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Le "tre C" e l'amore ritrovato di tutta la città


simon89
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[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il risultato più inatteso nella cornice più difficile della manifestazione meno coinvolgente di una stagione che potrebbe rimanere nella storia non solo per il 70° compleanno. [/font][/color][/size]
 
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'Openjobmetis prosegue nell'inarrestabile parabola ascendente degli ultimi due mesi, spegnendo le velleità dell'Elan Chalon padrona di casa con una prova all'insegna di cuore, carattere e... "attributi". Le "tre C" della squadra di Moretti sono la testimonianza della maturità e nella fiducia reciproca acquisita dal gruppo biancorosso, capace di non sprofondare sotto la pioggia di triple francesi del secondo quarto restando sempre con la testa nella partita per imporre la sua capacità di esaltare le qualità dei singoli all'interno del collettivo. «Ad oggi in Italia non c'è una squadra migliore di Varese in termini di organizzazione e coralità»: parole e musica di uno dei (pochi) addetti ai lavori presenti al Colisèe. Il risultato è una squadra che pur senza una superstar conclamata riesce a regalare emozioni forti ad una città tornata ad innamorarsi dell'Openjobmetis grazie alla capacità dei giocatori di (ri)conquistare il pubblico con il suo atteggiamento e la sua grinta costante. [/font][/color][/size]
 
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Domani contro Francoforte servirà un'altra impresa con la necessità di recuperare la pietra angolare Wright (leggermente scavigliato nell'ultima azione, ma all'uscita dal Colisèe non sembrava eccessivamente sofferente) per riuscire a salire l'ultimo gradino sul tetto dell'Europa griffata FIBA. Che sarà pure la terza, ma per questa Varese ha un valore importantissimo al di là dei 250mila euro in palio e della possibilità di entrare dalla porta principale nella nuova Champions League. Ironia della sorte, proprio la "coppetta" troppo spesso snobbata da tifosi e addetti ai lavori, potrebbe regalare a Varese una notte internazionale magica che la città non vive dall'ultima fase dell'era Borghi (vittoria della Coppa delle Coppe 1980 con Dodo Rusconi in panchina e Dino Meneghin in campo). In attesa di notizie sull'eventuale disponibilità di ulteriori biglietti (al momento i posti disponibili sembrano quasi azzerati) domani è pronto a scatenarsi l'esodo dei tifosi alla volta di Chalon; l'OJM che a inizio stagione aveva fatto disperare i tifosi ha compiuto passi da gigante dal debutto europeo del 27 ottobre, e ora ha la possibilità di scrivere la pagina più bella del primo scorcio del terzo millennio.[/font][/color][/size]
 
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

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