vi lascio l'intervista del coach in conferenza stampa dopo la gara di Jesi
fonte: La Provincia quotidiano locale
Pensare che Veroli va a giocarsi l'A1 a Masnago è tanta roba. Siamo l'ombelico del mondo e andiamo a palazzo contro una squadra con una stella sul petto per gli scudetti che ha vinto. Chi ha dieci centesimi li giochi su di noi perché potrebbe guadagnarci: il pronostico sembra scritto, però...". Veroli è sulla luna ed Andrea Trinchieri è il suo astronauta.
Forse qualcuno se ne sta accorgendo, ma la maggior parte forse capirà solo tra qualche tempo cosa diavolo sta combinando in questa Legadue la squadra del coach milanese.
Dopo la vittoria in Coppa Italia, la Prima è a 40 minuti dal regalarsi sfide contro la Montepaschi Siena, la Virtus Bologna, l'Armani Milano, il derby con la Lottomatica Roma, insomma la cenerentola è ad un passo dal sogno, un traguardo inimmaginabile per una piccola realtà che poco più di 5 anni fa giocava in B2. Domenica a Varese, in uno dei tempi del basket italiano, contro la Cimberio di Pillastrini, Childress e Galanda ci si giocherà davvero l'ingresso nell'Olimpo, una vera e propria finalissima che sarà l'avvenimento della settimana di tutta la pallacanestro nazionale, massimo campionato compreso.
Tutto quello che si poteva sperare alla vigilia del penultimo turno di regular season si è realizzato, la caduta della capolista con Soresina ed il successo verolano su Jesi (71-70), sofferto come più non si può e che sa di sberleffo nei confronti di Varese: quei finali in volata che tante, troppe volte hanno aiutato il primato varesino, hanno premiato l'avversaria verolana nel turno più importante. "Siamo ancora vivi dopo una partita difficilissima, contro una Jesi che ha fatto una gran partita siamo stati bravissimi a non perderla - è il sospirone di sollievo Trinchieri - Potevamo perderla perché siamo stati annichiliti ad inizio ripresa, però abbiamo trovato energie insospettate e l'abbiamo poi vinta coi nervi in un ultimo quarto da playoff. Il titolo della partita era: no rimpianti. Non volevamo avere rimpianti, se andavamo negli spogliatoi e sapevamo che Varese aveva perso sarebbe stato un dramma. Avevo chiesto di fare tutto quello che era possibile per portare a casa questa partita che ci qualificava per il secondo posto, ovvero il top del ranking nei playoff". Ma, arrivati sulla soglia del paradiso, non ci si può accontentare nemmeno di un preziosissimo secondo posto. Del resto, chi ha più da perdere ora è Varese: era lei la predestinata a vincere il campionato, è lei la società blasonata, è lei a giocare in casa ed è lei ad avere tutta la pressione del mondo addosso. "Sarà la settimana più facile per un allenatore, giocheremo a calcetto, staremo bene insieme, non ci sarà bisogno di grossi stimoli. Mi auguro di cuore che l'aspetto psicologico sia dalla nostra parte, però non lo so. Io ho sempre visto vincere campionati da Varese, Milano, Bologna, Treviso e l'A2 l'ha sempre vinta Ferrara, Caserta e via dicendo, vederlo vincere a Veroli sarebbe come trovarsi di fronte ad un anno strano, bisestile".
La gara con Jesi si attendeva anche per l'esordio di Roberts Stelmahers. Indicazioni poche, se non quelle che confermano una forma fisica ancora lontana dall'ottimale per il 34enne play-guardia lettone, anche se Trinchieri gli ha dato subito una discreta fiducia. Ma per il big match di Varese il baltico dovrà aumentare il numero di giri: "Abbiamo una settimana di tempo per raggiungere qualche punto percentuale in più nella sua condizione. Ma a noi ci serve soprattutto il suo cervello e lui ne ha tanto. E poi vedere lui, uno che viene dal Baltico, esultare per un canestro da 3 punti, mi fa dire che pure lui ha capito dove è arrivato e per noi questo è molto importante".
Comunque vada in Lombardia, sarà sempre un successo: "Unità d'intenti, lavoro, spirito di sacrificio, qualche scelta azzeccata, calma nei momenti difficili - il Trinka spiega la ricetta di quest'annata da favola - Non sono mai stato bravo ad autoincensarmi e non voglio farlo nemmeno adesso. Il risultato raggiunto dai ragazzi è straordinario perché ottenuto in una realtà che non aveva mai raggiunto questo livello. Abbiamo fatto davvero le nozze coi fichi secchi, abbiamo avuto tanti incidenti di percorso, però siamo stati sempre uniti, abbiamo sempre letto la stessa pagina del libro tutti insieme".