Trenta minuti di pura sofferenza sportiva: palloni persi in sequenza, rimbalzi lasciati all'avversario, dettagli trascurati. Poi d'un tratto Varese ha assunto il volto della capolista, macinando energia e punti. L'Acea si è sciolta, perdendo per falli la batteria dei lunghi (Czyc, Lawal, Jones), e ha concesso il fianco alla capolista.
La Cimberio questa sera ringrazia un meraviglioso Sakota (21 punti e 5/7 dalla lunga) e cuore di capitano Ere (capace ricucire lo strappo nella fuga capitolina). Dopo un primo tempo di vivida tensione in cui i ragazzi di Vitucci hanno condotto (35-32 alla pausa lunga) ma non sono riusciti ad andare in fuga, nella ripresa Roma ha accelerato con Goss e Taylor fino a toccare i quattro punti di vantaggio. A quel punto Dunston è diventato un fattore, occupando l'area e costringendo la formazione di Calvani a rifugiarsi in sbilenchi tiri dall'arco: 3/21 totale. Nel finale, dopo l'ultimo tentativo di rimonta laziale, il leader Green – stasera un pò sottotono – ha assestato i colpi decisivi. Dopo una nottata di difficoltà sotto le plance (33-41), di “braccino” tennistico e di poca fluidità, i biancorossi si sveglieranno comunque domattina con la consapevolezza di poter tornare i grandi.
Ventiquattro ore e poi sapremo se potremo continuare a sognare a occhi aperti: il popolo di Masnago vorrebbe destarsi dai voli onirici il più tardi possibile...

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