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«Meno stoppate, più energia»


simon89
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Meno stoppate mozzafiato, più aiuti determinanti. Meno giocate adrenaliniche, più sostanza complessiva. Il Norvel Pelle versione 2017/'18 si conferma tra i più amati del PalA2A per la sua capacità di accendere il pubblico con una schiacciata tornituante o un tiro ricacciato in gola ad un avversario. Ma rispetto al 2016/'17 sulle montagne russe di un rendimento alterno tra prodezze eccitanti ed errori banali, il 24enne lungo caraibico pare aver trovato maggior equilibrio: calo di stoppate (1,7 contro 2,1) e schiacciate (nell'annata scorsa il 63% dei suoi canestri dal campo) a fronte di un rendimento più costante. Col picco di assoluto rilievo del match con Trento, nel quale i suoi primi 8 minuti dominanti sui due lati del campo hanno dato l'impronta decisiva alla partita celebrando nel modo migliore la prima presenza nello starting five della nuova annata.

«Partire in quintetto mi ha dato una grandissima carica - spiega il lungo di Antigua e Barbuda -. Per entrare dalla panchina serve una mentalità diversa: devi essere abile a entrare in fretta in partita mettendo grande intensità in quel che fai, mentre iniziare la gara ti dà la possibilità di dare un impatto più graduale. Mi sono preparato con grande applicazione per tutta la settimana per tale opportunità e ho cercato di andare in campo concentrato al massimo per prendere rimbalzi, proteggere l'area e sfruttare i servizi dei compagni in attacco. Nel complesso abbiamo disputato una grande gara, travolgendo gli avversari grazie ad una costante intensità».

Che differenza c'è tra il Pelle della stagione corrente e quello della prima avventura a Varese? «Nella scorsa annata ero un giocatore meno rifinito, si può dire "selvaggio"? Il mio pezzo forte è la stoppata, per istinto andavo per cercare di stoppare ogni tiro degli avversari. Ora, invece, cerco di prendere il mio tempo ed essere presente negli aiuti, leggendo le scelte dell'attacco e i movimenti dei compagni in difesa; non è cambiata la mia aggressività, gioco sempre al massimo dell'energia, cerco di metterla a frutto con più efficacia».

Sabato ha fatto la differenza anche in attacco, forse per la prima volta è stato servito con continuità ricevendo più palloni nei primi 8 minuti che nelle cinque gare precedenti... «Vero, quando ho ricevuto palloni dentro l'area sono riuscito a convertirli bene tra soluzioni interne e tiri liberi. Probabilmente anche i compagni stanno imparando come servirmi gli alley-hoop che nell'annata passata scorso erano il mio pezzo forte grazie ad un ispiratore del livello di Eric Maynor. Stiamo facendo progressivamente conoscenza per trovare l'intesa reciproca, sono certo che migliorerà col passare del tempo».

Contro Trento è stata la miglior prestazione stagionale, ora arrivano altri test impegnativi contro Avellino e Sassari. «Siamo stati intensi e determinati per 40 minuti senza mai staccare il piede dall'acceleratore. Il coach ci chiede questo, la mentalità che stiamo acquisendo è quella di restare sempre concentrati nell'eseguire le sue indicazioni. Ci siamo meritati il rispetto di qualsiasi avversaria: vogliamo giocare sempre e contro chiunque al 100 per cento dell'intensità, se di fronte a noi troviamo chi non pareggia la nostra energia vivremo altre serate come quella di sabato».

Giuseppe Sciascia

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