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Openjobmetis Varese 96 - Dolomiti Energia 82


Nicolò Cavalli
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[i]Hop, step, jump.[/i] Con un salto triplo impensabile fino a una settimana fa, quando nella città del Museo egizio Varese rischiava di rimanere imbalsamata all'ultimo gradino della graduatoria, l'atletica banda di Moretti si concede una vittoria nitida. I biancorossi tengono botta ad un primo tempo di marca trentina per poi librare nell'aria lungo una ripresa dai numeri irripetibili (56 punti, con 14/21 da due, 8/10 da tre, nove assist). La classifica finalmente sorride, con Torino staccata di sei lunghezze – virtualmente otto conteggiando lo scontro diretto favorevole – e si intravede la possibilità di centrare la permanenza nella massima serie già nella trasferta di Bologna. Viste però le ali di cera finite arse più volte in questa stagione, limitiamoci ad un convinto complimento sperando che l'etica del lavoro divenga una costante.
 
[i][b]Ospiti autoritari. [/b][/i]La manovra organizzata della Dolomiti, impreziosita da alcune gemme del “barba” Julian Wright, consegna al tabellino il primo strappo della serata: 6-13 con tutto il quintetto di Buscaglia a referto con punti o assist. Varese incespica dalla lunetta e si trova presto a dover improvvisare schieramenti atipici (come con Kuksiks nello spot di ala grande) per ovviare al reparto interni ridotto dall'[i]affaire [/i]Faye. La spinta in pressione di Cavaliero e la presenza di Davies riducono lo strappo – 15-18 – ma sono ancora le spallate di Wright e Sanders a colorare di bianco e nero il primo periodo: 17-25.
 
[i][b]La lepre non fugge. [/b][/i]La furia agonistica di Poeta vanifica, a livello di gap, due valide iniziative di Ferrero, nel mentre un paio di fischi arbitrali contestati scaldano gli animi di una Masnago più popolata del consueto (3700 presenti, a produrre molti decibel). Il terzo fallo di Wayns toglie all'alchimista Moretti uno dei pochi ingredienti rimasti in laboratorio, allora ben venga lo show balistico del luogotenente Kangur nel cuore del quarto: 28-32. L'OJM sciorina diversi momenti di vivida intensità, eppure Pascolo e compagni reagiscono da squadra navigata dopo aver subito l'aggancio a quota 35. Varese si incarta nei pressi del ferro, ma con il 5-0 in coda (tripla di Kuksiks ed entrata tanto brutta quanto efficace di Wayns) incide il 40-41 della pausa lunga.
 
[i][b]Gioco di avances. [/b][/i]La ripresa vede un'impennata nelle medie realizzative – anche in virtù dei ciuffi ad alta percentuale di Davies e Pascolo – nel solco dell'intraprendenza e dell'equilibrio, almeno fino al dardo velenoso di Forray dopo tre errori consecutivi prealpini (52-57 al '25). L'eccessiva foga prodotta da Varese nell'opera di rimonta lascia intravedere qualche punta di debolezza, maliziosamente sfruttata da Trento. Il pragmatismo di Ferrero e la faccia tosta di Brandon (16 rimbalzi e tre stoppate rappresentano un bottino da strabuzzare le pupille) valgono un parziale di 11-0, eppure l'occhiolino al terzo periodo di gioco viene suggellato dal solito Pascolo (nel saldo globale la bellezza di 24 punti + 12 rimbalzi): 63-64.
 
[i][b]Dica trentatré: Varese scoppia di salute. [/b][/i]Cavaliero lancia la volata lunga (72-66) con due entusiasmanti fiammate dai 6 metri e 75, Trento sente nelle gambe i chilometri di una stagione di EuroCup stancante e vincente e si aggrappa all'ammiraglia con l'astuzia di Poeta. Varese pedala forte, con cambi regolari e intese inaspettate (che lusso il tandem Wright-Davies!), ma ogni tanto viene rallentata dai ventagli dell'ingenuità: 81-75 dopo una persa banale. Questa volta però le grida di Moretti tengono alta l'attenzione del plotone, sveglio e cattivo come in poche altre uscite stagionali. Sull'88-77 Sanders prova l'ultimo disperato tentativo di rimettere in scia, eppure la Dolomiti ha esaurito ogni spillo di Energia. L'ultimo giro è un tripudio di bandiere biancorosse: otto punti di Wayns, quota 100 sfiorata, spazio ai tre giovani della panchina.
 
Tre vittorie consecutive dell'Openjobmetis inframezzate da una nevicata da vecchi tempi. Negli Stati Uniti la chiamano [i]march madness [/i](“follia di marzo”, con riferimento alle fasi conclusive della NCAA spesso condite da colpi di scena), l'auspicio è che anche la bistratta Varese di quest'anno trovi la lucida follia per mettere la parola fine ai lunghissimi mesi di patimenti. Svegliamoci tutti, è (quasi) primavera!

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