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C’è profumo di riconferma nell’aria: Davide Alviti è molto vicino a restare un giocatore della Pallacanestro Varese per i prossimi due anni: l’ala di Alatri ha valutato come valida l’offerta – corposa – avanzata dalla società biancorossa e potrebbe presto firmare il contratto che lo renderà – alla scadenza del 30 giugno 2028 – una vera e propria bandiera, seconda (in anni recenti) per permanenza ai soli Giancarlo Ferrero e Matteo Librizzi.

Il 29enne azzurro sta trascorrendo un periodo di ferie all’estero, quindi la trattativa non si è conclusa ma la Openjobmetis è a un passo dall’assicurarsi il classico “italiano da quintetto”, al netto delle decisioni tattiche e tecniche su di lui da parte di Ioannis Kastritis. Ma piazzare un giocatore “sicuro” nel roster degli azzurri accanto a Iris Ikangi (messo al posto di Assui), a Ladurner e probabilmente di Librizzi significherebbe arrivare ai primi di giugno con quattro caselle tricolori già riempite con una qualità più che soddisfacente.

Varese ha messo sul piatto della riconferma un contratto pesante per gli standard biancorossi (si parla di 250mila euro all’anno netti, non ci saranno eventuali conferme ufficiali in merito) ma comunque in linea con un giocatore della sua esperienza, del suo curriculum e delle sue statistiche. E in linea con una società che dopo anni di fatiche economiche sta innalzando la quota delle ambizioni e degli obiettivi. In attesa di conoscere il destino europeo della Openjobmetis, che punta alla partecipazione alla Champions ma che comunque ha un posto pressoché certo in Fiba Europe Cup. Sempre con un orecchio teso alla futura NBA Europe, ma questo è un discorso troppo complicato per il breve periodo.

La presenza di Alviti nello scacchiere sarebbe fortemente gradita da coach Ioannis Kastritis (che sul dossier-mercato lavora a stretto contatto con la coppia Sogolow-Horowitz) e potrebbe avere un’ulteriore logica se, come sembra, la società fosse orientata a ingaggiare un playmaker puro o comunque più “distributore” rispetto a un bomber come Iroegbu. Del resto Kastritis ha sempre mostrato la volontà di avere un uomo di regia: al suo arrivò portò a Varese Elijah Mitrou-Long, l’estate scorsa venne scelto Stefan Moody, che poi si rivelò inadeguato ma era profilo diverso da Iroegbu e Stewart, aggiunti in corsa.

Con un uomo a dettare i ritmi e a cesellare passaggi al bacio anche sul perimetro, un tiratore di vaglia come Alviti potrebbe accrescere una produttività che, in biancorosso, dice 12,3 punti con il 41,2% nel tiro pesante. Ora, quindi, resta una firma o poco più per mettere nero su bianco il prosieguo dell’esperienza biancorossa, un auspicio anche di tanti tifosi che gradirebbero rivedere a Masnago il numero 2 biancorosso.

Damiano Franzetti


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