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Salvezza, l’asticella si alza. Varese “operaia” ci prova


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BASKET - SERIE A Le rivali hanno messo a segno colpi importanti

Si alza l’asticella della volata salvezza con gli ultimi colpi di mercato delle potenziali avversarie di Varese nella corsa per evitare l’unica retrocessione in A2 prevista nel 2017/’18. La società di piazza Monte Grappa ha scelto la via di un gruppo “operaio” e disponibile al lavoro, senza stelle conclamate pur con giocatori dalle qualità indiscusse come Wells e Hollis. Ma le potenziali avversarie della truppa di Attilio Caja hanno scelto la via dei colpi ad effetto per rinforzarsi nella fase finale del mercato. Negli ultimi giorni, infatti, Pistoia, Cremona e Brindisi - sulla carta squadre del secondo troncone della classifica nel ranking ancora in divenire del campionato - si sono rinforzate con giocatori di valore assoluto. La The Flexx, rivelazione delle ultime due stagioni raggiungendo i playoff con un budgetlargamente inferiore a quella di tante avversarie, ha convinto Tyrus McGee - fresco campione d’Italia con Venezia - a sposare la causa del club toscano. La Vanoli, ripescata grazie all’affaire Caserta, ha completato il roster con l’ingaggio di Henry Sims, 27enne centro con 135 gettoni NBA all’attivo. L’Enel ha invece convinto Cady Lalanne, 26enne pivot haitiano, seconda scelta di San Antonio due estati fa, ad accettare la proposta , inizialmente rifiutata due settimane fa, del team pugliese. Tre operazioni stimate oltre i 150mila dollari di ingaggio, decisamente superiori rispetto all’ingaggio più elevato della Varese 2017/’18, che danno la misura dello spessore degli ultimi colpi. Sarà dunque Pesaro, con 4 rookie statunitensi e un monte stipendi di poco inferiore ai 400mila euro, la squadra su cui tutte le potenziali rivali della volata salvezza faranno corsa. Sulla carta è così, anche se il concetto di fondo - secondo il quale conta più come si spende che quanto si spende - dovrà trovare anche in quest’annata applicazioni pratiche dopo i quattro casi conclamati del 2016/’17 (leggi scudetto a Venezia, Trento in finale nonostante un budget da metà classifica, Pistoia e Capo d’Orlando ai playoff con ultimo e penultimo budget della serie A). Oggi, però, pare impensabile che gli otto posti playoff non saranno assegnati alle squadre del primo troncone da 10 squadre. Partendo dalla solita Milano dei 15 contratti (di cui 10 stranieri) superfavorita per il titolo, più la solita nobiltà di Venezia campione in carica, Avellino e Sassari più Trento (in ulteriore ascesa dopo la finale scudetto) e Reggio Emilia (ridimensionata, ma con Della Valle confermato e Markoishvili in arrivo). A cui si aggiungono le ambizioni in crescita della Virtus Bologna grandi firme (Aradori e Gentile più Lafayette in regia e Slaughter sotto canestro) e della Torino tornata in Europa con Luca Banchi in panchina, oltre alle agguerrite Brescia, con l’aggiunta di Brian Sacchetti e un colpo ancora in canna (Anosike a settembre?) e Cantù con 5 stranieri di qualità e un parco italiani ancora in fase di completamento. Se però la ricetta “motivazioni più coralità” impostata da Attilio Caja funzionerà secondo le aspettative, chissà che non possa essere proprio Varese la rivelazione del 2017-18...

Giuseppe Sciascia

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