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Cavaliero torna nella sua Trieste


simon89

L'Openjobmetis ammaina con due turni d'anticipo la bandiera del suo capitano. Ufficiale la separazione consensuale tra il club di piazza Monte Grappa e Daniele Cavaliero: come anticipato ieri su queste colonne, la guardia triestina ha scelto di tornare a casa, accettando il contratto fino al 2019 proposto dall'Alma. Ossia la società sorta nell'estate del 2004 sulle ceneri del fallimento della sua alma mater, lasciata esattamente 13 anni fa per un "pellegrinaggio" in serie A che ha toccato Milano, Roseto, Fortitudo Bologna, Montegranaro, Pesaro e Avellino prima di raggiungere Varese nell'estate 2015. Una scelta di cuore del 33enne triestino, nuovo simbolo di una società che punta al ritorno nella massima serie nei playoff di A2 al via nel weekend, oppure nelle prossime stagioni con l'aggiunta dell'esterno del 1984.

La scelta di Cavaliero nasce anche da motivi personali legati al ritorno nella sua città natale, dove sta programmando l'apertura di un'attività assieme al neo-compagno di squadra Andrea Pecile. E di fronte alla richiesta del giocatore di voler tornare a casa rinunciando ai due anni residui di contratto - allungato la scorsa estate fino al 2019 - Varese non s'è messa di traverso, assecondandone la volontà attraverso la rescissione consensuale dell' accordo. In due stagioni la guardia del 1984 ha totalizzato 334 punti in 53 gare di campionato e 190 punti in 29 match europei tra FIBA Cup e Champions League. Ma il fatturato tra il 2015/' 16 e il 2016/' 17 è comunque calato da 8.0 punti in 25.5 minuti a 4.8 punti in 18.1 minuti; i 9 punti con 4 assist in 23' della sua ultima gara in biancorosso domenica a Venezia, davanti agli occhi del suo nuovo coach Eugenio Dalmasson, sono stati i suoi record nelle 16 partite dell'era Caja.

Chiara, dunque, la scelta di Varese di non voler forzare la mano per trattenere un giocatore ritenuto non più insostituibile, quanto meno sul piano tecnico. La rescissione consensuale dal contratto di Cavaliero, contando le mensilità residue e i prossimi due anni garantiti, "disalloca" risorse per un totale di circa 350mila euro di costo-azienda tra stipendio netto e contributi, sia pur impoverendo ulteriormente un parco italiani che al momento non ha certezze per la stagione ventura. Anche se l'investitura a neo-capitano di Giancarlo Ferrerò rafforza i venti di rinnovo nei confronti dell'ala mancina che sin dal match contro Cremona indosserà idealmente la fascia lasciata libera dall'esterno del 1984. La partenza di Cavaliero sarà comunque l'unica a campionato in corso, con gli assalti senza esito di Virtus Bologna per Maynor e Treviso per Eyenga che evidenziano la volontà del club biancorosso di non smobilitare anche senza più obiettivi di classifica da perseguire. Nelle ultime due gaie lo spazio lasciato libero da Cavaliero tornerà a disposizione di Aleksa Avramovic, che avrà la chance di dimostrare a Caja la sua utilità per i progetti futuri nei quali - contratto garantito per il 2017/'18 alla mano - potrebbe ancora rientrare. Specie se Varese si orienterà verso il 3+4+5, come fa pensare il via libera a Cavaliero.

Giuseppe Sciascia


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