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Thompson dice "yes" Ora tocca a Cavaliero


simon89
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[size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Il puzzle biancorosso è pronto ad arricchirsi di altri due tasselli. [/color]
[color=rgb(0,0,0)]Mychel Thompson ha detto sì a Varese, e sarà il primo straniero del roster di Paolo Moretti: la firma del1'ala di passaporto bahamense dovrebbe arrivare in giornata. Poi toccherà a Daniele Cavaliero, che nel ballottaggio con Pistoia sembra orientato verso il club di piazza Monte Grappa, anche se per chiudere ufficialmente l'accordo ci vorrà qualche giorno in più. Si tratta un italiano esperto, affidabile e rodato, chiamato a dare stabilità dalla panchina a un gruppo forzatamente rinnovato per dieci decimi. [/color]
 
[color=rgb(0,0,0)]L'ala piccola titolare e il primo cambio degli esterni danno più sostanza al cantiere biancorosso in aggiunta a Ferrero e Molinaro; restano però ancora numerosi gli snodi da sbrogliare nell'ambito di un mercato fatto a incastri per le necessità dei passaporti di italiani e stranieri. L'arrivo di Cavaliero completa definitivamente il parco di giocatori tricolori? Ancora non è detto, perché i profili dei lunghi di riserva comunitari non offrono granché; allo stesso tempo si cercano comunque giocatori europei in grado di garantire esperienza e stabilità allo spogliatoio, e tra le idee valutate per la regia c'è anche quella di Jonathan Tabu, il 30enne playmaker belga già avuto da Bruno Arrigoni a Cantù, che ha chiuso il 2014/15 a Milano dopo il primo scorcio all'Alba Berlino (out per 4 mesi a causa di un infortunio muscolare). [/color]
 
[color=rgb(0,0,0)]Di fatto, sono tutti incastri da vagliare al cambio del materiale raccolto tra Orlando e Las Vegas: Thompson è un tassello importante per qualità tecniche e status regolamentare da europeo, che permette al club biancorosso di concentrare attualmente la sua attenzione sul pivot Cotonou. Al ritorno in città la coppia Arrigoni-Moretti tirerà le somme di quanto "scoutizzato" negli Stati Uniti, e deciderà se vale la pena scommettere su un comunitario giovane (come Talib Zanna o Cady Lalanne, in lizza c'è anche il senegalese Youssou Ndoye) nel ruolo di centro, costruendo l'ossatura americana negli spot di playmaker, guardia e ala forte. Oppure se puntare su un centro americano e su un playmaker europeo (o americano "passaportato"), supportato da un altro cambio di area Bosman.[/color]
 
[color=rgb(0,0,0)]Di fatto l'asse portante dell'Openjobmetis che verrà, sarà costruita nell'ultima decade di luglio, tirando a riva le reti gettate nelle due settimane di lavoro negli Stati Uniti. Nella settimana entrante si lavorerà principalmente per completare la panchina, valutando prima di tutto italiani ed europei. E l'idea Banks? Per ora nessuno ne parla, né a Varese ma neppure in Italia; per ora le operazioni di mercato hanno impegnato una fetta relativamente limitata del budget disponibile, e così accadrà anche per le eventuali mosse dei prossimi giorni. D'altra parte, avendo risorse garantite a differenza di quanto accaduto nelle estati 2013 e 2014, la filosofia di composizione del roster sta procedendo al contrario: prima si allestisce la panchina agendo sui mercati più poveri di alternative, come quello di italiani ed europei. Poi si completerà il quintetto avendo più facoltà di scelta per gli stranieri (im)portanti. [/color]
[color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia [/color][/font][/size]

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