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Risanamento e futuro


simon89

Il passato è sistemato, il presente è ben indirizzato, il futuro è da scrivere. Tanta carne al fuoco nel CdA della Pallacanestro Varese che ieri ha approvato i dettagli pratici del risanamento delle passività di bilancio della stagione 2016-17, e impostato il piano operativo per arrivare senza sorprese al termine del 2017-18. Un extrabudget massiccio per archiviare l'annata scorsa e un'altra iniezione di liquidità a breve termine per la gestione corrente, certamente non facili da digerire per chi ha dovuto mettere nuovamente mano al portafogli dopo il ripianamento forzoso dello scorso luglio. Ma la pillola, sia pur amara, era l'unica medicina possibile per evitare scenari apocalittici neppure considerati da chi continua ad avere a cuore la Pallacanestro Varese. Dunque tra apporti extra a titolo personale di consiglieri e sponsor e il solito sforzo sostanzioso della multiproprietà di "Varese nel Cuore" (che si accollerà più del 50 per cento del deficit passato e presente) la continuità dell'attività societaria è stata garantita.

Sistemati i pregressi e messi in sicurezza i conti per la stagione in corso, rimane però da disegnare un futuro che dovrà forzatamente essere differente dopo 4 stagioni consecutive chiuse col bilancio in rosso. La maratona di queste settimane è stata la più impegnativa rispetto a quelle passate, ma sarà anche stata la più importante se servirà a imprimere una svolta decisiva per evitare il ripetersi ciclico di queste situazioni. Il tema chiave riguarda gli assetti futuri della proprietà: il consorzio ha salvato Varese nel 2010 quando è nato con 18 soci, e ha ripetutamente evitato - con ripianamenti sempre più gravosi dal 2014 a oggi - che la società dovesse portare i libri contabili in tribunale. Stavolta però c'è stato bisogno dell'intervento di soggetti extra "Varese nel Cuore", ai quali si chiederà - sin d'ora, ma soprattutto dalla prossima annata sportiva - un apporto più diretto in cambio di un ruolo più importante nella governance. La chiave di sblocco era la messa in sicurezza dei conti: una società in deficit costante non può certo essere attrattiva nei confronti di alcun investitore. Primo fra tutti Gianfranco Ponti: l'imprenditore di Angera ha avuto un ruolo di primissimo piano - tra impegno personale e gli stimoli apportati all'interno del CdA - nell'operazione complessiva portata a termine ieri. Ma solo dopo che il bilancio non sarà più condizionato dalle sofferenze finanziarie e dai deficit degli ultimi anni avrà interesse ad esercitare la sua opzione di acquisto sul 20 per cento delle quote del club prevista al momento del suo ingresso in società.

Azzerando i pregressi e mettendo le basi per non crearne di nuovi al 30 giugno 2018, la Pallacanestro Varese ha creato i presupposti minimi per proporsi ai "soci forti" - che siano Ponti o altri, per ora coperti, che sembrano comunque interessati a seguire l'attuale "ministro delle giovanili" - col giusto appeal. Poi se cambierà l'assetto della proprietà sarà necessario intervenne anche nella stanza dei bottoni della Pall.Varese; ma di questo si parlerà, eventualmente, quando si programmerà il 2018-19.

Giuseppe Sciascia

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