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Meglio di Attilio solo Milano, Trento e Venezia


simon89
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[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Un ritmo da playoff per un finale di stagione che apre addirittura il libro dei rimpianti. Lo show balistico di Pistoia porta a quota 4 le vittorie consecutive di una Openjobmetis che col ritorno a pieno regime di Eric Maynor e il recupero di una condizione efficace di Rautins e Diawara sta prepotentemente risalendo la china. Troppo tardi per riaprire una volata playoff chiusa ormai da oltre un mese, anche se la classifica parziale delle ultime 10 gare - ossia da quando in panchina siede Attilio Caja - vede i biancorossi al quarto posto a 12 punti dietro i 16 di Milano e Trento ed i 14 di Venezia. [/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']A conferma che comunque la Varese di quest'anno è stata martoriata da troppi acciacchi per esprimere appieno un potenziale superiore a quanto espresso dalla graduatoria attuale. Certo, però è doveroso dare credito al coach pavese: svolto il lavoro di base da "pronto soccorso" nel traghettare i biancorossi verso la salvezza, la mentalità del lavoro in palestra che Caja ha saputo instillare nel gruppo ha dato frutti sostanziosi (anche se tardivi) in questo finale di stagione in cui l'Openjobmetis ha messo in campo il massimo delle energie a dispetto di motivazioni di classifica ormai azzerate.[/font][/color][/size]
 
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Adesso più che al congedo di domenica prossima contro Avellino si pensa a disegnare la Varese che verrà, con ogni probabilità ripartendo quasi daccapo sul fronte giocatori. Ma il raid di Pistoia senza motivazioni di classifica e in assenza di Eyenga - ad oggi l'unico elemento del roster che ha più del 50 per cento di chances di restare - è un'ulteriore medaglia da mettere sul petto di Caja, che invece sembra poter essere (anche grazie al suo solido rapporto con l'ala congolese) uno dei punti fermi per la stagione 2015/'16. Resta però il passaggio chiave della scelta del direttore sportivo che dovrà comunque sposare la filosofia del "5+5" della quale il coach pavese sembra comunque l'interprete ideale visto il suo ruolo nei quadri tecnici della Nazionale sperimentale. Una strategia probabilmente più adatta a Giulio lozzelli (che per due anni di fila l'ha applicata a Pistoia, facendo in entrambi i casi il massimo - playoff o non playoff - rispetto al budget disponibile) piuttosto che ad un superesperto del mercato americano come Nicola Alberani. [/font][/color][/size]
 
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il primo snodo futuro è comunque alle porte, toccherà al CdA della Pallacanestro Varese scegliere la direzione giusta. Anche se colui che lo guida ha scelto Maynor prima e Caja poi: una volta che l'ex Oklahoma City si è tolto di dosso la ruggine, ha sfoggiato le stimmate del leader mostrando di avere dentro tanta voglia di rilanciarsi. Proprio l'asse tra un allenatore "da palestra " deciso a sfruttare la chance di fare breccia nel cuore di una piazza storica, e di un giocatore deciso a ricostruirsi un credibilità dopo 10 mesi fuori dal grande giro, ha regalato all'Openjobmetis un finale di stagione sereno che sembrava impensabile solo due mesi fa. Ripartire da Caja ed Eyenga significherebbe la garanzia di un nucleo solido basato su serietà, mentalità ed applicazione, attorno al quale ricostruire una Varese da playoff.[/font][/color][/size]

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