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Cimberio Varese 83 - Enel Brindisi 71


Nicolò Cavalli
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Diffidate dai giornalisti, dalle lunghe e fantasiose narrazioni infrasettimanali, dai pronostici facili. Il quadro, delineato nelle lunghe presentazioni alla sfida di stasera, assume tinte e colori che più diversi non potrebbero essere. Dalle distinte sciorinate in base bollettini della vigilia, infarciti di morti e feriti, rimane fuori solo Ere: giocano Banks, Reynolds e Ndoja. Della Cimberio stanca e sulle gambe vi è solo un pallido ricordo, della furia atletica dei ragazzi di Bucchi non si vede neppure l'ombra. Ne esce un piacevole stravolgimento sfruttato in maniera eccellente dal collettivo lombardo, coeso e ferreo nella volontà di cancellare il primo passo falso casalingo stagionale.

[i][b]Regna il disordine. [/b][/i]Le due squadre sono specialiste del basket offensivo (all'andata fu un clamoroso 110-118 dopo un [i]overtime[/i]) e non a caso in meno di due minuti il punteggio è già di 5-6. Varese, però, non ha la stessa esplosività fisica e gli stessi effettivi di fine settembre, così la manovra non appare energica come nelle migliori occasioni. Attenta a non dare sfogo a Gibson, capocannoniere della massima serie, la Cimberio perde troppe volte la marcatura su Robinson e Viggiano: 8-14 e time-out di ordinanza. L'emblema del momento difficile è immortalato dalla stoppata subita da Green e dall'impotenza a rimbalzo di Duston; per fortuna Polonara tiene sull'attenti i suoi con una buona dose di carisma. Un'improvvisa folata biancorossa, ispirata da Rush e Green, riporta il tabellone in equilibrio, poi Dunston sfoga tutta la rabbia sul ferro con la bimane che vale il 17-16. L'Enel si prodiga lodevolmente ad assommare palloni persi in sequenza (addirittura sette nel primo quarto), intanto il PalaWhirlpool diventa una “bombonera” per l'insperato ingresso sul parquet di Banks. Una sciarada di scelte caotiche – da ambo le parti – tiene bloccato il tabellino, poi Reynolds inventa un paio di entrate per il 21-22 di fine periodo.

[i][b]La Cimberio soffre sotto le plance ma è in partita. [/b][/i]Un canestro pulito dalla media di Sakota e una segnatura facile di Dunston fanno da contraltare a qualche difesa morbida come un cuscino, 27-26. Il magic moment dell'ala grande balcanica porta in dote cinque punti di fila, ma il sussulto viene sedato dalla tripla di Formenti e dalla penetrazione “passeggiata” di Robisnon: 32-33. De Nicolao illumina il parquet con una cerata di personalità, dall'altra parte lo spauracchio Robinson – bottino ricco di sedici segnature prima della pausa – continua a costruire pentole, coperchi e gancioni stile anni settanta. Sotto canestro risuonano le note dolenti della prima fetta di partita, il dato di 11 a 21 a favore dei pugliesi lascia perplessi. Green è un maestro nel subire falli in entrata (ben sei uomini di Bucchi vanno alla pausa lunga gravati da due penalità), però si perde in leziosismi: il suo passaggio intercettato, al pari dell'[i]alley-oop[/i] sbagliato da Polonara, gridano vendetta. Achille emenda subito l'errore, la sua cavalcata in contropiede vale il pareggio a quota 39. I giochi restano apertissimi.

[i][b]Lo show nel novello Poz. [/b][/i]Vitucci continua saggiamente a variare le coppie di lunghi per non dare punti di riferimento ai brindisini, gli ospiti non si scompongono e macinano punti con Gibson: 44-46. Un immenso De Nicolao si esalta dalla lunga distanza con due ciuffi e poco dopo (rimbalzo offensivo per il più tre) rimedia, con sorprendente maturità, alle forzature dell'omologo Green. Sull'onda dell'entusiasmo i bianco-rossi cominciano a correre e a dare spettacolo: Talts sigla dal perimetro il canestro del 56-48. La fiducia sembra pervadere in maniera decisiva il quintetto di casa, trascinato dalla verve del suo gioiellino classe 1991 in regia, però le amnesie difensive consentono a Simmons di ergersi a protagonista per la rincorsa Enel: 59-56. La Cimberio riprende fiato con la cattiveria agonistica di Rush e con il canestro liberatorio di Banks, preludio alla stoppata assestata a fil di sirena da Dunston. Si va all'ultimo mini intervallo sul 63-58.

[i][b]I prealpini non vogliono un arrivo in volata.[/b][/i] Il messaggio è inviato a chiare lettere con il parziale di otto a zero nel bruciante avvio di ultimo periodo. Il canestro di Green, quello del 73-61, corona il break con un dato statistico impressionante: in poco più di due minuti Varese è andata a segno con tutto il quintetto. La compagine di coach Bucchi prova a restare in scia con i preziosi guizzi di Formenti (l'uomo che non ti aspetti), ma il bonus di falli subito speso e l'annosa questione dei palloni persi (21 contro solo 8 recuperati) sono gravosi tributi da versare all'erario della capolista. L'ossigeno e la lucidità iniziano a scemare, l'Enel ne approfitta solo in parte complici percentuali invernali. Varese si affida a Dunston, finalmente nella versione di colosso risolutore, e scappa via, assaporando il successo, con il dardo del killer silente Rush: 80-67. Gli ultimi centocinquanta secondi sono una gioa per i quattromila di Masnago, allietati dall'impegno encomiabile dei ragazzi. Gente che non ha paura di agguantare ogni pallone vagante, di contendere ogni rimbalzo, di difendere allo strenuo nei momenti decisivi.

Parole e musica ai fedelissimi del fortino di Varese: vi vogliamo così. I gufi, con le loro bambole voodoo e la convinzione che questo sia un fuoco di paglia stagionale, per ora restano delusi. Almeno per un'altra settimana questa banda di giovane terribili resta capolista solitaria.

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