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Openjobmetis Varese 113 - Banco di Sardegna Sassari 117 d.t.s.


Nicolò Cavalli
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Pronostico rispettato: chi alla vigilia si aspettava tra il maestro Meo e l'acerbo e volonteroso discepolo Gianmarco una gara dai colpi di coda e di testa, ha trovato nel menù del PalaWhirlpool palpitazioni e ribaltoni. Senza possedere la palla magica, avevamo altresì ipotizzato una Sassari favorita in ipotesi di duello rusticano al gioco “prendi e tira”. Ma i rimpianti stanno tutti in un secondo tempo eccezionale sporcato dalla brutta gestione dell'ultimo minuto di gara: dettagli nevralgici che segnano il confine tra la gioia e la delusione. Che tracciano altresì la linea di demarcazione tra una possibile [i]final eight [/i]e un finale di girone di andata da vivere sulla difensiva.
Altro dato da segnalare, questa sera, risulta la pochezza della panchina di Varese: salvi i barlumi di Callahan, per il resto i titolari hanno potuto rifiatare il minimo sindacale.
 
[i][b]Un adagio in sottofondo.[/b][/i][b] [/b]La proverbiale fetta di panettone rallenta il metabolismo delle difese, festosamente blande in avvio: 4-7 con un paio di bimani per parte. Due canestri pesanti di Dyson e Formenti (6-13) impongono la prima sosta tecnica con annessa strigliata. La reattività nel catalizzare secondo possessi di Diawara ed Eyenga compensa la mira rivedibile dalla lunga (nel periodo 1/6), dall'altra parte l'ex play di Brindisi apre il campo con mirabile bidimensionalità: 12-21. Una OpenJobMetis a tratti dimessa, a tratti frettolosa, recupera lo spartito con Robinson (preferibile rispetto a un Deane apparso appagato dopo lo show di Caserta) prima di subire ingenuamente gli ultimi canestri del quarto a firma di Sosa e ancora Dyson: 21-28.
 
[i][b]I tabellini veleggiano. [/b][/i]Il dominicano Sosa - noto a Masnago per scene da [i]far west [/i]regalate insieme a Ron Slay qualche anno fa - infiamma la platea con due triple e un gesto di esultanza che gli vale un tecnico, comminato dal sempreverde “Gigi” Lamonica. Nella baraonda, i tepori si dissolvono e Varese prova a cambiare a marcia sprintando fino al 30-34. Tempo di far rifiatare le uniche bocche da fuoco della compagine di casa (Rautins e Kuba) che il Banco recupera i dividendi di fine anno con il figlio d'arte Brian Sacchetti e soprattutto con una zonetta infingarda. Gli isolani assestano alcuni colpi da possibile [i]knock out[/i] (39-48) con l'indemoniato Dyson, autore di venti punti già a metà gara; i paladini di casa evitano il peggio con due giochi costruiti per Eyenga e un dardo di Andy Rautins: alla pausa i punti di disavanzo sono soltanto due, complice l'ultimo affondo di Diawara per il 46-48.
 
[i][b]Rotazioni risicatissime. [/b][/i]Due minuti a “monomarca” OJM inducono il navigato Meo Sacchetti a chiamare a rapporto i suoi, per la prima in svantaggio dopo il 50-48 di Eyenga. L'intensità feroce della difesa varesina costa però l'esaurimento del bonus (quarto fallo per un confusionario Deane) con ancora un'eternità di sabbia nella clessidra. L'assetto accorto e solido dei ragazzi di Pozzecco vacilla quando anche l'uomo collante Eyenga si macchia della quarta penalità, sfruttata da Sassari con un 3/3 di Sosa dalla linea della carità: 54 pari a metà frazione. Alla rottura biancorossa (0-9 di parziale fino al 54-60) si aggiunge l'atletismo di Lawal. Due canestri a testa di Daniel e Robinson vengono frustrati dalla triple di Chessa e del folletto dominicano, lesti a timbrare il 62-66 preludio dell'ultimo mini intervallo.
 
[i][b]Vietato ai cardiopatici. [/b][/i]Al nuovo tentativo di alzare i ritmi della banda di casa (con diversi giri gratis in giostra di un Robinson tornato pargolo: saranno 27 punti alla fine), i sardi rispondono con la musica tambureggiante di Dyson. Un improvviso 5-0 a firma del play con la fascia e del corazziere Callahan – precettato per dare un menare le possenti braccia – assicura il 76-76 e infonde energia al quintetto prealpino. Al 2+1 di Diawara Varese dapprima non dà continuità, anche perché alla fucilata dell'Ispettore segue la stilettata di Sosa: 82-81. Il sortilegio malefico si ripropone quando Eyenga, poco prima autore del più cinque ed artefice di una prestazione solidissima, sfonda anziché mettere in ghiaccio la gara. La maggiore esperienze e il cinismo di Sassari confezionano l'[i]overtime[/i]: Lawal (19 punti + 11 rimbalzi) e Sosa, a differenza degli esausti Robinson e Diawara, sono infatti sartoriali nel siglare l'86 pari.
 
[i][b]La storia infinita. [/b][/i]Il supplementare dell'OJM comincia fra mille stenti: solo Callahan, prima di salutare la contesa per il quinto circolino rosso, vede la retina. L'ultimo ruggito di Kuba (2/2 dalla lunetta per il 91-90 ed estromissione per Lawal) provoca le risposte dall'arco di Dyson e Sosa. La schiacciata solitaria di Daniel è sinonimo di pareggio a quota 96, quindi Poz chiama il fallo per vincerla: percorso netto di Sosa, tripla errata da Rautins in preda ai crampi, rimbalzo convertito in oro dal pivot [i]afro[/i]. Parafrasando Flavio Tranquillo, altro giro, altro ribaltone, altro supplementare.
La fuga del Banco, molto più arzillo, non lievita oltre misura (100-104) a causa di un paio di errori dai liberi e di un pallone perso malamente, eppure lo scorpione Sosa ha altro veleno nella coda. Due graffi dai sette metri, inframezzati dal ciuffo del ripescato Logan, questa volta chiudono davvero i conti.
 
Un epilogo amaro, analogo a quello vissuto un paio di mesi orsono contro Reggio Emilia. Applausi convinti dei 5000 di Masnago per lo spettacolo ed amarezza per lo scivolone. Con un dubbio che ci accompagna in questo [i]boxing day [/i]a spicchi: meglio una Varese brutta e vincente, o una OpenJobMetis frizzante ma, sportivamente parlando, senza istinto omicida? Ai posteri l'ardua sentenza.
 
[i][b]Il migliore di Varese. [/b][/i]Ed Daniel getta il cuore oltre l'ostacolo e lancia la sfida a Lawal. Ne esce un avvincente confronto ad alta quota, con il capellone che porta a casa 23 punti (10/15 da due) e 13 rimbalzi. Temevamo stoppate subite a fiocchi: ne è giunta solo una.
 
[i][b]Il peggiore di Varese. [/b][/i]Willie Deane esce con le orecchie bassissime dopo i fasti inscenati all'ombra della Reggia. Oggi, di contro, è l'ombra di se stesso: lento, senza personalità (zero canestri dal campo, i 5 punti sono frutto di viaggi in lunetta), falloso e dalla persa facile. Troppo incostante
 
[i][b]La statistica chiave.[/b][/i] 70 punti in due: tanto hanno prodotto, peraltro senza folli forzature, Sosa e Dyson. Il dominicano con 10/15 da tre ci ha cucinato a puntino. Per i manicaretti del prossimo Natale, chiedere a lui come impastare a ritmo incessante. Magari si eviti di portalo a tavola: tra sghignazzi, gomiti alti e parole grosse non risulterebbe un compagno di libagioni perfetto.

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