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Quarti play-off II: Cimberio Varese 81 - Umana Venezia 72


Nicolò Cavalli
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Tensione spasmodica, ribaltoni continui, polemiche arbitrali, mani che tremano, uomini sapienti che decidono le sorti: sono i tratti inconfondibili dei play-off. La Cimberio, capace di alternare minuti sublimi e sprazzi di caos mentale, si affida ai suoi giocatori esperti per risolvere il rebus muscolare e imperscrutabile ideato da Mazzon. Varese ringrazia Sakota ed Ere per un 2-0, prezioso come il platino, ma ora patirà due serate nell'Inferno sportivo della Laguna. Uscire con le ossa rotte a metà – ossia una vittoria e una sconfitta – sarebbe un viatico eccellente verso le semifinali. Obiettivo ambizioso.

[i][b]Masnago è una corrida. [/b][/i]Varese, di rossa vestita come i suoi tifosi marchiati [i]We believe[/i], prova fin dal principio a correre per complicare il piano partita agli ospiti: il 6-2 arriva dopo una sequela di difese niente affatto soft. L'Umana macina punti con Magro ma il centro lascia poco dopo il campo complice il terzo fallo personale, la Cimberio si affida allo sgusciante Banks – abilissimo dentro e fuori dal perimetro – per timbrare il 16-8. I ragazzi di Vitucci sono indiavolati e toccano la doppia cifra di vantaggio (tripla di Sakota pulita come l'acqua di montagna), i lagunari smarriscono la testa dopo alcuni fischi avversi della terna. Marconato perde le staffe e finisce sul libro dei falli tecnici, così la precisione dai liberi di Green e gli 1 su 2 di Rush ed Ivanov valgono il 25-11 del primo mini riposo. Il 34 a 0 di valutazione complessivo è un dato emblematico.

[i][b]Secondo periodo da tregenda. [/b][/i]Il carattere di Venezia, finora sopito, esce con i colpi dei suoi uomini più talentuosi: Clark, Szewczyk e Diawara ricuciono fino al 27-18. Le aree colorate diventano mari popolati da squali affamati, il piranha Polonara ci sguazza a meraviglia e si procura una meritata [i]standing ovation[/i]. Sul 32-18 Mazzon deve rifugiarsi nel secondo time-out di giornata, tuttavia i suoi sbagliano rigori a ripetizione non capitalizzando alcune disattenzioni prealpine. All'ennesimo assist involontario di De Nicolao e Green, Rosselli e Young riaccendono la gara sul 34-26. Gli “arancioni” compensano i fischi pro capolista della prima frazione con due o tre scelte azzardate, Green perde la lucidità dei momenti belli e il fatturato varesino rimane una vita a quota 37 (nel mentre gli oro-granata si spingono a 31). Il 2+1 di Rosselli è poi seguito dall'antisportivo di Sakota, reo di aver spinto un avversario a gioco fermo. Bowers trascina i veneti sul 39-37, Young sigla il pareggio sfruttando la marcatura assai blanda di Cerella. A rendere ancor più nefasto un secondo quarto pessimo di Varese, nel settore ospiti lo scoppio di un petardo fragoroso fa tremare – in senso figurato e non – il pubblico.

[i][b]Sorpassi e contro sorpassi. [/b][/i]Il popolo di Masnago prova ad esorcizzare i brutti pensieri stringendosi attorno ai propri beniamini. La difesa non riesce a prendere le contromisure a Young, spot vivente di come arrivare in grande forma a quasi quarantanni. I lagunari mettono il muso davanti sul 43-44 e sul 45-47, con una tripla beffarda di Marconato. Cinque punti coraggiosi di capitan Ere cancellano la mini fuga dell'Umana, un canestro da rimbalzo offensivo di Polonara (52-49) serve come una bombola di ossigeno nella Fossa delle Marianne. Varese preferisce la dabbenaggine (troppe le diciotto palle perse di serata) alla costanza nella manovra, così Clark e Diawara ricacciano il gola l'urlo di Masnago: 52-53. Mazzon ritenta l'amata carta della zona, vanificata dal dardo a [i]copyright [/i]Dusan Sakota e da un paio di entrate energiche dei nostri. L'ultimo acuto di un periodo schizofrenico, mandato in archivio sul 58-55, è di Bulleri.

[i][b]Decide l'esperienza di Ere e Sakota. [/b][/i]La sfida epica tra Diawara (17 punti con percentuali bassine) ed Ere fa scintille, la terza “bomba” di Sakota vale il 64-59 in una miscellanea di emozioni. Il copione si ripete poco dopo: l'ex Kuba impazza dalla media distanza, il fromboliere Dusan scrive un altro verso sublime dai 6,75 metri. La Cimberio prova a piazzare il break con un numero circense di Green, l'Umana non demorde con cinque punti di Clark per il 69-67. La gara sembra prendere la direzione di Varese a quattro minuti dalla fine quando Marconato colleziona un nuovo fallo tecnico e l'espulsione: qui la Cimbero assomma però soltanto un punto e uno sfondamento. La paura fa novanta in maniera equipollente. Sul 73-70 Clark sbaglia la tripla della possibile parità, Dunston commette più errori oggi che in tutta la stagione (redenzione parziale con l'assist che regala a Sakota il 77-72), Rosselli manca la retina da nove millimetri dal ferro.
Nel finale la truppa di Vitucci mette fine alla fiera delle imprecisioni con il canestro di un immenso Sakota e può tirare un sospiro di sollievo.

Dopo 48 ore scarse, la percezione è di aver vissuto un mese di [i]post season[/i]. Da martedì la serie si sposta allo storico Taliercio di Mestre per due gare al fulmicotone. C'è già chi medita, fra i tifosi, di domandare un'indennità da play-off. Chi può, provi a salvare le proprie coronarie.

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