Jump to content

Semifinali play-off VII: Cimberio Varese 69 - Montepaschi Siena 82


Nicolò Cavalli
 Share

Tra il trionfo e la delusione più cocente il confine è sottilissimo. Nell'anno di Grazia 2013, durante la prima vera settimana di calda, sono stati i due polpacci k.o. di Dunston, ancor più martoriati dopo l'eroica resistenza di Gara 6, ad aver significato l'addio al sogno tricolore.
Varese rimane incollata con le unghie e con i denti al match per 35 minuti, grazie a un Green strappa lacrime da 20 punti sei assist e 7 falli subiti. Poi la stanchezza attanaglia la truppa di Vitucci (21 palloni persi), i giocatori lasciano i rimbalzi per strada e le percentuali scemano, trascinate in basso dalle forzature (30% da tre). La terna si impegna con fischi scientifici, il clima travalica la civiltà e il vortice di negatività sconvolge tutti.
Concedeteci, nella valanga di rimpianti, di lacrime che rigano i volti dei tifosi, di sospiri desolati, di trovare una scusante. Con Mensah-Bonsu al posto dell'inadeguato Ivanov, forse saremmo arrivati a giocare fino al 20 di giugno.

[i][b]Prendi, tira, segna. [/b][/i]La Cimberio prova ad interpretare il canovaccio da lei adorato dell'avvio sprint: Ere, Green e Sakota siglano il 9-2. Ai canestri di Banks e Talts (già tutto il quintetto a referto), risponde Moss dal perimetro per il 13-8. Le squadre, sfiancate dalla lunga serie, concedono molti rimbalzi offensivi, terreno di caccia dell'austriaco Ortner; i suoi punti nel pitturato e un contropiede riportano la parità a quota 18. Il punteggio, velocissimo nell'incedere, rifiata per qualche istante prima di una nuova sciarada di triple, con percentuali che aleggiano al 50%: fanno centro Ere, l'indemoniato Moss e Ress per il vantaggio ospite sule 23-24. Nel finale di parziale, Ivanov converte in oro (canestro con libero aggiuntivo) un pallone sporco ridando un piccolo vantaggio ai ragazzi di Vitucci.

[i][b]Poca attenzione ai dettagli. [/b][/i]Una tripla pulita di Green viene ripagata da Hackett – entrata con schiacciata da favola, però Polonara e Ivanov fanno legna sotto le plance e tengono il tabellone pendente dal lato della formazione prealpina (33-28). Dopo quattro minuti le compagini sono già in bonus, intanto Varese va a più otto prima di “impappinarsi” e concedere a Kangur ed Hackett la via della retina: grossolana l'ingenuità che regala all'ex ala grande Cimberio il 36-35. Dopo una situazione da regia kafkiana con la terna che perde il conto dei tiri liberi, Ere interrompe la sterilità offensiva predicando in un deserto di oscenità cestistiche da ambo i lati (forzature, blocchi in movimento, passaggi suggeriti con la fionda). La consonanza Ress-Moss confeziona il pareggio, il redivivo Rasic segna il 39-42 dopo gli egoismi di Banks.

[i][b]Rotazioni troppo limitate. [/b][/i]Talts (8 punti + 10 rimbalzi) ci mette tanta buona volontà ma non ha le movenze di Dunston, la MPS fa buon gioco con gli esterni e sale in un battito di ciglia sul 41-49, massimo vantaggio, ovviamente grazie al suo numero 34 con le treccine. Green e Sakota non mollano una virgola, con il play a inventare un terzo tempo spinto nella retina dai 5000 di Masnago (in realtà molti di più). Sulle ali dell'entusiasmo, il baltico Gianni inchioda la bimane del 53-52, inducendo coach Bianchi a un minuto di meditazione. Trenta secondi di difesa costano tre falli e un 2+1 a firma di Hackett. Gli arancioni ci mettono del loro coprendosi talvolta gli occhi con fette di zampone conservate da Capodanno, Siena è esperta e sa cavalcare l'onda dell'emotività: Brown ed Hackett dicono 57-63. Green deve rifiatare, senza di lui l'ago dell'attacco Cimberio non trova più il nord del canestro e colleziona palloni persi. Un fallo tecnico comminato a Ivanov, disastroso in più di un frangente ed anzi tempo estromesso per penalità raggiunte, fa decollare i verdi del Palio alla doppia cifra di vantaggio. All'ultimo mini intervallo il 59-67 rappresenta una salita pirenaica da scalare nella pentola a vapore del vecchio Lino Oldrini.

[i][b]Il triste epilogo. [/b][/i]Vitucci deve affidarsi giocoforza al quintetto mignon, con Ere da “4”, lasciando sguarniti i terreni ruvidi del sotto canestro. Un autocanestro fortuito di Moss (61-68) non basta a modificare l'inerzia, da ambo le parti la retina pare ignifuga. Sul meno cinque, il fallo fischiato a Talts pesa come un macigno e fa scuotere la testa anche i colleghi neutrali della stampa. Sakota e Brown su scambiano il 65-70, lo sfondamento imputato correttamente al lungo greco-serbo ha il sapore beffardo. Ma il match nei cuori e nella testa dei ragazzi è già svanito, e con esso il sogno di una finale. I pugni nel finale, il lancio di sputi, bottigliette, oggetti sono invece semplicemente inqualificabile. Come lo sono i fanatici che insultano Recalcati e il giornalista della RAI (vergognosamente partigiano, ma non per questo passibile di minacce e intimidazioni) mentre svolgono il loro lavoro. Un sipario nero che chiude la scena su una stagione meravigliosa.

 Share


User Feedback

Recommended Comments

There are no comments to display.



Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Add a comment...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...

×
×
  • Create New...