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Questi sì che sono avanti....


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LIVORNO — Una svastica umana nella curva dei tifosi croati, un canto che inneggia alle foibe in quella dei livornesi: l'amichevole Italia-Croazia si è accesa di una sfida politica a tinte forti sugli spalti, alla mezzora del primo tempo. I circa duecento ultras croati presenti da soli in curva Sud si sono disposti lungo le gradinate semivuote a formare una svastica umana, muovendo poi le braccia ritmicamente a sottolineare la loro figura. Dagli ultras livornesi si è levato un canto che inneggiava alle foibe, e poi «Bella Ciao», come accade sempre durante le partite interne dei toscani. Attimi di tensione, poi le forze di polizia sono entrate nella curva croata: il responsabile dell'ordine pubblico ha parlato con gli ultras convincendoli a sedersi in ordine sparso. Sulle gradinate sono rimasti però una cinquantina di agenti della Celere in assetto anti-sommossa. Poco prima si erano levati fischi all'inno di Mameli dalla curva Nord dello stadio Picchi di Livorno, prima di Italia-Croazia. Quando la banda degli alpini ha intonato l'inno nazionale, dagli ultras livornesi è partita una rapida bordata di fischi,subito coperta dalle note e disapprovata dal resto dello stadio, che a sua volta a fine inno ha fischiato il «Bandiera rossa» intonato dalla curva. Nel settore dei tifosi del Livorno campeggia uno striscione «Avanti Fidel», e una scritta più lunga: «Prima tutti corrotti, poi tutti campioni....esultano i Fratelli d'Italia mentre si riciclano i papponi».

E sotto la curva il volantinaggio «Qui non passa il tricolore»

Diego Pretini

Bal: non tifiamo per una Nazionale simbolo del calcio corrotto. LIVORNO. I fischi delle Bal, alla fine, se li prendono due hostess che, con spacchi e tacchi, passeggiano sotto la curva nord, verso le 19. L’arrivo della Nazionale in città è parso più tranquillo di una qualsiasi partita di campionato. Alle sette di sera sotto la curva “più amaranto del mondo” passano quattro ragazze a fare jogging, i poliziotti telefonano con i cellulari, l’auto del questore Roca cerca posto in tutta tranquillità, mentre i tricolori entrano anche lì, in curva nord: non è certo una pioggia, il Circo Massimo è tutta un’altra roba, ma, sì, entrano anche lì.

La “Curva Nord” (con le maiuscole) firmerà e distribuirà un volantino, cioè la maniera più civile di fare protesta, in barba alle preoccupazioni di questi giorni: non possiamo tifare per la Nazionale - è il senso di quanto c’è scritto - perché altrimenti saremmo ipocriti, visto che questa Nazionale rappresenta quel calcio vergognoso di cui si parlava qualche settimana fa.Noi quelle cose ce le ricordiamo ancora, dicono i tifosi amaranto della curva nord, e continueremo a tifare solo per il Livorno.

Il ragazzo che distribuisce il comunicato cerca quasi esclusivamente chi ha il tricolore in mano, addosso, in tasca, in testa. Qualcuno tira a dritto e lui, caparbio: «Oh, Italia».

Tutto liscio, insomma: finché all’improvviso scattano in venti, forse trenta: via sugli scooteroni alzando il polverone del parcheggio sterrato. «Dice che ci sono i croati in piazza Cavour che spaccan tutto, si va a vede’». In piazza Cavour, tuttavia, una bimba gioca con il suo babbo, le bici tornano in serenità dal lavoro, i piccioni sono finalmente soli: il passaparola gioca brutti scherzi.

Alle sei, due ore prima, c’era un’altra scena simile: il motivo probabile, un gruppo di ragazzi rasati a zero, con molti tricolori e altri dettagli da identikit “sensibile”. Qualcuno tra le forze di sicurezza spiega che i tifosi amaranto ieri sera buttavano un occhio particolare sugli italiani “particolarmente italiani”, i tifosi juventini, magari, o veronesi o ancora romani. Ma, alla fine, alle 20,20 prendono la rincorsa e in cento - forse di più - entrano, spintonando e sgomitando, senza mostrare alcun biglietto. Giusto in tempo per cantare “Bandiera Rossa” (con gusto particolare - è l’impressione - al verso finale) e far esplodere il boato al nome del loro capitano che stasera ha il tricolore sul petto.(17 agosto 2006).

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Si devono vergognare, è uno schifo.

Non bisognava nemmeno giocare li, cretini ignoranti.

Sputano sul tricolore, fischiavano l'Inno d'Italia, cantavano ripetutamente slogan politici.

E i telecronisti rai che fanno i simpatici sulle note delle "canzoni popolari".

Vergogna, vergogna e vergogna.

Livorno non è Italia, e i livornesi sono (in gran parte anche se non totale) dei grandissimi ignoranti.

Marco

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no, perchè quelli che erano li a fare i "microcefali" sono entrati spingendo (in gergo "caricando") e non pagando il biglietto...

Complimentoni!

Questo sistema sembra sia utilizzato dalla curva anche nelle partite di campionato, conoscenze livornesi mi dicono che allo stadio moltissimi entrano gratis...forse è per quello che fanno sempre il pienone!!!

Lasciamo stare i commenti che è meglio!!!

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