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Il consorzio apre a un socio? Oggi gli "stati generali" della multiproprietà


simon89
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"Varese nel Cuore" si raduna al PalA2A per decidere la direzione futura del club di piazza Monte Grappa. Anticipati di 24 ore gli "Stati Generali" del consorzio indetti su iniziativa dell'attuale CdA - e in particolare del presidente Alberto Castelli - per fare il punto della situazione dopo 7 anni di multiproprietà, e capire quali sono le strade praticabili per allargare la partecipazione - e di conseguenza le risorse disponibili - ai vertici della società. Il tema centrale sarà l'ipotesi dell'apertura al "socio forte" valutata in modo autonomo già da qualche mese da tanti esponenti della proprietà.

L'assemblea informale di oggi sarà l'occasione per confrontare pareri e idee di tutti i proprietari e di mettere a punto una linea definitiva da portare avanti per costruire una Pallacanestro Varese più forte. «Dopo 7 anni abbiamo ritenuto che fosse arrivato il momento di fare una sorta di "check-up" del consorzio - così Castelli spiega le ragioni dell'appuntamento di stasera -L'idea iniziale è stata fortemente innovativa, ma ora vogliamo confrontarci e scambiarci opinioni per valutare se esistono possibilità di modificare il format della proprietà, senza buttare via tutto quello che è stato fatto dal 2010 a oggi. Dall'appuntamento di stasera usciremo con una linea condivisa che metteremo in atto con le modalità e le tempistiche adeguate ad agire per il bene della Pallacanestro Varese».

Atteso dunque un confronto costruttivo ad ampio raggio che non dovrà arrivare ad una sorta di referendum su chi è favorevole o contrario a riallacciare i rapporti con Gianfranco Ponti, in 7 anni di proprietà consortile l'unico a essersi fatto avanti con una proposta di affrancamento a "Varese nel Cuore". La novità del trust "Il Basket Siamo Noi" - entrato nell'asse societario prima con l'1 e poi con il 5 per cento delle quote - è stato un primo segnale di apertura; ora il consorzio dovrà decidere se proseguire sulla strada attuale della ricerca costante di nuovi soci per aumentare il peso all'interno del budget complessivo della Pall.Varese (nel 2015-16 circa 680mila euro dalla proprietà rispetto ai 2 milioni e 230 mila di sponsorizzazioni e circa 700mila di ricavi dal botteghino). Ma il problema principale è scaturito dalla necessità dei proprietari di farsi carico delle passività del bilancio di Pallacanestro Varese delle ultime due stagioni. Dopo l'esborso di 400mila euro nel 2014-15. lo scorso gennaio è stato chiesto ai soci uno sforzo da 150mila per coprire parte del deficit del bilancio 2015-16, nel quale sono emersi tutti i debiti del post-Indimenticabili - tra crediti inesigibili ed extrabudget per i correttivi di mercato - sin dalla stagione 2013-14. In soldoni: nelle ultime 4 stagioni la Pallacanestro Varese - per necessità contingenti legate alla classifica -ha speso più e incassato meno del previsto, e l'assemblea di stasera dovrà indicare la soluzione più efficace per disegnare un futuro sostenibile e invertire il trend dei bilanci in rosso. Di certo la serenità garantita dal filotto di vittorie consecutive conquistate dalla truppa di Attilio Caja sarà la base per impostare qualsiasi ragionamelo senza la spada di Damocle della retrocessione in A2 a condizionare gli umori dei proprietari.

Giuseppe Sciascia

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