Jump to content

Openjobmetis Varese 80 - Upea Capo d'Orlando 73


Nicolò Cavalli
 Share

In un piovoso pomeriggio di aprile, con gli sbadigli a vincere lo scontro diretto sulle palpitazioni, i ragazzi di Caja trovano lo scatto risolutore e superano una pugnace Orlandina, vendicando in parte la bruttissima sconfitta patita nel messinese nel girone d'andata. Al tempo vi erano altri umori, altri protagonisti, altri obiettivi.
A testimoniarlo un primo tempo poco significativo, con un agonismo stile partita amichevole a Woodstock nella fumosa stagione 1969. Ma nella ripresa, come sovente accade, la posta in palio ha fatto gola ai contendenti: ed è così che Varese, finita a ridosso del baratro, ha trovato le energie per aggiungere due punti al saldo di una chiusura di stagione vissuta - ci piace evidenziarlo - con la giusta [i]verve[/i].
 
[i][b]Spirito libero. [/b][/i]L'OpenJobMetis si presenta senza l'acciaccato Eyenga, il miglior elemento del girone del ritorno, e appoggia il gioco soprattutto sul perimetro e sull'estemporaneità (10-6 grazie ad un Rautins volitivo ed in ottima sintonia con Jefferson). L'emergente coach dell'Upea, Giulio Griccioli, prova a destare i suoi con un time-out e qualche cambio: le fiammate di Henry e la tripla di Sulejmanovic valgono il 14-13. Il dardo di Casella scrive 18-15, epilogo di un primo quarto immaginiamo non destinato ad arricchire le cineteche di Legabasket.
L'ottimo Okoye e il rientrante Diawara provano a scavare un piccolo solco – 24-18 – mentre l'anarchia di fine stagione viene simboleggiata da un piccione che plana nel Lino Oldrini e da Callahan che porta palla. Ci avrebbe stupito meno il volatile in regia e l'ispettore sul tetto. Una sopraffina uscita dai blocchi dell'intramontabile Basile restituisce dignità al contesto, abbellito poco dopo dalla bimane di Jefferson (27-23). L'atteggiamento scioperante di Maynor e un paio di difese morbide punite da McGee obbligano Caja a rifugiarsi nella sospensione tecnica, eppure l'inerzia rimane tutta a favore di Capo d'Orlando. Gli ultimi guizzi, a firma di Okoye ed Henry, consegnano il 34-35 della pausa lunga.
 
[i][b]Scatto d'orgoglio. [/b][/i]Il trend negativo delle palle perse, molte delle quali ascrivibili a Maynor (colpito da problemi di stomaco anche durante l'intervallo), permette ai siciliani di trovare in contropiede la retina (41-43 con Hunt), bruciata invece di rado a difese schierate e dalla linea della carità (saldo globale di 14/23). Varese rimane sul pezzo grazie al solito Stan e a Kangur, quindi manda a bersaglio Lehto in barba alle profezie di Nostradamus. L'Upea reagisce a fatica al parziale prealpino di 9-0 confezionato nel cuore del terzo quarto, anche perché Kuba – per larghi tratti pasticcione – inventa uno dei suoi missili in risposta a Campbell: 56-50, con Nicevic a ridurre il gap sulla sirena.
 
[i][b]Nessuno vuole perdere. [/b][/i]Capo d'Orlando prova ad aggiungere velocità ed impeto alla manovra offensiva, mentre l'OJM appare all'improvviso molle: il 2/3 dalla lunetta del “Baso” è sinonimo di 62-61 (con Varese già in bonus senza aver subito alcun fallo), la tripla di McGee produce il sorpasso. Con Caja colpevole di non aver interrotto per tempo la crisi di iniziativa dei giocatori di casa. Alle fiammate, quasi letali, di McGee e Soragna rispondono, orgogliosamente, Rautin ed Okoye. Sul 72-72 la terna premia Basile, forse tutelato eccessivamente in nome di una carriera ricca di allori, con un fallo. Il placido Attilio perde le vesti da lord, fortunatamente ricevendo la grazia arbitrale. Qui la partita si capovolge: i 3900 del PalaWhirlpool si travestono da fan del Maracanà, l'ex guarda della nazionale trema (uno su due) e da il là all'assolo biancorosso. Kangur ai liberi, Maynor (finalmente!) in entrata e Rautins sono gli autori del successo, mentre la mira dell'Upea fa cilecca.
 
Piccole soddisfazioni per chi segue ogni domenica la beneamata e per chi, nonostante una classifica deludente, si è sobbarcato chilometri e caselli per saggiare il clima del Lino Oldrini. Per gli amici del Forum di Varese fans basket, giunti al palazzetto da Toscana ed Emilia, il plasticoso panino dell'autogrill avrà un altro sapore.

 Share


User Feedback

Recommended Comments

There are no comments to display.



Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Add a comment...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...

×
×
  • Create New...