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Cimberio Varese 74 - Montepaschi Siena 67


Nicolò Cavalli
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Cerchi con la coda dell'occhio Pianigiani, McCalebb, Lavrinovic, McCalebb. Non li trovi e capisci che l'epopea della Siena campione di tutto (almeno nei confini nazionali) è forse tramontata. Lo comprendi ancor meglio notando l'assenza di carisma nei momenti chiave e la mancanza della cura maniacale dei dettagli, osservando infine come i giocatori in verde – per quanto validi – non siano più dei cannibali. E anche gli arbitri, rispetto a una volta, dividono i fischi (addirittura 23 liberi a 15 per Varese) in maniera equanime.
Allora inizi a intuire che la Cimberio può dire la sua, cullando sogni d'autunno nel caldo catino del vecchio Lino Oldrini. Fuori piove e fa freddo, all'interno delle mura amiche è una sciarada di palpitazioni.

[i][b]Questa volta la partenza è fenomenale. [/b][/i]Ancora prima di incominciare, la palma del peggiore in campo va allo [i]speaker [/i]ufficiale: chiama in campo la Montepaschi e declama Sakota, Banks, Rush prima di arguire di aver letto l'elenco sbagliato.
Varese comincia aggressiva in attacco – tripla di Ere, bimane di Dunston – mandando in estasi un PalaWhirlpool vestito a festa, Siena prova a rimanere in scia con Kasun (9-7). La Montepaschi sembra innervosirsi e si carica presto di falli, contesto in cui Green (5 assist nel quarto d'avvio) va a nozze trascinando i suoi sul 15-9. Brown, prima, e Hackett, poi, non riescono a far girare gli ingranaggi della creatura di coach Banchi, così i padroni di casa si issano con merito sul più dieci. È una Varese terribilmente feroce, con Dunston a dominare l'area colorata e tutti gli altri pronti a non perdere una rotazione in difesa e a osare nella metà campo d'attacco. Con Sakota e Green i ragazzi di Vitucci toccano un fantascientifico più quindici, limato dalla “bomba” di Hackett allo scadere: 27-15.

[i][b]Solo dieci punti nel secondo quarto. [/b][/i]La verve prealpina si placa contestualmente al secondo fallo della propria guida Mike Green, costretto ad assaggiare la panchina. L'attacco non pesca più la retina, mentre una Montepaschi non brillantissima trova comunque un paio di canestri sporchi, ottimi per il 27-19. Un minuto di Polonara show (entrata micidiale, stoppata, rimbalzo) e un 2+1 di Dunston ridanno un buon margine, assottigliato dal primo canestro dell'applauditissimo ex Kristian Kangur. L'anarchia accompagna alcune azioni, con il tabellone inchiodato sul 33-21 a vegliare su momenti di caos collettivo. Due fiammate di Brown e Kasun rilanciano le azioni dei verdi del Palio, poi è ancora il tignoso croato a portare a spasso uno spaesato Talts siglando il 33-27. L'asfittico attacco lombardo si sblocca finalmente con i tiri liberi Green ed Ere, però il surplus di “soltanto” otto lunghezze dell'intervallo lungo lascia un po' di amaro in bocca.

[i][b]A tratti irresistibili. [/b][/i]Un ciuffo dall'angolo di cavallo pazzo Banks incanala la ripresa nella direzione giusta. La terza penalità di Green (contatto banale in attacco) non scompone il piano partita della Cimberio, sempre oculatamente spericolata. Emblematica a tal proposito l'azione di Ere: dopo tre mezze palle perse, il nigeriano inventa un dardo poetico dai 6,75 m. Gli ospiti si affidano al solo play della nazionale, Hackett (sette punti consecutivi toscani, fino al 49-37, sono a sua firma), mentre i suoi compari maneggiano la sfera come se fosse una saponetta. Bobby Brown (-9 di valutazione finale), controfigura oscena di quel fenomeno di McCalebb, si fa fischiare un fallo tecnico, capitalizzato da Banks: in piena [i]trance[/i] agonistica, il capocannoniere dello scorso campionato israeliano trascina Varese sul 54-39. Nelle bolgia infernale di Masnago Siena vaga impaurita, trovando rari sprazzi con il luogotenente Carraretto e con il neofita Janning (nel complesso disastroso), ma assommando svarioni per i quali il buon Pianigiani avrebbe ordinato allenamenti punitivi alle quattro di notte. Peccato che Varese si specchi nella sua bellezza e non vada oltre il 57-45 della breve pausa.

[i][b]Finale vietato ai cardiopatici. [/b][/i]Il secondo quintetto tiene degnamente botta con una lodevole abnegazione difensiva e con cinque punti consecutivi di De Nicolao (62-48), quindi Vitucci ferma le animosità del [i]parquet [/i]e la rincorsa senese con un sacrosanto minuto di sospensione. Il pressing a tutto campo dei pluricampioni di Italia frutta agli uomini di Banchi un break e una dose di autostima: 62-55. La Montepaschi manca tre tiri di fila per riprendere la scia, allora è Green a sentenziare da tre il nuovo più dieci biancorosso (67-57). Kangur segna da tre, Ere lo emula, l'onda d'urto delle difese tiene vivissima la contesa. Due segnature di Carraretto e compagni sembrano modificare l'inerzia del match, quindi Dunston assesta una stoppata in difesa annichilendo il buon KK. La Cimberio fatica a incrementare il proprio bottino, allora sfodera il meglio di sé con un recupero in difesa e un rimbalzone offensivo. Sul capovolgimento di fronte, però, Moss è letale dalla grande distanza 70-67. Varese sbaglia malamente l'ennesimo attacco, così Banchi può disegnare l'azione con ventun secondi sul cronometro. Hackett cerca due punti rapidi ma trova solo il ferro, allora Green dalla lunetta e la fuga per la vittoria di Ere valgono il 74-67.

Poi è solo un battere di mani convulso e un susseguirsi di cori. Con la canzone “Vitucci portaci in Europa” al numero uno della hit-list della curva. Sono grida di soddisfazione che a ottobre significano poco, ma il fatto di andare a Bologna – domenica sera – per un scontro diretto da primato fa venire le vertigini. In ogni caso, ben venga un lieve giramento di testa: dopo tanti anni nascosti negli scantinati di bassa o media classifica, si percepisce area fresca.

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