Non ho fatto fatica a conoscerti,
sei una di quelle persone che credo di aver sempre conosciuto,
un sorriso, un abbraccio, uno sguardo volevano dire tutto;
non ci siamo cercati, è capitato di sederci accanto qualche anno fa in Tribuna ovest e condividere tutte le emozioni che la pallacanestro Varese ci ha dato;
ci accomunava la passione per lo sport, come dicevamo tra di noi, lo sport vero, quello pulito, quello onesto… e tu ridevi…
dopo quella domenica in cui mi hai detto della tua malattia, ho incominciato a guardarti in modo diverso, ogni domenica ti guardavo per capire come stavi.
Tu eri sempre sereno, mi raccontavi dei tuoi piccoli e mi chiedevi dei miei.
Quando quest’estate ci siamo accordati per rinnovare l’abbonamento in Gold, conservo ancora il tuo sms “bene…we imagine”
A volte è bello immaginare ciò che si vuole che accada, ma con te la vita è stata spietata, ti ha lasciato sperare...
Non sono riuscito e non riesco ad oggi a dimenticare come ti stringeva le mani Giacomino in una delle prime partite di quest’anno, come Ti guardava e come Ti gli sorridevi.
Entrare al Palazzetto e non vedere che non eri presente era durissimo…
Ma vederti soffrire lo è stato di più.
Per me, andare al palazzetto e vedere il posto libero di fianco, non sarà più la stressa cosa.
Ma voglio ricordarti per quello che sei stato e per quello che hai dimostrato di essere: uomo, amico e padre MAI DI SERIE B (avresti di certo apprezzato).
Luca