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Coppa, una rivincita con ironia


simon89
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[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Stefano Coppa plaude al rifiorire dell’Openjobmetis garantito dal tris di vittorie contro Torino, Gaziantep e Trento che ha permesso alla squadra biancorossa di allontanarsi dalla zona salvezza e continuare la corsa in FIBA Europe Cup. Ma plaude soprattutto alla capacità di società e staff tecnico di compattare l’ambiente dopo la sconfitta di Capo d’Orlando: «In una settimana sono arrivate tre vittorie importantissime che ci allontanano dalla zona pericolo e danno tanto morale ma non dobbiamo sentirci appagati».[/font][/color]
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[color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']«I successi sono figli di un lavoro che viene da lontano - aggiunge - e sta cominciando a dare frutti: ho sempre creduto nella capacità dello staff tecnico di trovare il bandolo della matassa. Sono stati commessi errori cui abbiamo posto rimedio: adesso la squadra ha un’identità e un volto ben precisi. Malgrado critiche anche feroci siamo stati in grado di compattarci uscendo con le nostre forze da una situazione difficile. Con lo staff abbiamo lavorato duramente negli ultimi venti giorni per dare serenità all’ambiente e la squadra ha risposto mettendo insieme tre prestazioni notevoli».[/font][/color]
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[color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Il presidente ricorre all’ironia per rispondere alla contestazione nei suoi confronti da parte degli Arditi: «Sarà un caso, ma da quando cantano “Coppa vattene” non abbiamo più perso tra le due gare contro il Gaziantep, la trasferta di Torino e il match di domenica: non fosse altro che per la scaramanzia, mi auguro che si prosegua il più a lungo possibile» «Scherzi a parte - prosegue - il campo sta iniziando a dare ragione a chi, come me, pensava che la squadra non fosse profondamente sbagliata, ma bisognosa di correttivi mirati. I tre innesti hanno dato un volto diverso: Kuksiks è prezioso per qualità difensive e tiro, Kangur è il collante e l’anima del gruppo, mentre Wright è un playmaker vero che ha dato ordine».[/font][/color]
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[color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']La svolta decisiva è stata proprio legata all’arrivo del playmaker statunitense, che ha sistemato gli equilibri del gruppo: «La maggior qualità di Chris è quella di non essere egoista, e in questo modo rende tutti più sereni a iniziare da Davies, che sta iniziando a capire cosa abbiamo bisogno da lui. Sono spariti i personalismi per merito suo e dello staff tecnico, che ha insistito sul concetto di coralità facendo capire a tutti qual’era la strada giusta. Squadra iniziale non adatta all’allenatore? Era la prima volta che si lavorava inseme e c’è voluto tempo per conoscerci; non è un caso che i correttivi di mercato siano andati nella direzione desiderata dal coach. Forse su Wright i tempi sono stati troppo lunghi, soprattutto in un periodo nel quale gli infortuni, e in particolare l’assenza di Cavaliero, ci sono costati tanto. Ma sono convinto che nelle prossime due settimane, con due sole partite di domenica, ci siano ancora ampi margini di miglioramento».[/font][/color]
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[color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']E con la salvezza virtualmente acquisita in campionato, l’obiettivo Final Four di FIBA Cup diventa prioritario: «Il passaggio del turno è un traguardo concreto, ed anche per questo abbiamo investito su Bezbradica, atleta ingaggiato per darci una mano in allenamento e allungare le rotazioni in Europa. Vogliamo provare a raggiungere le Final Four e valutare se ci saranno le condizioni economiche per organizzarle a Varese, provando a coronare nel modo migliore la nostra partecipazione a questa manifestazione».[/font][/color]
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[color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Infine Coppa attende notizie dai vertici di “Varese nel Cuore” relativamente all’eventuale prosecuzione del mandato presidenziale in scadenza al 30 giugno, ma propone un futuro basato sulla continuità con Moretti in panchina e uno zoccolo duro formato dagli italiani.[/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']«Non so se sarò ancora io alla guida della società: la scelta spetta al consorzio, che conosce le mie condizioni per rimanere, senza con questo voler porre ultimatum. Però mai come quest’anno si potrebbe programmare in tempi rapidissimi, partendo da uno staff tecnico consolidato senza la necessità di un rodaggio lungo 5 mesi come nella stagione in corso e sui contratti pluriennali non a salire degli italiani. Sul resto, a iniziare da Wright, ragioneremo in tempi rapidi: una partita non fa primavera, però i prossimi due mesi ci daranno risposte per avere idee chiare già a maggio».[/font][/color]
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[color=rgb(0,0,0)][font='Open Sans']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

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