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OJM, operazione "zoccolo duro". Contratti pluriennali e futuro assicurato


simon89
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L'Openjobmetis sceglie la via della continuità anche per il futuro. Non solo lo zoccolo duro delle conferme del nucleo italiano messo sotto contratto l'anno scorso, ma anche una serie di investimenti che vanno oltre il 30 giugno 2017 per evitare il turnover selvaggio delle tre estati precedenti a quella attuale.

Sono quattro i giocatori del roster a disposizione di Paolo Moretti che si sono legati con contratti pluriennali alla società di piazza Monte Grappa. Daniele Cavaliero ha esteso durante l'estate l'accordo già in essere per la stagione appena iniziata, allungando fino al 2019 il suo rapporto con il club biancorosso. Stessa durata per il contratto con Aleksa Avramovic, primo acquisto del d.g. Claudio Coldebella, pur con clausole d'uscita per NBA ed Eurolega nell'ottica di realizzare un'eventuale plusvalenza qualora il 22enne talento serbo esplodesse secondo gli auspici di chi lo ha scelto. Contratto biennale invece per Norvel Pelle, altro giocatore dal grande potenziale sul quale Varese proverà a lavorare per svilupparne le doti tecniche al di là del suo innato talento atletico. Così come per due stagioni ha rinnovato Kristjan Kangur, fidelizzato dalla società di piazza Monte Grappa fino al 2018 per le sue doti di collante del gruppo e la capacità di essere leader attraverso l'esempio quotidiano in allenamento.

Al portafoglio contratti con i giocatori si aggiungono anche l'opzione per il 2017/'18 nei confronti di coach Paolo Moretti e il 2+1 firmato da Claudio Coldebella, durata analoga al mandato del nuovo CdA presieduto da Marco Vittorelli che si è insediato nello scorso maggio. Prove tecniche di programmazione con elementi scelti dal club per qualità tecniche e umane; l'obiettivo è quello di creare uno zoccolo duro che possa garantire continuità nel tempo e aiutare la creazione di una chimica di squadra attraverso un'impronta forte in termini di solidità del gruppo. L'investimento a medio termini su giocatori con passaporti europei o Cotonou (sono tali Kangur, Pelle e Avramovic) anticipa il possibile rischio inaridimento del mercato americano a partire dal prossimo anno, quando l'aumento del salario medio della D-League (oggi due fasce da 19.500 e 26mila dollari; l'importo dovrebbe triplicare nella prossima estate) rischia di ridurre notevolmente l'appeal delle offerte dall'Europa per la fascia di giocatori dai 22 ai 27 anni.

E in ogni caso, per cultura e ambizione, gli americani fidelizzabili per più di un anno sono soltanto quelli di lungo corso in Italia: la stragrande maggioranza degli statunitensi rifiuta contratti oltre i 12 mesi (nell'estate 2012 fu Bryant Dunston a dire no a Varese che propose un biennale e in alternativa un 1+1) per essere liberi di monetizzare altrove un'eventuale stagione di alto profilo. In vista della modifica pressoché certa delle regole di eleggibilità dei giocatori (si passerà dall'attuale alternativa 5+5 o 3+4+5 al 6+6 con stranieri liberi senza vincoli di passaporto) servirà invece implementare il gruppo degli italiani: al momento non paiono in vista altre operazioni stile Cavaliero, visto che il tentativo estivo con Luca Campani per estendere l'accordo in scadenza a giugno 2017 non è andato in porto.

Giuseppe Sciascia

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