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Varese deraglia presto e Brescia non perdona


simon89

Varese chiude a mani vuote il trittico contro le prime della classe. Dopo le big Venezia e Milano, anche la rivelazione Brescia mette sotto la squadra di Attilio Caja che paga a caro prezzo una prestazione offensiva opaca sia al tiro che in fase di costruzione del gioco (38% dal campo e 19 perse). Fatale la dissolutezza dei 5' finali del secondo quarto, quando la vischiosa zona della Germani ha completamente mandato in tilt Cameron Wells, ancora largamente insufficiente al di là delle cifre (2/5 al tiro, 3 stoppate subite e meno 16 di plus/minus in 22'). Un passaggio a vuoto punito duramente dai padroni di casa, con un sontuoso Luca Vitali che ha innescato il contropiede e attivato l'agile Hunt per quel maxi-break che ha spaccato la partita dal meno 3 al meno 20 per gli ospiti.

Nell'economia della partita pesano due dati che sono la cartina di tornasole della prova qualitativamente modesta di Varese. Prima di tutto l'8/31 da 3, leggermente "ritoccato" dalla tripletta di Waller negli ultimi 2'30" di una gara nella quale i biancorossi hanno ripetutamente ammaccato il ferro dall'arco. Senza un riferimento interno - né Cain né Pelle possono incidere spalle a canestro - l'attacco della squadra di Caja non può prescindere dalla qualità della sua produzione balistica, e l'1/9 da 3 di Okoye dono la micidiale striscia anti Cantù è il primo segnale negativo della serata. L'altro dato eloquente è quello delle palle perse, ben 19 di cui 14 alla pausa lunga, che Brescia ha spesso capitalizzato in campo aperto con canestri facili, rispetto agli 11 assist totali.

Il bicchiere mezzo pieno arriva però dallo spessore caratteriale mostrato da Varese in una serata poverissima di spunti balistici fino al maquillage finale di Waller (11 negli ultimi 3'30"). La formazione di Caja ha tenuto botta a livello mentale nonostante il pesante meno 24 di metà terzo quarto, e ha saputo rimboccarsi le maniche in difesa tra uomo e zona spremendo energia dalla panchina con Tambone, Pelle e Natali. Peccato per quei 4' consecutivi senza mettere punti sul tabellone con l'inerzia favorevole sul meno 14 del 33', con 5 triple consecutive respinte dal ferro che hanno frustrato gli sforzi profusi fino all'ultimo dagli ospiti. Alla fine Artiglio promuove la mentalità da battaglia profusa da una Varese tutt'altro che brillante ma quantomeno mai doma.

Chiaro che contro un'avversaria più organizzata non è stato possibile replicare l'arrembaggio difensivo che aveva messo alle corde Cantù. E contro l'arrocco bresciano di fine secondo quarto è emersa chiaramente la mancanza di un faro al quale fare appello quando le difese avversarle tolgono i riferimenti creati dalla circolazione di palla. Con Wells sempre lontanissimo dal giocatore-capo e Hollis bello ma impalpabile anche nei panni del (festeggiato) ex di turno, Varese non ha ancora trovato la sua ancora di salvezza quando le cose si mettono male. Sicuramente è un problema che in trasferta può lasciare il segno, anche se finora la truppa di Caja ha perso senza sprofondare sui campi delle imbattute Milano e Brescia. Ma la salvezza biancorossa va costruita al PalA2A, dove le prossime sfide con Pistoia (alle prese con i guai del bomber McGee, probabilmente assente domenica) e Trento dovranno permettere a Varese di mantenere lo zero in media inglese e le distanze dalla zona retrocessione. 

Giuseppe Sciascia

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