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Openjobmetis Varese 92 - Manital Torino 78


Nicolò Cavalli
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Ventidue assist per sentirsi una volta tanto parte integrante di una squadra, di un progetto, di una Piazza. La truppa di Moretti risponde presente a chi domandava coesione e continuità, permettendosi in lusso di annichilire Torino (il più ventidue di imbocco al rettilineo finale sarebbe stato forse il gap più giusto) con una ripresa di eccellente fattura. Segnali di ripresa, doverosamente da sottolineare, che tuttavia vanno contestualizzati al cospetto di un avversario apparso, con l'incidere dei minuti, spento e insicuro delle proprie capacità: come dire, vista la media delle contendenti la salvezza sarebbe un risultato davvero minimo.
 
[i][b]Sette assist per provare a scappare. [/b][/i]L'OJM trova in avvio punti rapidi dentro l'area, i piemontesi si affidano agli ex di turno Ivanov e Robinson per tenere il passo: 10 pari con le difese alquanto accondiscendenti. La [i]verve[/i] balistica di Cavaliero e i segnali di ravvedimento di Thompson – in quintetto visto l'imminente taglio di Shepherd – creano un primo solco subito colmato dal tarantolato Dawkins (16-15). I ragazzi di Moretti procedono altruisti e convinti (emblematico Campani, capace di assestare una stoppata e di segnare in contropiede appena sceso sul [i]parquet[/i]), la Manital dal canto suo sciorina l'orgoglio ferito dopo un approccio al torneo zoppicante: allo scadere primo intervallo i prealpini conducono 25-19.
 
[i][b]Seconda frazione confusionaria. [/b][/i]Mancinelli e Giacchetti puniscono l'approccio morbido di Varese e riportano il tabellone in equilibrio, allora è il neofita Kuksiks a spezzare il momento apatico con una tripla, pezzo forte del proprio repertorio (28-28). Un Ukic in ciabatte si incaponisce in alcune scelte solitarie, i biancorossi restano però a contatto a quota 35 solo grazie alla mano bollente di Daniele Cavaliero. I gialloblu di coach Bechi prendono il dominio del pitturato con il “cinghialotto” Ivanov (ampiamente in doppia doppia nel prima metà di gara, alla fine saranno 19 punti con 12 rimbalzi), dall'altra parte Faye si lascia preferire dalla media distanza piuttosto che da sotto: invero al senegalese non vengono certificati due falli cristallini, il clima si rende teso e piove inesorabile il tecnico. Una brutta Varese chiude in affanno il periodo, salvata in corner da un Thompson glaciale dall'angolo per il dardo del 41-42.
 
[i][b]Tre, tre e ancora tre. [/b][/i]L'Openjobmetis alza i giri del motore con Ukic e Faye, il fallo tecnico compensativo comminato a Ivanov ([i]evergreen [/i]dell'arbitraggio italiano) permette ai padroni di casa di issarsi sul più cinque, 49-44. Una sciarada di ciuffi dalla grande distanza – Roko, due volte Dawkins e Cavaliero – funge da lievito per il punteggio (60-50 a metà terzo quarto) e per l'entusiasmo dei 3500 del PalaWhirlpool. Quando Faye e perfino il rientrante Galloway partecipano con successo alla caccia grossa dai 6,75 metri, tasselli del lusinghiero 41% complessivo oltre l'arco, Bechi si trova costretto a richiamare per la seconda volta i suoi a rapporto: 66-52. I sussulti d'esperienza di Fantoni e Mancinelli mandano in archivio il parziale sul 68-57.
 
[i][b]K.O. tecnico. [/b][/i]Faye e Davies si trovano a perfezione sotto le plance, Robinson viene cancellato con una stoppata roboante, Galloway inchioda in solitaria il gancio del 79-61. La Manital, piena di lividi, cerca conforto nel suo angolo, eppure la reazione non si intravede. Il disavanzo di 21 punti al 35' (84-63) consente a Moretti, acclamato dalla curva e da buona frangia del palazzetto, di preservare energie in vista della doppia trasferta di coppa e campionato. Minuti utili a tributare la[i] standing ovation [/i]ai protagonisti della serata e a dare spazio agli elementi meno utilizzati finora. La forbice si riduce fino ai quattordici punti del gong, ma la sostanza non cambia: capitan Cavaliero e compagni si stanno proponendo come una solida formazione da media classifica, senza disdegnare minuti di pallacanestro ariosa e piacevole.
 
Il contratto a termine di Ukic (non basteranno certo i cartoncini con il suo nome sventolati a più riprese...), le porte girevoli del mercato e il fluttuare dei valori del torneo non lasciano tranquilli. Eppure poco più di mese fa eravamo a narrare della prestazione peggiore dell'ultimo mezzo secolo, stasera abbiamo visto una Varese a tratti straripante. Il biglietto per l'ottovolante è in tasca, piacevole passatempo in attesa della tanto sospirata solidità.

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