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Varese produce promesse ma non sa più portarle in A


simon89
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[size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Varese è grande con i piccoli. Ma quando crescono, non riesce a confermarsi e diventa piccola con i grandi. Portare due squadre tra le migliori otto d'Italia a livello Under 15 (oggi a Bassano la sfida Teva-Coelsanus nei quarti), nonostante un bacino d'utenza di poco più di 80mila abitanti, ribadisce l'elevatissima qualità del movimento cestistico di base di quella che si conferma una vera e propria "Basket City". [/color][/font][/size]
 
[size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]La qualità elevata espressa da Pallacanestro Varese e Robur et Fides con l'annata 2001 non è un caso isolato: dal 1998 a oggi sono arrivati 9 scudettini giovanili, 7 dei quali conquistati nelle categorie più basse, dall'Under 13 all'Under 15. Ma a fronte dei successi, la produzione di giocatori per la serie A è stata relativamente modesta: ad affacciarsi nel massimo campionato dai vivai di Varese sono stati l'ormai 32enne Federico Bolzonella e il 30enne Matteo Canavesi, mentre molti dei prospetti "scudettati" con le giovanili varesine (da Lorenzo Gergati a Niccolò Martinoni, passando per Marco Passera) hanno poi vestito negli anni la maglia della Pallacanestro Varese ma oggi sono scesi in A2, pur con ruoli da protagonisti. [/color][/font][/size]
 
[size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Per quale ragione la diffusione capillare del basket in provincia di Varese (la migliore d'Italia nel rapporto tra abitanti e tesserati minibasket) non permette poi lo sviluppo di prospetti da serie A? Il supervisore delle giovanili biancorosse Massimo Ferraiuolo scinde la questione in due parti: «Da un lato la qualità del nostro movimento di base è molto elevata e permette di avere gruppi che, nelle categorie in cui il reclutamento è su base locale, sono competitivi per il vertice. Dall'altro, però, non si riesce a sviluppare il talento nella parte finale del percorso giovanile. Proprio per questo confidiamo molto nel nuovo accordo con la Robur et Fides, che permetterà di seguire i prospetti nel periodo decisivo, dai 18 ai 23 anni, accompagnandoli con percorsi personalizzati all'ingresso del mondo senior». Concetto condiviso pienamente dal responsabile delle giovanili della Robur, Giovanni Todisco: «Dalla quantità degli iscritti al minibasket si arriva alla qualità dei gruppi delle prime annate giovanili; ora vogliamo esportare il concetto con questa collaborazione che permetterà a ciascuno di esprimersi nelle 4 prime squadre disponibili tra A, B, C Silver e D al livello più adatto al suo sviluppo, riuscendo a portare ognuno al massimo del suo potenziale». [/color][/font][/size]
 
[size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Per il nuovo coordinatore del minibasket varesino Gianfranco Pinelli ci sono però anche responsabilità ed errori da parte delle società: «Il minibasket funziona ancora benissimo. Poi, però, negli ultimi 15 anni ci sono stati errori evidenti: ricordo che negli anni '80 una squadra con sei varesini più Sacchetti, B osti li e due stranieri disputò diverse finali, e negli anni '90 Meneghin ma anche Giadini hanno firmato la Stella. Quegli allenatori con i loro metodi non erano così incapaci, ma le società hanno fatto scelte diverse. E i risultati non danno loro ragione...». [/color][/font][/size]
 
[size=4][font=arial][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]

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