Jump to content

La stagione dell’Openjobmetis si chiude a Bologna. La striscia di stagioni senza playoff si allunga ulteriormente: niente impresa biancorossa sul campo della prima della classe, e la contemporanea vittoria di Trento contro un’Olimpia senza stimoli di classifica fa scivolare la squadra di Kastritis al nono posto. Fatale lo 0-2 negli scontri diretti con la Dolomiti Energia per una Varese costretta a restare a guardare per l’ottavo anno di fila la volata Scudetto.

MOORE VA K.O.

Pesa ovviamente la virtuale assenza di Tazè Moore, in campo solo 6 minuti a tre cilindri per un improvviso attacco di dissenteria che lo induce a dare forfait (primo cambio dopo 1’30”, poi un paio di tentativi a vuoto e la defezione finale sull’ultima richiesta di Kastritis in avvio del quarto periodo).

TROPPA VIRTUS, POCO VARESE

Senza il suo miglior difensore e il più imprescindibile nello scacchiere tattico (ma tanto insostituibile tecnicamente quanto “meteoropatico” sul piano umorale…) le chances biancorosse sono azzerate in partenza contro una Virtus a pieno regime psicofisico in vista dei playoff. Soliti limiti atavici per la squadra di Kastritis, prima di tutto a rimbalzo dove il 24-54 finale (solo 16 difensivi contro i 18 offensivi dell’Olidata) è il primo segnale di difficoltà con Renfro tagliato fuori quasi subito dai falli. Il solo Nkamhoua, che fa show contro una squadra di Eurolega facendo le prove tecniche in vista del suo futuro, non basta a una Varese che deve inseguire sin dall’avvio pagando errori e sbavature contro un’avversaria nettamente superiore. L’orgoglio di Librizzi e una fiammata di Iroegbu valgono un sussulto dal meno 15 del 15’ al meno 4 del 24’; ma sono troppo pochi i biancorossi in palla, ed è troppa la qualità di una Virtus che vince 64-19 la battaglia della produzione della panchina.

QUALCOSA DA RECRIMINARE

E così una OJM piccola piccola deve rassegnarsi al nono posto in virtù della sconfitta di Milano a Trento; il playoff raggiunto avrebbe onorato al meglio un’annata comunque non disprezzabile visti i passi avanti dal quattordicesimo posto di due anni fa e dal dodicesimo dell’anno scorso. Che porterà con sé il ritorno in Europa, sia pure con ogni probabilità dalla porta di servizio della Fiba Europe Cup. Però i playoff non si sono certo persi alla Virtus Arena: le sciagurate scelte estive di Moody e Freeman hanno portato una partenza a handicap (2-7 nel primo scorcio) che i correttivi hanno migliorato (10-9 la restante parte del cammino) ma non a sufficienza. Ma sia pur con l’attenuante della defezione di Moore (da garantisti doveroso il beneficio del dubbio, ma sarebbe la seconda in una partita chiave dopo quella della Coppa Italia mancata a Treviso…), la Varese della Virtus Arena ha mostrato una distanza siderale dal livello di competitività necessaria per essere “da playoff”. E pur avendo battuto 4 delle 8 protagoniste della post-season (Brescia, Tortona e Trieste a Masnago; Milano in casa sua), seguirà la volata Scudetto soltanto in TV. Ora si ripartirà da coach Kastritis e dalla sua filosofia, senza più l’anima varesina Assui-Librizzi in partenza per la NCAA. Confidando di trovare da subito gli uomini giusti per il sistema del tecnico greco, senza l’handicap iniziale dei primi tre mesi del 2025/26.

Giuseppe Sciascia


User Feedback

Recommended Comments

There are no comments to display.



Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now

×
×
  • Create New...