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rob

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  1. vittoria!
  2. Da Miami... sono alla ricerca di notizie... ma non va il netcasting! Tra parentesi, ieri sera ho assistito all'inutile partita Miami-Atlanta... ho detto per solidarieta', ultimi noi... ultimi loro, portiamo un po' di sostegno! vaccate a parte, e' un'esperienza incredibile... se passate per gli usa, non fate l'errore di perdervi anche la peggiore delle partite nba!
  3. Lo statunitense della Siviglia lascia l'Italia e si trasferisce al Khimky con un contratto da 1 milione di dollari fino a giugno 2009. A Teramo un indennizzo da 500.000 dollari, Devin Green possibile sostituto
  4. in effetti hai ragione... facciamo 80 punti in tre!!! (e anche un bel 117 di valutazione!!!)
  5. Pozzecco 32 punti (8/11, 2/5, 10/10, 8 assist) Howell 22 punti (10/10, 2/3 tl, 10 rimbalzi) non male...
  6. Parole sante!!!
  7. E' ufficiale. La partita tra AJ Milano e Cimberio Varese, in programma domenica 11 novembre, verrà anticipata alle ore 12:00 con diretta tv su Sky.
  8. nella stessa squadra, l'unics kazan
  9. nella vittoria di Kazan contro Zadar di ieri sera (90-87 ot) 24 MCCULLOUGH, JERRY 39:24 minuti 19 punti 3/4 da 2 2/3 da 3 7/7 liberi 3+7 10 rimbalzi 3 perse 4 recuperate 3 ff 6 fs 37 valutazione ma joseh forte ?!?
  10. rimbalzi: 41-23... salviamo passera, galanda e hodge (ultimo ad arrendersi) gli altri a casa a piedi
  11. da gazzetta.it L'ex del Barcellona, 2 metri e 21 di statura, è intervenuto in aiuto di Saad Kaiche (2 metri e 29), talento del basket algerino che, sbarcato in Spagna, si è ritrovato privo di abbigliamento tecnico adatto alla sua stazza. Duenas gli ha mandato una valigia di materiale da 20 kg LUGO (Spagna), 4 ottobre 2007 – Da una parte uno dei più amati giocatori spagnoli di pallacanestro, ritiratosi quest’estate a 31 anni; dall’altra un novizio algerino, alle prese con alcuni problemi "tecnici". In comune una cosa sola, ma decisiva: entrambi sono alti, altissimi. E’ tempo di scoprire chi sono i due protagonisti di questa storia, che uno sceneggiatore scafato intitolerebbe "Solidarietà tra giganti": Roberto Duenas, il più famoso, e Saad Kaiche, l’algerino. TROPPO ALTO – Kaiche, 22 anni, è appena arrivato in prova al Leche Rio Breogan, squadra che milita nella Serie B spagnola. Considerato uno dei maggiori talenti del basket africano, è alto 229 centimetri, che ne fanno il giocatore più alto di tutti i campionati iberici. Una volta sbarcato in Galizia, ha però subito incontrato problemi di natura "pratica". Non c’erano vestiti della sua taglia, e quindi non poteva giocare né tantomeno allenarsi o vivere normalmente. Una situazione d’impasse mica da ridere per lui, algerino, lontano da casa e in una società sicuramente efficiente, ma non d’altissimo livello. AIUTO DA FUORI – In soccorso dello "Yao Ming algerino" è intervenuto allora Roberto Duenas, ex centro del Barcellona (con cui ha vinto 6 scudetti e un Eurolega, e che ha ritirato la sua maglia numero 12), che l’estate scorsa ha deciso di appendere le scarpe al chiodo. Pur non conoscendo Kaiche e non avendo mai avuto niente a che fare con la squadra galiziana, ha pensato di aiutare il suo collega, inviandogli una valigia piena di vestiti per un peso complessivo di circa venti chili. "Mi ha contattato il suo allenatore – ha spiegato Duenas – e mi è parso giusto aiutare Saad. Alla sua età anch’io avevo stessi problemi". L’ex pivot del Barça, nonché di Girona e Badalona, è infatti alto 221 centimetri. Gli abiti sono arrivati; c’è ancora un piccolo intoppo, tuttavia, che riguarda le scarpe. Duenas ha il 54 di piede, mentre Kaiche il 59. Poco male, l’impegno c’è stato; tra giganti ci si deve aiutare, altrimenti è un guaio.
  12. Galanda: frattura alla falange del quinto dito della mano destra Durante il primo periodo di gioco della gara Italia-Russia Giacomo Galanda ha subito un trauma distorsivo contusivo che ha provocato la frattura da avulsione alla falange distale del quinto dito della mano destra. Galanda rientrerà al più presto in Italia per la gestione della patologia. Ufficio Stampa Fip
  13. Romeo Sacchetti è il nuovo coach dell'Upea Capo d'Orlando. Meo, autentica icona della pallacanestro Varese durante gli anni '80, ha firmato un contratto biennale. L'ex ala della nazionale italiana (Sacchetti ha infatti preso parte, da giocatore, alle Olimpiadi del 1980 e del 1984 e vinto gli europei del 1983) muove i primi passi da allenatore fra Torino ed Asti, anche se la prima esperienza di alto livello arriva durante la stagione 2001/2002; a chiamarlo in LegaDue è la neopromossa (come l'Upea) Intertrasport Bergamo. L'esperienza in terra orobica si esaurisce presto, e nel gennaio del 2002 firma con Castelletto Ticino, dopo una stagione e mezza di assestamento arriva un'impresa incredibile: i Draghi vinceranno per due stagioni consecutive il campionato di B d'eccellenza. Nel 2005 coach Sacchetti viene chiamato a guidare il Fabriano Basket, a febbraio viene sostituito da Aza Petrovic (Fabriano rimarrà comunque fuori dai playoff) e ad aprile torna sul Lago Maggiore come consulente tecnico. Archiviata la salvezza, Castelletto decide di puntare nuovamente sul coach nato ad Altamura: i risultati sono ancora una volta incredibili, infatti dopo una partenza disastrosa (una vittoria e dieci sconfitte) i ticinesi riescono a dare il cambio di marcia e a sfiorare, addirittura, i playoff. L'Upea Capo d'Orlando desidera inoltre ringraziare la società Basket Draghi Castelletto Ticino ed in primis il presidente gialloblù Marco Verdina per aver permesso a coach Sacchetti di andare via anticipatamente rispetto alla scadenza del contratto per sposare il progetto dell'Upea. Gli assistenti di Meo Sacchetti saranno il confermato Ugo Ducarello e la new entry Peppe Condello, uomo-Upea da ormai 10 anni ed attuale allenatore della squadra under 14.
  14. http://www.basketnet.it/news/?id=79771 Milano – Dopo otto sconfitte consecutive Varese sconfigge Milano (71-62) in quella che è sicuramente la partita più importante dell’anno. La Whirlpool arriva ad Assago senza nulla da perdere, ed è con questo spirito che affronta la partita, dimostrando sin da subito di poter reggere il confronto con l’armata AJ. Milano dal canto suo si condanna con il 5% da tre (1/22): si torna ora a Varese per un’infuocata gara4! Capin, 7: Conduce la manovra con sicurezza, giocando molto per i suoi compagni più che per sé; responsabilizzato dall’assenza di Keys, risponde egregiamente alla chiamata di Magnano. Hafnar, 6: Un sei che fa media tra il 5 dei primi 30’ e il sette dell’ultimo periodo. A lungo impegnato a lamentarsi con gli arbitri, mette 4 punti decisivi per frenare le ambizioni milanesi. Howell, 6: Si guadagna la sufficienza per la (solita) buona prova difensiva: non basta però, da lui ci si aspetta qualcosa anche in attacco. Holland, 7,5: E’ carico Delonte, e lo si capisce dalla prima azione! Va a rimbalzo come un indemoniato (12) e trasmette sicurezza ai suoi compagni per tutti i 35’ giocati. De Pol, 7: 19’ spesi sulle tracce dei vari Gallinari, Schultze, … bene in difesa, trova anche due triple in due momenti molto delicati. Galanda, 6,5: guarda dalla panchina l’ultimo quarto, ma il suo lavoro ad inizio partita su Watson è stato decisivo. Keys, 6: Meno sicuro di Capin, va a referto solo con una tripla, che è ossigeno puro per Varese… aspettiamo il vero Billy in gara 4! Carter, 6,5: Meno incisivo rispetto al Carter di gara 2, si fa notare ancora una volta per l’ottimo lavoro in difesa sulle guardie AJ. Fernandez, 7: Gli viene affidato un compito improbo (ovvero limitare Blair e Watson) ma Gabriel compie egregiamente il suo “mestiere”: anche per lui punti decisivi nella ripresa. AJ Milano - Schultze 6; Green 5,5; Gallinari 7; Bulleri 7; Garris 5; Watson 5; Blair 5; Calabria 4; Gigena 5,5.
  15. Due punti all'intervallo, 23 alla fine (in 23'49" sul campo, aggiungendo 5 rimbalzi, 3 assist, ma noi ne abbiamo contati almeno il doppio, e 2 recuperi). Gianmarco Pozzecco, maglia numero 10, chiama l'applauso del pubblico e l'ottiene, perche` e` l'uomo che ha girato la partita, la prima in casa dopo il 3-0 in Superlega russa che pero` il Khimki ha ottenuto tutto in trasferta. A lungo il Nymburk ha comandato la gara, giocando una bella pallacanestro, usando bene gli spazi, micidiale da 3 (48%) e presente al rimbalzo d'attacco. Quando poi e` calato, anche perche` le rotazioni sono corte, ha trovato dall'altra parte il Poz carico, dopo un secondo quarto difficile. E la partita si e` decisa li`, ma con lui merita un posto in copertina un Oscar Torres clamoroso (26 e 12 rimbalzi, in 30'). Si gioca per la Fiba Eurocup (la stessa cui partecipa Cant), i rivali sono i campioni della Repubblica Ceca del Nymburk, in tribuna saranno circa duemila e l'impianto, davvero bellino, tutto gialloblu e che sa ancora di vernice fresca (inaugurato un mese fa) e` pieno per meta`. L'evento-partita non ha nulla di meno di quello del CSKA: video sulla squadra, occhio di bue alla presentazione degli idoli di casa (e qui gli avversari si applaudono), cheerleaders, musica. Il quintetto e` Booker, Fridzon, Gorenc, Petrenko, Wolkowyski, visto che qui i soldi ci sono e non si negano neanche un campione olimpico. Arrivato subito dopo l'oro di Atene, stasera pero` l'argentino-polacco mostra la grinta di un bradipo stanco. Il Khimki inizia molle e distratto, va sotto, paga il prodotto di casa Fridzon (gia` nazionale a 20 anni) ed entra Torres. Ed un attimo dopo, verso il 5', ecco il Poz al posto di un Booker letargico. Grandi applausi ma non sono per lui: semplicemente nello stesso momento entra Boris Romanovsky, ministro del locale Governo e che qui e` anche il padrone della baracca BC Khimki. E quindi benefattore. Dal Poz subito una buona palla per un canestro facile di Gorenc, poi sbaglia la tripla in transizione, ma con lui si corre e Torres ne beneficia. Ha davanti Maurice Whitfield, spinge ed ancora trova Torres per il contropiede. Entrato sotto di due, col Poz Khimki a piu` tre, e` la solita storia della scossa, ed immediato timeout dei cechi. Il Poz chiama il pick-and-roll, ma con lui adesso c'e` il perticone di 2.20 Ershov, ed i risultati sono pessimi. Il Poz si perde su un blocco Whitfield che mette la tripla e poi gli ruba il passo in uno contro uno. Da` un assist a Ershov che riesce a farsi stoppare e per un 2.20 e` sempre una vergogna. Alla prima sirena i cechi sono avanti di quattro, nell'intervallo il Poz fa due righe sulla lavagnetta di coach Elevich, per non perdere il vizio. Mentre Adam Hess, che Fabriano provo` nell'estate del 2004, dopo 13' viaggia ad un punto al minuto. Poz sbaglia la seconda tripla, sempre lunga, Whitfield gliene mette un'altra in faccia ed Elevich chiama Booker al posto del nostro. Un attimo prima il Poz se non altro si toglie lo sfizio di trovare i primi punti dalla lunetta (2/2). Esce col Khimki sotto di sette. Mentre le musichette in stile NHL proseguono senza sosta, il Khimki riesce nell'impresa di subire contropiede da tiro liberi, sempre rimarchevole. Come Booker, ancora a zero punti a meta` secondo quarto. Fortuntamente Torres e` pervaso dal furore dell'agonista, recupera palloni e rimbalzi e tiene in vita i russi. E quando pesca il gioco da 4 (3+1) lui sale a 16 ed il Khimki torna a -2. Booker si degna dopo 16'30" (due liberi), Radoslav Rancik, fratello di Martin, combina davvero buone cose, tripla di Booker che pero` non evita il -3 all'intervallo, anche perche` Nymburk segna 55 punti in trasferta e non si puo` essere sotto... Subito uno 0-7 in avvio di secondo tempo, rientra il Poz al 23', sotto di 10, col Khimki che passa a zona. E lui in contropiede trova il primo canestro, poi lancia Gorenc, Khimki in un amen a -5, timeout ceco. Dall'alto della sua umanita` il Poz continua a dar la palla a Ershov (persa), ed allora Pozzecco inizia il suo spettacolo: due liberi per il -4 (66-70 al 27', lui arriva a 6), la tripla del sorpasso (71-70), canestro in penetrazione (73-72), di seguito altra prodezza ancora battendo l'uomo con un canestro da sotto in controtempo. Fine terzo quarto, Khimki avanti di 3, e per il titolo di uomo della partita il Poz (13) e` ora in piena corsa. Ultimo quarto, finalmente Elevich lo mette assieme a Booker, Khimki sempre a zona. Il Nymburk impatta con i suoi tre uomini a 18 (Hess, Whitfield e Rancik), ma Poz non ha ancora finito. La tripla conferma che ormai e` in partita (16), subito dopo lascia Whitfield sul blocco e segna, altra tripla (21), siparietto con l'arbitro, e` gia` idolo. Lucra ancora due liberi a fil di sirena (percentuali: 4/4 da 2, 3/5 da 3, 6/7 ai liberi), poi i 26 di un grande Torres, 15 di Petrenko, 11 di Wolkowyski, 10 di Gorenc (a guardare per questi tutto l'ultimo quarto) e 4 di Booker. Se continua cosi` c'e` il rischio che facciano sentire il Poz a casa sua pure quassu`... Stefano Valenti
  16. ricordo benissimo cosa ci fece popovic alla prima stagione di uleb, se non sbaglio la squadra si chiamava "red star"... deliziò il palato dei presenti oltre a massacrarci da tre... confermo il forte interessamento di silver!
  17. magari non si vede la palla perchè si vede un'azione difensiva! (post ironico) anche nella scheda di presentazione di due estati fa si citava una grande partecipazione all'all star game greco...
  18. anche se in precarie condizioni fisiche era sempre presente in primissima fila condoglianze alla famiglia
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