale è una pedina importante sin dal 2014. Dal 2012 al 2018 è stato un pilastro di Ostenda, la dominatrice dell'Ethias League belga, vincendo per sei stagioni consecutive scudetto e coppa (nella stagione passata, chiusa a 12,5 punti e 2,0 rimbalzi, è stato votato MVP del campionato e inserito nel miglior quintetto difensivo). Nei suoi trascorsi con la squadra leader del Belgio c'è anche una stagione disputata assieme a Dominique Archie in maglia Tele-net nel 2015/16; in quell'annata Salumu giocò a Masnago la gara di esordio della FIBA Europe Cup, risultando il top scorer degli ospiti (21 punti con 4/6 da 2, 3-4 da 3 e 4/5 ai liberi) nel successo 85-81 contro la squadra allora guidata da Paolo Moretti. La trattativa è in corso, l'auspicio di Varese è quello di chiudere all'inizio della prossima settimana, magari provando a portare a termine l'operazione per poter avere il rinforzo già in occasione dell'esordio casalingo di mercoledì prossimo contro Larnaca nelle Top 16 di FIBA Europe Cup. Però domani a Venezia in campo andrà ancora Pablo Bertone, il quale ha convissuto con grande professionalità per tre settimane con l'ipotesi concreta della sostituzione. Ora Varese pare vicinissima alla scelta del suo rimpiazzo, ma non c'è dubbio sul fatto che l'oriundo darà il massimo se chiamato in causa al Taliercio. E continuerà a farlo finché l'OJM avrà bisogno di lui. Giuseppe Sciascia
  3. L'Openjobmetis non molla la presa su Tyrus McGee. Il rapporto diretto tra il d.g. Andrea Conti e l'atleta statunitense, che nel 2015-16 ha già lavorato con lui a Cremona, è un canale privilegiato per monitorare la situazione della guardia che Varese vorrebbe aggiungere come upgrade dalla panchina dietro Aleksa Avramovic. Il giocatore del 1991 è bloccato in Turchia all'Afyon Beledye, dove ha firmato un "contrattone" estivo onorato fin qui con grandi affanni dal suo attuale club. La società di piazza Monte Grappa ha formulato una proposta formale, come d'altra parte ha fatto anche Reggio Emilia che gli offrirebbe un posto in quintetto ma che sembra avere meno appeal perché è ultima e non gioca una competizione europea, per assicurarsi l'ex campione d'Italia nel 2016/17 con Venezia. Però a oggi McGee non è libero, e non è chiaro quali saranno le tempistiche per sbloccare l'impasse; i biancorossi sono pronti ad agire quando arriverà il via libera, ma la situazione intricata non dà certezze. E allora l'Openjobmetis sonda anche altre soluzioni, a partire dalla 28enne guardia belga Jean Salumu, anch'egli in Turchia al Sakarya (13,8 punti di media) dove la situazione economica parrebbe ancor più grave rispetto all'Afyon. L'optimum per Attilio Caja sarebbe stato quella di sfruttare la settimana entrante per l'inserimento della new-entry, trattandosi dell'ultima di lavoro in palestra "pieno" prima del tour de force di 7 partite in 21 giorni che l'Openjobmetis disputerà tra campionato e FIBA Europe Cup da domenica a Venezia al 30 dicembre a Pesaro. Ma a meno di colpi di scena ad oggi improbabili, pare difficile trovare in tempi rapidi - ossia entro le 11 di venerdì, tempo massimo per poter schierare l'eventuale rinforzo alla ripresa del campionato sul campo dell'Umana - il grimaldello per liberare uno dei suoi obiettivi dagli attuali vincoli contrattuali. Difficile che arrivino novità entro questa settimana, si continuerà a monitorare il mercato in attesa di ulteriori sviluppi (possibile uscita da Cremona di Tre Demps?). Per l'intervento migliorativo ci sono volontà e disponibilità, la prima occasione gradita a Bulgheroni, Conti e Caja che si libererà nelle prossime settimane sarà colta al volo... Giuseppe Sciascia
  4. Openjobmetis, squadra che vince (e convince) non si cambia. Anche perché mancano profili credibili per migliorare il roster attuale, unico motivo per cui varrebbe davvero la pena di intervenire dopo le 10 vittorie in 14 partite del primo terzo del 2018/19. Modificare la chimica di un gruppo terzo in classifica in campionato e promosso con autorità alla seconda fase della FIBA Europe Cup? Sì, solo se dovesse emergere la possibilità di effettuare per un upgrade in grado di innalzare decisamente la qualità del reparto esterni. Le quattro vittorie consecutive dopo lo stop contro Avellino non hanno mutato la posizione della società: resta la volontà di intervenire in caso di occasione importante, che il consigliere Toto Bulgheroni aveva confermato su queste colonne al-l'indomani del primo scivolone interno stagionale. Ma l'operazione Dominique Johnson, per il quale l'Openjobmetis sarebbe stata disponibile a fare uno sforzo extra considerando il gradimento del giocatore di Detroit per la piazza biancorossa dove era già stato protagonista per due terzi della stagione 2016/17, non è realizzabile in tempi rapidi. Il giocatore del 1987, in difficoltà tecniche ed ambientali dopo le prime 6 giornate a Pistoia, è stato protagonista degli ultimi due successi del club toscano, non disposto a privarsene ora. Se ne potrà eventualmente riparlare dopo il 9 gennaio, quando scadrà l'attuale accordo a termine tra l'OriOra e il tiratore statunitense. Lo spessore dell'eventuale obiettivo - che alla corte di Alessandro Ramagli viaggia a 15,5 punti di media col 40% da 3 in 30,1 minuti - fa capire che Varese è disposta anche ad incidere sulla chimica attuale del gruppo, considerando che Johnson sarebbe stato disponibile ad accettare un ruolo da sesto uomo pur di competere per la zona alta della classifica. Dunque soluzioni pur non disprezzabili come quelle dello sloveno Mesicek o del ceko Klyznrk non vengono prese in considerazione da società e staff tecnico, perchè considerate non sufficientemente migliorative rispetto a Pablo Bertone. Ossia un giocatore amato da compagni e pubblico che comunque sta dando il massimo con grande professionalità a dispetto delle difficoltà di ritagliarsi spazio in campionato (1.1 punti in 5,2 minuti rispetto ai 10,5 in 20,5 della FIBA Europe Cup). Se Varese dovrà effettuare un upgrade per alzare l'asticella delle ambizioni, è quello il ruolo nel quale provare a migliorare il roster attuale. La troika Toto Bulgheroni, Andrea Conti e Attilio Caja ne ha convenuto anche ieri sera dopo la cena di squadra al "Bologna" che il coach pavese ha offerto a tutto il gruppo prima del rompete le righe fino a lunedì prossimo. Si sostituirà Bertone solo per un giocatore rodato e di sicuro impatto che garantisca trattamento di palla (ossia capacità di giocare il pick&roll) e penetrazione, monitorando il mercato in Italia e in Europa. A partire dalle evoluzioni in Turchia su Tyrus McGee: l'Afyon Beledye, club dove milita il sogno dell'estate 2017 di Attilio Caja e già con Andrea Conti a Cremona nel 2015/16. sembra navigare in cattive acque. L'OJM non ha fretta di cambiare subito, ma se ci fosse un'occasione ghiotta... Giuseppe Sciascia
  5. simon89

    Varese torna sul mercato

    L’Openjobmetis apre ufficialmente la caccia ad un rinforzo sul perimetro. Anticipati i tempi delle valutazioni rispetto all’idea di riflettere a bocce ferme durante la pausa per le Nazionali: definitiva la bocciatura di Pablo Bertone da parte di Attilio Caja dopo le due-azioni-due nelle quali è rimasto in campo contro Avellino (una palla persa e una tripla subita dall’uomo su cui difendeva), e la successiva “consacrazione” pubblica del problema nella conferenza stampa del dopo gara («Non riesco a farlo rendere»). Varese cerca dunque da ieri un sostituto dell’esterno oriundo, ingaggiato in estate per essere il sesto uomo di impatto dietro i 5 titolari stranieri, e scivolato al decimo posto nelle rotazioni di “Artiglio” (9 punti in 37’ totali con 4/15 al tiro nelle 6 gare di campionato disputate in maglia OJM). La partita contro la Sidigas ha ribadito la solidità dell’impianto di gioco disegnato dal tecnico pavese col personale scelto in estate; per evitare di dipendere sempre dalle magie di Avramovic o dalle percentuali nel tiro dall’arco, serve però un “ritocchino” che aumenti il potenziale offensivo della squadra senza stravolgerne la mentalità operaia. Di fatto un elemento che accetti di partire dalla panchina con costi adeguati, anche se c’è disponibilità per uno sforzo superiore rispetto all’uscente Bertone, che comunque resta in organico fino all’arrivo del sostituto (oggi in partenza per Oporto insieme alla squadra per la trasferta di domani in FIBA Europe Cup). Il discorso economico e di responsabilità sembra escludere in partenza la suggestiva ma difficilmente praticabile ipotesi del ritorno di Dominique Johnson: posto che Pistoia lo lasci libero, cosa che al momento non sembra affatto scontata, l’ex biancorosso avrebbe le atout tecniche adatte ma dovrebbe calarsi in un ruolo non suo. La ricerca di Andrea Conti è concentrata su una guardia che abbia fisico, potendo magari dare minuti anche in ala piccola, dove di fatto Bertone non è mai stato utilizzato e al di là della partita jolly di Natali contro la Sidigas c’è rischio di “tirare il collo” a Scrubb. Ma anche gambe fresche per saltare l’uomo e aiutare il canadese a migliorare le sue percentuali dall’arco (30,8% da 3 contro il 53% del 2017/18 ad Avellino) creandogli tiri più aperti e togliendogli attenzioni delle difese come accadeva lo scorso anno in Irpinia. Scartata già la settimana scorsa l’ipotesi Stojanovic, considerato troppo ala e poco guardia oltre che troppo amante della palla in mano, nessuna delle piste americane ed europee vagliate finora sembra combaciare alla perfezione all’identikit disegnato da Attilio Caja. L’unica situazione intrigante, ma da esplorare in maniera approfondita valutandone costi ed effettiva fattibilità, potrebbe essere quella dello sloveno Blaz Mesicek: il 21enne esterno lo scorso anno a Brindisi dove ha totalizzato 9,9 punti e 2,4 rimbalzi, è tornato in patria all’Olimpia Lubiana dove viaggia a 8,0 punti e 2,0 assist in Champions League. Un “Simil-Avramovic” di 197 centimetri - pure mancino come il serbo - che partirebbe come suo cambio ed eventualmente il prossimo anno esserne il sostituto. Giuseppe Sciascia
  6. L’Openjobmetis programma il futuro partendo dagli italiani. Dopo il rinnovo fino al 2021 con Matteo Tambone discusso in estate e finalizzato nei giorni scorsi, la società di piazza Monte Grappa è pronta a sedersi al tavolo con Giancarlo Ferrero per estendere il rapporto in scadenza al 30 giugno 2019. Per ora si tratta solo di un “pour parler” con un appuntamento che sarà approfondito nelle prossime settimane. Ma il rapporto tra il capitano e Varese – intesa anche come città e non solo sul piano sportivo – si è talmente consolidato nelle 4 stagioni in cui ha vestito la maglia biancorossa, che l’accordo almeno per un altro anno sembra solo una formalità. Tra la tesi di laurea con argomento “Varese nel Cuore”, l’ulteriore master biennale alla Liuc e la possibilità lavorativa che la compagna dell’ala piemontese ha trovato in città, la sensazione è che tra Ferrero e Varese ci sia un feeling molto più consistente del semplice rapporto sportivo. D’altra parte l’ala mancina è un esempio concreto di come il sacrificio e l’impegno costante messi al servizio di un allenatore impregnato di cultura del lavoro come Attilio Caja permettano di raggiungere traguardi importanti. In maglia OJM Ferrero ha dimostrato di essere giocatore di serie A, ed è diventato il simbolo della mentalità operaia alla base del “sistema-Artiglio” nonché il punto di riferimento per tutti i tifosi biancorossi che si identificano nella sua coinvolgente carica agonistica. Basti pensare a quanto importante sia stata la spinta della “pattuglia tricolore” Tambone e Ferrero in occasione dello spunto decisivo della partita di domenica contro Trento per cogliere il valore dello zoccolo duro italiano per l’oggi e per il domani. Soprattutto in vista dell’allargamento della serie A a 18 squadre dal prossimo anno, che ridurrà ulteriormente gli spazi di manovra sul mercato degli italiani che in corrispondenza delle maggiori necessità imposte dalle formule di eleggibilità 5+5 e 6+6 entrate in vigore da questa stagione. Se hai in casa italiani validi ed affidabili, oltre che benvoluti dal pubblico che si identificano più facilmente con atleti “nostrani”, meglio tenerseli stretti: così ha ragionato e sta ragionando il d.g. Andrea Conti, nell’ottica di provare a costruire una base solida e duratura per la Varese che verrà. Per l’oggi e il domani Tambone e Ferrero hanno già dimostrato – e non solo domenica – di poter dare garanzie importanti. Per il dopodomani l’italianità dell’Openjobmetis arriverà auspicabilmente dai prodotti del vivaio biancorosso che oggi offre già prospetti di interesse nazionale come il 17enne Matteo Parravicini, il 15enne Nicolò Virginio e il 14enne Benjamin Nobile, oltre ai 4 prospetti “pescati” da Gianfranco Ponti tra Serbia e Montenegro (fatti salvi i problemi burocratici relativi al tesseramento che ne hanno rallentato l’innesto in campionato). E che in tempi ragionevolmente brevi è pronta ad avviare un reclutamento su scala nazionale – compatibilmente alla nascita della foresteria che è compresa nel progetto della nuova palestra di Calcinate degli Orrigoni – per aggiungere fisicità ai gruppi già validi prodotti dal Minibasket biancorosso. Giuseppe Sciascia
  7. Attilio Caja plaude senza riserve all’esito finale della campagna acquisti che gli ha consegnato una Openjobmetis fatta a sua immagine e somiglianza. Il coach pavese racconta così le sue sensazioni di fine mercato: «Sono molto contento perché abbiamo fatto veramente il massimo rispetto alle nostre possibilità. Complimenti a Claudio Coldebella per la prima e ad Andrea Conti per la seconda parte di una campagna acquisti pienamente soddisfacente. Sin dall’inizio abbiamo avuto le idee chiare su quello che volevamo fare e abbiamo raggiunto al meglio gli obiettivi: la società si è mossa per tempo prima ancora che finisse il campionato, e anche tramite la regia di Toto Bulgheroni ha compiuto un ottimo lavoro per costruire una squadra in grado di far bene». Dunque la staffetta dietro la scrivania non ha portato traumi a una Varese che ha viaggiato a pieno regime sul mercato... «Tengo a ringraziare Claudio Coldebella per tutto il supporto che mi ha dato in questi 18 mesi: come lui resterà sempre un nostro tifoso noi lo sosterremo in questa nuova avventura. La società ha avuto una brillantissima prontezza non solo nel firmare i contratti dei nuovi giocatori ma anche nel sostituire in fretta una pedina importantissima; l’entusiasmo che ha portato Andrea Conti si affianca al mio per l’esito di questa campagna acquisti, e la risposta positiva del pubblico in termini di abbonamenti (attualmente siamo a circa 200 tessere in più rispetto allo stesso periodo dell’estate 2017, ndr) è un segnale che dà fiducia». Cinque volti nuovi e cinque conferme per una Varese che nasce con l’obiettivo di essere più squadra delle avversarie... «Le nostre armi dovranno essere difesa di squadra e attacco omogeneo: si dovrà partire da una retroguardia solida e consistente che non ti lascia mai a piedi nei momenti difficili e in caso di infortuni. In attacco ci sono tanti giocatori in grado di essere protagonisti ma disposti a stare in un sistema di squadra; mi aspetto un ulteriore salto di qualità da Avramovic nel contesto di un gruppo di elementi senza picchi che danno garanzie di affidabilità. Confermarsi non sarà semplice perché quando hai negli occhi un finale così esaltante come quello del 2017/18 le aspettative saranno elevate, e c’è anche l’esperienza nuova della coppa. Però abbiamo scelto giocatori solidi e affidabili che hanno caratteristiche complementari, perciò partiamo con qualche certezza e nuovi elementi pronti a essere inseriti senza rodaggio nel prossimo torneo della massima serie inizierà il 7 ottobre e si concluderà il 12 maggio 2019, con l’antipasto della Supercoppa fissata per il 29 e 30 settembre a Brescia; sarà molto importante il precampionato per metabolizzare subito il sistema». Quali prospettive vede per la prossima stagione? «L’annata scorsa è stata eccellente a prescindere dal risultato finale. Ora dobbiamo ricostruirci tutto daccapo, pronti però a fare la nostra parte ed inserirsi negli spazi che potrebbero crearsi. Dovremo essere solidi e competitivo, poi il valore aggiunto lo daranno ambiente, società e tifosi. Il club ci ha sempre messo nelle condizioni migliori per lavorare e la spinta del pubblico è sempre stata importante. Partiamo sempre come sfidanti, l’obiettivo è farci rispettare e confermare l’etichetta che ci eravamo guadagnati sul campo nella stagione passata, quando chiunque doveva giocare contro Varese pensava “ci aspetta un brutto cliente che non molla mai”». Giuseppe Sciascia
  8. L'Openjobmetis chiude ufficialmente la campagna acquisti 2018/19 con la firma di Pablo Bertone. Accordo 1+1 per la 28enne guardia nata in Argentina ma con passaporto italiano per ascendenza: l'atleta visto nel 2017/18 a Pesaro (10,4 punti e 3,3 rimbalzi col 49% da 2 e il 37% da 3) sarà il sesto uomo della truppa di Attilio Caja, che ha puntato sulla duttilità e sulle qualità da collante del giocatore nativo della regione di Cordoba. Trattativa a segno per completare il roster a tempo di record: neppure due mesi dopo l'ultima uscita del 2017/18 -datata 16 maggio contro Brescia - la Varese 2018/19 è pronta all'uso per le sapienti mani di "Artiglio". Bertone è stato un giocatore scelto per le sue qualità di uomo-squadra e di capacità di stare nel sistema, oltre che per la sua conoscenza del campionato italiano maturata la scorsa annata con la maglia della Vuelle. Insomma le caratteristiche che il tecnico pavese ha ricercato in tutti gli acquisti di una estate all'insegna dell'usato sicuro dopo le tante scommesse effettuate nel 2017. Stavolta l'Openjobmetis, ovviamente in funzione delle risorse disponibili, è stata attrice protagonista del suo mercato impostato da Claudio Coldebella e completato da Andrea Conti. Dalle cinque conferme su 10 giocatori di rotazione alla missione compiuta con Antonio Iannuzzi - la vera prima scelta raggiunta su un mercato dai margini ristrettissimi come quello dei lunghi italiani - Varese si è mossa con oculatezza per far fruttare il suo budget in leggera ascesa ma non certo infinito. Ma comunque rispettabile per una serie A nella quale l'ultimo anno e mezzo ha ridato una solida patente di credibilità al progetto tecnico biancorosso, col ritorno in Europa che è servito per avere un appeal maggiore sul mercato degli stranieri. Sulle scelte dei tre giocatori del quintetto e il primo cambio degli esterni, l'unica trattativa in modalità "voluto e preso" è stata quella con Roland Moore: la terza stagione in crescita costante ha indotto coach Caja a puntare sulle doti di attivatore del regista ex Pistoia, considerato il più affidabile tra gli usati sicuri alla portata economica biancorossa. Sugli altri tre fronti Varese ha scelto chi ha detto sì rispetto a chi ha preferito aspettare o cercare soluzioni alternative: nel gioco delle sliding doors il roster finale con Scrubb, Archie e Bertone è tanto diverso da quello con Bostic (finito a Ulm), Vene (rinnovo rifiutato e ancora in cerca di collocazione) e Sanders (accasatosi a Trieste da titolare)? Il risultato finale potrà non accendere la fantasia dei tifosi "americanofili"; ma se c'è una qualità che Attilio Caja ha dimostrato col passare degli anni, è la capacità di far rendere al meglio squadre costruite con i criteri adatti per le sue doti di allenatore da palestra. E nel 2018/19, con il doppio impegno campionato-coppa che ridurrà il tempo per puntare sulla tattica, l'affidabilità tecnica e umana di chi entrerà a far parte di un sistema di lavoro già consolidato sarà un valore aggiunto fondamentale per provare a confermarsi nella metà alta della classifica e ad onorare l'impegno in Europa. Giuseppe Sciascia
  9. L'Openjobmetis prova a convincere Pablo Bertone come possibile ultimo pezzo del puzzle bianco-rosso versione 2018/19. La 28enne guardia italo-argentina, che nella stagione passata ha totalizzato 10,4 punti e 3,3 rimbalzi di media con la maglia di Pesaro, ha in mano una proposta del club di piazza Monte Grappa che gli propone il ruolo di sesto straniero dietro Aleksa Avramovic e Thomas Scrubb. L'alternativa valutata da Varese era Jamarr Sanders, ma l'atleta statunitense ha lasciato cadere la proposta del club biancorosso - che per l'ultimo giocatore del roster non ha certo risorse illimitate - accettando nella serata di ieri l'offerta di Trieste, con un salario più elevato ma soprattutto un ruolo da titolare nello scacchiere tattico della matricola Alma. Così il g.m biancorosso Andrea Conti ha rotto gli indugi e formulato un'offerta al giocatore argentino di scuola americana (high school in Florida e 4 anni di NCAA a Florida Atlantic) che fino a qualche giorno fa viaggiava su richieste economiche superiori alle disponibilità del club bosino. Ma visto che Pesaro, in attesa di chiudere il parco italiani, pare uscita dalla corsa all'atleta oriundo, Varese ha fatto la sua mossa con le risorse a disposizione proponendo un ruolo comunque importante ad un atleta che nel 2017/18 è stato un efficace collante tra i molti attaccanti della Vuelle. Sicuramente la risposta non arriverà fino al tardo pomeriggio: Bertone ha infatti presentato un'istanza al Consiglio federale nel vedersi riconosciuta la formazione italiana dopo aver disputato le qualificazioni per i Campionati europei del 3 contro 3 con la Nazionale di Street Basket. Evidente come il cambio di status -attualmente Bertone gioca in quota stranieri nonostante il doppio passaporto - potrebbe cambiarne completamente le prospettive di mercato, rendendolo appetibile come italiano per club di livello molto superiore. Però il regolamento parla chiaro - la formazione italiana a chi gioca in Nazionale spetta soltanto per le selezioni 5 contro 5 - e sembra alquanto improbabile che l'istanza dell'oriundo possa essere accolta. Bertone a Varese interessa comunque da straniero, per il mix di duttilità e qualità tecniche che può garantire in un ruolo perimetrale. L'atleta del 1990 ha una buona taglia fisica (193 centimetri per 96 chili), conoscenza del gioco e qualità balistiche rispettabili (37% da 3 nel 2017/18 a Pesaro). Sicuramente un uomo di raccordo più che un realizzatore, che aumenterebbe il tasso di uomini-squadra nel roster di Attilio Caja. In caso di fumata nera per mancata intesa economica, l'Openjobmetis riprenderà a sfogliare il catalogo degli americani già visti in A2 desiderosi di giocarsi una chance in A sullo stile di Stan Okoye nel 2017/18. Ad oggi, però, non c'è alcun profilo convincente sulla base del rapporto costo-rendimento e i salari "lievitanti" per gli stranieri del primo campionato dilettantistico rendono ancora poco concorrenziale il gruzzoletto residuo nelle mani di Varese. Giuseppe Sciascia
  10. L'Openjobmetis ha convinto Thomas Scrubb. La 27enne ala piccola canadese ha accettato la proposta della società di piazza Monte Grappa: un sì da formalizzare in termini contrattuali sotto forma di proposta da controfirmare da parte dell'atleta di 196 centimetri per 89 chili cresciuto alla Carleton University. Il miglior tiratore dall'arco della stagione 2017/18 (53% su 83 tentativi con la maglia della Sidigas Avellino) completerà, a meno di colpi di scena dell'ultima ora, il quintetto base della formazione di Attilio Caja, dando disponibilità anche a "saltare un giro" con il Canada per disputare il precampionato con i biancorossi e tornare in Nazionale nelle finestre di novembre e febbraio. Con grande soddisfazione del tecnico pavese, che caldeggiava la soluzione Scrubb alla luce del mix di duttilità e capacità nel gioco senza palla che fanno del giocatore nativo della regione British Columbia un elemento adatto al sistema corale tanto caro al coach biancorosso. Il giocatore del 1991 era già stato vicino al club biancorosso 12 mesi fa: nel 2016/17 Scrubb militava infatti nelle file dei Giessen 46ers, la squadra nella quale fu pescato Cameron Wells. Claudio Coldebella lo aveva seguito con grande attenzione per il suo mix di dinamicità e capacità da uomo-squadra (11.8 punti e 5.2 rimbalzi in Bundesliga), poi sull'atleta canadese piombò Avellino e l'Openjobmetis spostò Stan Okoye da ala piccola puntando su Damian Hollis. In Irpinia Scrubb ha prodotto 9,2 punti e 4,7 rimbalzi da primo cambio degli esterni (19,7 minuti con 3 sole presenze in quintetto); a Varese avrà invece spazi da titolare, auspicando di replicare il fatturato in doppia cifra media prodotto nelle precedenti esperienze europee in Finlandia (14,2 punti a Kataja nel 2015/16 disputando la FIBA Europe Cup) ed a Giessen. Di Scrubb Caja apprezza le doti balistiche (43% da 3 in Finlandia e 37% in Germania) che ne fanno un ideale convertitore di scarichi in un reparto esterni nel quale Moore è un attivatore provetto (terzo negli assist nella stagione 2017/18 a 5,9 di media) e le capacità di saltare l'uomo di Avramovic apriranno certamente spazi importanti per un giocatore di sistema come il canadese. Chiaro che "Avra" sarà la primissima punta di un quintetto con tanti elementi votati al collettivo come Moore, Archie e lo stesso Scrubb; ma circolazione di palla e condivisione delle responsabilità offensive sono state le chiavi del successo dell'Openjobmetis del girone di ritorno. Individuato il nono giocatore del roster 2018/19 a 24 ore dalla riapertura della campagna abbonamenti (da domani fino al 21 luglio seconda tranche per la vendita delle tessere stagionali, l'ultima con le prelazioni per i vecchi abbonati) per completare il puzzle manca solo il sesto straniero che cambierà gli esterni. Sfumate le piste iniziali di giocatori da pescare in A2 senza esperienza di A che hanno poi firmato nella seconda lega, e scartate perché poco convincenti (Rice, Pepper, Marks) o costose (Bertone) le alternative valutate nei giorni scorsi, Andrea Conti cerca una guardia capace di creare dal palleggio che possa dare qualche minuto anche da ala piccola. Giuseppe Sciascia
  11. L’Openjobmetis è pronta ad aggiustare il tiro nella caccia all’ala piccola titolare. Su Josh Bostic è infatti piombato il Ratiopharm Ulm, club tedesco al via dell’Eurocup 2018/19 che sta provando a convincere anche l’ex milanese Mantas Kalnietis: vetrina migliore e proposta economica più elevata per il 31enne atleta ex Sassari, che non ha ancora sciolto la riserva sulla rinuncia alla proposta del club biancorosso, con il quale era in avanzate trattative. Evoluzioni definitive attese tra la notte e la prima mattina, con il d.g. Andrea Conti che verificherà le evoluzioni della situazione in stretto contatto con gli agenti italiani del giocatore impegnati a Las Vegas per la Summer League in pieno svolgimento.Difficile però che il richiamo economico e tecnico del club tedesco sia superato dalla voglia di Italia della famiglia di Bostic; molto probabile dunque che Varese debba virare su altri profili ad iniziare da Thomas Scrubb, il 26enne nazionale canadese che nel 2017/18 ad Avellino ha totalizzato 9,5 punti più 4,6 rimbalzi col 53% da 3. Trattativa mai lasciata cadere da parte dell’area tecnica biancorossa, che come spiegato ieri su queste colonne ha tenuto aperte diverse piste nella ricerca dell’ala piccola titolare in funzione del vincolo principale indicato da Attilio Caja dell’esperienza italiana già acquisita da tutti i candidati che hanno superato il suo vaglio. «Chiunque ci dirà di sì ci renderà felici senza rimpianti: tutti i candidati sono molto interessanti, sia pur con repertorio e caratteristiche diverse - ha spiegato il coach pavese facendo il punto della situazione -. Nessuno è un ripiego e si adatterebbe in maniera ottimale, con le proprie qualità, all’organico che stiamo costruendo». Lo scoglio principale per convincere l’atleta con passaporto inglese che nel 2016/17 si era messo in luce a Francoforte riguarda l’aspetto economico: l’atleta del 1992 alla Sidigas viaggiava su cifre superiori rispetto alle disponibilità biancorosse, da capire se sarà disposto ad accettare un ingaggio inferiore o preferirà passare la mano attendendo offerte più “lucrative”. Varese tiene comunque monitorate anche altre piste, dall’ex cremonese Kelvin Martin che ovviamente Andrea Conti conosce a perfezione all’ex pesarese Taylor Braun (12,5 punti e 6,0 rimbalzi nelle ultime 6 gare del 2017/18 alla Vuelle) che era stato sondato un mese fa e abbandonato per costi fuori portata, ma così come l’ala ex Vanoli sta lentamente riducendo le sue pretese. Sull’agenda del nuovo d.g. biancorosso comunque l’ordine di priorità è ben chiaro: se Bostic avrà confermato nella notte tra domenica e lunedì la preferenza accordata ad Ulm, entrerà nel vivo la trattativa con Scrubb. Se il canadese dovesse passare la mano, si continuerà la caccia sondando i profili già noti e “tastati”. La caccia è aperta, la sensazione è che entro la fine della settimana Varese avrà la sua ala piccola titolare, e di conseguenza potrà scegliere con calma anche l’identikit tecnico del cambio degli esterni che ne concluderà le operazioni di mercato. Giuseppe Sciascia
  12. L'Openjobmetis ha gettato le reti a strascico per trovare l'ala piccola che completerà il suo starting five. Il club di piazza Monte Grappa ha fatto i suoi passi per quei profili - segnalati ieri su queste colonne - che hanno superato il vaglio di Attilio Caja per quanto riguarda il mix di qualità e conoscenza della serie A italiana. La cifra a disposizione è stata chiaramente esposta ai rappresentati del pacchetto di atleti considerati da Varese per l'ultima pedina vacante del quintetto di partenza. Ora toccherà agli atleti valutare le rispettive prospettive di mercato e decidere se prendere in considerazione la proposta della società biancorossa. Le risorse a disposizione di Andrea Conti per il ruolo di "3" titolare non sono enormi ma neppure disprezzabili, specie per chi comunque gradirebbe proseguire nel suo percorso in Italia nelle file di un club che garantisce una vetrina internazionale come l'Openjobmetis (chiave di volta per i giocatori di scuola americana, per massimizzare la loro visibilità anche in ottica futura). Il vincolo di bilancio relativo ai costi induce il team prealpino a concentrare la sua attenzione su Thomas Scrubb e Josh Bostic, i due elementi più accessibili nel pacchetto di giocatori valutati dalla società di piazza Monte Grappa. Claudio Coldebella aveva già avviato il dialogo con il 26enne nazionale canadese nel 2017/18 ad Avellino, ora il nuovo d.g. ha esplorato anche la disponibilità della 31enne ala che dopo un 2016/17 non brillante a Caserta a causa di un infortunio non curato al meglio ha fatto molto bene a Zara (capocannoniere dell'Adriatic League fino al gennaio 2018) e nella problematica Sassari del girone di ritorno ha totalizzato 13,3 punti col 37% da 3. Giocatori diversi per caratteristiche tecniche e fisicità: più duttile e perimetrale Scrubb che ha un ottimo bagaglio nel gioco senza palla ma non è un attaccante né un tiratore naturale nonostante il 53% da 3 nel 2017/18, più potente e realizzatore Bostic che ha meno "scuola" (esploso in un college di seconda divisione NCAA) rispetto al più giovane canadese. Entrambi però graditi all'area tecnica perchè considerati funzionali al progetto-squadra che sta nascendo, senza comunque scartare le altre ipotesi sul piatto (da Kelvin Martin a Dominique Johnson, a oggi però il più lontano sul piano economico, fino al veterano Lance Harris). La sensazione è che si ripeterà il copione già utilizzato in occasione della firma di Dominique Archie: Varese aveva fatto un'offerta all'ex Capo d'Orlando e una proposta di rinnovo a Siim Sander Vene, nel momento in cui l'ala del 1987 ha accettato e l'estone ha detto no la scelta è maturata senza "ballottaggi" di natura tecnica. Che per l'ala piccola mancante saranno presi in considerazione solo se più di un prescelto accetterà le condizioni proposte dal club biancorosso. Giuseppe Sciascia
  13. Mercato senza gita a Las Vegas per l'Openjobmetis. Mentre la stragrande maggioranza di dirigenti e agenti si prepara alla partenza per il Nevada, dove da domani fino al 18 luglio è in programma la Summer League NBA più importante, il nuovo d.g. biancorosso Andrea Conti e il coach Attilio Caja proseguono il lavoro di cesello delle svariate piste aperte per il molo di ala piccola titolare nell'ambito dell'usato sicuro. Scelta di campo sulla quale il coach pavese non ha mai avuto dubbi sin dall'inizio del mercato, indicando a Claudio Coldebella gli obiettivi poi acquisiti Dominque Archie e Roland Moore. Inutile volare a Las Vegas a caccia di superatleti mai visti in Europa (sempre che i nuovi stipendi della G-League, ormai molto vicini ad un contratto medio in serie A, li rendano avvicinabili...): il basket di Artiglio è all'insegna di organizzazione e solidità, il doppio impegno campionato e FIBA Europe Cup del 2018/19 darà meno tempo per costruire in allenamento nella preparazione tattica settimanale le basi del collettivo, dunque elementi rodati e affidabili sono l'unico target plausibile per esaltare il sistema di lavoro del coach biancorosso. D'altra parte, Varese ha lavorato in anticipo sui profili adatti alle necessità di Caja e non ha bisogno di azioni di scouting per ampliare una gamma già ampia di candidati al vaglio. A partire da Thomas Scrubb: la 26enne ala canadese appena liberata da Avellino (9,2 punti e 4,4 rimbalzi col 53% da 3 nel 2017-18), già inseguita nell'estate 2017 prima della firma alla Sidigas costringendo i biancorossi a virare su Damian Hollis, avrebbe le caratteristiche giuste per conoscenza del gioco e capacità di stare in un sistema per completare il puzzle biancorosso. Di mezzo, però, c'è il problema della Nazionale: se il Canada dovesse chiamarlo per la finestra di settembre, facendogli saltare 20 giorni di lavoro, così come rischia di fare Aleksa Avramovic con la Serbia, c'è rischio di un precampionato condizionato dalle assenze che Attilio Caja dovrà digerire per non cambiare obiettivo. Ma al vaglio ci sono anche altri profili, ad iniziare dall'ex Sassari e Caserta Josh Bostic, 31enne ala piccola con stazza e tiro (13.3 punti col 37% da 3 nel 2017/18 alla Dinamo): l'atleta del 1987 vuole restare in Italia e l'opzione Varese non sarebbe sgradita anche se c'è distanza economica. Stesso discorso per Kelvin Martin, che Andrea Conti ha avuto nel 2017/18 a Cremona: un mese fa l'ala del 1988 era del 40% sopra le possibilità del club biancorosso, ora il gap si è ridotto al 25% e la tattica attendista potrebbe avvicinare ulteriormente la forbice. Alla portata ci sarebbe invece Lance Harris, vecchia conoscenza di Caja e Conti (nel 2012/13 a Cremona prima di un brutto infortunio): si tratta di un atleta ancora competitivo (12,6 punti nel 2017/18 in Francia a Chalon), ma lasciano qualche dubbio i 34 anni con il doppio impegno. Più suggestiva ma al momento fuori portata l'ipotesi Dominique Johnson, più guardia che ala piccola ma comunque adattabile alla bisogna visto il fisico e la propensione a finalizzare: l'uomo salvezza del 2016/17 non ha al momento interessi concreti in Italia, gradirebbe il ritorno a Varese ma attualmente è troppo caro e difficilmente arriverà a tiro per il club biancorosso. Giuseppe Sciascia
  14. Antonio lannuzzi sarà l'ottavo giocatore dell'Openjobmetis. L'ufficialità della firma ancora non c'è, visto che per l'annuncio da parte del club di piazza Monte Grappa mancano alcuni dettagli, sia nella parte che coinvolge la chiusura del rapporto tra Torino e il centro avellinese, sia in quella del contratto annuale con il nuovo club. Ma la concorrenza sul lungo del 1991 è progressivamente uscita di scena. Un corteggiamento lungo più di due mesi si sta giorno dopo giorno avvicinando alla fumata bianca. E anche se in mancanza di sigle sui documenti ufficiali il mercato lascia sempre quel piccolo margine di imprevisto, sembrano improbabili sorprese dell'ultima ora. Se tutto andrà come deve andare, entro fine settimana arriverà la sospirata firma e il club di piazza Monte Grappa avrà completato il parco italiani con un giocatore che sotto le Prealpi proverà a rientrare nel giro della Nazionale (una presenza a novembre 2017 dopo l'ottimo impatto con la serie A all'esordio nel 2016/17 a Capo d'Orlando, chiuso a 8,7 punti e 4,2 rimbalzi in 21,2 minuti). Una scelta fortemente voluta da Attilio Caja, deciso a puntare sulle indiscusse qualità tecniche del lungo del 1991, già allenato dal tecnico pavese nella Nazionale Sperimentale e concupito già tre anni fa assieme a Michele Vitali prima della decisione della società di non confermarlo dopo la prima impresa salvezza. Nelle gerarchie di Caja il pivot nativo di Avellino sarà il primo cambio dei lunghi, con uno spread ipotizzabile dai 15 ai 20 minuti. L'arrivo di lannuzzi rappresenta comunque un upgrade importante per la profondità della panchina biancorossa: nel finale del 2017/18 il cambio di Tyler Cain era Mario Delas, che non ha certo lasciato ricordi indelebili dopo la partenza di Norvel Pelle (numericamente più performante rispetto al croato; con lui però Varese ha totalizzato 8 vittorie su 19 partite; col centro del 1990 invece 8 vittorie su 14 gare compreso lo 0-3 contro Brescia nei playoff). Una volta messa nero su bianco la firma del lungo ex Capo d'Orlando, che ritroverà Dominique Archie nella sua nuova incarnazione in biancorosso, l'attenzione si sposterà sui due tasselli mancanti: operazioni già in pieno svolgimento per la scelta dell'ala piccola titolare, ruolo nel quale comunque c'è ampia disponibilità dei profili richiesti da Attilio Caja nel comparto "usato sicuro". Varese non ha certo risorse infinite per l'ultimo tassello dello starting five, ma è decisa ad utilizzare cum grano salis il suo tesoretto: nessuno della decina di giocatori dal gradimento più o meno simile nella gerarchia di Artiglio è al momento disposto ad accettare al volo la proposta biancorossa. Ma i prezzi a poco a poco calano: quel che una settimana fa era totalmente fuori portata, oggi è ancora troppo caro ma è meno irraggiungibile. Dopo la metà di luglio potrebbero spuntare occasioni interessanti tra chi si dimostrerà disposto a sposare la causa dell'Openjobmetis. Giuseppe Sciascia
  15. Inizia ufficialmente oggi l’era di Andrea Conti a Varese. Nel pomeriggio il nuovo general manager biancorosso si insedierà negli uffici di piazza Monte Grappa: dopo la presentazione di venerdì al CdA della Pallacanestro Varese, l’erede di Claudio Coldebella riceverà la prime consegne dal suo predecessore relativamente ai dossier mercato e alle situazioni di rinnovo delle sponsorizzazioni in scadenza (a partire dal main sponsor Openjobmetis: sicura la conferma, imminente la trattativa relativa all’importo) oltre alla ricerca del partner che accompagnerà i biancorossi in FIBA Europe Cup. Tanto lavoro soprattutto sui fronti extratecnici, dato che il futuro dirigente di Kazan aveva già lavorato tanto di concerto con Attilio Caja e Toto Bulgheroni: la Varese che verrà è fatta per 7 decimi, e nel corso della settimana arriverà la sospirata fumata bianca per Antonio Iannuzzi, per il quale è già pronta una bozza d’intesa da formalizzare dopo la definitiva separazione tra l’atleta avellinese e l’Auxilium Torino. Di fatto i tasselli mancanti sono due: l’ala piccola titolare che prenderà il posto di Stan Okoye, e il cambio degli esterni da inserire alle spalle di Aleksa Avramovic (stasera di nuovo in campo con la Serbia contro la Germania, l’auspicio è che Djordjevic lo getti nella mischia dopo i 40’ di panchina di venerdì contro la Georgia). E il più che probabile ritorno in Nazionale del mancino del 1994 nella finestra per le nazionali di settembre, che presuppone due partite tra il 14 e il 18 con 20 giorni di preparazione, è un fattore condizionante nella scelta degli ultimi due tasselli. L’assenza di Avramovic nella prima fase di preparazione dedicata ai tornei presuppone l’impossibilità di puntare su un altro elemento nel giro delle varie Nazionali: il sistema Caja va metabolizzato in precampionato, dunque l’ipotesi vagliata di puntare su Thomas Scrubb (l’ala in uscita da Avellino che nel 2017/18 aveva totalizzato 10,5 punti col 53% da 3) si scontra con la sicura convocazione con il Canada per l’atleta del 1992. D’altra parte la mancanza di Avramovic per le prime 8 amichevoli significa che il giocatore che Varese sceglierà come cambio degli esterni avrà inizialmente spazio da titolare per dover poi rientrare nei ranghi col ritorno del mancino serbo. Dunque servirà un elemento con le motivazioni giuste per accettare un ruolo in uscita dalla panchina; se anche in questo comparto prevarrà il concetto dell’usato sicuro già utilizzato per Moore ed Archie, facile pensare ad uno straniero “pescato” tra coloro che hanno esperienza in A2 desiderosi di mettersi alla prova al piano superiore. Ma il cambio degli esterni sarà comunque l’ultimo tassello del mercato, scelto in funzione delle caratteristiche tecniche – e dei costi – dell’ala piccola titolare. Varese sta provando a focalizzare l’attenzione su obiettivi mirati ma per ora fuori portata economica; in ogni caso, con sette giocatori... e tre quarti già in organico, il nuovo g.m. predica calma per arrivare al miglior “incastro” possibile sul piano tecnico ed economico. Giuseppe Sciascia
  16. Varese spera nella doppia fumata bianca per Andrea Conti e Antonio Iannuzzi. Giornata decisiva per gli obiettivi più caldi per scrivania e roster dell'Openjobmetis: se il pivot avellinese ha preso la direzione di piazza Monte Grappa e ora bisognerà stringere gli aspetti contrattuali dopo la rescissione con Torino, pratica ancora in mano all'uscente d.g. Claudio Coldebella, l'attuale dirigente di Cremona darà risposta in giornata alla proposta formale sottopostagli dal club biancorosso. 24 ore di riflessione per Conti, che dovrà decidere se accettare il contratto biennale da general manager proposto da Varese, o restare nella città dove si è stabilito dopo aver chiuso l'attività agonistica nel 2013. L'accordo in essere con la Va-noli non è un ostacolo insormontabile, trattandosi di un accordo informale senza un vincolo contrattuale vero e proprio; toccherà al 44enne dirigente rhodense stabilire se considera Varese come un upgrade di una carriera professionale che inizierebbe fuori dalla sua città, oppure il richiamo della famiglia avrà la meglio. Di certo Conti sembra lusingato ed attratto dalle attenzioni della società di piazza Monte Grappa, e il colloquio con Toto Bulgheroni ha avuto l'effetto di affascinare l'attuale d.g. della Vanoli. Che conoscendo bene Varese e il suo ambiente ne apprezza ovviamente la tradizione, ma anche le potenzialità future legate agli sviluppi societari in divenire. Al momento sembrano esserci buone possibilità che Conti accetti la proposta dell'Openjobmetis e possa insediarsi in fretta - già la prossima settimana? - dietro là scrivania biancorossa, laddove comunque Claudio Coldebella sta rispettando il patto con Toto Bulgheroni nel garantire continuità - non solo sul fronte Iannuzzi ma anche nelle esplorazioni iniziali sull'ala piccola titolare - per quanto riguarda i dossier aperti sul suo tavolo. Insomma se non ci saranno colpi di scena Varese avrà trovato in tempi rapidi la miglior soluzione possibile per "cadere in piedi" dopo l'addio anticipato del suo direttore generale. Anche se non bisogna sottovalutare la possibilità di un no in extremis dopo il colloquio che Conti ha avuto ieri con la dirigenza della Vanoli (dove un possibile sostituto in caso di divorzio sarebbe Gianmaria Vacirca, ex dirigente con Meo Sacchetti a Capo d'Orlando e visto anche a Varese nel 2013/14). Al momento il club di piazza Monte Grappa non ha un "piano B", in caso di fumata nera con Conti dovrà ripartire un nuovo giro di orizzonti tra profili liberi o liberabili. Qualora il dirigente di Cremona accettasse la proposta di Varese il mandato iniziale dovrebbe essere comunque relativo all'area tecnica, visto che il club sta valutando un'aggiunta a tempo pieno nell'area marketing dopo le partenze per nuove esperienze lavorative nel corso dell'ultima stagione di Luna Tovaglieri ed Elisa Fabris. Giuseppe Sciascia
  17. È Roland Moore il direttore d’orchesta scelto dalla Openjobmetis per dettare i tempi del gioco della stagione 2018/19. Il 30enne playmaker statunitense dirigerà l’attacco varesino in coppia con Aleksa Avramovic nello spot di guardia. La certezza della permanenza dell’esterno serbo - scaduta alle 24 di ieri, lunedì 25 giugno, l’escape a favore dell’atleta - ha permesso al club di piazza Monte Grappa di affondare il colpo sul giocatore ex Caserta e Pistoia, mettendo nelle sue mani esperte le chiavi della manovra. Una scelta che soddisfa pienamente Attilio Caja, conquistato dalla patente di affidabilità acquisita anno dopo anno dall’atleta che a Varese giocherà la sua quinta stagione italiana: «Nel comparto dell’usato sicuro è un giocatore rodato ed affidabile che sa far giocare la squadra ma anche prendere i suoi tiri - comenta il tecnico pavese - Si tratta di un elemento che ha fatto registrare una crescita costante nel suo percorso in Italia; il fatto che Esposito lo abbia voluto con sé per 4 stagioni consecutive e che a Pistoia fosse anche capitano dimostra il suo valore anche sul piano umano; con Avramovic formerà una coppia ben assortita, e la sua esperienza insieme a quella di Archie sarà un valore aggiunto per una squadra che col doppio impegno avrà bisogno di elementi capaci di leggere le partite». Moore è un playmaker d’ordine che avrà principalmente compiti di tessitura del gioco: nel 2017/18 è stato il secondo miglior passatore della serie A (5.8 assist dietro a Luca Vitali), anche se il dato migliore della sua carriera tricolore sono i 6,2 del 2015/16 quando raggiunse i playoff con Pistoia. Ma rispetto al suo primo anno a Caserta, quando si trattava di un giocatore con indiscusse doti da attivatore ma con tiro da fuori rivedibile, Moore si è progressivamente costruito qualità balistiche rispettabili (36,8% da 3 nell’ultima stagione in Toscana rispetto al 20% e al 22% delle prime due annate in serie A). Dunque un giocatore adatto a dare i tempi dell’attacco a fianco di un incursore come Avramovic, ma soprattutto un elemento dal rendimento costante e garantito che nelle idee dello staff tecnico rappresenta un upgrade rispetto ai suoi predecessori Cameron Wells e Tyler Larson. La scelta dell’Openjobmetis è stata proprio quella di puntare su un giocatore in grado di dare maggior continuità del playmaker-guardia texano, bocciato per quel mix di imperscrutabilità nel rendimento sul campo e “subalternità” sul piano caratteriale che ha reso necessario puntare su un regista dopo l’infortunio di Waller. Con la conferma di “Avra” e Tambone e l’arrivo di Moore il parco esterni del 2018/19 è virtualmente al completo per quanto riguarda i costruttori di gioco; il tassello mancante nel ruolo di cambio di guardia ed ala piccola sarà italiano o straniero in funzione dell’esito finale della telenovela Iannuzzi. Giuseppe Sciascia
  18. Aleksa Avramovic sarà il quinto giocatore dell’Openjobmetis versione 2018/19. L’esterno del 1994, beniamino del PalA2A per il suo adrenalinico stile di gioco, sarà il terminale principe della Varese che verrà dopo essersi guadagnato sul campo lo status di prima punta con i 19,3 punti fatturati tra la rimonta playoff e la serie contro Brescia (inserito dalla Lega Basket nel secondo quintetto ideale della post season insieme all’altro confermato Tyler Cain). Tecnicamente la scadenza dell’escape in favore dell’esterno mancino è fissata per oggi, ma è ormai acclarata la volontà del giocatore serbo - in caccia di una maglia per le prossime partite della Nazionale contro Georgia e Germania - di rispettare l’ultimo dei tre anni di contratto stipulati nel 2016 con la società di piazza Monte Grappa. La nuova Varese che la troika Coldebella, Bulgheroni e Caja sta costruendo a poco a poco offre ad Avramovic la possibilità di consacrarsi ad alto livello dopo il brillante finale della passata stagione. Un’annata da protagonista in una squadra che gli offrirà minuti e responsabilità da primattore, che il mancino del 1994 si è guadagnato sul campo passando in 12 mesi da sesto esterno a titolare fisso nello spot di guardia, per proiettarsi verso palcoscenici più elevati da free agent al 30 giugno 2019. E gli permetterà di affacciarsi anche sul palcoscenico internazionale con un club, richiamo importante per un atleta che sotto le Prealpi ha attirato l’attenzione di Sasha Djordjevic in ottica della sua Nazionale. Dalla partenza di Avra a fine contratto Varese non guadagnerà nulla, al contrario dei 50mila euro di buyout prefissati nel caso in cui entro le 24 di oggi Avramovic dovesse esercitare la clausola rescissoria a suo favore. Ma aver scovato, migliorato e infine lanciato un giovane emergente con un progetto triennale di crescita permetterà al club biancorosso di guadagnare credibilità sul mercato ed essere attrattiva per un altro prospetto da sviluppare, magari già durante l’estate 2018 nel ruolo di cambio degli esterni dalla panchina se la telenovela Iannuzzi avrà esito positivo (al momento però non ci sono aggiornamenti positivi in materia). La permanenza a Varese dell’esterno del 1994 darà ai tifosi biancorossi un punto di riferimento importante, assecondando i desideri dei moltissimi che avevano posto Avra e Cain in cima alla lista dei giocatori da trattenere per la stagione 2018/19. Con più di mezza squadra già fatta, con tre titolari come Avramovic, Archie e Cain e tre sicurezze in panchina come Tambone, Natali e Ferrero, ora il club di piazza Monte Grappa può concentrarsi senza fretta sulle altre operazioni. All’appello mancano play ed ala piccola titolari, cambio degli esterni e cambio dei lunghi: sugli ultimi due servirà definire prima di tutto gli incastri dei passaporti, la permanenza di Aleksa potrebbe invece dare un’accelerazione sulla scelta del nuovo regista. Quantomeno circoscrivendo alla tipologia del direttore d’orchesta l’area di ricerca di Claudio Coldebella, visto che ad Avramovic apparterrà quello del primo violino. Giuseppe Sciascia
  19. simon89

    Varese cerca nuove strade

    L'Openjobmetis inizia a studiare piani di battaglia alternativi alla soluzione Antonio lannuzzi. L'impasse perdurante sulla situazione contrattuale del centro irpino spinge Varese a valutare altre strade per completare il pacchetto italiani con un rinforzo di qualità dalla panchina. Il problema principale riguarda i tempi dell'operazione e la relativa incertezza legata ad una situazione a forte rischio stallo.Torino non ha alcuna fretta di risolvere il contratto valido per il 2018/19 (con opzione per l'annata successiva) con il lungo del 1991, aspettando che sia il giocatore a fare la prima mossa; nessun club interessato al centro ex Omegna - compresa ovviamente Varese - è però in grado di pareggiare l'attuale importo del legame con l'Auxilium. E se lannuzzi non farà un passo indietro, non c'è modo di sapere se e quando la matassa si sbroglierà; per questo la società di piazza Monte Grappa, non potendo correre il rischio di restare "incartata" su un unica ipotesi né di aspettare a tempo indeterminato con la possibilità che si inseriscano altri club in extremis, sta iniziando a valutare altre strade. Ma soprattutto altri incastri relativi ai passaporti: il centro del 1991 è infatti l'unico lungo di valore che Attilio Caja considera arruolabile nel reparto in temi, e se non dovesse essere disponibile allora l'Openjobmetis cambierà strategia, puntando su un rinforzo italiano sul perimetro e completando il reparto lunghi Archie, Ferrero e Cain con uno straniero da mettere alle spalle del centro statunitense. Anche perchè, se il mercato dei lunghi italiani non offre alternative, quello degli esterni è leggermente più ricco; però i tempi non sono eterni, perché gli italiani da serie A sono i primi ad accasarsi, e le spese folli dell'A2 con tre promozioni hanno già tolto di scena altri potenziali "papabili". Tra i candidati plausibili spicca David Cournooh, la 28enne guardia-playmaker in scadenza di contratto a Cantù (6.9 punti e 2.3 assist in 21.2 minuti) che difficilmente resterà in Brianza e non sembra vicinissimo a Reggio Emilia, al momento l'unico club di serie A che lo ha sondato. Un elemento rodato con 6 stagioni alle spalle nel massimo campionato (172 presenze e 5.5 punti di media tra Siena, Brindisi e Pistoia oltre al suo ultimo club) che però non può essere l'unico obiettivo al vaglio: Attilio Caja non ha paura di pescare nel "mare magnum" degli emergenti di A2, anche se probabilmente ormai è tardi per l'ipotesi Matteo Martini (la guardia ex Legnano sembra vicinissima a Pistoia). Ma l'ipotesi di scommettere su un altro elemento proveniente dalla categoria inferiore che possa ripetere la parabola di crescita di Matteo Tambone non spaventa l'area tecnica biancorossa. Che dalla prossima settimana, una volta acquisito il sempre più probabile sì di Aleksa Avramovic, si concentrerà anche sulla scelta degli ultimi due italiani locali da allenamento per i ruoli di undicesimo e dodicesimo giocatore. Giuseppe Sciascia
  20. Varese attende la scelta di Aleksa Avramovic prima di entrare nel vivo della questione playmaker. A soli quattro giorni dal termine ultimo entro il quale la guardia serba potrà esercitare l’ escape a pagamento per uscire dal suo terzo e ultimo anno di contratto, l’ Openjobmetis sonda a tutto campo il mercato dei playmaker con esperienza italiana per farsi trovare pronta ad ogni evenienza. La posizione di “Avra” sarà una prima e fondamentale discriminante per la scelta della tipologia di regista al quale Attilio Caja affiderà le chiavi della stagione 2018/19. La conferma - molto probabile ma ancora non certa al 100 per cento - dell’esterno mancino indirizzerebbe l’area tecnica varesina verso un uomo d’ordine, se invece il serbo - che nelle ultime 9 gare di stagione dopo l’infortunio di Cameron Wells ha viaggiato a 19.3 punti di media a partita, un ritmo da capocannoniere della serie A - dovesse lasciare a sorpresa le Prealpi servirebbe a quel punto un elemento in grado di garantire anche un fatturato offensivo importante. L’unico vincolo richiesto da “Artiglio” riguarda un livello elevato di affidabilità che solo una precedente esperienza italiana può garantire: l’esperienza con Wells non è stata positiva, alla luce dei troppi sbalzi di rendimento e dell’imperscrutabilità di un giocatore che era arrivato con la fama del leader e invece ha evidenziato personalità da comprimario. Dunque il playmaker titolare della Varese che verrà dovrà dare garanzie tecniche e umane già evidenziate in Italia; il raggio di azione è comunque ampio contando ovviamente anche i giocatori con trascorsi nel “Belpaese” che nel 2017/18 hanno militato all’estero come nel caso di Dominque Archie. Un giocatore che piaceva tantissimo al coach pavese era Josh Mayo, 31enne regista con trascorsi italiani a Montegranaro, Roma e Scafati che nelle ultime due stagioni ha giocato in Bundesliga a Bonn. Ma per convincere l’atleta del 1987 a esercitare l’ escape dal contratto con la formazione tedesca entro domenica scorsa serviva una cifra totalmente fuori portata (richiesta attorno ai 200mila dollari), e infatti Mayo resterà per il terzo anno consecutivo nella compagine che il prossimo anno disputerà la Champions League FIBA. Esclusa anche la pista Ryan Arcidiacono, che in Italia non ha mai giocato, ma conosce bene Attilio Caja per l’esperienza comune in Nazionale Sperimentale nel 2014: il 24enne regista americano (con evidenti ascendenze tricolori ma al momento senza doppio passaporto) ha costi importanti, ma soprattutto pone il vincolo di inserire una NBA escape a fine luglio con l’intento di disputare la Summer League e cercare un altro posto tra i professionisti. Ma l’area di ricerca resta ampia, soprattutto fino a quando non si scioglierà il nodo Avramovic: una volta definita la posizione della guardia serba, si capirà se il playmaker della Varese 2018/19 avrà attitudine da direttore d’orchestra o da primo violino. Giuseppe Sciascia
  21. L’Openjobmetis saluta positivamente l’ufficialità dello sbarco a Torino di Larry Brown. La nomina del nuovo coach dell’Auxilium dovrebbe sbloccare l’impasse sulla posizione di Antonio Iannuzzi: l’elemento più desiderato da Attilio Caja per aggiungere un italiano di qualità alle rotazioni, legato al club piemontese per la prossima stagione con opzione per il 2019/’20, non fa comunque più parte dei piani futuri della società del presidente Antonio Forni. Ma prima di poter intavolare concretamente una trattativa con il ventisettenne pivot avellinese, servirà che Torino e il giocatore trovino una intesa per la separazione consensuale alla luce del contratto a sei cifre abbondanti con scatti salariali a salire nell’estate 2017 dopo l’esplosione a Capo d’Orlando (8,7 punti e 4.2 rimbalzi all’esordio in serie A dopo tre stagioni consecutive a Omegna) che lo rende attualmente fuori portata per qualsiasi acquirente. Ossia a oggi Varese e Brindisi, al momento le uniche due “contendenti” per il centro entrato lo scorso anno nel giro azzurro di Meo Sacchetti (debutto in Nazionale nel novembre 2017 a Torino): all’Happy Casa il lungo cresciuto alla Mens Sana Siena ha disputato gli ultimi tre mesi del 2017/’18 (6,8 punti e 4.5 rimbalzi in 18 minuti medi) e Frank Vitucci vorrebbe affidargli il ruolo di cambio di due stranieri. L’Openjobmetis confida invece nell’appeal di Attilio Caja nei confronti del lungo del 1991, già allenato ai tempi della Nazionale Sperimentale, e nell’intesa tecnica già sperimentata due anni fa a Capo d’Orlando tra Dominique Archie e il centro irpino. Di certo Varese farà il possibile per assicurarsi le prestazioni di Iannuzzi, che ha l’età e il potenziale per rappresentare l’acquisto italiano di maggior spicco dai tempi di Achille Polonarae Andrea De Nicolao nel 2012. Anche perché le alternative scarseggiano: se si vuole puntare su un terzo lungo italiano in grado di dare 12-15 minuti di riposo a Cain e giocare anche qualche minuto con il centro del Minnesota (già a Capo d’Orlando infatti Iannuzzi aveva spazio anche in ala forte), il mercato non offre praticamente più nulla. Troppo interno Daniele Magro, comunque già promesso ad Avellino; esclusa l’idea Jakub Wojchiekowski che resterà in Polonia dopo aver vinto il titolo all’Anwil, improponile il ritorno di Luca Campani (che comunque ha svolto una pulizia di routine del ginocchio destro, quello non operato nel 2017), troppo perimetrale - e troppo caro - Raphael Gaspardo che è conteso tra Reggio Emilia e Torino. Dunque non esiste un piano B sui lunghi italiani, in caso di fumata nera, bisognerà rivolgersi al mercato straniero puntando su un esterno italiano dalla panchina. Giuseppe Sciascia
  22. Dieci giorni di attesa per capire se Aleksa Avramovic sarà ancora la guardia titolare dell'Openjobmetis versione 2018/19. La clausola rescissoria a favore dell'atleta serbo contenuta nel contratto triennale stipulato dal d.g. Claudio Coldebella - il primo in assoluto siglato nell'era del dirigente veneto nel giugno 2016 - andrà eventualmente esercitata entro il 25 giugno; dopo quella scadenza il contratto diventerà garantito e qualsiasi acquirente dovrà eventualmente intavolare una trattativa con il club di piazza Monte Grappa. Possibilità che qualche "amatore" internazionale investa i 50mila euro del buyout prefissato per liberare "Avra" avendo pronta per lui una proposta pluriennale? Al momento non molte, quantomeno dall'Italia: le nuove regole di eleggibilità che hanno tolto i vincoli di passaporti per gli stranieri (da 3 extra e 4 europei a 6 stranieri liberi) hanno ridotto il valore del suo status da Bosman B. Che invece ha ancora appeal in Spagna, dove sono ammessi 2 soli extracomunitari e 6 europei; ma le big di Eurolega ed Eurocup al momento sembrano pensare più in grande. A oggi il dialogo con l'esterno del 1994 è costante, e il messaggio che Attilio Caja ha lanciato su queste colonne al giocatore balcanico sembra avere buone possibilità di trovare condivisione da parte dell'atleta. Esclusa la chance di un ulteriore rinnovo contrattuale rispetto all'accordo in essere, "Avra" pare sensibile alla possibilità di essere il punto di riferimento offensivo dell'Openjobmetis 2018/19: il ruolo da guardia titolare con responsabilità da primo terminale sembrano calzare a pennello ai desideri del mancino di Cacak. Che a meno di proposte "indecenti" nei prossimi 10 giorni potrebbe sposare nuovamente la causa biancorossa con l'obiettivo di completare il suo percorso triennale a Varese: un anno da protagonista sotto le Prealpi, stabilizzando il suo rendimento su livelli elevati come richiestogli da "Artiglio" dopo i 12,6 punti e 2,2 assist del 2017/18 (ma 16,3 punti tra ritorno e playoff, chiusi a quota 20,0), potrebbe lanciarlo tra i pezzi pregiati del mercato internazionale nell'estate 2019, quando sarà libero di scegliere eventualmente la sua destinazione futura senza più vincoli con il club di piazza Monte Grappa. La discriminante della partecipazione ad una manifestazione internazionale non sembra così vincolante sulla scelta di "Avra", anche se ovviamente l'esterno del 1994 preferirebbe una vetrina europea per consolidare il suo status anche in ottica Nazionale (inserito dal et. Sasha Djordjevic nella lista dei 24 da consegnare alla FIBA per gli impegni di fine giugno e inizio luglio). La conferma di Avramovic darebbe una svolta importante al mercato mettendo un primo punto fermo nel reparto esterni, e spingendo Varese alla ricerca di un playmaker che garantisca leadership e personalità prima ancora che punti (specialità della casa del serbo). Di sicuro il club di piazza Monte Grappa eserciterà le opzioni di uscita dagli 1+1 con Cameron Wells, Taj Waller e Tyler Larson aprendo la caccia ad un giocatore che dia l'impronta tecnica e caratteriale alla versione 2018/19 della compagine di Attilio Caja. Giuseppe Sciascia
  23. L’Openjobmetis inaugura con Dominique Archie la casella delle entrate del mercato 2018/19. Accordo raggiunto tra il club di piazza Monte Grappa e la trentenne ala statunitense, che tornerà in Italia con la maglia biancorossa dopo l’esperienza poco felice in Israele al Bnei Herziliya. Trattativa perfezionata velocemente dalla società di piazza Monte Grappa, che subito dopo la fine della stagione 2017/18 aveva riaperto il canale già percorso dodici mesi fa; Varese aveva provato Siim Sander Vene a restare in coppia con Tyler Cain, ma l’ala estone ha detto no alla proposta economica del club del presidente Vittorelli, mentre Archie – sondato immediatamente come alternativa all’ex Reggio Emilia – ha accettato l’offerta della società “prealpina” con l’entusiasmo di chi conosce il nostro campionato e la realtà tecnica ed organizzativa della società che ha scelto per il 2018/19. Nelle due stagioni disputate a Capo d’Orlando, il nuovo straniero biancorosso – sul quale si era informata anche Cremona - ha fatturato 13.5 punti e 5.9 rimbalzi col 52% da 2 e il 40% da 3; non solo intelligenza cestistica e capacità di stare in un sistema, che ne fanno l’uomo perfetto per il basket di Attilio Caja, ma anche buone doti realizzative nello spot di ala forte a fianco di un giocatore sostanzioso come Cain. Nelle idee dell’area tecnica varesina, Archie dovrà garantire alla causa biancorossa sostanza ed anche punti, dando la possibilità di sopperire alla partenza di Stan Okoye in termini di impatto offensivo e sotto i tabelloni. Messi al sicuro i due punti fermi nei ruoli interni, ora l’Openjobmetis ragiona sugli altri quattro pezzi vacanti nel puzzle del roster 2018/19: da individuare playmaker ed ala piccola stranieri che completeranno il quintetto base insieme ad Archie, Cain ed auspicabilmente Aleksa Avramovic, che nelle idee di dirigenza e staff dovrà essere la prima punta della Varese futura. Sugli altri due elementi della panchina bisognerà far combaciare gli incastri sui passaporti, visto che uno dovrà forzatamente essere italiano. Si attendono sempre le evoluzioni relative alla panchina di Torino – che ha scelto Matteo Soragna come team manager ma non ha affondato il colpo su Gianmarco Pozzecco, e oggi in pole position è balzato Pino Sacripanti – per capire a quali condizioni sarà disponibile Antonio Iannuzzi, mentre restano aperte le altre ipotesi italiane nel ruolo di cambio degli esterni – da Stefano Gentile, sul quale però c’è Sassari, a Fabio Mian che è conteso da Trento e Torino – per avere alternative da vagliare in caso di nulla di fatto con il centro del 1991 nell’ultima parte del 2017/18 a Brindisi. Vista l’importanza di allungare le rotazioni con un giocatore rodato e affidabile, Varese vuole comunque investire buone risorse per il necessario upgrade della panchina emerso come priorità evidente nel corso della serie playoff contro Brescia. A meno di clamorosi colpi di scena, il secondo acquisto del mercato 2018/19 avrà la bandiera tricolore sul passaporto; difficile però che gli incastri tra le tempistiche del mercato e del budget da definire possano generare novità imminenti. Giuseppe Sciascia
  24. Un italiano di valore per aggiungere qualità alle rotazioni e dare corpo ai sogni playoff. Il mercato "tricolore" è già terreno di caccia per tutte le big, e anche l'Openjobmetis sta muovendo le sue pedine per delineare le sue strategie in cerca di un rinforzo importante da aggiungere all'attuale trio Tambone, Ferrero e Natali. Per ora si tratta di idee e sondaggi, perchè comunque il budget ancora da mettere a fuoco impedisce mosse decise e definitive in un quadro generale comunque ancora molto ricco di incastri. Il piano A, non necessariamente il più fattibile, indirizza verso Antonio lannuzzi, preferito di Attilio Caja sin dalla primavera 2015 e già nel mirino di Varese ai tempi della partenza di Norvel Pelle verso Torino. Di mezzo c'è però un contrattone a sei cifre abbondanti che lega ancora il centro avellinese all'Auxilium: per questo, prima della scelta del nuovo coach torinese - difficilissimo Buscaglia, possibile Sacripanti o qualche sorpresa straniera - è escluso che la situazione possa sbloccarsi in un senso o nell'altro, escludendo comunque un rientro nei ranghi della Fiat del giocatore del 1991 alla luce degli interessamenti per Cusin o Crosariol del club piemontese. Le tempistiche non imminenti di Torino potrebbero aiutare una Varese che a sua volta ha bisogno di qualche settimana per calibrare in maniera precisa il budget; nel frattempo però lannuzzi piace anche ad altri (su tutte Brindisi che gli preferirebbe Zerini, troppo simile ad Archie e Ferrero per fare al caso di Varese, ma anche Brescia se salteranno i le prime scelte Cusin e Zerini). Per questo l'Openjobmetis considera con attenzione anche il piano B, che porta a cercare un esterno italiano utilizzan-do lo slot di sesto straniero per il cambio del pivot. In quest'ottica la pista più praticabile sembra quella che porta verso Stefano Gentile: la guardia-play del 1989, in scadenza con la Virtus Bologna, porterebbe in dote duttilità ed esperienza in un reparto guardie nel quale Varese confida di trattenere Avramovic (magari attraverso la vetrina internazionale in FIBA Cup, per la quale si cerca uno sponsor per l'Europa) e cerca un playmaker importante le cui caratteristiche saranno adeguabili a quelle di Tambone e dell'eventuale altro italiano. Al momento sull'atleta campano non ci sono piste calde (potrebbe essere un nome per Sassari che però è attiva su play e pivot straniero), restano però da capire i costi dell'operazione al cambio delle risorse disponibili per il club di piazza Monte Grappa. La variante sul tema esterni potrebbe essere quella di puntare su un giocatore meno perimetrale come Fabio Mian: la guardia-ala ex Pistoia, passata da Varese dal 2009 al 2011, avrebbe costi inferiori rispetto al maggiore dei figli di Nando, anche se per l'atleta del 1992 c'è una lunga lista di pretendenti (Torino, Sassari, Trento e la stessa Reggio Emilia) pur senza una proposta concreta. In questo contesto potrebbe aprirsi spazio salariale per una ulteriore scommessa dalla A2: il legnanese Matteo Martini, comunque concupito da Cremona e Brindisi, potrebbe essere una opzione, in caso contrario si provvederà con gli ultimi due contratti locali con Matteo Piccoli in cima alla lista delle preferenze se accetterà le condizioni economiche proposte da Varese rinunciando a qualcosa in più da Jesi per giocarsi la carta della serie A nella sua città. Giuseppe Sciascia
  25. L’Openjobmetis saluta Siim Sander Vene ed è pronta ad abbracciare Dominique Archie. La 31enne ala statunitense sarà con ogni probabilità il sostituto dell’atleta estone nello scacchiere tattico della Varese che verrà. Il giocatore ex Capo d’Orlando è vicinissimo all’accordo con la società di piazza Monte Grappa, che lo aveva avvicinato dopo il primo impasse nelle trattative per il rinnovo del contratto con l’uomo della svolta della seconda metà del 2017/18. Ma mentre le richieste di Vene non collimavano con le proposte del club prealpino, Archie ha preso in seria considerazione l’offerta economica biancorossa e l’operazione è ai dettagli in vista di una fumata bianca attesa a metà della settimana entrante. Il giocatore del 1987 era già stato sondato 12 mesi fa dall’Openjobmetis per occupare lo spot di ala forte titolare, ma la richiesta economica dopo l’ottima stagione disputata a Capo d’Orlando (13,7 punti più 5,5 rimbalzi, 1,0 assist, 1,0 stoppate e il 42% da 3) era stata considerata fuori portata da Varese che aveva ripiegato poi sulla scommessa Stan Okoye (ingaggiato al 50% della richiesta dell’atleta della Georgia). Archie aveva firmato in Israele al Bnei Herziliya per una cifra ancor più alta; ma la sua stagione 2017/18 non è stata felicissima (8,6 punti e 4,5 rimbalzi), complice un gruppo ricco di solisti nel quale il prodotto di South Carolina University ha faticato ad adattare le sue doti di elemento di sistema. Che al contrario lo rendono elemento molto adatto al basket di Attilio Caja, sia pur con qualche differenza rispetto a Vene: le capacità di facilitatore offensivo (una sorta di playmaker occulto) e leader della difesa dell’estone saranno una perdita importante, ma di fianco al confermato Cain nel ruolo di centro un’ala con atletismo e qualità balistiche come Archie può comunque dare garanzie importanti. Rispetto a Vene garantisce sulla carta più punti ma soprattutto un maggior impatto a rimbalzo (7.9 e 3.2 rispettivamente le cifre stagionali dell’estone, il cui impatto però andava al di là delle pure statistiche); e questo è un aspetto importante per una Varese che oggi non ha alcuna certezza di poter nuovamente contare su Stan Okoye, che nel 2017/18 ha contribuito alla causa non solo con 15,1 punti ma anche con 7,5 rimbalzi di media (secondo solo agli 8,9 di Cain). Inoltre l’atleta del 1987 è ormai un americano “europeizzato” che conosce molto bene l’Italia: lo scelse Gianmarco Pozzecco nell’estate 2013 per l’A2 di vertice a Capo d’Orlando, lo confermo la Betaland per il 2014-15 dopo il ripescaggio estivo in serie A (13.2 punti e 6.3 rimbalzi nel suo primo assaggio del massimo campionato) salvo poi cederlo a salvezza acquisita in Belgio al Telenet Ostenda, nelle cui file Archie ha vinto due scudetti e una coppa nazionale (fu avversario dell’Openjobmetis nella prima fase della FIBA Europe Cup 2015-16). Nel 2016-17 il ritorno in Sicilia conquistando i playoff con la formazione di Gennaro Di Carlo, dopo la sofferta stagione in Israele Archie ha scelto di tornare nuovamente in Italia in un club e con un coach in grado di garantirgli la giusta collocazione e la giusta vetrina. Ed anche se per le certezze definitive sul fronte budget serviranno ancora 7-10 giorni, con l’operazione Archie ai dettagli l’Openjobmetis è pronta a dare un segnale forte di credibilità dei suoi programmi anche per la stagione che verrà. Se non ci saranno intoppi dell’ultima ora, la firma dell’ala statunitense con Varese inaugurerà ufficialmente il mercato 2018/19 per tutta la serie A italiana. La conferma di Cain e l’arrivo di Archie sono due bei regali per chi si è abbonato “al buio” a maggio... Giuseppe Sciascia
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