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Masnago sogna un giorno da leoni


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[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Toccato il fondo, si risale: lo spera ardentemente il tifoso pur sotto una costellazione di vane attese e illusioni. Resta solo da capire quale possa essere, in realtà, la misura più infima di una crisi così perniciosa che talvolta appare persino come un male incurabile, mentre altre lascia intravedere una lenta guarigione. Un solo successo nelle ultime sette gare può far supporre che al peggio non c'è fine ma è ammissibile anche l'altra ipotesi, quella d'un colpo di coda salutare, soprattutto per una dovuta serenità d'animo, infinitamente preziosa quando non si possono disperdere le ultime convinzioni.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Oggi a Masnago è di scena Venezia, un club diventato molto ambizioso. Ne sa qualche cosa Carlo Recalcati (foto Blitz) che, nonostante un'invidiabile posizione di classifica, è sempre sotto assedio, pressato com'è dal suo incontentabile presidente. L'allenatore della Stella, probabilmente invidiato per la sua collocazione in una delle città più fantastiche al mondo (salvo esserci stato da settembre ad oggi due, tre volte, vivendo a Marcon, in campagna), già medita di ritirarsi a fine stagione. Probabilmente esaurito da un interventismo societari, capibile ma eccessivo, peraltro alla luce di risultati che, se fossero arrivati qui, si sarebbe già santificato Gianmarco Pozzecco. Il quale, pur accarezzato dall'intoccabilità, sta soffrendo le pene dell'inferno.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Venezia, nella nostra storia, è stata una bestia nera, non dimenticando una retrocessione e immediatamente dopo una mancata promozione per mano dei lagunari, spietati e cinici in entrambe le occasioni proprio a Masnago.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Oggi, nonostante tristi ricordi e cattivi pensieri, prorompono sulla scena curiosità e carica e ben oltre i più onesti steccati di quel raffronto tecnico che esiste tra le due formazioni, l'una senza Diawara, l'altra attrezzata e completa, peraltro alla ricerca di un altro rinforzo. Ovviamente temiamo per Rautins e Callahan, da tempo gli ultimi ad arrendersi, qualora Recalcati piazzasse un paio di tenaci secondini ai loro fianchi per interdirne tiri comodi. Tuttavia il tecnico canturino evita di entrare nello specifico di mosse e consegne temendo piuttosto una rabbiosa reazione di Varese (in campo e sugli spalti) nonché una fatal compensazione dopo averla rapinata nell'andata grazie al gol dell'ex , intendendo una fucilata allo scadere di Phil Goss, sempre più un asso fra le maglie di questa pallacanestro dai valori crollanti.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Rispetto a quella partita Varese, corretta e ritoccata com'è stata, è cambiata nell'asse play-pivot: se in peggio o in meglio lo intuiremo oggi, non avendo sin qui, in regia o da quelle parti - con il declamato Maynor al posto di un puntero triste (come il rimpianto Robinson) - registrato alcun progresso se non l'esatto contrario, felici d'essere improvvisamente smentiti. Ovviamente non c'è più Daniel per il sollievo di una piazza che non lo sopportava più ma anche, guarda caso, dello stesso Recalcati che a suo dire era stato più fastidioso di un insetto molesto. Dunque nelle premesse, per motivi opposti, l'uscita di scena di Daniel mette tutti d'accordo. Resta da sperimentare Jefferson, il nuovo pivot biancorosso, preceduto qui da giudizi abbastanza discordi tra chi giura su sue determinate qualità, come agilità e intimidazione, personalità e voglia di imporsi, e chi invece non gli riconosce uno straccio di potenzialità offensiva a tre metri dal canestro.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Ogni prefigurazione è soggettiva, inutile acclamarlo o bollarlo preventivamente: lo aspettiamo per capire quale potrà essere il suo rendimento, fra l'altro in una categoria superiore.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Godiamoci questa sfida, ricca di potenti motivi soprattutto per Pozzecco e i suoi uomini, attesi a un giorno da leoni.[/size][/font][/color]
 

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