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La grandinata che si abbatte sul PalaDesio nell’immediato dopo partita di Cantù-Varese è un prosieguo di quel che è accaduto in campo negli ultimi 2′ di gioco. Una grandinata, ma di triple, premia l’Acqua San Bernardo in un finale in volata di un derby molto bello da guardare per un tifoso neutrale, dolorosissimo per chi invece è di fede biancorossa. La Openjobmetis cede di 4 punti, 100-96, concedendo però appunto la tripla cifra ai brianzoli e venendo punita proprio sul più bello, quando cioè i biancorossi erano riusciti a prendersi l’inerzia della partita.

Sotto anche di 11 punti, la squadra di Kastritis ha saputo risollevarsi appena in tempo grazie alla resurrezione (momentanea) di Iroegbu, tassa da pagare per 35′ e poi improvvisamente capace di accendersi. Con lui e con il solito, eccellente Nkamhoua, Varese ha rimontato e addirittura sorpassato i padroni di casa sullo slancio, ma la rincorsa si è fermata lì, davanti di 4 punti, mentre la San Bernardo ha ritrovato la mano buona dall’arco (con l’eccellente Green ma anche con Moraschini e Fevrier) e punito la difesa varesina.

Una difesa che – lo dicono i 100 punti subiti – non è stata all’altezza della fama che la squadra di Kastritis si era costruita fino a qui: il coach greco lo ha detto chiaro e tondo in sala stampa con una similitudine azzeccata. “Abbiamo giocato al casinò quando avremmo avuto bisogno di un solido conto in banca“. Giusto, anche se il coach greco non è esente da colpe, con qualche scelta micragnosa (timeout rimandati, pivot tolto sul finale del terzo periodo…) quando talvolta sarebbero servite decisioni più semplici e lineari.

La sconfitta nel derby fa male due volte, perché tra l’altro complica assai la rincorsa playoff di Moore e compagni che rimangono ottavi da soli e con una partita in meno in calendario (cosa buona) ma che sprecano un’occasione per andare a +4 sulle rivali, ben sapendo di avere un turno di riposo. Cremona è un’avversaria diretta e settimana prossima sarà al centro dell’ennesima sfida decisiva della stagione: chissà se per una volta questa Varese – che ha difetti ma anche pregi – saprà regalarsi un sorriso in una partita che è quasi uno spareggio. A Cantù è andata come non doveva, vedremo se Masnago riuscirà a imporre la sua legge ancora una volta.

PALLA A DUE

Accompagnata da un prologo caldissimo al Campus, la Openjobmetis trova una temperatura altrettanto alta a Desio: palasport strapieno per il derby numero 150, con gli ultras di casa che solidarizzano con i tifosi ospiti per il divieto di trasferta. Kastritis ha la squadra al completo e manda in campo il quintetto di sempre, De Raffaele recupera Green, sceglie Chiozza nel ballottaggio con Robinson e gli affida la regia iniziale. Sotto canestro si parte con Ballo contro Renfro.

LA PARTITA

Q1 – Un bel ricciolo di Alviti apre la contesa ma sarà l’unico vantaggio esterno del quarto perché Cantù trova in Bortolani il giocatore con cui aprire la scatola difensiva di Kastritis. L’azzurro, febbricitante, segna dall’arco e tiene avanti i suoi che tuttavia non riescono a scappare. La OJM reagisce con qualche buon taglio sotto canestro anche se paga il cattivo avvio di Iroegbu, con la mira ballerina. Kastritis ne cambia 4 in una volta, il secondo quintetto regge in difesa e Varese resta in scia: al 10′ è 20-19.

Q2 – La San Bernardo prova ancora a dare una spallata ma balbetta in lunetta e trova dall’altra parte qualche minuto ottimo di Stewart, anche se poi Carlos calerà con il passare del quarto. L’uomo in più, a centro periodo, è Nkamhoua: marcato da Ballo il finlandese domina con due penetrazioni e una tripla per il sorpasso biancorosso (33-34). Si procede spalla a spalla, con Iroegbu che finalmente inventa un 2+1 e con Ladurner che prima sbaglia da sotto ma poco dopo schiaccia il +2. Varese pregusta il vantaggio a metà gara ma un pasticcio in attacco e la tripla di Green a fil di sirena valgono il 46-44.

Q3 – Varese riparte bene nel terzo periodo (Nkamhoua e Moore) ma poi si spegne, con Iroegbu sempre in deficit e i compagni che a un certo punto smettono di fare canestro in attacco. Cantù ne approfitta pur con qualche alto e basso, poi rompe gli indugi con un’altra tripla di Bortolani e i liberi di Chiozza. Il divario si allarga: +6, +9, con Kastritis che gioca d’azzardo e non chiama timeout come fa, al contrario, De Raffaele al primo canestro ospite. Tocca a Stewart rivitalizzare la OJM (anche una tripla di Assui) che limita i danni alla mezz’ora, 76-70.

IL FINALE

Non basta, i biancorossi non riescono a spremersi oltre e nei minuti iniziali del quarto periodo sentono scivolare la partita dalle mani con Green a segno due volte e con Fevrier che aggiunge qualcosa dopo una tripla di Alviti. Varese è in tilt, butta un paio di palloni alle ortiche e sembra a fine corsa sull’84-73 (di Green ovviamente). In tribuna si festeggia ma Varese dimostra di non essere morta: finalmente tocca a Iroegbu che vive 2-3 minuti di grazia e insieme a Nkamhoua confeziona il superparziale di 3-18 che improvvisamente vale il +4 biancorosso (87-91). Servirebbe il colpo di grazia e invece De Nicolao non trema in lunetta, Iroegbu torna quello precedente con una palla persa sanguinosa e banale mentre Green riveste i panni del giustiziere. Tripla per lui, triple per Moraschini (ancora dall’angolo) e infine per Fevrier: Cantù riprende il comando e l’ultimo canestro di Moore serve solo a fissare il risultato finale: 100-96. Con tanti rimpianti biancorossi.

Damiano Franzetti


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