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Cimberio Varese 84 - Giorgio Tesi Group Pistoia 73


Nicolò Cavalli
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Una partita dai due volti, terribile il primo, spumeggiante il secondo, consegna alla Cimberio momenti di serenità in una stagione travagliata. La solidissima interpretazione della ripresa, con De Nicolao, Banks e Polonara sugli scudi, ribalta una sfida cominciata in maniera imbarazzante. Bene così, anche se obiettivi più nobili – l'accesso alla [i]post season –[/i] sembrano preclusi. E rimpiangerli sarebbe come raccogliere le lacrime sul latte versato.
 
[i][b]Bentornato Gek. [/b][/i]I primi applausi della serata si sostanziano in due minuti abbondanti di [i]standing ovation [/i]per il sempreverde Giacomo Galanda, atleta di rara eleganza e pacatezza, omaggiato con lo striscione “bentornato capitano” e con un senso di riconoscenza da pelle d'oca al momento della presentazione delle squadre. All'appello manca invece KeeKee Clark: motivazioni ufficiali parlano di influenza, la ridda di voci della tribuna stampa avvalora la teoria della transazione.
L'avvio delle ostilità è tutto a tinte toscane: il quintetto giovane e atletico di coach Moretti scrive sul tabellone un eloquente 0-9 con Wanamaker, Daniel e Washington. Trovati i primi accorgimenti tattici in difesa, la Cimberio inizia ad ingranare anche sul fronte offensivo con la prima tripla a segno, firmata da Polonara per l'8-13. Le cattive iniziative del Johnson di Varese – forzatura da sette metri e due assist per gli avversari dopo avventati[i] tap-out[/i] – restituiscono la doppia cifra di margine agli ospiti, lesti a capitalizzare fino al 10-20. Un finale convulso e disordinato, senza play-maker o affini (alla sparizione di Clark, si sommano i due falli di De Nicolao), induce il pubblico a strapparsi i capelli. Buon per i nostri che Pistoia si addormenti a sua volta, senza incrementare ulteriormente il già pingue 13-21.
 
[i][b]Momenti di panico. [/b][/i]Se le grottesche disavventure del povero Nicola Mei possono essere giustificate dall'inesperienza, le ripetute umiliazioni subite in uno contro uno da Ere e Polonara sono un assordante campanello d'allarme: i colpi di Meini e di Washington valgono il +14 esterno (13-27). La Cimberio vive di sporadici lampi e di preoccupanti svarioni, assumendo un andamento ciondolante condito da palloni persi, sette in meno di metà gara, ed inferiorità sotto i ferri. Il regista Wanamaker (visto nelle Prealpi nel precampionato 2012 ma mai messo sotto contratto, ora riapparso nelle vesti di un tornado) ispira la banda marchiata Giorgio Tesi Group e regala assist al bacio, fucina di canestri da dentro e fuori dall'arco. Bizzozi dà la sensazione di crederci e chiama un minuto di sospensione in occasione del 24-40, allora Scekic e Sakota ripagano la fiducia con preziosi segnali di vita: il parziale di 10-3 riavvicina Varese, seppur a piccoli passi, prima dell'intervallo lungo.
 
[i][b]Reazione di orgoglio. [/b][/i]Rinfrancata dal quarto d'ora di meditazione – pacata od animosa non ci è dato saperlo – la Cimberio azzanna il [i]parquet[/i] e risale fino al 41-43, abbinando fisicità e circolazione di palla. Pistoia pesca dalla spazzatura le segnature di Washington e JJ Johnson, però cede il timone del comando dopo il secondo ciuffo di Achille Polonara e l'entrata vincente di De Nicolao: 51-49 tra un tripudio di vessilli biancorossi. E, senza voler guardare con altezzosità in casa altrui, il fatto che l'ottimo Moretti aspetti cinque minuti buoni di affanno per chiamare time-out lascia basiti. Banks imperversa dalla media distanza con gli amati arresti e tiri, Wanamaker si mostra un trascinatore, PolonAir si appende al canestro in contropiede (57-53): finalmente una pallacanestro da serie A per gli affezionati del PalaWhirlpool. I biancorossi, fin troppo galvanizzati, sciupano un paio di colpi da k.o., ma mano lesta Scekic regala il più otto a fil di sirena: 65-57 al termine di un periodo superbo da 31 punti segnati (solo 14 subiti) con il 72% dal campo e 5 assist.
 
[i][b]Il giusto premio gli inossidabili tifosi. [/b][/i]Nonostante le folate di Gibson, la Giorgio Tesi piomba negli annosi problemi di mal da trasferta – un solo hurrà a domicilio in tutta la stagione – e concede spazi nei quali De Nicolao, Rush e Banks vanno a nozze. Sul più undici (74-63) la Cimberio patisce un calo fisiologico e, in maniera improvvida, ricade negli errori di inizio match: secondi tiri concessi agli avversari, Daniel [i]in primis[/i], e soluzioni prevedibili in attacco. Uno dei pochi sussulti di esperienza del Presidente Johnson e gli errori di pura foga commessi da Pistoia lasciano un margine di sette punti all'imbocco del rettilineo conclusi (78-71 al '37). Qui i ragazzi di casa rimangono ligi sul pezzo e, senza strafare alla ricerca del ribaltone rispetto al meno tredici dell'andata, incamerano due punti attesi tra le mure casalinghe da tre, lunghissimi, mesi.
La trasferta di sabato prossimo, nella classicissima del Pianella, farà da spartiacque tra i possibili obiettivi di fine anno: con la salvezza sigillata, serviranno almeno quattro vittorie per tentare di insidiare le lanciate Reggio Emilia e Caserta nella corsa ai play-off. Soprattutto, dato più rilevante, la vittoria di stasera ripaga gli sforzi di amici venuti da Regioni lontane per ammirare dal vivo la nobiltà della Pallacanestro Varese: dopo mesi di patimenti e mal di pancia, adesso gustiamoci un derby senza aver nulla da perdere.

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