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All'OJM serve il ritocco. Però Caja frena ancora


simon89
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L'Openjobmetis tiene chiuse le porte del mercato anche dopo la sconfitta di Brindisi. Il summit dell'area tecnica con Toto Bulgheroni, Claudio Coldebella e Attilio Caja a colloquio ieri si è chiuso con la decisione di proseguire con il roster attuale a dispetto del nuovo scivolone in fondo alla classifica sancito dai risultati del turno numero 19. Non è una questione economica, sebbene la situazione sia complicata per la necessità di "coprire" gli errori del passato risolti a suon di extrabudget: i consorziati ripianeranno 150mila euro per chiudere il bilancio 2015-16, e per la stagione in corso l'apporto dei soci - tra pregressi e attualità - arriverà vicino agli 1,4 milioni di euro.

Però in caso di estrema necessità ravvisata dall'area tecnica, la proprietà sarebbe disponibile a cercare ulteriori risorse non escludendo un ulteriore sforzo: troppo elevato il rischio di perdere il capitale della serie A, che rischierebbe di "deprezzare" di oltre il 50 per cento il valore del club. Si tratterebbe di un investimento extra stimato sui 60-70mila euro lordi per 3 mesi. E da qui a qualche settimana non ci sarebbe neppure eccessiva "siccità" di opzioni da vagliare, visto che la conclusione della regalar season in Australia ha lasciato libero qualche elemento di buon valore (spiccano le ali forti Daniel Kickert e Greg Whittington se si considerasse l'idea di tappare la falla aperta dall'infortunio di Campani e dal crollo verticale del rendimento di Kangur), in attesa che si chiuda anche la stagione regolare in Iran per aumentare il ventaglio delle opzioni possibili.

Ma è stato il coach a smorzare le velleità della linea "interventistica", almeno nella pausa della Coppa Italia e in attesa di rimettere a fuoco la situazione in occasione del match del 27 febbraio contro Pistoia: «La delusione per la prova di Brindisi è innegabile, soprattutto perché dopo una settimana di ottimi allenamenti è stata una brutta sorpresa - spiega Caja - Evidentemente il malato era grave e soggetto a ricadute anche se non c'erano segnali, ma io non mi appello all' assenza di Anosike o alla prestazione negativa di questo o quel giocatore: dare la colpa al compagno sarebbe la strada più breve, ma non quella corretta perché minerebbe ulteriormente la fiducia in noi stessi. Le problematiche vanno affrontate senza nascondersi o scappare, la croce l'abbiamo addosso tutti e non si risolvono i problemi puntando il dito su un singolo». Caja fa appello al senso di responsabilità dei giocatori, toccando tasti motivazionali e caratteriali che non sono legati al mero aspetto tecnico: «A Varese società e tifosi ti mettono nelle condizioni ottimali per rendere, e dare il massimo per ripagarli è un dovere per tutti. Possono sembrare frasi fatte, ma sono convinto che la chiave sia la capacità di responsabilizzare i giocatori; per uscire con le forze attuali alla situazione critica, ognuno di noi dovrà avvertire questa sorta di senso civico nei confronti della storia e della passione di Varese. E credo fermamente che nessuno di noi eviterà di sentirlo».

Giuseppe Sciascia

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