Volendo portare un piccolo contributo, di seguito un articolo ricavato da basket.net e scritto da Gabriele Marcotti, che è un milanese che ha visto il calcio nel mondo, che abita oggi in Inghilterra, che scrive per La Stampa, il Corriere della Sera e per nientemeno che il prestigiosissimo settimanale sportivo statunitense, Sports Illustrated..
"L'arma più importante nel debellare la violenza negli stadi (Inglesi) è stata economica. E di questo non parla nessuno. Nel 1991 si entrava al Chelsea con 5 Sterline (8 Euro). Oggi ce ne vogliono minimo 35 (56 Euro). Chiaro che tante, tantissime persone non se lo possono permettere. In particolare si tratta di anziani (che però, si sa, non interessano a nessuno), giovani e coloro che appartengono ai ceti medio-bassi. E' appurato statisticamente che sono proprio queste ultime due categorie -- giovani e meno abbienti -- che tendono, più di altri, ad essere coinvolti in incidenti, teppismo e via dicendo." Infatti, come dice Marcotti, mai sentito questo argomento.
Continua Gabriele Marcotti: "Bene, questa gente, in Inghilterra, non può permettersi di andare allo stadio. E quindi, logicamente, non può commettere violenze allo stadio. In compenso, le commette altrove, all'estero oppure nei bar, nei centro città e così via ... non è che la violenza o il vandalismo siano diminuiti in Inghilterra negli ultimi anni, anzi. Vogliano una situazione analoga in Italia; dobbiamo pensarci bene." Infatti, non esiste in Italia.
Prosegue: "Perchè se importassimo il "modello inglese" in toto, significherebbe anche aumentare sensibilmente i prezzi. Perchè -- più degli steward, la sorveglianza, la giustizia 'forte' -- è stato proprio questo fattore a sconfiggere gli hooligan negli stadi. Il risultato è che negli impianti inglesi oggi si vedono pochissime persone di età compresa fra i 15 e i 30 anni. E' vero, ci sono bambini (con i genitori) e intere famiglie. Ma, arrivati a 15 anni (l'età in cui uno spesso preferisce passare il sabato con gli amici piuttosto che con mamma e papà) questi non vanno più allo stadio."
Ancora: "E probabilmente non torneranno neanche dieci anni dopo, quando avranno un lavoro e uno stipendio che gli permette di comprare l'abbonamento. Grazie al boom economico della Premier League negli anni '90 gli stadi sono rimasti pieni, al posto dei giovani e dei ceti proletari sono arrivati più spettatori 'borghesi' (anche perchè il calcio è diventato una moda). E quindi questo fenomeno non si è notato. Ma i segnali di un calo già ci sono. Gli spettatori in Premier League sono in lieve diminuzione da tre stagioni."
Per finire: "E se non fosse stato per l'ampliamento di Old Trafford e lo stadio nuovo dell'Arsenal vi sarebbe stato un calo più sensibile. L'età media di chi va allo stadio in Inghilterra continua ad aumentare e le nuove generazioni si scarseggiano. Però, grazie al caro biglietti, non c'è più violenza. Una cosa su cui riflettere, a mio avviso." Bene, qui vediamo una parte del 'modello inglese' mai parlato prima. Ovvio, come dice il grande Gabriele Marcotti, merita riflessione prima di applicare perchè è una lama a doppio taglio. Due tagli profondi.
Ps la conclusione è che il problema è stato trasferito..il tutto in un contesto di un effetto deterrenza da parte della polizia molto maggiore in UK che nel nostro paese; ricordo infatti di avere assisitito a Londra ad una scena in cui un poliziotto a cavallo teneva a bada alcune decine di tifosi agitati (lo stesso in Italia non sarebbe stato credibile)..