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La rabbia dei fedelissimi. Tifosi indignati per la "resa" in Champions 


simon89
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La sconfitta "non giocata" contro Klaipeda scatena la rabbia dei tifosi di Varese. I frequentatori abituali del PalA2A non hanno gradito il getto della spugna da parte di coach Moretti a metà del terzo quarto dando ampio spazio ai giocatori della panchina per preservare i titolari (al netto dei problemi di salute di Maynor) in vista della trasferta di Trento.

Una scelta criticata in maniera pressoché unanime dagli abbonati di tutti i settori alla luce della sensazione diffusa di una rinuncia anticipata alle residue chances di qualificazione in Champions League: «Ci sono state anche sconfitte peggiori, ma rinunciare a giocare dopo qualche minuto del terzo periodo è stato inaccettabile - afferma Roberto Angioletti, abbonato di Parterre -. La società ha investito risorse per disputare la Champions League, ho sentito lamentele per i pochi abbonamenti venduti, ma se la considerazione per la coppa è quella vista mercoledì c'è poco da stupirsi. A fine partita ho sentito anche qualche applauso, c'è ormai un clima di assuefazione alle sconfitte che rischia di creare disaffezione attorno alla squadra».

Ancora più critico Alberto Mario Rossi, abbonato in Galleria: «Mercoledì abbiamo assistito ad un allenamento, per i quali però non si vendono abbonamenti. Mai avrei pensato che si arrivasse a rinunciare a giocare, soprattutto in casa, nel modo in cui s'è fatto contro Klaipeda: chi pensa di vendere in questo modo il prodotto Pallacanestro Varese dovrebbe cambiare mestiere. E andrebbe risolta la continua ambiguità tra un coach che palla della Champions League come fardello e un d.g. che la considera un'opportunità».

Toni più sommessi ma messaggio sostanzialmente analogo per Marco Fanfoni, abbonato di Tribuna Gold: «Alzare bandiera bianca dopo un buon primo tempo è stato un peccato e, pur capendo le situazioni contingenti per i problemi fisici e la testa alla trasferta di Trento, la ripresa è stata poco gradevole. Di certo c'erano altre aspettative legate al nuovo corso societario e alla continuità di tecnico e alcuni giocatori; percepisco invece un certo lassismo a livello tecnico e caratteriale che si ripercuote negativamente sui risultati creando delusione nel pubblico».

Considerazioni più generali sull'impegno dell'Openjobmetis da parte di Alessandro Cappelletti, fedelissimo di Galleria: «Anche i Roosters di Recalcati utilizzarono l'Eurolega per allenarsi; ma poi i risultati si videro nei trionfali playoff della Stella. Scegliere di "non -giocare" così la Champions League è stata un'occasione persa: la squadra ha smesso di crescere, è aumentata la frustrazione dei tifosi ed è stata tutta pubblicità negativa per il brand Pallacanestro Varese».

Giusto registrare anche il parere di chi difende le scelte del coach come Renato Vagaggini, tra i fondatori de "Il basket siamo noi" («Moretti ha fatto benissimo: Maynor e Kangur non stavano in piedi, una volta finiti sotto di 10-12 punti era giusto risparmiare le forze per Trento»). Ma tra gli "Indignados" per le modalità della sconfitta ci sarebbero anche tifosi eccellenti (leggi consorziati e sponsor) che hanno mal digerito la modalità "resa senza condizioni" del secondo tempo. Se l'impresa anti Reggio Emilia aveva fatto nuovamente scattare il feeling tra allenatore e ambiente, mercoledì c'è stato un passo indietro lungo e ben disteso...

Giuseppe Sciascia

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