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Cimberio Varese 85 - Scavolini Banca Marche Pesaro 70


Nicolò Cavalli
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Trenta minuti di sbadigli, disattenzioni ed equilibrio prima del brindisi finale. Con un ultimo quarto che ribadisce quanto sia devastante Varese nel momento in cui innesta le marce alte. Poi la cornice festosa assume le tinte bianco-rosse e si trasmuta in un intero palazzetto che avvolge i suoi eroi e chiede loro di non fermarsi qui. Un giro di campo che non vuole finire mai, tributo doveroso per omaggiare gli artefici della stagione regolare più bella del nuovo millennio.

[i][b]Pallacanestro dozzinale. [/b][/i]Pronti via e l'andamento della partita denota connotati evidenti. La Scavolini – paga di una salvezza conquistata con largo anticipo – corricchia e spara ad oltranza dal perimetro, la Cimberio predilige i fronzoli alla sostanza. Gli ospiti ottengono un fugace vantaggio con Barbour e lo incrementando con Stipcevic (fischiatissimo dalla curva, indifferente al resto della platea del suo vecchio palazzetto), quindi Green e Banks ristabiliscono l'equilibrio sul nove pari. Il proliferare dei fischi rende il gioco spezzettato e certifica l'incerta attitudine della capolista dalla linea della carità: caratteristica da migliorare in vista degli imminenti play-off. Il giovane Traini, classe 1992, e il veterano Ere danno via alla tenzone del tiro da tre, fondamentale in cui si esibisce con successo anche Mack per il 15-19. La galleria degli orrori prosegue fino alla fine del parziale d'avvio senza partorire cambiamenti di punteggio.

[i][b]Equilibrio soporifero. [/b][/i]Crosariol sfrutta la sua altezza imponente per una schiacciata ad alta quota, De Nicolao prova a mettere in moto dai 6,75 m Ivanov (esordiente inserito nelle rotazioni al posto di Talts) ma i primi punti del bulgaro arrivano dopo un tap-in fortunoso. Thomas si segnala per la tripla pulita del 19-26, Banks predica nel deserto dell'offensiva prealpina. Green anestetizza le azioni di Varese, Vitucci alterna tutti gli effettivi sperimentando quintetti naif, Sakota bada al concreto con due dardi che riavvicinano lo [i]score[/i]: 29-31 e time-out di Markovski. La Cimberio alza il tono difensivo e l'approccio difensivo, però Barbour e Crosariol (ingestibile nel pitturato) non si lasciano intimidire. Mike Green cambia volto trascinando i suoi sul 36 pari, quindi ancora il lungo pesarese – già in doppia cifra – sigla indisturbato i punti del 38-41. Due ingenuità dei marchigiani, a compendio di un primo tempo deludete su ambo i fronti, regalano a Banks e Sakota i liberi del sorpasso. Ben più calorosi gli applausi dedicati agli eroi della Pallacanestro Varese in carrozzina, al centro del campo all'intervallo per celebrare la recente promozione in A-2 al termine di un'annata entusiasmante.

[i][b]La Cimberio prova ad accelerare. [/b][/i]Le due squadre tornano dalla ripresa con più vigore atletico e tenacia, tuttavia le voragini difensive permettono canestri facili ai vari Cavaliero e Bryan (46-48). Stipcevic converte in oro una palla sporca, il duo Green-Dunston ritrova il [i]feeling [/i]abituale, De Nicolao e Crosariol danno vita a storie tese dopo un recupero: è partita vera, contro ogni pronostico della vigilia. I 4300 di Masnago possono finalmente tornare a far tremare le tribune dopo una sequenza di azioni da battaglia, con il 54-51 siglato da Dunston dopo due rimbalzoni di Ivanov, re dei palloni vaganti. La “Scavo” è comunque bravissima a reggere l'urto della capolista (reso più fragoroso dalla tripla del + 7 targata De Nicolao) e a rimanere in scia sul 60-57 di fine terzo quarto.

[i][b]Nel segno di Sakota. [/b][/i]I marchigiani diventano ermetici e bloccano a lungo la verve realizzativa di capitan Ere e compagni, però si mangiano le mani quando – dopo varie possibilità di contro sorpasso gettate alle ortiche – subiscono le “bombe” di un indiavolato Sakota: 67-59. Insomma, tutti ad aspettarsi i morsi velenosi di Stipcevic, ma è Dusan a portare le stigmate dell'ex ispirato e risolutore. Il quintetto rude, con De Nicolao e Cerella a dettar legge in trincea, disinnesca i residui bellici pesaresi e si issa sulla doppia cifra di vantaggio (72-62 con i tiri liberi del novello Poz). La formazione del volpone Markovski ha già la testa alle vacanze ma chiude con dignità una stagione travagliata. Il resto è solo accademia in un clima da festa: la capolista se ne è andata e nessuno può più insidiarla.

Per il pubblico si esaurisce una [i]regular season [/i]da sogno, con quattordici successi casalinghi su quindici partire, e un primato globale che mancava dal 1988. La classe del Professor Vitucci si presenta alla maturità con un 9 in pagella da confermare in un'estate sicuramente torrida. La prima traccia sarà un tema che verterà sulla lotta contro Venezia. Rivale storica e tignosa, nonché unica compagine ad aver violato il PalaWhirlpool da settembre ad oggi. Tutti in palestra a studiare per dieci giorni: vietato concedere il bis ai lagunari.

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