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Openjobmetis Varese 79 - Acqua Vitasnella Cantù 66


Nicolò Cavalli
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La storiografia dei Varese-Cantù proponeva due scenari, diametralmente opposti, di sfide intercorse nell'ultimo decennio. Sia nella gestione Cadeo che in quella di Recalcati i padroni di casa apparivano sfavoriti alla vigilia. Nel primo caso si manifestò un terribile -35, nel secondo una prova tutto cuore (di Goss e Galanda su tutti) ribaltò il pronostico contro gli acerrimi nemici allora guidati da Trincheri.
Ed ecco la truppa di Moretti scendere sulle assi di Masnago convinta e attenta (emblematico il dominio a rimbalzo: 51-31), capace di farsi trainare nei momenti più difficili dal carattere e dalla buona sorte. Di fronte il nulla a livello di immedesimazione, di attaccamento alla maglia, di orgoglio. Abass, con 19 punti e 6 rimbalzi, predica nel deserto di una squadra cambiata in corsa a suon di rubli, finendo in un turbinio di equivoci tecnici e di gerarchie.
 
[i][b]Derby a metà. [/b][/i]Esauriti i convenevoli, con uno striscione di protesta contro il divieto di trasferta imposto ai tifosi brianzoli (sottoscriviamo, in parte, le perplessità sulla misura), l'Acqua Vitasnella sfrutta la maggiore esplosività - positivo l'impatto del giovane Tessitori - per issarsi sul 4-10. Un Kuksiks molto propositivo riporta in scia i prealpini in concomitanza dell'11-12, quindi la pulizia al tiro di Heslip punisce le disattenzioni difensive dei ragazzi di Moretti: 14-19. I polsi tremanti di Varese sporcano una delle poche statistiche confortanti dell'anno, quella dei tiri liberi, ma l'atteggiamento battagliero delle “seconde linee” produce la spinta per scrivere il 20-21 del primo intervallo.
 
[i][b]Scarica di energia. [/b][/i]La discontinuità delle due squadre partorisce palloni persi e conclusioni affrettate, così i tentativi di accelerazione dell'OJM (sartoriale Kuksisks dall'angolo) trovano seguito solo dopo mille affanni grazie al primo sussulto di Wayns: 31-27 e pausa tecnica di Bazarevich. Dalla schiacciata pirotecnica sbagliata da Johnson, il Lino Oldrini trova l'entusiasmo delle grandi occasioni e spinge i padroni di casa sul 36-27. Il fallo tecnico comminato a Hodge instrada, ancor più, Cavaliero e compagni lungo la rotta dei gomiti alti e della cattiveria sotto i ferri, fino alla magnifica tripla di Faye dopo assist dietro la schiena di Kangur: 45-30. Cantù risponde con 4-0 di parziale ma all'intervallo, dicono voci di corridoio, il patron Gerasimenko innesca uno show furibondo. Realmente la pallacanestro italiana, per quanto scapestrata, necessita di simili personaggi?
 
[i][b]I gregari guidano il plotone. [/b][/i]Capitan Cavaliero esce dal campo subendo una botta alla mano nell'intento di agguantare una sfera vagante, Varese sperpera alcune chance per incrementare il tesoretto (tabellone a lungo fermo sul 49-36) in quanto manca l'uomo capace di affossare l'avversario. La reazione dei cugini, giunta con colpevole ritardo, si manifesta con l'ascesa al ferro di Wojciechovski: lesto il richiamo di Moretti ai suoi sul 54-43. Tre canestri di Giancarlo Ferrero, dal Piemonte con ardore, accendono i riflettori su un protagonista a sorpresa nella partita più sentita della stagione. Ecco perché chiediamo, a continueremo a chiedere, più minuti sul parquet per gli italiani. Ben venga, in ogni caso, la fiondata di Varanauskas, ultimo sigillo biancorosso prima dell'inopinata palla persa capitalizzata, in contropiede, da Abass per il 64-52 al '30.
 
[i][b]Rettilineo d'arrivo con il fiatone. [/b][/i]Il canestro di Abass (64-55) abbatte la soglia psicologica della doppia cifra di vantaggio, intanto Davies improvvisa un concerto di stonature che valgono un giro in panchina. Due punti di un claudicante Campani trovano la risposta di Heslip su ribaltone viziato da una palla accompagnata mal digerita come la Pedemontana. Problemi tecnici al cronometro rendono infinite le agonie di un parziale in cui i nostri tirano solo e soltanto allo scadere della sirena dei 24: melina allo stato puro. JJ Johnson porta l'Acqua Vitasnella al meno quattro (68-64), però l'abbozzo di rimonta non viene copiato in bella. Wayns segna a ripetizione, la difesa torna ermetica, Hasbrouck sbaglia tutto (i quotidiani, oggi, parlavano di un avvicinamento con Varese...) e saltano i primi tappi di spumante.
 
Kangur, rincarando la dose, segna sulla sirena il dardo della festa, perché il derby va giocato e vissuto fino all'ultimo possesso. Questa volta il [i]cata su[/i] rimbomba nelle televisioni, dritto nelle antenne della Brianza e del comasco. La missione salvezza appare ancora lunga, ma il Campanile può svettare sorridente tra la foschia di un inverno complicato.

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