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OJM, antidoto alla crisi. Oggi il summit tecnico


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Toto Bulgheroni soffre per due motivi diversi ma egualmente “spinosi”. Il primo, di natura strettamente personale, è il nuovo intervento al piede sinistro già operato la scorsa primavera che da qualche settimana lo ha costretto a diradare le visite al PalA2A. Il secondo è legato alla crisi di risultati dell’Openjobmetis, che lo tormenta in maniera molto più pressante: l’infortunio è in via di lenta ma progressiva risoluzione, ma il male oscuro della formazione di Moretti è ancora da diagnosticare con esattezza. 

«Mi dà molto più pensiero la squadra del mio infortunio: in tutte le situazioni della mia vita sono stato abituato a fare una diagnosi, verificando di conseguenza che intervento serve e chi è il più adatto ad effettuarlo. Ma oggi come oggi faccio molta fatica a stabilire la diagnosi del malessere della squadra: cercheremo di arrivare al dunque consultandoci con Claudio Coldebella e Paolo Moretti, stabilendone le ragioni e cercando con molta onestà, sincerità e trasparenza di capire cosa si può fare e dove si può andare per risolvere la crisi».

Sarà dunque il summit previsto in giornata tra direttore generale, allenatore e consigliere delegato all’area tecnica a definire una volta per tutte la strategia di intervento da seguire per provare a uscire dalla crisi: «Serve un’analisi dettagliata che vada in fondo alla situazione: non abbiamo le fette di prosciutto sugli occhi e la necessità di un intervento è evidente a tutti. Però serve sviscerare tutti gli aspetti del problema ed analizzarli in profondità per avere una visione il più possibile chiara con l’obiettivo di stabilire il da farsi».

La preoccupazione di Bulgheroni, che rende indispensabile un correttivo sul mercato, è soprattutto legata alle modalità analoghe delle ultime sconfitte che hanno ingenerato una spirale di negatività anche sul piano della fiducia e dell’autostima: «Mai nella mia lunga permanenza nel mondo del basket, prima da giocatore e poi da presidente, mi sono trovato in una situazione come questa, nella quale le sconfitte arrivano come fotocopia una peggiore dell’altra. Ormai il copione è sempre lo stesso: si inizia bene, ma alla prima difficoltà la squadra va in affanno, smette di fare canestro e non sa più a quale risorsa aggrapparsi».

Dunque l’unico modo per risolvere i problemi tecnici e aiutare l’allenatore è quello di ricorrere al mercato: la società ha stanziato un “tesoretto” da investire per invertire l’attuale trend negativo, ma il summit odierno servirà prima di tutto dare un’ordine di priorità relativamente al reparto più bisognoso di un “puntello”: «Sicuramente è così e dobbiamo capire quale intervento serve in maniera prioritaria: negli ultimi giorni mi hanno chiamato in tanti e ognuno ha la sua idea sulla causa dei problemi, per questo vogliamo valutare con attenzione il quadro generale. Troppo facile pensare che un solo correttivo possa essere sufficiente per invertire la rotta, dobbiamo effettuare un’analisi a 360 gradi che serva per tracciare la rotta. Sarà una disamina completa che poi ci porterà a scegliere cosa fare, anche in funzione delle disponibilità del mercato e compatibilmente con le nostre risorse».

Giuseppe Sciascia

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