Ancora una sconfitta, ancora la sensazione di qualcosa che era tra le mani e che è volato via. Per bravura degli altri, certo, ma anche per le solite, maledette, incancellabili sbavature che stanno caratterizzando la stagione della Openjobmetis. A Trento è un altro testa a testa, come a Treviso, e come a Treviso quando i biancorossi sembrano aver finalmente risolto il rebus si fanno infilare dai padroni di casa. Allora fu un +7 non difeso a 4′ dalla fine, stavolta il margine è più esiguo (68-70, 71-72) ma proprio in quel momento una squadra ha fatto tutte le scelte giuste: non Varese.
Le sbavature, i dettagli, le virgole: la formazione di Kastritis è lì che si impiglia. Sul passaggio loffio tra Nkamhoua e Stewart, sul tuffo di Forray che a 40 anni è il più rapido a capire tutto e buttarsi a terra, sul “non aiuto” di Iroegbu che lascia a Jakimovski lo spazio della tripla, sull’ennesimo taglio sulla linea di fondo che manda all’aria i piani di riscossa varesini.
Alla vigilia un po’ tutti avevano sottolineato tre mosse cruciali per espugnare la BTS Arena: rimbalzi, palle perse, percentuale da 3. I biancorossi hanno lavorato bene (a tratti molto bene) sotto i tabelloni ma pagato un deficit enorme nelle altre due statistiche. 17 perse, alcune delle quali tragicomiche, alcune in momenti in cui – proprio – la palla non era da pardere; 9 su 33 dall’arco (ovvero il 26,3%), al di sotto anche della soglia psicologica del 30%. E se la Dolomiti ha fatto altrettanto male nei palloni sprecati, si è riscattata al tiro pesante creando lì le condizioni per vincere.
Rispetto alle ultime uscite va segnalato un cambio di rotta gestionale di Kastritis, tornato a dare fiducia a Ladurner e Freeman da cui ha ricavato buone cose (specie con il pivot) ma ancora una volta in troppi hanno giocato a fasi alterne. Di Iroegbu abbiamo già accennato (alle amnesie difensive si aggiunge una partita poco incisiva in attacco) ma accanto a lui, tra i discontinui, ci vanno anche Alviti, Stewart e Librizzi (più male che bene per tutti) e ciò si è riflesso – trattandosi di quasi tutto il reparto guardia – in una gestione troppo imprecisa. Per sbancare un campo in trasferta servirebbero invece continuità e precisione da parte di tutti. Cose buone si sono viste dai lunghi con Renfro forse migliore in campo, insieme al solito Moore che talvolta fa confusione ma che allo stesso tempo mette sempre intensità e fantasia al servizio della squadra. Ma, appunto, è troppo poco.
Quella di Trento, però, è la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare, tre delle quali sfuggite dalle mani tremule dei biancorossi (Treviso e Venezia le altre) : un ruolino di marcia che la Openjobmetis non si può proprio permettere. Anche perché all’orizzonte (sabato 14) c’è Brescia e perché, oramai, c’è solo da guardarsi le spalle, anche questa volta. Anche quest’anno. Con il solito copione fatto di paura e di speranze andate a farsi benedire.
PALLA A DUE
Un buon numero di tifosi biancorossi inizia a incitare la Openjobmetis ancora prima della contesa: Kastritis manda in campo il quintetto delle ultime uscite con Iroegbu e Moore a dettare i ritmi insieme all’ex Alviti. Cancellieri non ha il forte play Jones, come previsto, ma recupera in extremis Niang; quintetto con il giovane Hassan play e i muscoli di Mawugbe sotto i tabelloni.
LA PARTITA
Q1 – L’avvio di gara pare lo stesso di domenica scorsa: Trento scatta 7-0 senza problemi e allunga anche dopo la tripla di Nkamhoua trovando punti un po’ da tutti. Ma più che la difesa è l’attacco varesino a mettere i brividi con 4 perse in 4′ a vanificare il buon lavoro a rimbalzo di Renfro. Toccato il -11 (Alviti e Iroegbu fantasmi), la OJM inizia finalmente a colpire: Moore dà la spinta con un paio di recupero e contropiede, poi Kastritis si ricorda di Ladurner e Freeman che nei minuti finali portano punti. La Dolomiti, in lunetta, tiene il vantaggio che però è dimezzato: 23-18.
Q2 – La OJM è brava a chiudere subito il divario ma manca – vecchio difetto – quando serve concretizzare, ovvero sorpassare o comunque mettere più autorità sulla partita. Il primo pareggio arriva al 12′ con Moore, il secondo a metà periodo con quella che resterà la sola tripla di Alviti (29-29) che poco dopo produce una inconsueta schiacciata di potenza. Ma, come detto, il sorpasso non arriva e – anzi – i due timeout spesi da Kastritis negli ultimi scampoli non portano alcun risultato positivo, così l’Aquila chiude avanti 38-35.
Q3 – Anche a inizio ripresa arriva il solito spreco con Iroegbu che serve un pallone troppo lungo a Nkamhoua vedendo sfumare il sorpasso. Poco dopo però è la volta buona con una schiacciata di Alviti e una tripla di Iroegbu ma l’inerzia si ferma lì per gli errori successivi e la tripla di Battle che rimette avanti i bianconeri. Nkamhoua – canestro e fallo – ci riprova ma nel finale di periodo arriva il solito blackout: 13-2 di parziale con Varese che quando sbaglia (due triple nella stessa azione di Stewart) si ferma e concede azioni veloci alla Dolomiti. Due liberi di Librizzi non possono fermare la valanga e tantomeno un timeout fuori tempo di Kastritis: 62-53 al 30′.
IL FINALE
La partita sembra aver preso una piega netta ma la Openjobmetis stavolta si scuote: Cancellieri deve fermare il gioco dopo lo 0-5 firmato da Renfro – perfetto in lunetta – e dalla tripla di Iroegbu (66-60). Varese inizia a crederci e sorpassa con un nuovo parziale di 2-10 grazie a Renfro, Moore e alla tripla di Nkamhoua (i tre migliori, guarda caso). L’ultimo vantaggio è ancora di Moore in penetrazione a 2.33 dalla fine ma lì Varese smette di fare le cose giuste e sbaglia tutto in fase di gestione: palla persa tra Stewart e Nkamhoua, tuffo di Forray a prendere la sfera, tripla di Jakimovski e rimessa dubbia che il replay assegna a Trento. Serve lo sforzo massimo invece arriva un taglio del macedone a punire l’aiuto di Nkamhoua e la dormita di Iroegbu: Moore segna tre volte con rapidità ma i palloni che contano sono quelli di un’Aquila in vantaggio. E gli uomini di Cancellieri non sbagliano più: 84-78.
Damiano Franzetti

Recommended Comments
There are no comments to display.
Create an account or sign in to comment
You need to be a member in order to leave a comment
Create an account
Sign up for a new account in our community. It's easy!
Register a new accountSign in
Already have an account? Sign in here.
Sign In Now