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Semifinali play-off I: Cimberio Varese 72 - Montepaschi Siena 80


Nicolò Cavalli
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In parte ci eravamo cascati tutti. Quel numero 5 nella griglia dei play-off posto di fianco al nome dei plurititolati di Siena, lo 0-2 ad inizio della serie contro i nababbi dell'EA 7 Milano, il manifestarsi di amnesie che nell'Impero Pianigiani non erano contemplate.
Poi arrivano le gare da affrontare con il coltello tra i denti, dove per quaranta minuti non sono consentiti respiri. Allora giunge inesorabile la marea verde: punteggio basso, pochi contropiedi, difesa a zona asfissiante, botte da orbi, capacità di annichilire le fonti di gioco. E quel numero uno che ti ha fatto alzare il petto da settembre a maggio sembra trasformarsi in un'emozione meravigliosa pronta a svanire in una nuova alba nuda e cruda.

[i][b]Il nero è il colore della paura.[/b][/i][i] [/i]Banchi opta subito per un quintetto esperto, con i pretoriani Eze e Carraretto a ripagarlo con lo 0-5 di apertura. La Cimberio, tornata a vestirsi in scuro per ricordare i fasti della MobilGirgi (e, fuor di poesia, per contentare gli sponsor), rompe il ghiaccio con la tripla Banks che scatena la baraonda dei 5000 di Masnago, accalorati fin dall'[i]incipit [/i]dalle polemiche arbitrali. Le squadre non lesinano colpi proibiti e di classe: Brown dipinge un arcobaleno per il 6-9 e Green si lancia sfrontatamente nel traffico per ribattere. La Cimberio è bloccata dalla tensione e da un sottile blocco mentale suscitato dalla presenza di dozzine di titoli nel palmares toscano, dall'altra parte Hackett (eroe mensanino nella notte del Forum di Milano) invece si alza dalla panchina con fiducia timbrando l'8-13. Banks ed Ere trovano due ottimi spunti in avvicinamento, quindi un fallo tecnico comminato alla panchina prealpina (proteste veementi dopo un abbattimento di Green) fa accelerare il disavanzo fino al 13-18. Un paio di canonici fischi compensativi, amatissimi dagli arbitri del Belpaese, rallentano la MPS e Varese trova tre punti alla lunetta per annusare la scia del nemico al primo mini riposo (16-18).

[i][b]Sul filo dell'equilibrio. [/b][/i]Ivanov e Banks portano per la prima volta in vantaggio i nostri sul 20-18, De Nicolao è il classico moschino in difesa e irretisce per qualche possesso il pericolo numero uno Bobby Brown, capocannoniere dell'Eurolega 2013. I verdi del Palio trovano ossigeno con Sanikidze e Janning, la “panchina” di Vitucci concede il fianco a due contropiedi letali: 24-27. I soliloqui di Green allontano dal copione i compagni, poi finalmente super Mike ne azzecca una dal perimetro e sigilla il 29 pari. In una giostra di sorpassi vicendevoli, tutti ambiscono a comprare un gettone. Al secondo sfondamento di seguito fischiato a Siena – evento che mancava dal Sanremo vinto dai Jalisse – il vero [i]coup de theatre[/i] è il tecnico indirizzato allo staff di Banchi. Nel caos più totale, al ciuffo di Ere fa da contraltare la tripla pulitissima di Moss: 36-35 e tutti a rinfrancarsi spirito e membra negli spogliatoi.

[i][b]Ago della bussola impazzito. [/b][/i]Varese prova a razionalizzare il suo partita con l'asse Green-Dunston, la Montepaschi continua ad affidarsi all'immarcabile Brown, capace di scollinare il “ventello” (alla fine saranno 29, con 32 di valutazione) quasi fischiettando. Hackett sale in cattedra e il nostro play ha la malsana idea di schiantarlo a centrocampo con un fallo antisportivo: i sei volte detentori del titolo non capitalizzano a dovere (errore del regista azzurro dalla linea della carità e in penetrazione) rimanendo sul 40-42. La Cimberio senza il suo faro Verde non trova la retina nemmeno pregando, così scivola a meno sei in un amen. Banchi gioca il jolly dell'[i]instant replay –[/i] spendibile dalle semifinali – in occasione di una rimessa dubbia, ma il video dà ragione ai padroni di casa. Qui i ragazzi di Vitucci, pur faticando terribilmente in attacco, riescono a disinnescare gli avanti toscani e ad impattare a quota 46 con il cecchino Sakota. Moss e Ress ridanno slancio a Siena, Kangur si scaviglia (non condividiamo i fischi di parte del pubblico nei riguardi di un ex distintosi per integerrima professionalità nelle annate varesine), Ere pesca due canestri sporchi e preziosi per il 52-52 di fine terzo tempo.

[i][b]L'illusione prima del brusco risveglio. [/b][/i]Una tripla improvvisa di Banks è prontamente ripagata dal dardo di Moss e dal contropiede di Carraretto: 57-61. Il Guru Frank attende un canestro subito di troppo prima di rifugiarsi nel più sacrosanto dei [i]time out[/i], poi Ivanov raccoglie dalla terra arida un 2+1 pieno di vitamine. La rimonta della capolista della stagione regolare si materializza con il 5-0 di un mefistofelico Ere, sartoriale da distanza siderale. Varese spreca l'impossibile per eccesso di entusiasmo e viene punita dai soliti fenomeni Hackett e Brown. Dunque si materializza l'azione che cambia definitivamente le carte in tavola: Moss sale in cielo a stoppare la schiacciata di Banks, a seguire Sanikidze ed Eze non perdonano nel pitturato issando i vessilli della città del Palio sul 65-72. Il ciuffo di Sakota e il 2/2 di Green valgono il fugace 70-74, un magistrale uno-due dei senesi consegna il primo punto della serie al Montepaschi.

Appuntamento a martedì, quando sarà già vietato sbagliare. Nei momenti bui della stagione, gli uomini veri di Varese hanno risposto da signori. A voi Dusan, Adrian, Erik, Andrea, Mike, Bruno, Ebi, Achille, Bryant e Dejan: tutti per uno, uno per tutti. Anzi tutti per Varese.

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