Il Briatore Delle Prealpi Posted July 15, 2007 Posted July 15, 2007 eheh forse è più forte di quello che pensiamo hihi
Il Briatore Delle Prealpi Posted July 16, 2007 Posted July 16, 2007 datome o da tome??????questo il dilemma............
joe Posted July 16, 2007 Posted July 16, 2007 Vabbè. L'avete voluto voi... http://www.fibaeurope.com/cid_f43ulKJBGLcV...teamID_307.html
alberto Posted July 16, 2007 Posted July 16, 2007 Recalcati: "Per maturare i giovani serve riformare i campionati" 16/07/2007 09:46 - Il Gazzettino - L’Under 20 torna sul podio dopo una vita di delusioni giovanili. In piena sintonia con l’esplosione nella Nba di Bargnani, quella annunciata di Belinelli e quella inattesa di Gallinari, lui "solo" in A ma pur sempre una vetrina di lusso per un diciottenne. Recalcati, è finalmente cambiato il vento per Azzurra? Prudente da sempre per indole, il ct si prende qualche secondo in più per rispondere. Scegliendo un profilo basso, naturalmente. «Il risultato di questi Europei isontini incoraggia all’ottimismo, sarebbe sciocco negarlo. Il nucleo è buono e Sacripanti lo ha forgiato al meglio sposando in pieno la filosofia del progetto che è quella di non perdere di vista l’importanza del risultato ma attraverso il miglioramento costante dei giocatori. È quindi la naturale crescita prodotta da una programmazione partita tre anni fa e che in questa stagione ci ha permesso un vero e proprio travaso fra Under 20 e Nazionale A tanto è vero che almeno quattro di questi ragazzi hanno già fatto parte della squadra maggiore.» - Dopo gli Europei 2003 in Svezia, avevi lanciato segnali nitidi di allarme. Tieni alto ancora il livello di guardia? «Mi sembra doveroso. La concorrenza aumenta anno dopo anno, via via che si organizzano anche nello sport gli stati creatisi alla fine dell’Urss e della Jugoslavia. Entità che si abbeverano alle stesse nostre fonti cestistiche ma che partono da una realtà di base che noi ancora ci sogniamo.» - Cioè? «Una scuola in cui l’attività motoria è materia imprescindibile del programma pedagogico. Quando i ragazzi di tutta Europa e direi del mondo scelgono una disciplina, compito degli istruttori è unicamente addentrarli nello specifico del gioco, insegnare tecnica e regole. I nostri preparatori, dal minibasket sino anche agli allievi, devono invece insegnare innanzitutto a correre e saltare. Chiaro che partiamo in svantaggio, con un gap sempre più difficile da colmare.» - Ma Bargnani, Beli... «Altolà. Questi sono fenomeni. Fuori da ogni contesto. Regali del destino più che prodotti di un sistema. Non mi si venga a dire che sono il frutto di un nuovo lavoro federale, di una riscoperta e rivalorizzazione dei vivai, di una maggiore attenzione delle società per i giovani. Come responsabile del Settore Squadre Nazionali sarei il primo a gioire e magari anche a pavoneggiarmi, se ne fossi capace, ma dovrei mentire a me stesso prima che agli altri.» - Davvero non si muove nulla alla base? «Non credo basti la legge-Mattioli che premia "a vita" i club di produzione. Serve una sterzata al vertice, una poderosa riforma dei campionati che metta i ventenni nella stessa condizione dei coetanei di tutta Europa: inseriti gradualmente nel giro per esprimere compiutamente le proprie potenzialità. E battere la concorrenza non solo degli stranieri ma anche dei veterani che affollano, anzi fagocitano la B.» - Servirebbe un atto di forza del Consiglio Federale, anzi basterebbe del Presidente che quando vuole sa imporre la propria linea. Ma temo che la politica e gli interessi regionalistici diserbino subito il terreno... «Concordo. Il mio compito è però semplicemente proporre, mostrare una via. Se hanno la forza di opporsi ai piccoli interessi periferici, partono. Altrimenti aspettiamo che altri fenomeni cadano dal cielo.» - Ancorchè con un cammino reso meno arduo da un tabellone privo di squadroni monumentali, questa Under 20 segna comunque un bel passo avanti rispetto al passato. «Certo. Per anni abbiamo subito una palese inferiorità strutturale. Fisicamente pativamo contro tutti. Stavolta, nonostante il solo Cuccarolo come tradizionale centro di ruolo, sono poche le squadre che ci mettono sotto a chili e centimetri. Ed a tecnica non siamo affatto male, con punte di eccellenza in Datome, Aradori e Hackett.» - Non a caso ragazzi, i primi due, che in A1 ed in Legadue giocano parecchio. «Giusto, perchè se lo meritano. Hanno conquistato rispetto, considerazione e quindi spazio. Ovvio che Datome, anche per qualche problema fisico, è stato in qualche modo penalizzato dalle ambizioni di Siena mentre a Scafati ha trovato maggiori possibilità di emergere. Anche per il coraggio di Alibegovic, uno dei pochi tecnici a non aver paura dei luoghi comuni. Come Pillastrini a Montegranaro e Djordjevic a Milano: se Gallo è venuto fuori tanto prepotentemente, va dato atto a Sale di averci creduto subito.» - Anche Pancotto a Udine ha dato fiducia ad Antonutti ed ultimamente a Zacchetti, due fra gli azzurri della Sperimentale in Cina. «Joel possiede i numeri per riuscire in qualcosa di importante ma purtroppo con noi quasi ogni giorno aveva un problema fisico. Mi auguro che il prossimo sia finalmente il suo anno giusto: per la Snaidero ma anche per la Nazionale. Ci servono ricambi di qualità entro due anni, dal 2009. Dopo Pechino, se come spero vi andremo, toccherà voltar pagina.» - Il pass olimpico passa per gli Europei in Spagna a settembre. Che Italia sarà quella al lavoro da mercoledì a Bormio? «Duttile, multiforme, capace di modellarsi a seconda delle situazioni e degli avversari. Ci manca sempre un centro vero ma è indubbio che la qualità media si è alzata.» - Per la prima volta non partite da outsider. «Ma nemmeno da favoriti, chiariamo subito. Almeno una decina di squadre meritano la stessa considerazione: il risultato finale sarà scandito da episodi ma mi auguro anche dal tessuto temperamentale. Il mio compito principale sarà come sempre quello di formare lo spirito giusto, la voglia di sacrificarsi per il gruppo soprattutto in difesa. Senza questa corazza mentale, vacillano anche i gruppi formati da stelle Nba. Come insegnano le clamorose esperienze passate di Slovenia, Serbia e Francia.» - A Bormio cinque azzurrabili su 18 arriveranno dalla Benetton... «Ti fermo subito. Non intendo più toccare l’argomento. Ripeto solo quanto già dichiarato: a Treviso sarei venuto più che volentieri, ad un certo punto credevo quasi di esserci già ma poi improvvisamente non se ne è fatto più nulla. Punto e basta. Faccio solo gli auguri al collega Ramagli: i successi futuri della Benetton in fondo sarebbero quelli di mezza Nazionale!» Luigi Maffei
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